Zenas 10 Mg Compresse – : Scheda Tecnica del Farmaco

Zenas 10 Mg Compresse

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Zenas 10 Mg Compresse: ultimo aggiornamento pagina: 25/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Zenas 10 Mg Compresse: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice
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ZENAS 10 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene amifampridina fosfato equivalente a 10 mg di
amifampridina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo
6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse. Compresse bianche, rotonde, piatte, incise su un lato. La
compressa può essere divisa in due metà uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico della sindrome miastenica di Lambert-Eaton
(LEMS) negli adulti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il trattamento deve iniziare sotto il controllo di un medico con
esperienza nel trattamento della malattia.

ZENAS deve essere somministrato in dosi separate, tre o quattro volte al
giomo. La dose iniziale raccomandata è di 15 mg al giomo, e può essere
aumentata di 5 mg alla volta ogni 4 o 5 giorni, fino a un massimo di 60 mg al
giomo. La dose singola non deve mai superare i 20 mg.

La compressa deve essere assunta insieme al cibo.

Solo per uso orale.

Pazienti pediatrici e adolescenti

L’uso di ZENAS non è raccomandato nei pazienti di età inferiore ai 18 anni, a
causa della mancanza di dati sulla sicurezza e l’efficacia (vedere paragrafo
5.2).

Pazienti con insufficienza renale o epatica ZENAS deve essere usato con
cautela nei pazienti con insufficienza renale o epatica. Nei pazienti che
presentano un’insufficienza moderata o grave della funzione renale o epatica si
raccomanda una dose iniziale di 5 mg di ZENAS. Per i pazienti con insufficienza
lieve della funzione renale o epatica si raccomanda una dose iniziale di 10 mg
di ZENAS. Per tali pazienti si raccomanda una titolazione più lenta, rispetto a
quelli che non soffrono di insufficienza renale o epatica: le dosi si devono
aumentare di 5 mg per volta ogni 7 giorni. Se si verificano reazioni avverse, è
necessario interrompere la titolazione verso l’alto della dose (vedere paragrafi
4.4 e 5.2).

04.3 Controindicazioni

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  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • Asma incontrollata
  • Uso concomitante con sultopride (vedere paragrafi 4.5 e 5.1)
  • Uso concomitante con medicinali a basso indice terapeutico (vedere
    paragrafo 4.5)
  • Uso concomitante con medicinali di cui sia noto il potenziale di causare
    prolungamento dell’intervallo QTc
  • Sindrome congenita del QT (vedere paragrafo 4.4)

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Non sono stati effettuati studi su pazienti affetti da insufficienza renale
o epatica. A causa del rischio di un significativo aumento dell’esposizione al
medicinale, i pazienti affetti da insufficienza renale o epatica devono essere
sottoposti ad un attento controllo. Per i pazienti affetti da insufficienza
renale o epatica, la titolazione della dose di amifampridina deve essere più
lenta rispetto ai pazienti la cui funzione renale ed epatica è normale. Se si
verificano reazioni avverse, è necessario interrompere la titolazione verso
l’alto della dose (vedere paragrafo 4.2).

L’esposizione all’amifampridina si associa a un aumento del rischio di crisi
epilettiche. Il rischio di crisi è dose-dipendente ed è maggiore nei pazienti
che presentano fattori di rischio che abbassano la soglia epilettica; è compreso
anche l’uso in associazione con altri medicinali di cui è noto l’effetto di
abbassare la soglia epilettica (vedere paragrafo 4.5). In caso di crisi, il
trattamento deve essere interrotto.

L’amifampridina non è stata completamente testata nei modelli di
cancerogenicità, e il rischio di cancerogenicità associato al trattamento non è
stato determinato. L’uso di amifampridina in pazienti affetti dalla forma non
paraneoplastica di LEMS deve iniziare solo dopo un’accurata valutazione del
rapporto rischio/beneficio per il paziente.

Il controllo clinico e il monitoraggio elettrocardiografico (ECG) sono
indicati all’inizio del trattamento e in seguito a cadenza annuale. In caso di
segni e sintomi che indichino aritmie cardiache, l’ECG deve essere effettuato
immediatamente.

I pazienti devono essere istruiti ad informare i medici dell’assunzione del
farmaco; può infatti rendersi necessario un attento monitoraggio di una
patologia concomitante (in particolare l’asma).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono stati effettuati studi di interazione in vitro o in vivo. Inoltre,
non è noto in che modo l’amifampridina venga eliminata.

Interazioni farmacocinetiche

Medicinali eliminati tramite metabolismo o secrezione attiva

Non vi sono dati che indichino quali enzimi siano coinvolti nel metabolismo
dell’amifampridina, né quali siano gli effetti dell’amifampridina sul
metabolismo o la secrezione attiva di altri medicinali. Occorre quindi seguire
con cura particolare i pazienti sottoposti a un trattamento concomitante con
medicinali eliminati tramite metabolismo o secrezione attiva. Se possibile, il
monitoraggio è consigliato. Se necessario, si dovrà adeguare la dose del
medicinale somministrato in associazione. È controindicato l’uso concomitante di
medicinali a basso indice terapeutico (vedere paragrafo 4.3).

Sostanze che sono potenti inibitori degli enzimi che metabolizzano i
medicinali (vedere paragrafo 5.2)

Il modo in cui l’amifampridina viene eliminata non è noto. Potenti inibitori
di enzimi come per esempio cimetidina o ketoconazolo possono inibire il
metabolismo dell’amifampridina, provocando un aumento dell’esposizione
all’amifampridina. Quando si inizia il trattamento con un potente inibitore di
enzimi, occorre controllare attentamente il manifestarsi nei pazienti di
possibili reazioni avverse. Se il trattamento con un potente inibitore viene
interrotto, è necessario controllare i pazienti per verificare l’efficacia,
poiché può rendersi necessario un aumento dell’amifampridina.

Sostanze che sono potenti induttori di enzimi che metabolizzano i medicinali
(vedere paragrafo 5.2)

Potenti induttori di enzimi che metabolizzano i medicinali, come per esempio
i barbiturici, la carbamazepina, le rifamicine, possono aumentare l’eliminazione
dell’amifampridina e provocare un’esposizione subterapeutica all’amifampridina.
Nel corso delle prime settimane dopo l’inizio o la fine di tale trattamento può
rendersi necessario un adeguamento della dose.

Attualmente non esistono informazioni sull’interazione tra amifampridina e
citocromo P450.

Interazioni farmacodinamiche

Sulla base delle proprietà farmacodinamiche di ZENAS, occorre tener conto
delle seguenti considerazioni:

L’uso concomitante con il sultopride è controindicato, poiché tale
associazione può aumentare il rischio di tachicardia ventricolare, e in
particolare di torsione di punta (vedere paragrafi 4.3 e 5.1).

Associazioni che richiedono precauzioni di impiego

Medicinali di cui è noto l’effetto di abbassare la soglia epilettica

L’uso concomitante di ZENAS e di sostanze di cui sia noto l’effetto di
abbassare la soglia epilettica aumenta il rischio di crisi. La decisione di
somministrare sostanze pro-convulsive o tali da abbassare la soglia epilettica
deve essere valutata con estrema attenzione, data la gravità dei rischi
associati. Tali sostanze comprendono gran parte degli antidepressivi
(antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della captazione della
serotonina), neurolettici (fenotiazine e butirrofenoni), mefloquina, bupropione
e tramadolo (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Associazioni da valutare

Medicinali con effetti atropinici

L’uso concomitante di ZENAS e di medicinali con effetti atropinici può
ridurre l’effetto di entrambi i principi attivi e quindi deve essere valutato. I
medicinali con effetti atropinici comprendono gli antidepressivi triciclici,
gran parte degli antistaminici atropinici H1, gli anticolinergici, i medicinali
anti-Parkinson, gli antispasmodici atropinici, la disopiramide, i neurolettici
fenotiazinici e la clozapina.

Medicinali con effetti colinergici

L’uso concomitante di ZENAS e di medicinali con effetti colinergici (per
esempio inibitori diretti e indiretti della colinesterasi) può aumentare
l’effetto di entrambi i principi attivi e quindi deve essere valutato.

Medicinali con effetti miorilassanti non depolarizzanti

L’uso concomitante di ZENAS e di medicinali con effetti miorilassanti non
depolarizzanti (per esempio mivacurium e pipercurium) può ridurre l’effetto di
entrambi i principi attivi e quindi deve essere valutato.

Medicinali con effetti miorilassanti depolarizzanti

L’uso concomitante di ZENAS e di medicinali con effetti miorilassanti
depolarizzanti (per esempio sussametonio) può ridurre l’effetto di entrambi i
principi attivi e quindi deve essere valutato.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono disponibili dati clinici adeguati sull’esposizione
all’amifampridina in gravidanza. Non sono disponibili dati preclinici di
sicurezza in merito agli effetti dell’amifampridina sulla funzione
riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

ZENAS non deve essere usato durante la gravidanza.

Uomini e donne potenzialmente fertili devono utilizzare metodi contraccettivi
efficaci durante il trattamento con ZENAS.

Non è noto se l’amifampridina venga escreta nel latte materno umano.
L’escrezione di amifampridina nel latte non è stata studiata negli animali.
ZENAS non deve essere usato durante l’allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e di usare
macchinari. Tuttavia, a causa di reazioni avverse come sonnolenza, capogiri,
convulsioni e visione offuscata, ZENAS può alterare lievemente o moderatamente
la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari (vedere paragrafo 4.8).

04.8 Effetti indesiderati

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La sindrome miastenica di Lambert-Eaton è una patologia genetica
estremamente rara. Di conseguenza, esistono scarsissime informazioni sulle
reazioni avverse al trattamento con amifampridina, a causa del ridotto numero
di pazienti interessati.

Le reazioni avverse segnalate più frequentemente dalla letteratura pubblicata
sono le parestesie (tra cui le parestesie periferiche e peribuccali) e le
patologie gastrointestinali (tra cui epigastralgia, diarrea, nausea e dolori
addominali). Intensità e incidenza di gran parte delle reazioni avverse sono
dose-dipendenti.

Sono state segnalate anche le seguenti reazioni avverse:

  • Patologie del sistema nervoso: Convulsioni, ansia, sonnolenza,
    vertigini, senso di debolezza, spossatezza, cefalea, corea, mioclonia.
  • Patologie dell’occhio: Visione offuscata.
  • Patologie cardiache: Disturbi del ritmo cardiaco, palpitazioni.
  • Patologie vascolari: Sindrome di Raynaud, estremità fredde.
  • Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Tosse, ipersecrezione
    bronchiale, attacchi asmatici in pazienti asmatici o pazienti con
    un’anamnesi di asma.
  • Patologie epatobiliari: Livelli elevati di enzimi epatici
    (transaminasi).

In considerazione dei limitatissimi dati disponibili, non è possibile stimare
la frequenza delle singole reazioni avverse.

04.9 Sovradosaggio

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L’esperienza relativa al sovradosaggio è limitata. Dal momento che gli
effetti sono dose-dipendenti, è prevedibile che il sovradosaggio acuto si
manifesti con debolezza generale associata a parestesie diffuse, nausea,
vomito, convulsioni e disturbi del ritmo cardiaco. In caso di sovradosaggio,
il paziente deve interrompere il trattamento. Non sono noti antidoti
specifici. Una terapia integrativa deve essere somministrata secondo le
indicazioni cliniche, che comprendono un attento controllo dei segni vitali e
delle condizioni cardiache del paziente.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: altri medicinali per il sistema nervoso,
codice ATC: N07XX05.

L’amifampridina blocca i canali voltaggio-dipendenti del potassio, e in tal
modo prolunga la depolarizzazione della membrana presinaptica cellulare. Il
prolungamento del potenziale d’azione favorisce il trasporto del calcio nelle
terminazioni nervose. Il conseguente incremento delle concentrazioni di calcio
intracellulare agevola l’exocitosi delle vescicole contenenti acetilcolina, e
ciò a sua volta favorisce la trasmissione neuromuscolare.

Tutto questo migliora la forza muscolare e l’ampiezza della risposta
muscolare (CMAP) a riposo di una media ponderata differenziale complessiva di
1,69 mV (95% CI da 0,60 a 2,77).

Il profilo farmacodinamico dell’amifampridina è stato studiato su una gamma
di dosi. Uno studio prospettivo randomizzato, controllato verso placebo, su 26
pazienti affetti da sindrome miastenica di Lambert-Eaton (LEMS) ha segnalato
l’efficacia clinica dell’amifampridina alla dose standard massima raccomandata
di 60 mg al giomo (Sanders et al 2000). Due studi ulteriori, su un totale di 57
pazienti affetti da LEMS, hanno riferito dati per dosi più elevate di
amifampridina. McEvoy et al 1989 riporta i dati di uno studio a breve termine su
12 pazienti affetti da LEMS, il quale ha dimostrato che la somministrazione di
amifampridina a dosi fino a 100 mg al giomo per un periodo di tre giorni è
risultata efficace per il trattamento dei sintomi autonomici e motori della
LEMS. Sanders et al 1998 offre dati sull’efficacia e la sicurezza del
trattamento con amifampridina a dosi fino a 100 mg al giomo per 45 pazienti
affetti da LEMS, sottoposti al trattamento per un periodo medio di 31 mesi.
Perciò, in circostanze eccezionali dosi più elevate, fino a un massimo di 80 mg
al giomo, possono avere effetti positivi se somministrate con un adeguato
controllo di sicurezza. Si raccomanda di effettuare la titolazione della dose da
60 a 80 mg al giomo con aumenti di 5 mg ogni 7 giorni. La titolazione della
dose verso l’alto deve essere interrotta se si riscontrano eventi avversi o
anomalie nell’ECG.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento: L’amifampridina viene assorbita rapidamente, e le
concentrazioni di picco del plasma (Tmax) vengono raggiunte da 20 minuti a 1
ora dopo l’assunzione. L’effetto di una concomitante assunzione di cibo
sull’assorbimento dell’amifampridina non è stato ancora studiato.

Distribuzione: Non sono stati effettuati studi.

Biotrasformazione: Non esistono dati sui metaboliti dell’amifampridina, e gli
enzimi metabolizzanti non sono stati identificati.

Eliminazione: La modalità di eliminazione dell’amifampridina non è nota. È
possibile che l’amifampridina venga eliminata principalmente attraverso i reni.

L’emivita di eliminazione è di circa 2 ore. 24 ore dopo la somministrazione
l’amifampridina non è più rilevabile nel siero.

Popolazioni speciali: Non esistono dati sulla farmacocinetica
dell’amifampridina nei pazienti pediatrici e nei pazienti affetti da
insufficienza renale o epatica (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

L’effetto dell’età sulla farmacocinetica dell’amifampridina non è stato
studiato.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici disponibili per l’amifampridina sono limitati.

Negli studi di farmacologia della sicurezza sui topi, non si sono osservati
effetti correlati al sistema nervoso centrale fino a 40 mg/kg.

In uno studio di tossicità a dosi ripetute su topi e cani, si sono osservati
affetti sul sistema nervoso centrale, un aumento del peso del fegato e dei reni,
nonché effetti cardiaci (blocco atrioventricolare di secondo grado). Negli studi
sugli animali non si sono ottenuti margini di sicurezza per l’esposizione umana,
a causa della sensibilità dei modelli animali utilizzati.

Non sono stati effettuati studi di tossicità a lungo termine di durata
superiore alle 4 settimane.

L’amifampridina non è risultata genotossica in una batteria standard di test
in vitro e in vivo, ma non sono disponibili i risultati di studi di
cancerogenicità completi.

Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità o tossicità in gravidanza.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina Silice colloidale anidro Calcio stearato

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superore ai 30°C. Conservare nella confezione
originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister termoformati perforati monodose (con copertura termoformata di
alluminio-PVC/PVDC) contenenti 10 compresse.
Una scatola contiene 100 compresse, suddivise in 10 strip da 10 compresse
ciascuna

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale
devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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EUSA Pharma SAS
3 allée des Séquoias
F-69760 LIMONEST
Francia
Tel : +33 (0)4 37 49 85 85
Fax : +33 (0)4 37 49 86 01
E-mail : medinfo-eusapharma.com

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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