Zolpidem Doc G: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Zolpidem Doc G

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Zolpidem Doc G: ultimo aggiornamento pagina: 25/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Zolpidem Doc G: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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zolpidem tartrato (2:1). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

La compressa è bianca, ovale, con linea di frattura su un lato e le incisioni “1” e “0” rispettivamente sopra e sotto la linea di frattura mentre sull’altro lato porta l’incisione “APO”. La compressa è divisibile in due metà uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento a breve termine dell’insonnia.

Le benzodiazepine o i composti simili alle benzodiazepine sono indicati esclusivamente quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone l’individuo a estremo disagio.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il trattamento deve essere il più breve possibile. Generalmente la durata del trattamento varia da pochi giorni a due settimane con una durata massima, comprensiva della fase di riduzione progressiva, di quattro settimane. La riduzione progressiva deve essere stabilita caso per caso.

In alcuni casi può essere necessario prolungare la durata del trattamento oltre il massimo; questo non deve avvenire senza una rivalutazione del paziente.

Il prodotto deve essere assunto con del liquido subito prima di coricarsi.

Adulti

La dose raccomandata giornaliera per gli adulti è di 10 mg subito prima di coricarsi.

Anziani

Nei pazienti anziani o debilitati che possono essere particolarmente sensibili agli effetti dello zolpidem si raccomanda una dose di 5 mg. Questa dose può essere aumentata a 10 mg solo nei casi in cui la risposta clinica sia inadeguata e il farmaco sia ben tollerato. . La dose totale di zolpidem non deve superare i 10 mg in nessun paziente.

Pazienti con insufficienza epatica

I pazienti con insufficienza epatica che non eliminano il farmaco rapidamente come gli individui normali, si raccomanda una dose di 5 mg. Questa dose può essere aumentata a 10 mg solo nei casi in cui la risposta clinica sia inadeguata e il farmaco sia ben tollerato.

La dose totale di zolpidem non deve superare i 10 mg in nessun paziente.

Bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg è controindicato in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni.

04.3 Controindicazioni

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Insufficienza epatica grave.

Ipersensibilità allo zolpidem o ad uno qualunque degli eccipienti.

Sindrome da apnea notturna.

Miastenia grave.

Insufficienza respiratoria grave.

Bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Generali

Quando sia possibile si deve verificare la causa dell’insonnia. E’ necessario trattare i fattori di base prima di prescrivere un ipnotico. La mancata remissione dell’insonnia dopo 7-14 giorni di trattamento può indicare la presenza di un disturbo psichiatrico o fisico primario, che deve essere valutato.

Le informazioni generali relative agli effetti della somministrazione di benzodiazepine o di altri ipnotici che devono essere tenute in considerazione dal medico prescrittore sono descritte di seguito.

Tolleranza

Si può verificare una certa perdita di efficacia degli effetti ipnotici di benzodiazepine a breve durata d’azione e di agenti simili alle benzodiazepine dopo alcune settimane di uso ripetuto.

Dipendenza

L’uso delle benzodiazepine e di agenti simili alle benzodiazepine può determinare lo sviluppo di dipendenza fisica e psicologica a questi prodotti. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento ed è aumentata anche in pazienti con anamnesi di disturbi psichiatrici e/o di abuso di alcool o droghe. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati quando assumono benzodiazepine o sostanze simil-benzodiazepiniche.

Quando si sia instaurata una dipendenza, la brusca interruzione del trattamento sarà accompagnata da sintomi di astinenza. Questi possono consistere in mal di testa o dolori muscolari, ansia e tensione nervosa estreme, irrequietezza, confusione e irritabilità. In casi gravi si possono manifestare i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolii alle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o crisi epilettiche.

Insonnia di rimbalzo

All’interruzione del trattamento con un agente ipnotico si può manifestare una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine o agenti simili alle benzodiazepine si presentano in forma aumentata. Può essere accompagnata da altre reazioni che includono cambi dell’umore, ansia e irrequietezza.

E’ importante che il paziente sia informato della possibile comparsa di fenomeni di rimbalzo, in modo da ridurre l’ansia causata da questi sintomi, nel caso si verificassero all’interruzione del trattamento.

Ci sono evidenze che, nel caso di trattamento con benzodiazepine e sostanze simili alle benzodiazapine con breve durata d’azione, la sindrome di astinenza si possa verificare anche con dosi all’interno dell’intervallo terapeutico, soprattutto quando il dosaggio è alto.

Dal momento che il rischio che si manifestino una sindrome di astinenza o dei fenomeni di rimbalzo è maggiore se il trattamento viene interrotto bruscamente, si raccomanda di ridurre la dose con gradualità.

Durata del trattamento

La durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere paragrafo 4.2) e non deve superare le 4 settimane, comprensive della fase di riduzione progressiva del dosaggio. La prosecuzione oltre questo periodo non deve avvenire senza una rivalutazione del paziente.

Può essere utile informare il paziente fin dall’inizio del trattamento che la durata sarà limitata.

Amnesia

Le benzodiazepine o gli agenti simili alle benzodiazapine possono indurre amnesia anterograda. Il fenomeno si manifesta solitamente diverse ore dopo l’assunzione del prodotto. Per ridurre il rischio, i pazienti devono assicurarsi di poter godere di 7-8 ore di sonno ininterrotto (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni psichiatriche e “paradosse”

E’ noto che quando si usano benzodiazepine o agenti simili alle benzodiazapine, si possono manifestare reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delusione, rabbia, incubi, allucinazioni, psicosi, sonnambulismo, comportamento inappropriato, peggioramento dell’insonnia e altri eventi avversi di natura comportamentale. Nel caso questo si verificasse, sarebbe necessario interrompere l’uso del prodotto. Queste reazioni avverse sono più probabili negli anziani.

Gruppi specifici di pazienti

Pazienti anziani o debilitati

Devono ricevere una dose più bassa: si vedano le posologie raccomandate (paragrafo 4.2). A causa dell’effetto miorilassante il rischio di cadute e conseguenti fratture dell’anca è accresciuto, particolarmente negli anziani che si alzino durante la notte.

Pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2)

E’ necessaria cautela, benché non sia richiesto un aggiustamento posologico.

Pazienti con insufficienza respiratoria cronica

E’ necessaria cautela nel prescrivere lo zolpidem in quanto si è visto che le benzodiazepine riducono la funzionalità respiratoria. Si deve anche tenere in considerazione il fatto che ansia e agitazione sono state descritte come segni di insufficienza respiratoria scompensata.

Pazienti con grave insufficienza epatica

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine non sono indicate per il trattamento di pazienti con insufficienza epatica grave, in quanto possono causare un’encefalopatia.

Impiego in pazienti con malattie psicotiche

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine non sono raccomandati come trattamento primario.

Uso nella depressione

Nonostante non si siano evidenziate interazioni di rilievo clinico, farmacocinetico e farmacodinamico con gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) lo zolpidem deve essere somministrato con cautela a pazienti che mostrino sintomi di depressione.

Possono manifestarsi tendenze suicide. A causa della possibilità di sovradosaggio intenzionale è necessario fornire a questi pazienti la più bassa dose possibile.

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine non devono essere impiegati da soli per trattare la depressione o l’ansia associata alla depressione (in questi pazienti possono manifestarsi tendenze suicide).

Una depressione preesistente può essere rivelata durante l’utilizzo di zolpidem. Poiché l’insonnia può essere un sintomo di depressione, il paziente deve essere rivalutato se l’insonnia persiste.

Impiego in pazienti con anamnesi di abuso di droghe o di alcool

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine devono essere impiegate con estrema cautela in pazienti con anamnesi di abuso di droghe o di alcool. Questi pazienti devono essere tenuti sotto attenta sorveglianza durante il trattamento con lo zolpidem in quanto sono a rischio di assuefazione e dipendenza psicologica.

Sonnambulismo e comportamenti associati

In pazienti che assumevano zolpidem e che non erano completamente svegli sono stati segnalati sonnambulismo e altri comportamenti associati come “guidare nel sonno”, preparare e mangiare cibo, telefonare, avere rapporti sessuali, con amnesia per l’evento. Sembra che, sia l’uso di alcol e di altri deprimenti del SNC insieme a zolpidem, sia l’uso di zolpidem a dosi che superano la dose massima raccomandata, aumentino il rischio di tali comportamenti. Si deve considerare attentamente l’interruzione del trattamento con zolpidem nei pazienti che presentano tali comportamenti (vedere paragrafì 4.5 e 4.8).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’assunzione concomitante di alcool non è raccomandata. L’effetto sedativo può essere accresciuto quando il prodotto è impiegato in combinazione con alcool. Questo influenza la capacità di guidare e di usare macchinari.

E’ necessaria cautela nell’impiego congiunto dello zolpidem con altri depressori del SNC (vedere paragrafo 4.4).

Si può verificare un aumento dell’effetto depressorio in caso di uso concomitante con antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, miorilassanti, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi (vedere paragrafì 4.8 e 5.1).

Nel caso di analgesici narcotici si può anche verificare anche un incremento dell’euforia che può condurre ad un aumento della dipendenza psicologica.

Lo zolpidem è metabolizzato da alcuni enzimi della famiglia del citocromo P450 in vitro. Il principale enzima è CYP3A4 con un parziale contributo del CYP1A2.

La rifampicina induce il metabolismo dello zolpidem, determinando una riduzione approssimativamente del 60% nelle concentrazioni di picco plasmatico ed eventualmente in una riduzione dell’efficacia.

Effetti simili sono attesi anche da altri forti induttori degli enzimi del citocromo P450.

I composti che inibiscono gli enzimi epatici (particolarmente CYP3A4) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche e potenziare l’attività dello zolpidem. Tuttavia la somministrazione concomitante di zolpidem con itraconazolo (inibitore del CYP3A4) non altera significativamente gli effetti farmacocinetici e farmacodinamici. La rilevanza clinica di questi risultati non è nota.

La somministrazione concomitante di zolpidem e di ketoconazolo (un forte inibitore del CYP3A4) ha prolungato l’emivita dello zolpidem. L’esposizione totale di zolpidem è aumentata del 83% e la clearance orale apparente è diminuita. Non si considera necessario adattare il dosaggio usuale di zolpidem, ma i pazienti devono essere informati riguardo al

potenziale aumento degli effetti sedativi causato dall’uso concomitante di zolpidem e ketoconazolo.

Si è riscontrata evidenza clinica sulla possibile interazione tra sertralina, un inibitore CYP3A4, e zolpidem che porta ad un aumento di sonnolenza. Sono inoltre stati riportati casi isolati di allucinazioni visive.

Non sono state osservate significative interazioni farmacocinetiche nella somministrazione di zolpidem con warfarin, aloperidolo, clorpromazina, dogossina, ranitidina o cimetidina.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non si dispone di dati sufficienti a stabilire la sicurezza dello zolpidem durante la gravidanza e l’allattamento. Benché studi condotti su animali non abbiano evidenziato effetti teratogenici o embriotossici, la sicurezza in gravidanza negli esseri umani non è stata stabilita. Pertanto lo zolpidem non deve essere utilizzato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.

Se si prescrive questo farmaco ad una donna che può restare incinta, è necessario che questa sia informata di mettersi in contatto con il proprio medico per considerare l’interruzione del trattamento in caso intendesse iniziare una gravidanza o sospettasse di essere rimasta incinta.

Se, per convincenti ragioni cliniche, lo zolpidem viene somministrato nelle ultime fasi della gravidanza o durante il travaglio, ci si possono aspettare effetti sul neonato come ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria, dovuti all’azione farmacologica del prodotto.

I nati da madri che hanno fatto uso cronico di benzodiazepine o di agenti simili alle benzodiazepine durante le ultime fasi della gravidanza, possono sviluppare sintomi da astinenza nel periodo postnatale come risultato di una dipendenza fisica.

Lo zolpidem passa nel latte materno in minime quantità. Lo zolpidem perciò non deve essere impiegato durante l’allattamento, dal momento che gli effetti sul bambino non sono stati studiati.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Zolpidem induce sonnolenza. Zolpidem può ridurre il tempo di reazione ed indurre amnesia e difficoltà di concentrazione soprattutto all’inizio del trattamento o durante un aumento del dosaggio. Può presentarsi il rischio di sonnolenza la mattina dopo la terapia. Non è raccomandato guidare veicoli o utilizzare macchinari complessi, che possono richiedere particolare attenzione e concentrazione, prima di aver verificato che non sia diminuita la capacità di svolgere queste attività.

04.8 Effetti indesiderati

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Viene utilizzata la seguente convenzione MedDRA per la frequenza: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a

<1/1000), molto raro (<1/10.000), non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

C’è evidenza di una correlazione con la dose per gli eventi avversi associati all’uso di zolpidem tartrato, in particolare per alcuni effetti sul sistema nervoso centrale e gastrointestinali.

Questi effetti indesiderati si verificano con maggior frequenza nei pazienti anziani.

Questi effetti sembrano essere correlati alla sensibilità individuale e sembrano manifestarsi più spesso durante le ore che seguono l’assunzione del farmaco se il paziente non va a letto o non si addormenta immediatamente (vedere paragrafo 4.2).

Disturbi del sistema immunitario

Non noto: edema angioneurotico

Disturbi psichiatrici

Comuni: allucinazioni, agitazione, incubi Non comuni: stato confusionale, irritabilità

Non noti: irrequietezza, aggressività, illusioni, rabbia, psicosi, sonnambulismo (vedere paragrafo 4.4), comportamento inappropriato e altri eventi avversi di tipo comportamentale (queste reazioni sono più frequenti negli anziani, vedere paragrafo 4.4). Una depressione pre-esistente può manifestarsi durante l’utilizzo di benzodiazepine o di sostanze simili alle benzodiazapine (vedere paragrafo 4.4). L’utilizzo (anche a dosi terapeutiche) può condurre a dipendenza fisica; l’interruzione della terapia può determinare fenomeni da astinenza o di rimbalzo (vedere paragrafo 4.4). Può presentarsi dipendenza psicologica. Sono stati riportati casi di abuso in soggetti che abusano di altri farmaci. Disturbi della libido.

Patologie del sistema nervoso:

Comuni: sonnolenza, assopimento il giorno successivo, ottundimento emotivo, diminuzione della vigilanza, cefalea, amnesia anterograda che può essere associata a comportamento inappropriato, atassia, esacerbazione dell’insonnia. Non noti: riduzione del livello di coscienza

Patologie dell’occhio

Non comuni: visione doppia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Comuni: vertigini

Patologie gastrointestinali

Comuni: disturbi gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito, dolore addominale)

Patologie epatobiliari

Non note: innalzamento degli enzimi epatici

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non noti: eruzione cutanea, prurito, orticaria, iperidrosi

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non note: debolezza muscolare

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comuni: stanchezza

Non noti: disturbi nell’andatura, assuefazione al farmaco, cadute (principalmente nei pazienti anziani e quando lo zolpidem tartrato non viene assunto seguendo le raccomandazioni prescrittive)

04.9 Sovradosaggio

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In caso di sovradosaggio a seguito del trattamento con il solo zolpidem, la perdita di conoscenza è risultata essere compresa tra la sonnolenza e il coma lieve e una sintomatologia più grave che comprende conseguenze fatali.

Alcuni soggetti si sono ripresi completamente dopo sovradosaggi fino a 400 mg di zolpidem, equivalente a 40 volte la dose raccomandata.

Si devono porre in atto misure generali di supporto e sintomatiche. Quando appropriato, praticare immediatamente la lavanda gastrica. Somministrare al bisogno fluidi per via endovena. Se lo svuotamento dello stomaco non è vantaggioso, deve essere somministrato carbone attivo per ridurre l’assorbimento. Considerare il monitoraggio delle funzioni respiratoria e cardiovascolare. Astenersi dalla somministrazione di farmaci sedativi, anche in presenza di eccitazione.

In caso di sintomi gravi, si può considerare l’uso del flumazenil. La somministrazione di flumazenil può contribuire all’insorgenza di sintomi neurologici (convulsioni).

Nel trattamento del sovradosaggio da qualunque farmaco, deve essere tenuto presente che possono essere stati assunti prodotti diversi.

L’emodialisi e la diuresi forzata, in considerazione dell’alto volume di distribuzione e del legame con le proteine dello zolpidem, non sono misure efficaci. Studi di emodialisi condotti su pazienti con insufficienza renale che ricevevano dosi terapeutiche hanno dimostrato che lo zolpidem non è dializzabile.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: ipnotici e sedativi. Farmaci benzodaizepino-correlati. Codice ATC: N05CF02

Lo zolpidem, un’imidazopiridina, è un agente ipnotico simile alle benzodiazepine. In studi sperimentali ha dimostrato di avere effetti sedativi a dosi più basse di quelle richieste per esplicitare effetti anticonvulsivanti, miorilassanti o ansiolitici. Questi effetti sono correlati ad una specifica azione agonista esercitata sui recettori centrali che appartengono al complesso recettoriale macromolecolare dei”GABA-omega” (BZ1 e BZ2), tale azione si traduce nella modulazione dell’apertura dei canali del cloro. Lo zolpidem agisce principalmente sui sottotipi omega (BZ1) dei recettori. La rilevanza clinica di questo non è nota.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Lo zolpidem ha mostrato sia un rapido assorbimento sia un rapido instaurarsi dell’effetto ipnotico. La biodisponibilità dopo somministrazione orale è del 70%. Il farmaco ha una cinetica lineare all’interno dell’intervallo di dosaggio terapeutico. I livelli plasmatici terapeutici sono compresi tra 80 e 200 ng/ml.

La concentrazione plasmatica di picco viene raggiunta tra 0,5 e 3 ore dalla somministrazione.

La variabilità interindividuale è alta (CV% di AUC è 60-70% e per Cmax 40-50%).

Distribuzione

Il volume di distribuzione negli adulti è di 0,54 l/kg e diminuisce a 0,34 l/kg negli anziani.

Il 92% del farmaco si lega alle proteine plasmatiche. Il metabolismo di primo passaggio epatico costituisce circa il 35%. Si è visto che la somministrazione ripetuta non modifica il legame con le proteine, indicando una mancanza di competizione tra lo zolpidem e i suoi metaboliti per i siti di legame.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione è breve, con una media di 2,4 ore e una durata d’azione fino a 6 ore.

Tutti i metaboliti sono farmacologicamente inattivi e sono eliminati con le urine (56%) e con le feci (37%).

Negli studi clinici si è osservato che lo zolpidem non è dializzabile. La Clearance è approssimativamente di 300ml/min

Popolazioni speciali

In pazienti con insufficienza renale si è osservata una modesta riduzione della clearance (indipendentemente dall’eventuale dialisi). I restanti parametri farmacocinetici non vengono modificati.

In pazienti anziani la biodisponibilità dello zolpidem è aumentata. Negli anziani è stato osservata una clearance ridotta, approssimativamente 100 ml/min.

Nei pazienti tra 81 e 95 anni d’età, la concentrazione massima plasmatica è aumentata di circa l’80% senza un significativo aumento dell’emivita di eliminazione (intorno alle 3 ore).

In pazienti con insufficienza epatica la biodisponibilità dello zolpidem è aumentata dell’80% e l’emivita di eliminazione risulta aumentato da 2.4 ore, in pazienti sani, a 9.9 ore in pazienti con insufficienta epatica.

In pazienti con cirrosi epatica è stato osservato un aumento di 5 volte dell’AUC e di 3 volte dell’emivita.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Negli studi preclinici, il farmaco ha mostrato degli effetti solo a dosi molto al di sopra dei massimi livelli di esposizione umana, pertanto sono di scarso significato nell’uso clinico.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa Cellulosa microcristallina (E460) Sodio amido glicolato (Tipo A) Magnesio stearato (E470b).

Rivestimento Ipromellosa (E464)

Idrossipropil cellulosa (E463) Polietilene glicole 8000 Titanio biossido (E171).

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nel confezionamento originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flaconi in HDPE contenente 30 o 100 compresse, con tappo a vite in polipropilene e sottotappo in LDPE. Il flacone contenente 100 compresse è ad uso riservato agli ospedali e ne è vietata la vendita al pubblico.

Astuccio in cartone contenente 7, 10, 20, 28, 30 o 50 compresse da 10 mg, in blister (PVC/Alluminio).

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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DOC Generici Srl Via Turati 40

20121 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 7 compresse, Blister PVC/AL – AIC 038927063/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 10 compresse, Blister PVC/AL – AIC 038927075/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 20 compresse, Blister PVC/AL – AIC 038927087/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 28 compresse, Blister PVC/AL – AIC 038927099/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 30 compresse, Blister PVC/AL – AIC 038927101/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 30 compresse, Flacone HDPE – AIC 038927149/M

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg compresse rivestite con film 100 compresse, Flacone HDPE – AIC 038927137/M (confezione ospedaliera)

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Luglio 2009

10.0 Data di revisione del testo

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Settembre 2009