Moxifloxacina Aurobindo 400 mg: Scheda Tecnica

Moxifloxacina Aurobindo 400 mg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Moxifloxacina Aurobindo 400 mg: ultimo aggiornamento pagina: 24/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Moxifloxacina Aurobindo 400 mg: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Moxifloxacina Aurobindo 400 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 436,32 mg di moxifloxacina cloridrato, equivalente a 400 mg di moxifloxacina. Per una lista completa degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Compressa di colore rosso opaco, a forma di capsula modificata, rivestita con film con impresso “E 18” su un lato e liscia sull’altro lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Moxifloxacina Aurobindo 400 mg compresse rivestite con film è indicata nel trattamento delle seguenti infezioni batteriche in pazienti di età pari o superiore ai 18 anni, causate da batteri sensibili alla moxifloxacina (vedere paragrafì 4.4, 4.8 e 5.1). La moxifloxacina deve essere usata solo quando sia ritenuto inappropriato l’uso di agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento iniziale di queste infezioni o quando questi hanno fallito:

sinusite batterica acuta (adeguatamente diagnosticata)

esacerbazione acuta di bronchite cronica (adeguatamente diagnosticata)

polmonite acquisita in comunità, ad eccezione dei casi gravi

malattia infiammatoria pelvica da lieve a moderata (ad es. infezioni del tratto genitale femminile superiore, incluse salpingite e endometrite), senza ascesso tubo-ovarico o pelvico associato.

L’uso delle compresse di moxifloxacina 400 mg rivestite con film non è raccomandato nel trattamento in monoterapia delle infiammazioni pelviche da lievi a moderate ma deve essere somministrato in associazione con un altro appropriato agente antibatterico (ad es. una cefalosporina) a causa dell’aumento della resistenza di Neisseria gonorrhoeae alla moxifloxacina, a meno che questa non possa essere esclusa (vedere ì paragrafì 4.4 e 5.1).

Moxifloxacina 400 mg compresse rivestite con film può essere inoltre usata per completare un corso di terapia in pazienti che hanno mostrato miglioramenti durante il trattamento iniziale con moxifloxacina per via endovenosa per le seguenti indicazioni:

polmonite acquisita in comunità

infezioni complicate della pelle e della struttura cutanea

Moxifloxacina 400 mg compresse rivestite con film non deve essere usata per la terapia iniziale di qualsiasi tipo di infezione della pelle o della struttura della pelle o polmonite grave acquisita in comunità.

Devono essere tenute in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Dosaggio (adulti)

Una compressa rivestita con film da 400 mg una volta al giorno.

Compromissione della funzionalità renale/epatica

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale da lieve a grave o nei pazienti in dialisi cronica, ad es. emodialisi e dialisi peritoneale ambulatoriale continua, non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2 per ulterìorì dettaglì).

Non ci sono dati sufficienti nei pazienti con funzionalità epatica compromessa (vedere paragrafo 4.3). Altre popolazioni speciali

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani o nei pazienti con scarso peso corporeo.

Bambini e adolescenti

La moxifloxacina è controindicata nei bambini e negli adolescenti (<18 anni). La sicurezza e l’efficacia di moxifloxacina nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.3).

Modo di somministrazione

La compressa rivestita con film deve essere ingerita intera con sufficiente liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti.

Durata della somministrazione

Moxifloxacina 400 mg compresse rivestite con film deve essere usata per le seguenti durate di trattamento:

esacerbazione acuta di bronchite cronica 5-10 giorni

polmonite acquisita in comunità 10 giorni

sinusite batterica acuta 7 giorni

infiammazioni pelviche da lievi a moderate 14 giorni

Moxifloxacina 400 mg compresse rivestite con film è stata studiata in studi clinici fino a 14 giorni di trattamento.

La dose raccomandata (400 mg una volta al giorno) e la durata della terapia per la specifica indicazione in trattamento non devono essere superate.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità alla moxifloxacina, ad altri chinolonici o a uno qualsiasi degli eccipienti

Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6)

Pazienti al di sotto dei 18 anni di età

Pazienti con anamnesi di patologie del tendine/disturbo correlato al trattamento con chinolonici

Sia negli studi preclinici che in quelli sull’uomo, sono state osservate alterazioni nell’elettrofisiologia cardiaca in seguito ad esposizione alla moxifloxacina, sotto forma di prolungamento dell’intervallo QT. Per motivi di sicurezza farmacologica, la moxifloxacina è pertanto controindicata in pazienti con:

prolungamento dell’intervallo QT documentato congenito o acquisito

disturbi elettrolitici, in particolare ipokaliemia non corretta

bradicardia clinicamente rilevante

insufficienza cardiaca clinicamente rilevante con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra

anamnesi di aritmia sintomatica

La moxifloxacina non deve essere usata in concomitanza con altri medicinali che prolungano l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5).

A causa di dati clinici limitati, la moxifloxacina è inoltre controindicata in pazienti con funzionalità epatica compromessa (Child Pugh C) e in pazienti con aumento delle transaminasi > 5 volte il Limite Superiore Normale.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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ngamento dell’intervallo QTc e condizioni cliniche potenzialmente collegate al prolungamento dell’intervallo QTc

La moxifloxacina ha mostrato di prolungare l’intervallo QTc nell’elettrocardiogramma di alcuni pazienti. Nelle analisi degli ECG ottenuti nel programma di studi clinici, il prolungamento del QTc con moxifloxacina è stato 6 msec ± 26 msec, 1,4% rispetto al basale. Le donne possono essere più sensibili ai medicinali che prolungano l’intervallo QTc poiché tendono ad avere intervalli QTc al basale più lunghi rispetto agli uomini. Anche i pazienti anziani possono essere più sensibili agli effetti sull’intervallo QT associati ai medicinali.

I medicinali che possono ridurre i livelli di potassio devono essere usati con cautela nei pazienti trattati con moxifloxacina.

La moxifloxacina deve essere usata con cautela nei pazienti con condizioni proaritmiche in atto (in particolare donne e pazienti anziani), quali ischemia miocardica acuta o prolungamento dell’intervallo QT poiché ciò può portare ad un aumento del rischio di aritmie ventricolari (incluse torsioni di punta) e arresto cardiaco (vedere paragrafo 4.3). L’entità del prolungamento QT può aumentare con l’aumento delle concentrazioni del farmaco. Pertanto non deve essere superata la dose raccomandata.

Il beneficio del trattamento con moxifloxacina in particolare nelle infezioni con basso livello di gravità deve essere bilanciato con le informazioni contenute nel paragrafo relativo alle avvertenze e precauzioni.

Se durante il trattamento con moxifloxacina si verificassero segni di aritmia cardiaca, questo deve essere interrotto e deve essere eseguito un ECG.

Ipersensibilità/reazioni allergiche

Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità e allergiche per fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina dopo la prima somministrazione. Le reazioni anafilattiche possono progredire fino a uno shock potenzialmente letale, anche dopo la prima somministrazione. In caso di manifestazione di gravi reazioni di ipersensibilità è necessario interrompere la somministrazione di moxifloxacina e iniziare un trattamento idoneo (ad esempio, un trattamento per lo shock).

Disturbi epatici gravi

Con moxifloxacina sono stati riferiti casi di epatite fulminante che possono portare a insufficienza epatica (inclusi casi fatali) (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti di contattare il medico prima di continuare il trattamento se sviluppano segni e sintomi di malattia epatica fulminante come astenia che si sviluppa rapidamente associata a ittero, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica.

Nei casi in cui si verifichino segni di disfunzione epatica devono essere eseguiti test/esami della funzione epatica.

Gravi reazioni cutanee bollose

Con moxifloxacina sono stati riferiti casi di reazioni cutanee bollose come sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati di informare il medico immediatamente prima di continuare il trattamento se si verificano reazioni della pelle e/o della mucosa.

Pazienti con predisposizione alle crisi convulsive

È noto che i chinoloni innescano crisi convulsive. In pazienti con disturbi del SNC o in presenza di altri fattori di rischio che possono predisporre alle crisi convulsive o abbassare la soglia dell’epilessia l’uso deve essere effettuato con cautela. In caso di crisi convulsive, il trattamento con moxifloxacina deve essere interrotto e devono essere istituite misure appropriate.

Neuropatia periferica

Sono stati segnalati casi di polineuropatia sensoriale o sensomotoria, che hanno causato parestesia, ipoestesia, disestesia o debolezza in pazienti trattati con chinoloni, inclusa la moxifloxacina. E’

necessario raccomandare ai pazienti in trattamento con moxifloxacina di informare il proprio medico prima di continuare il trattamento, nel caso in cui si sviluppino sintomi di neuropatia come dolore, bruciore, formicolio, intorpidimento o debolezza, in modo da evitare lo sviluppo di una condizione irreversibile (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni psichiatriche

Possono verificarsi reazioni psichiatriche anche dopo la prima somministrazione di chinoloni, inclusa moxifloxacina. In casi molto rari la depressione o le reazioni psicotiche sono progredite in pensieri suicidi e comportamento auto-lesionista come tentativi di suicidio (vedere paragrafo 4.8). Nel caso in cui il paziente sviluppa queste reazioni, la moxifloxacina deve essere interrotta e istituite misure appropriate. Si raccomanda cautela se la moxifloxacina viene utilizzata in pazienti psicotici o in pazienti con anamnesi di malattia psichiatrica.

Diarrea associata ad antibiotico inclusa colite

In associazione con l’uso di antibiotici ad ampio spettro, inclusa moxifloxacina, è stata riferita diarrea associata ad antibiotico (AAD) e colite associata ad antibiotico (AAC), incluse colite pseudomembranosa e diarrea associata a Clostridium difficile, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. Pertanto è importante prendere in considerazione questa diagnosi in pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo l’uso di moxifloxacina. Se si sospetta o conferma AAD o AAC, il trattamento in corso con agenti antibatterici, inclusa moxifloxacina, deve essere interrotto e devono essere immediatamente iniziate adeguate misure terapeutiche. Inoltre, devono essere prese misure adeguate per il controllo dell’infezione per ridurre il rischio di trasmissione. I medicinali che inibiscono la peristalsi sono controindicati nei pazienti che sviluppano diarrea grave.

Pazienti con miastenia grave

La moxifloxacina deve essere usata con cautela in pazienti con miastenia grave perché i sintomi possono essere esacerbati.

Infiammazione del tendine, rottura del tendine

Con la terapia a base di chinoloni, inclusa moxifloxacina, può verificarsi infiammazione e rottura del tendine, in particolare nei pazienti anziani e in quelli trattati in concomitanza con corticosteroidi. Al primo segno di dolore o infiammazione, i pazienti devono interrompere il trattamento con moxifloxacina, tenere l’arto colpito a riposo e consultare immediatamente il medico per iniziare un trattamento appropriato (ad es. immobilizzazione) per il tendine colpito. L’infiammazione e la rottura del tendine possono verificarsi fino a molti mesi dopo l’interruzione della terapia con chinoloni inclusa moxifloxacina.

Pazienti con compromissione renale

I pazienti anziani con disturbi renali devono usare moxifloxacina con cautela se non sono in grado di mantenere un’adeguata assunzione di liquidi, poiché la disidratazione può aumentare il rischio di insufficienza renale.

Disturbi della visione

Se la visione viene compromessa o se manifesta un qualsiasi effetto agli occhi deve essere consultato immediatamente un’oculista (vedere paragrafì 4.7 e 4.8).

Prevenzione delle reazioni di fotosensibilità

I chinoloni hanno mostrato di causare reazioni di fotosensibilità nei pazienti. Comunque, gli studi hanno dimostrato che la moxifloxacina presenta un rischio inferiore di indurre fotosensibilità. Ciò nonostante, i pazienti devono essere avvisati di evitare l’esposizione ai raggi UV o alla luce del sole estensiva e/o forte durante il trattamento con moxifloxacina.

Pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi

I pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi nell’anamnesi familiare o in atto hanno maggiore tendenza a sviluppare reazioni emolitiche quando vengono trattati con i chinoloni. Pertanto, la moxifloxacina deve essere usata con cautela in questi pazienti.

Pazienti con infiammazione pelvica

Per i pazienti con infiammazione pelvica complicata (ad es. associata ad ascesso tubo-ovarico o pelvico), per i quali si ritiene necessario il trattamento endovenoso, il trattamento con Moxifloxacina 400 mg compresse rivestite con film non è raccomandato.

L’infiammazione pelvica può essere causata da Neisseria gonorrhoeae resistente ai fluorochinoloni. Pertanto in questi casi moxifloxacina deve essere somministrata in concomitanza con un antibiotico appropriato (ad es. cefalosporina) a meno che non possa essere escluso che Neisseria gonorrhoeae sia resistente alla moxifloxacina. Se il miglioramento clinico non viene raggiunto dopo 3 giorni di trattamento, la terapia deve essere riconsiderata.

Pazienti con infezioni complicate della pelle e della struttura cutanea

L’efficacia clinica della moxifloxacina per via endovenosa nel trattamento di infezioni gravi dovute a ustioni, fasciite e infezioni del piede dovute a diabete con osteomielite non è stata stabilita.

Interferenza con i test biologici

La terapia con moxifloxacina può interferire con i test di cultura per Mycobacterium spp tramite soppressione della crescita batterica causando risultati falsi negativi.

Pazienti con infezioni dovute a Staphylococcus aureus resistente a meticillina

La moxifloxacina non è raccomandata per il trattamento delle infezioni dovute a Staphylococcus aureus resistente a meticillina. In caso di infezione sospetta o accertata dovuta a Staphylococcus aureus resistente a meticillina, deve essere iniziato un trattamento con un agente antibatterico appropriato (vedere paragrafo 5.1).

Popolazione pediatrica

A causa di effetti avversi sulla cartilagine di animali giovani (vedere paragrafo 5.3) l’uso di moxifloxacina nei bambini e negli adolescenti < 18 anni è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni con medicinali

Non può essere escluso un effetto additivo sul prolungamento dell’intervallo QT di moxifloxacina e i seguenti farmaci: antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, idrochinidina, disopiramide), oppure antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), neurolettici (ad es. fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride), antidepressivi triciclici, alcuni antimicrobici (ad es. sparfloxacina, eritromicina EV, pentamidina, antimalarici in particolare alofantrina), alcuni antistaminici (terfenadina, astemizolo, mizolastina), altri medicinali (cisapride, vincamina EV, bepridil, difemanil). Questo effetto può portare ad un aumento del rischio di aritmie ventricolari, soprattutto torsioni di punta. Pertanto la moxifloxacina è controindicata in pazienti trattati con questi farmaci (vedere paragrafo 4.3).

Deve essere osservato un intervallo di circa 6 ore tra la somministrazione di agenti contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es. antiacidi contenenti magnesio o alluminio, compresse di didanosina, sucralfato e agenti contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di moxifloxacina.

La somministrazione concomitante di carbone con una dose orale di 400 mg di moxifloxacina porta a una pronunciata prevenzione dell’assorbimento del farmaco e ad una sua ridotta disponibilità sistemica di oltre l’80%. Pertanto l’uso concomitante di questi due medicinali non è raccomandato (ad eccezione dei casi di sovradosaggio, vedere anche paragrafo 4.9).

Dopo un dosaggio ripetuto in volontari sani, la moxifloxacina ha aumentato la Cmax della digossina di circa il 30% senza effetti sull’AUC o sui livelli di valle. Non è necessaria alcuna precauzione per l’uso con la digossina.

Negli studi condotti su volontari diabetici, la somministrazione concomitante di moxifloxacina orale con glibenclamide ha causato una riduzione di circa il 21% nelle concentrazione plasmatiche di picco della glibenclamide. L’associazione di glibenclamide e moxifloxacina può teoricamente causare un’iperglicemia lieve

e transitoria. Tuttavia, i cambiamenti farmacocinetici osservati per glibenclamide non hanno dato luogo a cambiamenti nei parametri cinetici (glicemia, insulina). Pertanto non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti tra moxifloxacina e glibenclamide.

Alterazioni nell’INR

Un gran numero di casi che mostrano un aumento dell’attività anticoagulante sono stati riferiti in pazienti trattati con antibiotici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo e alcune cefalosporine. Le condizioni infettive e infiammatorie, l’età e lo stato generale del paziente sembrano essere fattori di rischio. In queste circostanze, è difficile valutare se è l’infezione o la terapia antibiotica a causare il disturbo dell’INR (international normalised ratio). Come misura precauzionale si può monitorare l’INR più di frequente. Se necessario, il dosaggio dell’anticoagulante per via orale deve essere aggiustato in maniera appropriata. Anche se durante uno studio di interazione effettuato su volontari sani tra moxifloxacina e warfarin sono stati osservati risultati negativi, le misure precauzionali sopra descritte devono essere applicate sia per il warfarin che per gli altri anticoagulanti.

Gli studi clinici hanno mostrato che esistono interazioni in seguito alla somministrazione concomitante di moxifloxacina con: ranitidina, probenecid, contraccettivi orali, integratori di calcio, morfina somministrata per via parenterale, teofillina, ciclosporina o itraconazolo.

Studi in vitro con gli enzimi del citocromo P450 supportano questi dati. In considerazione di tali risultati è improbabile che si verifichi una reazione metabolica attraverso gli enzimi del citocromo P450.

Interazione con gli alimenti

La moxifloxacina non ha interazioni clinicamente rilevanti con gli alimenti, inclusi i prodotti caseari.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Nell’uomo, la sicurezza di moxifloxacina durante la gravidanza non è stata valutata. Studi su animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il potenziale rischio per l’uomo non è noto. A causa del rischio sperimentale di danno da parte dei fluorochinoloni alla cartilagine che sostiene il peso dei feti animali e di lesioni articolari reversibili descritte nei bambini trattati con fluorochinoloni, la moxifloxacina non deve essere usata nelle donne in gravidanza (vedere paragrafo 4.3).

Allattamento

Non sono disponibili dati sulle donne che allattano. I dati preclinici indicano che piccole quantità di moxifloxacina vengono secrete nel latte materno. In assenza di dati nell’uomo e a causa del rischio sperimentale di danno da parte dei fluorochinoloni alla cartilagine degli animali immaturi l’allattamento è controindicato durante la terapia con moxifloxacina (vedere paragrafo 4.3)

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sugli effetti della moxifloxacina sulla capacità di guidare ed utilizzare macchinari. Tuttavia, i fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina, possono causare una compromissione della capacità del paziente di guidare o usare macchinari a causa di reazioni del sistema nervoso centrale (ad es. capogiro, perdita della visione grave e transitoria, vedere paragrafo 4.8) o perdita della coscienza grave e di breve durata (sincope, vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti di verificare le proprie reazioni alla moxifloxacina prima di guidare o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Le reazioni avverse basate su tutti gli studi clinici con moxifloxacina 400 mg (terapia orale e sequenziale) classificati in base alla frequenza sono elencati di seguito:

Con l’esclusione di nausea e diarrea tutte le reazioni avverse elencate sono state osservate a frequenze inferiori al 3%.

Classificazione per sistemi e organi Comune ≥ 1/100 a < 1/10 Non comune ≥ 1/1000 a < 1/100 Raro ≥ 1/10.000 a < 1/1000 Molto raro < 1/10.000
Infezioni e infestazioniSuperinfezioni dovute a batteri o funghi resistenti come candidiasi vaginale
Patologie del sistema emolinfopoieticoAnemia, Leucopenia, Neutropenia, Trombocitopenia, Trombocitemia, Eosinofilia ematica, Tempo di protrombina prolungato/INR aumentatoAumentati livelli di protrombina/INR ridotto, Agranulocitosi
Disturbi del sistema immunitarioReazione allergica (vedere paragrafo 4.4)Anafilassi incluso shock anafilattico molto raramente pericoloso per la vita (vedere paragrafo 4.4), Edema allergico/ angioedema (incluso edema laringeo potenzialmente pericoloso per la vita, paragrafo 4.4)
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneIperlipidemiaIperglicemia, Iperuricemia
Disturbi psichiatriciReazioni d’ansia, Iperattività psicomotoria/ agitazioneLabilità emotiva, Depressione (in casi molto rari potenzialmente culminante in comportamento auto-lesivo, come ideazione suicida/pensieri suicidi, o tentativi di suicidio, vedere paragrafo 4.4), AllucinazioniDepersonalizzazione, Reazioni psicotiche (potenzialmente culminanti in comportamento auto-lesivo, come ideazione suicida/pensieri suicidi, o tentativi di suicidio, vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema nervosoCefalee, CapogiriParestesia e Disestesia, Disturbi del gusto (inclusa ageusia in casi molto rari), Confusione e disorientamento, Disturbi del sonno (principalmente insonnia), Tremore, Vertigini, SonnolenzaIpoestesia, Disturbi dell’olfatto (inclusa anosmia), Sogni anormali, Disturbi della coordinazione (inclusi disturbi dell’andatura, dovuti ad es. a capogiri o vertigini), Convulsioni inclusi convulsioni da grande male (vedere paragrafo 4.4), Disturbi dell’attenzione, Disturbi della parola, AmnesiaIperestesia
Patologie dell’occhioDisturbi visivi inclusa diplopia e visione offuscata (in particolare nel corso di reazioni del SNC, vedere paragrafo 4.4)Perdita transitoria della visione (in particolare nel corso di reazioni del SNC, vedere paragrafi 4.4 e 4.7)
Patologie dell’orecchio e del labirintoTinnito, Compromissione dell’udito inclusa sordità (solitamente reversibile)
Patologie cardiache Prolungamento dell’intervallo QT in pazienti con ipokaliemia (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)Prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.4), Palpitazioni, Tachicardia, Fibrillazione atriale, Angina pectorisTachiaritmie ventricolari, Sincope (ad es. perdita di coscienza acuta e di breve durata)Aritmie non specificate, Torsioni di punta (vedere paragrafo 4.4), Arresto cardiaco (vedere paragrafo 4.4)
Patologie vascolariVasodilatazioneIpertensione, IpotensioneVasculite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheDispnea (incluse le condizioni asmatiche)
Patologie gastrointestinaliNausea, Vomito, Dolori gastrointestinali e addominali, DiarreaAnoressia, Stipsi, Dispepsia, Flatulenza, Gastrite, Amilasi aumentataDisfagia, Stomatite, Colite associata ad antibiotici (inclusa colite pseudo membranosa, in casi molto rari associata a complicazioni pericolose per la vita, vedere 4.4)
Patologie epatobiliariAumento delle transaminasiInsufficienza epatica (incluso aumento dell’LDH), Bilirubina aumentata, Gamma-glutamil-trasnferasi aumentata, Aumento nel sangue della fosfatasi alcalinaIttero, Epatite (principalmente colestatica)Epatite fulminante che può causare insufficienza epatica pericolosa per la vita (inclusi casi fatali, vedere paragrafo 4.4)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoPrurito, Eruzione cutanea, Orticaria, Pelle seccaReazioni bollose della pelle come sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (potenzialmente pericolosa per la vita, vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoArtralgia, MialgiaTendinite (vedere paragrafo 4.4), Crampi muscolari, Spasmi muscolari, Debolezza muscolareRotture del tendine (vedere paragrafo 4.4), Artrite, Rigidità muscolare, Esacerbazione dei sintomi della miastenia grave (vedere paragrafo 4.4)
Patologie renali e urinarieDisidratazioneCompromissione renale (inclusi aumenti dell’azoto ureico ematico e della creatinina), Insufficienza renale (vedere paragrafo 4.4)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneSensazione di malessere (principalmente astenia o affaticamento), Condizioni dolorose (incluso dolore alla schiena e al torace, dolore pelvico e degli arti), SudorazioneEdema

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

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Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale. Deve essere iniziata una terapia sintomatica generale. Deve essere intrapreso un monitoraggio con ECG, a causa della possibilità di prolungamento dell’intervallo QT. La somministrazione concomitante di carbone con una dose di 400 mg di moxifloxacina per via orale riduce la disponibilità sistemica del farmaco di oltre l’80%. L’uso di carbone subito dopo l’assorbimento può essere utile per prevenire un aumento eccessivo nell’esposizione sistemica alla moxifloxacina in caso di sovradosaggio orale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici chinolonici, Fluorochinoloni

Codice ATC: J01MA14

Meccanismo d’azione:

Moxifloxacina è attiva in vitro contro una vasta gamma di patogeni Gram-positivi e Gram-negativi.

L’azione battericida della moxifloxacina deriva dall’inibizione di entrambe le topoisomerasi II (DNA-girasi e topoisomerasi IV), necessarie per la replicazione, la trascrizione e la riparazione del DNA batterico.

Sembra che la metà del gruppo C8-metossi contribuisca ad un aumento dell’attività o ad una riduzione della selezione dei mutanti resistenti di batteri Gram-positivi rispetto alla metà del gruppo C8-H. La presenza del sostituente voluminoso bicicloammina in posizione C-7 previene l’efflusso attivo, associato con i geni nor A o pmr A osservato in alcuni batteri Gram-positivi.

Indagini farmacodinamiche hanno dimostrato che la moxifloxacina esibisce una percentuale di distruzione concentrazione-dipendente. È stato rilevato che le concentrazioni minime battericide (MBC) si trovano nell’intervallo delle concentrazioni minime inibitorie (MIC).

Effetti sulla flora intestinale nell’uomo

In seguito a somministrazione orale di moxifloxacina in volontari sono stati osservati i seguenti cambiamenti della flora intestinale: si sono ridotti Escherichia coliBacillus spp., Enterococcus spp., e Klebsiella spp., così come gli anaerobi Bacteroides vulgatusBifidobacterium spp., Eubacterium spp., e Peptostreptococcus spp. Per Bacteroides fragilis c’è stato un aumento. Questi cambiamenti sono tornati alla normalità entro due settimane.

Meccanismo di resistenza

Il meccanismo di resistenza che inattiva le penicilline, le cefalosporine, gli aminoglicosidici, i macrolidi e le tetracicline non interferisce con l’attività antibatterica di moxifloxacina. Anche altri meccanismi di resistenza come le barriere di permeazione (comuni nella Pseudomonas aeruginosa) e i meccanismi di efflusso possono avere effetti sulla sensibilità alla moxifloxacina.

La resistenza in vitro alla moxifloxacina viene acquisita attraverso un processo a fasi tramite mutazioni del sito target di entrambi i tipi di topo isomerasi II, DNA-girasi e topoisomerasi IV. La moxifloxacina è un substrato scarso per i meccanismi di efflusso attivo negli organismi Gram-positivi.

Con altri fluorochinoloni si osserva resistenza crociata. Tuttavia, poiché la moxifloxacina inibisce sia la topoisomerasi II che la topoisomerasi IV con attività simile in alcuni batteri Gram-positivi, questi batteri possono essere resistenti ad altri chinoloni ma sensibili alla moxifloxacina.

Dati sulla Sensibilità in vitro

Breakpoints MIC clinici di EUCAST per la moxifloxacina (31.01.2006):

Organismo Sensibile Resistente
Staphylococcus spp.≤ 0,5 mg/l> 1 mg/l
S. pneumoniae≤ 0,5 mg/l> 0,5 mg/l
Streptococcus Gruppi A, B, C, G≤ 0,5 mg/l> 1 mg/l
H. influenzaeM. catarrhalis≤ 0,5 mg/l> 0,5 mg/l
Enterobacteriaceae≤ 0,5 mg/l> 1 mg/l
Breakpoints non correlati ad alcuna specie*≤ 0,5 mg/l> 1 mg/l
* I breakpoints non correlati ad alcuna specie sono stati determinati sulla base dei dati farmacocinetici/farmacodinamici e sono indipendenti dalle distribuzioni MIC delle specifiche specie. Sono da utilizzare solo per le specie che non hanno presentato un breakpoint specifico della specie e non per quelle specie per le quali restano da determinare criteri interpretativi (anaerobi Gram-negativi).

Nella tabella sottostante sono presentati i breakpoints del Clinical and Laboratory Standards Institute (CLSI), già NCCLS per i test MIC (mg/l) o per i test di diffusione con disco (diametro dell’area [mm]) utilizzando un disco di moxifloxacina di 5-mcg.

Breakpoints del Clinical and Laboratory Standards Institute (CLSI) e breakpoints per i test di diffusione con disco per Staphylococcus spp. e per gli organismi difficili (M100-S17, 2007) e breakpoints MIC per gli anaerobi (M11-A7, 2007).

Organismo Sensibile Intermedio Resistente
S. pneumoniae≤ 1 mg/l2 mg/l≥ 4 mg/l
≥ 18 mm15 – 17 mm≤ 14 mm
Haemophilus spp.≤ 1 mg/l
≥ 18 mm
Staphylococcus spp.≤ 0,5 mg/l1 mg/l≥ 2 mg/l
≥ 24 mm21 – 23 mm≤ 20 mm
Anaerobi≤ 2 mg/l4 mg/l≥ 8 mg/l

La prevalenza di resistenza acquisita può variare geograficamente e nel tempo per le specie selezionate e sono necessarie informazioni a livello locale sulla resistenza, in particolare nel corso del trattamento di infezioni gravi. Se necessario, si deve cercare il parere dell’esperto, quando la prevalenza locale della resistenza è tale da rendere discutibile l’utilità dell’agente almeno in alcuni tipi di infezione.

Specie comunemente sensibili
Microrganismi aerobi Gram-positivi
Gardnerella vaginalis
Staphylococcus aureus* (sensibile alla meticillina)
Streptococcus agalactiae (Gruppo B)
Streptococcus milleri group* (S. anginosus, S. constellatus e S. intermedius)
Streptococcus pneumoniae*
Streptococcus pyogenes* (Gruppo A)
Microrganismi aerobi Gram-negativi
Haemophilus influenzae*
Haemophilus parainfluenzae*
Klebsiella pneumoniae*4
Moraxella (Branhamella) catarrhalis*
Microrganismi anaerobi
Fusobacterium spp.
Peptostreptococcus spp.
Prevotella spp.
"Altri" microrganismi
Chlamydophila (Chlamydia) pneumoniae*
Chlamydia trachomatis*
Coxiella burnetii
Legionella pneumophila
Mycoplasma genitalium
Mycoplasma hominis
Mycoplasma pneumoniae*
Specie per le quali la resistenza acquisita può essere un problema
Microrganismi aerobi Gram-positivi
Staphylococcus aureus (resistente alla meticillina)
Microrganismi aerobi Gram-negativi
Enterobacter cloacae*
Escherichia coli*
Klebsiella oxytoca
Neisseria gonorrhoeae*
Organismi intrinsecamente resistenti
Microrganismi aerobi Gram-positivi
Pseudomonas aeruginosa
* Durante studi clinici, l’attività per le indicazioni approvate è stata sufficientemente dimostrata nei ceppi sensibili.
4I ceppi che producono ESBL sono comunemente resistenti ai fluorochinoloni
Percentuale di resistenza > 50% in uno o più paesi

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento e biodisponibilità

Dopo somministrazione orale moxifloxacina è assorbita rapidamente e quasi completamente. La biodisponibilità assoluta è approssimativamente del 91%.

Le farmacocinetiche sono lineari nell’intervallo di 50-800 mg in dose singola e fino a 600 mg con dosaggio una volta al giorno nell’arco di 10 giorni. In seguito a una dose orale di 400 mg, le concentrazioni massime di 3,1 mg/l vengono raggiunte entro 0,5-4 h dopo la somministrazione. Le concentrazioni plasmatiche massime e di valle allo stato stazionario (400 mg una volta al giorno) sono state rispettivamente 3,2 e 0,6 mg/l. Allo stato stazionario l’esposizione entro l’intervallo di dosaggio è circa 30% più elevato rispetto a dopo la prima dose.

Distribuzione

La moxifloxacina viene distribuita rapidamente negli spazi extravascolari; dopo una dose di 400 mg si osserva una AUC di 35 mg h/l. Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) è di circa 2 l/kg. Esperimenti in vitroin vivo hanno mostrato un legame con le proteine di circa 40-42% indipendentemente dalla concentrazione del farmaco. La moxifloxacina si lega principalmente all’albumina sierica.

In seguito alla somministrazione di una dose orale singola di 400 mg di moxifloxacina sono state osservate le seguenti concentrazioni massime (media geometrica):

Tessuto Concentrazione Sito: rapporto plasmatico
Plasma3,1 mg/l
Saliva3,6 mg/l0,75 – 1,3
Liquido vescicale1,6¹ mg/l1,7¹
Mucosa bronchiale5,4 mg/kg1,7 – 2,1
Macrofagi alveolari56,7 mg/kg18.6 – 70,0
Fluido del rivestimento epiteliale20,7 mg/l5 – 7
Seno maxillare7,5 mg/kg2,0
Seno etmoide8,2 mg/kg2,1
Polipi nasali9,1 mg/kg2,6
Fluido interstiziale1,0² mg/l0,8 – 1,42,3
Tratto genitale femminile *10,24 mg/kg1,724
* somministrazione endovenosa di una dose singola da 400 mg
¹ 10 h dopo la somministrazione
² concentrazione non legata
³ da 3 h fino a 36 h dopo la dose
4 al termine dell’infusione

Metabolismo

Moxifloxacina subisce una biotrasformazione di fase II e viene escreta per via renale e biliare/fecale come farmaco immodificato ma anche in forma di sulfo-composto (M1) e glucuronide (M2). M1 e M2 sono i soli metaboliti importanti nell’uomo, ma sono entrambi microbiologicamente inattivi.

In studi clinici di fase I e in vitro non sono state osservate interazioni farmacocinetiche metaboliche con altri farmaci che subiscono una biotrasformazione di fase I che coinvolge gli enzimi del citocromo P450. Non ci sono segni di metabolismo ossidativo.

Eliminazione

Moxifloxacina viene eliminata dal plasma con un’emivita terminale di circa 12 ore. La clearance corporea totale media apparente dopo una dose da 400 mg varia da 179 a 246 ml/min. La clearance renale equivaleva a circa 24-53 ml/min suggerendo un parziale riassorbimento tubulare del farmaco da parte dei reni.

Dopo una dose di 400 mg, la quantità recuperata nelle urine (circa il 19% per il farmaco immodificato, circa il 2,5% per M1 e circa il 14% per M2) e nelle feci (circa il 25% del farmaco immodificato, circa il 36% per M1 e nessuna percentuale recuperata per M2) ammontava in totale al 96%.

La somministrazione concomitante di moxifloxacina con ranitidina o probenecid non ha alterato la clearance renale del farmaco originario.

Concentrazioni plasmatiche più elevate si osservano nei volontari sani con peso corporeo basso (come le donne) e nei volontari anziani.

Le proprietà farmacocinetiche di moxifloxacina non sono significativamente differenti nei pazienti con compromissione renale (inclusa la clearance della creatinina > 20 ml/min/1,73 m²). Poiché la funzionalità renale si riduce, le concentrazioni di metabolita M2 (glucuronide) aumentano fino ad un fattore di 2,5 (con una clearance della creatinina di < 30 ml/min/1,73 m²).

Sulla base degli studi farmacocinetici condotti finora in pazienti con insufficienza epatica (Child Pugh A, B), non è possibile determinare se vi siano differenze rispetto ai volontari sani. La compromissione della funzionalità epatica è stata associata con l’elevata esposizione a M1 nel plasma, laddove l’esposizione al farmaco originario non sia stata comparabile all’esposizione nei volontari sani. Non esiste esperienza sufficiente nell’uso clinico di moxifloxacina nei pazienti con funzionalità epatica compromessa.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

In studi convenzionali a dosi ripetute, la moxifloxacina non ha mostrato tossicità ematologica ed epatica nei roditori e non roditori. Sono stati osservati effetti tossici a livello del sistema nervoso centrale nelle scimmie. Questi effetti si verificano dopo la somministrazione di dosi elevate di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato.

Nei cani, elevate dosi orali (≥ 60 mg/kg) che portano a concentrazioni plasmatiche ≥ 20 mg/l hanno causato modifiche nell’elettroretinogramma e in casi isolati atrofia della retina.

La moxifloxacina è risultata genotossica in test in vitro che utilizzano batteri o cellule di mammifero. Nei test in vivo, non è stata evidenziata genotossicità nonostante il fatto che dosi molto elevate di moxifloxacina siano state utilizzate. La moxifloxacina non è risultata cancerogena in uno studio di iniziazione-promozione nei ratti.

In vitro, la moxifloxacina ha rivelato proprietà elettrofisiologiche cardiache che possono causare prolungamento dell’intervallo QT, anche se a concentrazioni elevate.

Studi tossicologici eseguiti su cani con dosi orali di 90 mg / kg che portano a concentrazioni plasmatiche di 16 mg / l hanno causato prolungamenti QT ma non aritmie. Solo dopo somministrazione endovenosa molto elevata, cumulativa di oltre 50 volte la dose umana (> 300 mg / kg), che porta a concentrazioni plasmatiche di 200 mg / l (oltre 40 volte il livello terapeutico), reversibile, sono state osservate aritmie ventricolari non fatali .

Gli studi sulla riproduzione condotti su ratti, conigli e scimmie indicano che si verifica trasferimento placentare di moxifloxacina. Studi nei ratti (o.s. e e.v.) e scimmie (o.s.) non hanno mostrato evidenza di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito a somministrazione di moxifloxacina. Un lieve aumento dell’incidenza di malformazioni vertebrali e costali è stato osservato nei feti dei conigli, ma solo ad un dosaggio (20 mg / kg e.v.) che è stato associato a grave tossicità materna. C’è stato un aumento dell’incidenza di aborti nelle scimmie e conigli a concentrazioni plasmatiche terapeutiche umane.

I chinoloni, compresa la moxifloxacina, sono noti per causare lesioni nella cartilagine delle articolazioni maggiori in feti animali. La più bassa dose orale di moxifloxacina che causa tossicità comune nei cani giovani era quattro volte la massima dose terapeutica raccomandata di 400 mg (assumendo che si abbia un peso corporeo di 50 kg) su una base mg / kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle al massimo della dose terapeutica.

La moxifloxacina era priva di proprietà fototossiche e fotogenotossiche durante il test, in un vasto programma di studi in vitro e in vivo.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa:

Cellulosa microcristallina Sodio amido glicolato (Tipo A) Povidone (K-30)

Magnesio stearato

Rivestimento:

Ipromellosa

Titanio diossido (E171) Macrogol 4000

Ossido di ferro rosso (E172)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

06.3 Periodo di validità

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3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Moxifloxacina compresse rivestite con film sono disponibili in:

Blister in PVC/PVdC – foglio d’Alluminio:

Moxifloxacina 400 mg compresse: 1, 5, 7, 10, 14, 25, 50, 70, 80 e 100 compresse

Flacone in HDPE con chiusura in polipropilene: Moxifloxacina 400 mg compresse: 30 e 100 compresse

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. Via San Giuseppe 102

21047 Saronno (VA) Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n.

042077014 – " 400 mg compresse rivestite con film " 1 compressa in blister PVC/PVDC/AL 042077026 – " 400 mg compresse rivestite con film " 5 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077038 – " 400 mg compresse rivestite con film " 7 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077040 – " 400 mg compresse rivestite con film " 10 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077053 – " 400 mg compresse rivestite con film " 14 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077065 – " 400 mg compresse rivestite con film " 25 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077077 – " 400 mg compresse rivestite con film " 50 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077089 – " 400 mg compresse rivestite con film " 70 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077091 – " 400 mg compresse rivestite con film " 80 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077127 – " 400 mg compresse rivestite con film " 100 compresse in blister PVC/PVDC/AL 042077103 – " 400 mg compresse rivestite con film " 30 compresse in flacone HDPE 042077115 – " 400 mg compresse rivestite con film " 1000 compresse in flacone HDPE

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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13/02/2014

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 27/03/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Moxifloxacina aur – 5 Cpr 400 mg (Moxifloxacina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: J01MA14 AIC: 042077026 Prezzo: 8,75 Ditta: Aurobindo Pharma Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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