Tamsulosina Zentiva: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Tamsulosina Zentiva

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Tamsulosina Zentiva: ultimo aggiornamento pagina: 24/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Tamsulosina Zentiva: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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TAMSULOSINA ZENTIVA ITALIA 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascuna capsula contiene 0,4 mg di tamsulosina cloridrato in quantità da 0,4 mg, che equivale a 0,367 mg di tamsulosina.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Capsula rigida a rilascio modificato.

Capsule rigide di gelatina di dimensione n. 3, con corpo di colore arancio e testa di color oliva, che contengono granuli di colore da bianco a biancastro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS – Lower Urinary Tract Symptoms) associati a iperplasia prostatica benigna (IPB).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Una capsula al giorno dopo colazione o dopo il primo pasto della giornata.

La capsula deve essere deglutita intera senza romperla o masticarla, altrimenti il rilascio controllato del principio attivo potrebbe essere compromesso.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di tamsulosina cloridrato nei bambini di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nel paragrafo 5.1.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo, incluso angioedema indotto dal farmaco, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Precedente ipotensione ortostatica (anamnesi di ipotensione ortostatica).

Grave insufficienza epatica.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Come con altri antagonisti α1-adrenocettori l’impiego di tamsulosina cloridrato può ridurre la pressione sanguigna, effetto che può raramente provocare sincope. Alla comparsa dei primi sintomi di ipotensione ortostatica (capogiri, debolezza) il paziente deve sedersi o sdraiarsi fino alla scomparsa dei sintomi stessi.

Prima di iniziare il trattamento con tamsulosina cloridrato il paziente deve essere sottoposto a controlli al fine di escludere la presenza di altre condizioni che possano sviluppare sintomi simili a quelli della iperplasia prostatica benigna. La prostata deve essere controllata per via rettale, e se necessario, si deve determinare la conta dell’ antigene prostatico specifico (PSA) prima di iniziare il trattamento e quindi successivamente ad intervalli regolari.

Il trattamento di pazienti con grave danno renale (clearance della creatinina < 10 ml/min) deve essere considerato con cautela poiché questi soggetti non sono stati studiati.

In seguito all’utilizzo di tamsulosina è stato riportato, raramente, angioedema. In questo caso, il trattamento va immediatamente sospeso, il paziente deve essere monitorato fino alla regressione dell’edema e la tamsulosina cloridrato non va ri-somministrata.

Durante l’intervento chirurgico di cataratta, in alcuni pazienti in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina cloridrato è stata osservata “Intra-operative Floppy Iris Sindrome” (IFIS, una variante della sindrome della pupilla piccola).

IFIS può portare ad un aumento delle complicazioni procedurali durante l’operazione e dopo l’operazione.

L’interruzione del trattamento con tamsulosina cloridrato 1-2 settimane prima dell’intervento chirurgico di cataratta è aneddoticamente considerato utile, tuttavia il beneficio della sospensione della terapia prima dell’intervento non è ancora stato stabilito.

IFIS è stata riportata anche nei pazienti che hanno interrotto tamsulosina molto tempo prima dell’intervento della cataratta.

Non è raccomandato iniziare la terapia con tamsulosina cloridrato in pazienti nei quali è programmato un intervento chirurgico di cataratta.

Durante la valutazione pre-operatoria, l’oftalmologo ed il team chirurgico devono considerare se i pazienti in attesa dell’intervento chirurgico sono in trattamento o sono stati trattati con tamsulosina in modo da assicurare che le appropriate misure possano essere adottate per gestire l’IFIS durante l’intervento.

Tamsulosina cloridrato non deve essere data in associazione con forti inibitori del CYP3A4 in pazienti con fenotipo da metabolizzatori lenti del CYP2D6.

Tamsulosina cloridrato deve essere usata con cautela quando associata a forti e moderati inibitori del CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Sono stati condotti studi di interazione solo negli adulti.

Non è stata osservata alcuna interazione in caso di associazione tra la tamsulosina cloridrato e l’atenololo, l’enalapril, o la teofillina.

La concentrazione plasmatica di tamsulosina viene incrementata dall’assunzione contemporanea di cimetidina e viene ridotta da quella di furosemide, ma, poiché la concentrazione di tamsulosina rimane entro il normale intervallo, non è necessario modificarne la posologia.

In vitro la frazione libera di tamsulosina cloridrato nel plasma umano non viene modificata da diazepam, propanololo, triclormetiazide, clormadinone, amitriptilina, diclofenac, glibenclamide, simvastatina e warfarin. La tamsulosina cloridrato non modifica la frazione libera di diazepam, propanololo, triclormetiazide, e clormadinone.

Diclofenac e warfarin comunque possono determinare un incremento della velocità di eliminazione della tamsulosina.

La concomitante somministrazione di tamsulosina cloridrato con forti inibitori del CYP3A4 può condurre a un aumento nell’esposizione a tamsulosina cloridrato. La somministrazione concomitante con ketoconazolo (un noto inibitore forte del CYP3A4) ha portato ad un aumento dell’AUC e Cmax di tamsulosina cloridrato di un fattore 2,8 e 2,2 rispettivamente.

Tamsulosina cloridrato non deve essere data in associazione a forti inibitori del CYP3A4 in pazienti con fenotipo da metabolizzatori lenti del CYP2D6.

Tamsulosina cloridrato deve essere data con cautela in associazione con forti e moderati inibitori del CYP3A4.

La somministrazione concomitante di tamsulosina cloridrato con paroxetina, un forte inibitore del CYP2D6, risulta in un aumento di AUC e Cmax di un fattore 1,3 e 1,6 rispettivamente, ma questo aumento non risulta clinicamente rilevante.

La concomitante somministrazione di altri antagonisti α1-adrenocettori può condurre a effetti ipotensivi.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Tamsulosina cloridrato non è indicata per l’uso nelle donne.

Sono stati osservati disturbi dell’eiaculazione in studi clinici a breve e lungo termine con tamsulosina cloridrato. Sono stati riportati nella fase post autorizzazione casi di disturbi dell’eiaculazione, eiaculazione retrograda e insufficiente eiaculazione.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati condotti studi sugli effetti della tamsulosina sulla capacità di guidare o di usare macchinari. Tuttavia, i pazienti devono essere avvisati della possibile comparsa di capogiri.

04.8 Effetti indesiderati

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Comune (>1/100, <1/10)

Patologie del sistema nervoso: capogiri (1,3%)

Non comune (>1/1.000, <1/100) Patologie del sistema nervoso: cefalea. Patologie cardiache: palpitazioni.

Patologie vascolari: ipotensione ortostatica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: riniti. Patologie gastrointestinali: stipsi, diarrea, nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzione cutanea, prurito, orticaria. Disturbi generali e non classificati e reazioni locali dopo somministrazione: astenia.

Raro (>1/10.000, <1/1. 000)

Patologie del sistema nervoso: sincope.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema.

Molto raro (<1/10.000)

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: priapismo. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: sindrome di Stevens-Johnson.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie dell’occhio: visione offuscata, compromissione della visione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: epistassi.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema multiforme, dermatite esfoliativa.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: disturbi dell’eiaculazione, eiaculazione retrograda, eiaculazione insufficiente.

Patologie gastrointestinali: secchezza della bocca.

Durante l’intervento chirurgico per cataratta, nel corso del periodo di sorveglianza post-marketing, è stata osservata una variante della sindrome della piccola pupilla nota come Sindrome intraoperatoria dell’iride a bandiera (IFIS) associata alla terapia con tamsulosina cloridrato (vedere anche paragrafo 4.4).

Esperienza post-marketing: in aggiunta agli eventi avversi elencati sopra, sono stati segnalati, in associazione con l’uso di tamsulosina cloridrato, fibrillazione atriale, aritmia, tachicardia, e dispnea.

Poiché questi eventi sono stati segnalati spontaneamente in tutto il mondo dall’esperienza post- marketing, la frequenza degli eventi e il ruolo di tamsulosina nel causarli non può essere determinata in modo affidabile.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Un sovradosaggio da tamsulosina cloridrato può potenzialmente risultare in effetti ipotensivi gravi. Effetti ipotensivi gravi sono stati osservati a livelli differenti di sovradosaggio.

Trattamento

In caso di ipotensione acuta che si è verificata dopo sovradosaggio deve essere dato un supporto cardiovascolare.

La pressione sanguigna può essere ripristinata e la frequenza cardiaca può essere riportata alla normalità facendo sdraiare il paziente. Se questo non fosse sufficiente, possono essere utilizzati espansori di volume e, ove necessario, vasopressori. La funzione renale deve essere monitorata e si devono applicare misure generali di supporto.

La dialisi è di scarsa utilità in quanto tamsulosina cloridrato si lega fortemente alle proteine plasmatiche.

Possono essere prese misure al fine di impedire l’assorbimento come ad esempio l’emesi.

In caso di assunzione di elevate quantità del medicinale può essere effettuata una lavanda gastrica e può essere somministrato carbone attivo e un lassativo osmotico, come il solfato di sodio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: antagonista degli adrenorecettori 

1.

Codice ATC: G04C A02. Preparazioni per l’esclusivo trattamento dei disturbi della prostata.

Meccanismo d’azione

La tamsulosina si lega in modo selettivo e competitivo con gli 

1 adrenorecettori postsinaptici, prevalentemente i solo sottotipi 

1A e 

1D

. In tal modo il rilassamento delle cellule muscolari della prostata e dell’uretra è raggiunto, portando ad una riduzione del tono e un miglioramento del flusso urinario.

Effetti farmacodinamici

La tamsulosina incrementa la velocità massima del flusso urinario rilassando la muscolatura liscia della prostata e dell’uretra e diminuendo l’ostruzione, che si traduce in una attenuazione dei sintomi legati alla minzione.

Tamsulosina allevia anche i sintomi di riempimento nello sviluppo dei quali è coinvolta in misura significativa anche l’instabilità urinaria della vescica. Gli effetti sui sintomi di riempimento e svuotamento della vescica urinaria persistono nel trattamento a lungo termine. La necessità di trattamento chirurgico o cateterizzazione è significativamente ritardata per questi effetti.

Gli 

1-bloccanti possono ridurre la pressione sanguigna abbassando le resistenze periferiche. Nel corso di studi con la tamsulosina condotti su pazienti normotesi, non è stata osservata alcuna riduzione della pressione sanguigna clinicamente rilevante.

Popolazione pediatrica

E’ stato condotto uno studio di dose-ranging in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, in bambini con vescica neuropatica. Un totale di 161 bambini (con età compresa tra 2 e 16 anni) sono stati randomizzati e trattati con 1 di 3 livelli di dose di tamsulosina (basso [da 0,001 a 0,002 mg/kg], medio [da 0,002 a 0,004 mg/kg], e alto [da 0,004 a 0,008 mg/kg]), oppure con il placebo. L’endpoint primario è stato il numero di pazienti la cui pressione detrusoriale al punto di fuga (LPP) è stata <40 cm H2O, sulla base di due valutazioni condotte nello stesso giorno. Gli endpoint secondari sono stati: cambiamento effettivo e percentuale della pressione detrusoriale al punto di fuga rispetto al livello basale, miglioramento o stabilizzazione di idronefrosi e idrouretere e cambiamento dei volumi di urina ottenuti da cateterismo e numero di fughe di urina durante il cateterismo, come registrato nei diari del cateterismo. Non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra il gruppo trattato con placebo e ciascuno dei 3 gruppi trattati con tamsulosina, né per l’endpoint primario, né per quelli secondari. Non è stata osservata una risposta alla dose per nessun livello di dose.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

La tamsulosina viene assorbita rapidamente dall’intestino e la sua biodisponibilità è pressoché totale. L’assorbimento risulta rallentato in caso di assunzione poco dopo i pasti. L’uniformità dell’assorbimento viene assicurato assumendo sempre Tamsulosina Zentiva Italia dopo il consueto pasto giornaliero. La tamsulosina mostra una cinetica lineare.

Il picco delle concentrazioni plasmatiche viene raggiunto circa 6 ore dopo una singola assunzione di tamsulosina, dopo un pasto completo. Lo “steady state” viene raggiunto al quinto giorno di dosaggio multiplo, quando la Cmax nei pazienti è superiore di circa 2/3 rispetto alla stessa riscontrata dopo una singola dose.

Anche se ciò è stato dimostrato solo nel caso di pazienti anziani, ci si aspetta lo stesso risultato anche nel caso di pazienti più giovani.

Per quanto riguarda le concentrazioni plasmatiche di tamsulosina, esistono differenze rilevanti tra i pazienti, sia dopo una singola dose sia dopo dosi ripetute.

Distribuzione

Negli uomini la tamsulosina si lega alle proteine plasmatiche in percentuale superiore al 99%, con un volume di distribuzione limitato (circa 0,2 l/kg).

Biotrasformazione

La tamsulosina ha uno scarso effetto di primo passaggio. La maggior parte della tamsulosina si trova nel plasma inalterata. La tamsulosina viene metabolizzata nel fegato.

Negli studi condotti su ratti, non è stata praticamente osservata un‘induzione degli enzimi microsomiali epatici.

Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nell’insufficienza epatica lieve. I metaboliti non presentano la medesima efficacia e tossicità del farmaco attivo.

Eliminazione

La tamsulosina e i suoi metaboliti vengono eliminati principalmente attraverso le urine nelle quali circa il 9% della dose è presente in forma immodificata.

L’emivita di eliminazione della tamsulosina risulta essere di circa 10 ore (se assunta dopo un pasto) e di 13 ore allo “steady state”.

In caso di effetti renali, non è motivata una riduzione della dose di tamsulosina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La tossicità dopo una singola dose e dopo dosi ripetute è stata studiata in topi, ratti e cani. La tossicità a livello del sistema riproduttivo è stata studiata nei ratti, la carcinogenesi nei topi e nei ratti. La genotossicità è stata studiata in vivo e in vitro.

Il profilo di tossicità comune riscontrato con dosi elevate di tamsulosina è risultato equivalente all’effetto farmacologico associato agli antagonisti alfa-adrenergici.

Nei cani, con dosaggi estremamente elevati, sono state osservate alterazioni nella lettura dell’ECG, anche se prive di rilevanza clinica. La tamsulosina non ha mostrato di essere dotata di proprietà genotossiche significative.

In caso di esposizione alla tamsulosina sono stati individuati cambiamenti proliferativi maggiori nelle ghiandole mammarie delle femmine di ratto e di topo. Tali cambiamenti, probabilmente indirettamente collegati a iperprolattinemia e che si verificano soltanto in seguito ad assunzione di dosi elevate, non rivestono alcuna rilevanza clinica.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Contenuto della capsula:

Cellulosa microcristallina

Acido metacrilico – etilacrilato copolimero (1:1) dispersione 30% (contiene sodio laurilsolfato, polisorbato 80)

Dibutil sebacato Silice colloidale anidra Polisorbato 80

Calcio stearato

Corpo della capsula Gelatina

Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172) Ferro ossido rosso (E172)

Testa della capsula Gelatina

Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172) Ferro ossido nero (E172)

Indigotina -FD&C Blu2 (E132)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister transparente in PVC/PVDC-Al, astuccio. Confezioni da: 10, 20, 30, 50, 90, 100

capsule.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Zentiva Italia S.r.l., Viale Bodio 37/b, 20158 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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capsule rigide a rilascio modificato " 10 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al 045141025 – " 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato " 20 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al 045141037 – " 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato " 30 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al 045141049 – " 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato " 50 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al 045141052 – " 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato " 90 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al 045141064 – " 0,4 mg capsule rigide a rilascio modificato " 100 capsule in blister Pvc/Pvdc/Al

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 24/10/2017

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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