Levofloxacina flebo: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Levofloxacina flebo

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Levofloxacina flebo: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Levofloxacina flebo: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Levofloxacina Ibigen 5 mg/ml soluzione per infusione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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50 ml di soluzione per infusione contengono 250 mg di levofloxacina come levofloxacina emiidrata 100 ml di soluzione per infusione contengono 500 mg di levofloxacina come levofloxacina emiidrata

Eccipienti con effetti noti:

50 ml di soluzione per infusione contengono 7,7mmol (177 mg) di sodio 100 ml di soluzione per infusione contengono 15.4mmol (354 mg) di sodio

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione per infusione

Soluzione limpida isotonica di colore giallo-verdognolo

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Negli adulti Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione è indicata nel trattamento delle seguenti infezioni (vedere paragrafì 4.4 e 5.1):

Polmoniti acquisite in comunità

Infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli

Per le infezioni sopra menzionate Levofloxacina Ibigen deve essere usata solo quando è considerato inappropriato l’uso di agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento iniziale di queste infezioni.

Pielonefriti e infezioni complicate delle vie urinarie (vedere paragrafo 4.4)

Prostatite batterica cronica

Inalazione di antrace: profilassi dopo l’esposizione e trattamento curativo (vedere paragrafo 4.4)

Devono essere prese in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione viene somministrata una o due volte al giorno come infusione endovenosa lenta. Il dosaggio dipende dal tipo e dalla gravità dell’infezione e dalla sensibilità del patogeno ritenuto causa dell’infezione. Di solito è possibile passare dal trattamento endovenoso iniziale a quello orale dopo alcuni giorni, a seconda delle condizioni del paziente. Data la bioequivalenza delle forme parenterali e orali, può essere utilizzata la stessa dose.

Durata del trattamento

La durata del trattamento varia a seconda del decorso della malattia. Come per la terapia antibiotica in generale, la somministrazione di Levofloxacina Ibigen deve essere continuata per un minimo di 48-72 ore dopo che il paziente è divenuto afebbrile o è stata ottenuta l’eradicazione del patogeno.

Metodo di somministrazione

Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione è previsto esclusivamente per infusione endovenosa lenta; è somministrata una o due volte al giorno. Il tempo di infusione deve essere di almeno 30 minuti per 250 mg o 60 minuti per 500 mg di Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione (vedere paragrafo 4.4). Dopo alcuni giorni è possibile passare dal trattamento iniziale per via endovenosa a quello orale con lo stesso dosaggio, a seconda delle condizioni del paziente.

Per le incompatibilità vedere il paragrafo 6.2 e per la compatibilità con altre soluzioni per infusione vedere il paragrafo 6.6.

Posologia

Sono raccomandate le seguenti dosi per Levofloxacina Ibigen:

Dosaggio per i pazienti con funzionalità renale normale (clearance della creatinina >50 ml/min)

Indicazioni Regime posologico giornaliero (a seconda della gravità) Durata del trattamento
Polmonite acquisita in comunità500 mg una o due volte al giorno7-14 giorni
Infezioni complicate delle vie urinarie inclusa la pielonefrite250 mg¹una volta al giorno7-10 giorni
Prostatite batterica cronica500 mg una volta al giorno28 giorni
Infezioni cutanee e dei tessuti molli500 mg due volte al giorno7-14 giorni

¹Deve essere considerata l’aumento della dose in caso di infezione grave

Popolazioni speciali

Funzionalità renale compromessa (clearance della creatinina ≤50 ml/min)

Regime posologico
250 mg/24 h 500 mg/24 h 500 mg/12 h
Clearance della creatininaPrima dose: 250 mgPrima dose: 500 mgPrima dose: 500 mg
50-20 ml/minsuccessivamente: 125 mg/24 hsuccessivamente: 250 mg/24 hsuccessivamente: 250 mg/12 h
19-10 ml/minsuccessivamente: 125 mg/48 hsuccessivamente: 125 mg/24 hsuccessivamente: 125 mg/12 h
<10 ml/min (compresa emodialisi e DPCA) ¹successivamente: 125 mg/48 hsuccessivamente: 125 mg/24 hsuccessivamente: 125 mg/24 h

¹ Non sono richieste dosi aggiuntive dopo l’emodialisi o la dialisi peritoneale ambulatoriale continua (DPCA)

Funzionalità epatica compromessa

Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio in quanto la levofloxacina non viene metabolizzata in misura rilevante dal fegato e viene escreta principalmente per via renale.

Anziani

Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio nei pazienti anziani, se non quella imposta da considerazioni sulla funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4 Prolungamento dell’intervallo QT).

Bambini

Levofloxacina Ibigen è controindicato nei bambini e negli adolescenti nel periodo della crescita (vedere paragrafo 4.3).

04.3 Controindicazioni

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Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione non deve essere somministrata:

nei pazienti che abbiano manifestato ipersensibilità a levofloxacina o ad altri chinolonici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1

nei pazienti epilettici,

nei pazienti con anamnesi di affezioni tendinee correlate alla somministrazione di chinolonici,

nei bambini o adolescenti nel periodo della crescita,

nelle donne in gravidanza,

nelle donne che allattano al seno.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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E’ molto probabile che S. aureus resistente alla meticillina (MRSA) dimostri una resistenza crociata ai fluorochinoloni, inclusa levofloxacina. Pertanto, levofloxacina non è raccomandata per il trattamento di infezioni note o sospette da MRSA, ameno che i risultati di laboratorio abbiano confermato la sensibilità dell’organismo a levofloxacina (e gli agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento delle infezioni da MRSA siano considerati non appropriati).

La resistenza ai fluorochinoloni di E. coli – il patogeno più comunemente coinvolto nelle infezioni del tratto urinario – è variabile nelle differenti aree dell’Unione Europea. I prescrittori devono tener conto della prevalenza locale di resistenza di E. coli ai fluorochinoloni.

Inalazione di antrace: l’uso nell’uomo si basa sui dati di sensibilità in vitro del Bacillus anthracis e su esperimenti negli animali, unitamente a dati limitati nell’uomo. I medici prescrittori devono fare riferimento ai documenti di consenso nazionali o internazionali sul trattamento dell’antrace.

Tempo di infusione

Deve essere rispettata la raccomandazione relativa al tempo di infusione che non deve durare meno di 30 minuti per la soluzione per infusione di Levofloxacina Ibigen 250 mg o 60 minuti per la soluzione per infusione di Levofloxacina Ibigen 500 mg . E’ ben conosciuta la comparsa di tachicardia e una temporanea diminuzione della pressione arteriosa durante l’infusione con ofloxacina. In casi rari può, in seguito ad una grave diminuzione della pressione, manifestarsi un collasso circolatorio. Se una diminuzione importante della pressione arteriosa si manifesta durante l’infusione di levofloxacina (l‘isomero levogiro della ofloxacina) l’infusione deve essere immediatamente interrotta.

Contenuto di sodio

Questo medicinale contiene 7,7 mmol (177 mg) di sodio per dose da 50 ml e 15,4 mmol (354 mg) per dose da 100 ml. Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Tendinite e rottura del tendine

La tendinite può manifestarsi raramente. Essa coinvolge più frequentemente il tendine di Achille e può portare alla rottura del tendine stesso. Tendinite e rottura tendinea, a volte bilaterale, possono verificarsi entro 48 ore dall’inizio della terapia con levofloxacina e sono state riportate fino a diversi mesi dopo la fine del trattamento. Il rischio di tendinite e di rotture tendinee è aumentato nei pazienti con più di 60 anni, nei pazienti che ricevono dosi giornaliere di 1000 mg e nei pazienti che utilizzano corticosteroidi. Nei pazienti anziani la dose giornaliera deve essere aggiustata in base alla clearance della creatinina (vedere paragrafo 4.2). Un monitoraggio attento di questi pazienti è pertanto necessario se viene loro prescritta Levofloxacina Ibigen. Tutti i pazienti devono consultare il medico se accusano sintomi di tendinite. Se si sospetta una tendinite, il trattamento con Levofloxacina Ibigen deve essere immediatamente interrotto e devono essere adottate misure specifiche per il tendine colpito (es. immobilizzazione) (vedere paragrafì 4.3 e 4.8).

Malattia da Clostridium difficile

Se si manifesta una diarrea, in particolare se grave, persistente e/o con sanguinamento, durante o dopo la terapia con levofloxacina (anche diverse settimane dopo il trattamento), questa può essere sintomatica della malattia da Clostridium difficile (CDAD). La gravità della CDAD può variare in un range da lieve a pericolosa per la vita; la forma più grave è la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.8). E’ pertanto importante prendere in considerazione questa diagnosi nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo il trattamento con levofloxacina. In caso di CDAD sospetta o confermata, deve essere interrotta immediatamente la terapia con levofloxacina e devono essere adottate immediate misure terapeutiche. In questo contesto clinico i medicinali che inibiscono la peristalsi sono controindicati.

Pazienti predisposti ad attacchi convulsivi

I chinoloni possono abbassare la soglia convulsiva e di conseguenza possono scatenare convulsioni. Levofloxacina è controindicata in pazienti con anamnesi di epilessia (vedere paragrafo 4.3), e, come per altri chinolonici, deve essere usata con estrema cautela in pazienti predisposti ad attacchi convulsivi, o in pazienti che ricevono terapie concomitanti con principi attivi come la teofillina che riducono la soglia convulsiva cerebrale (vedere paragrafo 4.5). In caso di convulsioni (vedere paragrafo 4.8) il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto.

Pazienti con carenza della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi

I pazienti con difetti latenti o accertati per l’attività della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, possono essere predisposti a reazioni emolitiche quando vengono trattati con antibatterici della classe dei chinoloni. Per tale ragione, se si vuole usare levofloxacina in questo tipo di pazienti, deve essere monitorato il potenziale verificarsi di emolisi.

Pazienti con compromissione renale

Poiché levofloxacina viene escreta principalmente per via renale, le dosi di Levofloxacina Ibigen devono essere opportunamente adattate in caso di compromissione renale (vedere paragrafo 4.2).

Reazioni di ipersensibilità

Levofloxacina può causare reazioni di ipersensibilità gravi, potenzialmente fatali (ad esempio angioedema fino a shock anafilattico), occasionalmente dopo la dose iniziale (vedere paragrafo 4.8).

I pazienti devono immediatamente sospendere il trattamento e contattare il medico o recarsi al pronto soccorso in modo che vengano adottati opportuni trattamenti d’emergenza.

Reazioni bollose gravi

Con levofloxacina sono stati riportati casi di reazioni cutanee bollose gravi, quali sindrome di Steven- Johnson o necrolisi epidermica tossica (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti di contattare immediatamente il medico se si verificano reazioni cutanee e/o alle mucose, prima di continuare il trattamento.

Disglicemia

Come accade con tutti i chinoloni, sono stati segnalati disturbi della glicemia, inclusa sia ipoglicemia che iperglicemia, solitamente in pazienti diabetici che sono in trattamento concomitante con ipoglicemizzanti orali (ad esempio glibenclamide) o con insulina. Sono stati riportati casi di coma ipoglicemico. Si raccomanda di monitorare attentamente la glicemia nei pazienti diabetici (vedere paragrafo 4.8).

Prevenzione della fotosensibilizzazione

Durante la terapia con levofloxacina è stata riportata fotosensibilizzazione (vedere paragrafo 4.8).

Si raccomanda ai pazienti di non esporsi inutilmente alla luce solare intensa o a raggi U.V. artificiali (es. lampada solare, solarium) durante il trattamento e per 48 ore dopo la fine del trattamento al fine di evitare l’insorgenza di fotosensibilizzazione.

Pazienti trattati con antagonisti della Vitamina K

A causa di un possibile incremento dei valori dei test di coagulazione (PT/INR) e/o dei sanguinamenti in pazienti trattati con levofloxacina in associazione con un antagonista della vitamina K (es. warfarin), i test di coagulazione devono essere monitorati quando questi farmaci sono somministrati contemporaneamente (vedere paragrafo 4.5).

Reazioni psicotiche

Nei pazienti che assumono chinoloni, inclusa levofloxacina, sono state segnalate reazioni psicotiche. Queste, in casi molto rari, sono progredite a pensieri suicidi e comportamenti autolesivi, talvolta dopo soltanto una singola dose di levofloxacina (vedere paragrafo 4.8). Nel caso in cui il paziente sviluppi queste reazioni, si deve interrompere levofloxacina e si devono istituire misure appropriate. Si raccomanda attenzione nel caso in cui si debba utilizzare levofloxacina nei pazienti psicotici o nei pazienti con precedenti di malattia psichiatrica.

Prolungamento dell’intervallo QT

I fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, devono essere somministrati con cautela nei pazienti con noti fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT, come per esempio:

sindrome congenita del QT prolungato

assunzione contemporanea di medicinali che notoriamente prolungano l’intervallo QT (ad esempio antiaritmici di Classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici)

squilibrio elettrolitico non compensato (ad esempio ipokaliemia, ipomagnesiemia)

malattie cardiache (ad esempio insufficienza cardiaca, infarto miocardico, bradicardia).

I pazienti anziani e le donne possono essere più sensibili ai medicinali che prolungano l’intervallo QTc. Pertanto, si deve esercitare cautela quando si usano fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, in queste popolazioni (vedere paragrafì 4.2 Anzìanì, 4.5, 4.8 e 4.9)

Neuropatia periferica

In pazienti che assumono fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, è stata segnalata neuropatia periferica sensoriale o sensomotoria, che può insorgere rapidamente (vedere paragrafo 4.8). Se il paziente

presenta sintomi da neuropatia, il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto per prevenire lo sviluppo di una situazione irreversibile.

Patologie epatobiliari

Con levofloxacina sono stati descritti casi di necrosi epatica fino a insufficienza epatica letale, soprattutto in pazienti affetti da gravi malattie concomitanti, come ad esempio sepsi (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere informati di interrompere il trattamento e di contattare il medico nel caso in cui si sviluppino segni e sintomi di sofferenza epatica come ad esempio anoressia, ittero, urine scure, prurito o addome sensibile alla palpazione.

Esacerbazione della miastenia gravis

I fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, hanno attività bloccante neuromuscolare e possono esasperare la debolezza muscolare in pazienti con miastenia gravis. Durante la commercializzazione reazioni avverse gravi incluso decesso e necessità di supporto respiratorio, sono state associate all’uso di fluorochinoloni in pazienti con miastenia gravis. Levofloxacina non è raccomandata in pazienti con anamnesi di miastenia gravis.

Disturbi della vista

Se la visione diviene offuscata o si verifica un qualsiasi effetto sugli occhi, si deve consultare immediatamente un oculista (vedere paragrafì 4.7 e 4.8).

Superinfezione

L’uso di levofloxacina, specie se prolungato, può risultare nella crescita di organismi non sensibili. Se si verifica superinfezione in corso di terapia, vanno intraprese le opportune misure.

Interferenza con le analisi di laboratorio

Nei pazienti trattati con levofloxacina, la determinazione degli oppiacei nelle urine può dare risultati falso-positivi. Per confermare la positività può essere necessario eseguire l’analisi con un metodo più specifico.

Levofloxacina può inibire la crescita del Mycobacterium tubercolosis e, pertanto, può dare risultati falsi negativi nella diagnosi batteriologica di tubercolosi.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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di altri medicinali su Levofloxacina Ibigen

Teofillina, fenbufen o farmaci antiinfiammatori non steroidei simili

In uno studio clinico non sono state evidenziate interazioni farmacocinetiche tra levofloxacina e teofillina. Tuttavia, una marcata riduzione della soglia convulsiva può verificarsi quando i chinoloni vengono somministrati in concomitanza con teofillina, FANS o altri agenti capaci di ridurre tale soglia. In presenza di fenbufen le concentrazioni di levofloxacina sono risultate del 13% più elevate di quelle osservate somministrando il farmaco da solo.

Probenecid e cimetidina

Probenecid e cimetidina hanno dimostrato un effetto statisticamente significativo sull’eliminazione della levofloxacina. La clearance renale dilevofloxacina è risultata ridotta con cimetidina (del 24%) e con probenecid (del 34%). Questo avviene perché, entrambi i medicinali sono capaci di bloccare la secrezione di levofloxacina livello dei tubuli renali. Tuttavia, è improbabile che alle dosi utilizzate

negli studi clinici, le differenze statisticamente significative a livello cinetico abbiano rilevanza clinica.

Si richiede particolare cautela, in caso di contemporanea somministrazione di levofloxacina con medicinali che possono modificare la secrezione tubulare renale come probenecid e cimetidina, specialmente in pazienti con compromissione della funzionalità renale.

Altre informazioni rilevanti

Studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che la farmacocinetica di levofloxacina non viene modificata in modo clinicamente rilevante quando levofloxacina viene somministrata insieme ai seguenti medicinali: carbonato di calcio, digossina, glibenclamide e ranitidina.

Effetto di Levofloxacina Ibigen su altri medicinali

Ciclosporina

L’emivita della ciclosporina risulta aumentata del 33% quando somministrata in concomitanza con levofloxacina.

Antagonisti della vitamina K

Incrementi dei valori dei test di coagulazione (PT/INR) e/o sanguinamenti, che possono essere anche gravi, sono stati segnalati in pazienti trattati con levofloxacina in associazione con un antagonista della vitamina K (es. warfarin). Pertanto, si devono monitorare i test di coagulazione nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K (vedere paragrafo 4.4).

Farmaci che notoriamente prolungano l’intervallo QT

Levofloxacina, come altri fluorochinoloni, deve essere utilizzata con cautela nei pazienti che assumono medicinali che notoriamente prolungano l’intervallo QT (ad esempio antiaritmici di Classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici) (vedere paragrafo 4.4 prolungamento dell’ìntervallo QT).

Altre informazioni importanti

In uno studio di interazione farmacocinetica, levofloxacina non ha modificato la farmacocinetica della teofillina (che è un substrato del CYP1A2), indicando che levofloxacina non è un inibitore del CYP1A2.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Vi sono dati limitati sull’uso di levofloxacina in donne in gravidanza. Gli studi di riproduzione

sull’animale non hanno evidenziato effetti diretti o indiretti pericolosi di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Tuttavia, in assenza di dati nell’uomo ed a causa di rischi sperimentali di danno da fluorochinoloni alle cartilagini che sostengono il peso dell’organismo in crescita, Levofloxacina Ibigen non deve essere impiegata in donne in gravidanza (vedere paragrafì 4.3 e 5.3).

Allattamento

Levofloxacina Ibigen è controindicata in donne che allattano al seno. Vi sono informazioni insufficienti sull’escrezione di levofloxacina nel latte umano; tuttavia altri fluorochinoloni sono escreti nel latte umano. In assenza di dati nell’uomo e a causa di rischi sperimentali di danno da fluorochinoloni alle cartilagini che sostengono il peso dell’organismo in crescita, levofloxacina non deve essere impiegata in donne che allattano al seno (vedere paragrafì 4.3 e 5.3).

Fertilità

Levofloxacina non ha causato diminuzione della fertilità o dei risultati riproduttivi nei ratti.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Alcuni effetti indesiderati di levofloxacina (es. capogiri/vertigini, sonnolenza, disturbi visivi) possono alterare la capacità di concentrazione e di reazione del paziente, con conseguente rischio in situazioni dove tali capacità sono di particolare importanza (ad es. durante la guida di automobili e l’uso di macchinari).

04.8 Effetti indesiderati

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Le informazioni fornite di seguito sono basate sui dati di studi clinici effettuati su più di 5000 pazienti e su una vasta esperienza di post-marketing.

Le reazioni avverse sono descritte in accordo con la classificazione MedDRA per sistemi e organi nella tabella sottostante.

All’interno di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi e organi
Comune≥ 1/100 a< 1/10 Non comune≥ 1/1000 a< 1/100 Raro≥ 1/10.000 a< 1/1000 Molto raro<1/10.000 Non nota
Infezioni e infestazioniinfezione micotica (e proliferazione di altri microorganismi resistenti)
Patologie del sistema emolinfopoieticoleucopenia, eosinofiliatrombocitopenia, neutropeniaagranulocitosipancitopenia, anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitarioshock anafilattico (vedere paragrafo 4.4). Reazioni anafilattiche e anafilattoidi possono talvolta verificarsi anche dopo la prima doseipersensibilità (vedere paragrafo 4.4)
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneanoressiaipoglicemia, particolarmente nei pazienti diabetici (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema nervosocapogiri, cefalea, sonnolenzaconvulsioni, tremori, parestesianeuropatia periferica sensoriale o sensomotoria, disgeusia inclusa ageusia, parosmia inclusa anosmia
Patologie vascolariflebiteipotensione
Patologie gastrointestinalidiarrea, nauseavomito, dolori addominali, dispepsia, flatulenza, costipazionediarrea emorragica che in casi molto rari può essere indicativa di enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa
Patologie epatobiliariaumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT)aumento della bilirubina ematicaepatitecon levofloxacina sono stati segnalati ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta, essenzialmente nei pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoeruzione cutanea, pruritoorticariaedema angioneurotico, reazioni di fotosensibilitànecrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivodisturbi ai tendini (vedere paragrafo 4.4), compresa tendinite (es. tendine d’Achille), artralgia, mialgiarottura del tendine (vedere paragrafo 4.4). Tale effetto indesiderato può verificarsi entro 48 ore dall’inizio del trattamento e può essere bilaterale, indebolimento muscolare che può essere di particolare importanza nei pazienti affetti da miastenia gravisrabdomiolisi
Patologie renali e urinarieaumento della creatinina ematicainsufficienza renale acuta (es. dovuta a nefrite interstiziale)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazionereazione del sito d’infusioneasteniapiressiadolori (compresi dolori alla schiena, al torace e alle estremità)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinichebroncospasmo, dispneapolmonite allergica
Disturbi psichiatriciinsonnia, nervosismodisturbi psicotici, depressione, stato di confusione, agitazione, ansiareazioni psicotiche con comportamenti auto lesivi, compresi ideazione o atti suicidi (vedere paragrafo 4.4), allucinazioni
Patologie cardiachetachicardiaAritmia ventricolare e torsione di punta (segnalato prevalentemente in pazienti con fattori di rischio per il prolungamento del tratto QT), QT prolungato nell’elettrocardiogramma (vedere paragrafo 4.4 Prolungamento dell’intervallo QT (paragrafo 4.4 e 4.9)
Patologie dell’orecchio e del labirintovertiginicompromissione dell’uditotinnito
Patologie dell’occhiodisturbi visivi

Altri effetti indesiderati associati alla somministrazione di fluorochinoloni includono:

• sintomi extrapiramidali e altri disturbi della coordinazione muscolare

• vasculite da ipersensibilità

• attacchi di porfiria in pazienti con porfiria

04.9 Sovradosaggio

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In accordo con gli studi di tossicità negli animali o con gli studi di farmacologia clinica condotti con dosi superiori alle dosi terapeutiche, i sintomi più importanti che si manifestano dopo sovradosaggio acuto con Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione sono quelli a livello del Sistema Nervoso Centrale quali: confusione, capogiri, compromissione della coscienza, attacchi convulsivi, prolungamento dell’intervallo QT.

Nell’esperienza dopo la commercializzazione del medicinale sono stati osservati effetti a carico del sistema nervoso centrale inclusi stato confusionale, convulsioni, allucinazioni e tremore.

In caso di sovradosaggio, si deve praticare il trattamento sintomatico. Deve essere effettuato un monitoraggio elettrocardiografico, per la possibilità di prolungamento dell’intervallo QT. L’emodialisi, inclusa la dialisi peritoneale e dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD), non sono efficaci nel rimuovere levofloxacina. Non sono noti antidoti specifici.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: antibatterici chinolonici, fluorochinoloni.

Codice ATC: J01MA12.

Levofloxacina è un agente antibatterico sintetico della classe dei fluorochinoloni ed è l’enantiomero S (-) del racemo di ofloxacina.

Meccanismo d’azione

In quanto agente antibatterico fluorochinolonico, levofloxacina agisce sul complesso DNA-DNA-girasi e topoisomerasi IV.

Rapporto PK/PD

Il grado di attività battericida di levofloxacina dipende dal rapporto tra la massima concentrazione sierica (Cmax) o l’area sotto la curva (AUC) e la minima concentrazione inibente (MIC).

Meccanismo di resistenza

Il principale meccanismo di resistenza è dovuto ad una mutazione in gir-A. In vitro, c’è una resistenza crociata tra levofloxacina e altri fluorochinoloni.

A causa del meccanismo d’azione, non c’è generalmente resistenza crociata tra levofloxacina e altre classi di agenti antibatterici.

Breakpoint

I valori di MIC breakpoint raccomandati dall’EUCAST per levofloxacina, in base ai quali si distinguono gli organismi sensibili da quelli con sensibilità intermedia e quelli con sensibilità intermedia dai resistenti, sono riportati nella tabella seguente, espressi in MIC (mg/l).

Breakpoint clinici, espressi in MIC raccomandati dall’EUCAST per levofloxacina (07-04-2009):

Patogeno Sensibile Resistente
Enterobacteriaceae≤1 mg/l>2 mg/l
Pseudomonas spp.≤1 mg/l>2 mg/l
Acinetobacter spp.≤1 mg/l>2 mg/l
Staphylococcus spp.≤1 mg/l>2 mg/l
S. pneumoniae¹≤2 mg/l>2 mg/l
Streptococco A,B,C,G≤1 mg/l>2 mg/l
H. influenzae M. catarrhalis²≤1 mg/l>1 mg/l
Breakpoint non correlati alla specie³≤1 mg/l>2 mg/l

¹Il breakpoint S/I è stato aumentato da 1,0 a 2,0 per evitare di separare la distribuzione della MIC wild-type. I breakpoint sono correlati alla terapia ad alte dosi.

²I ceppi con valori MIC superiori al breakpoint S/I sono molto rari o non ancora segnalati. I test di identificazione e di sensibilità antimicrobica devono essere ripetuti su ciascun ceppo isolato e, se il risultato è confermato, il ceppo isolato deve essere inviato al laboratorio di riferimento.

³I valori di breakpoint non-specie correlati sono stati determinati soprattutto sulla base di dati di farmacocinetica/farmacodinamica e sono indipendenti dalla distribuzione delle MIC di specifiche specie. Questi valori sono da utilizzare solo per le specie per le quali non è stato trovato un breakpoint specifico e non per quelle specie dove i test di sensibilità non sono raccomandati o per le quali non c’è sufficiente evidenza che le specie in questione sono un buon target (Enterococcus, Neisseria, anaerobi Gram negativi).

Spettro antibatterico

La prevalenza della resistenza per le specie selezionate può variare geograficamente e con il tempo e servono informazioni locali sulla resistenza particolarmente quando si trattano infezioni gravi. Ove necessario, è opportuno consultare un esperto nei casi in cui la prevalenza locale dei fenomeni di resistenza è tale da mettere in dubbio l’utilità del prodotto in almeno alcuni tipi di infezioni.

MICRORGANISMI COMUNEMENTE SENSIBILI
Batteri aerobi Gram-positivi
Staphylococcus aureus* meticillina-sensibile
Staphylococcus saprophyticus
Streptococci, gruppo C and G
Streptococcus agalactiae
Streptococcus pneumoniae *
Streptococcus pyogenes *
Batteri aerobi Gram-negativi
Burkholderia cepacia§
Eikenella corrodens
Haemophilus influenzae *
Haemophilus para-influenzae *
Klebsiella oxytoca
Klebsiella pneumoniae *
Moraxella catarrhalis *
Pasteurella multocida
Proteus vulgaris
Providencia rettgeri
Batteri anaerobi
Peptostreptococcus
Altri
Chlamydophila pneumoniae *
Chlamydophila psittaci
Chlamydia trachomatis
Legionella pneumophila*
Mycoplasma pneumoniae *
Mycoplasma hominis
Ureaplasma urealyticum
SPECIE PER LE QUALI LA RESISTENZA ACQUISITA PUO’ ESSERE UN PROBLEMA
Batteri aerobi Gram-positivi
Enterococcus faecalis*
Staphylococcus aureus meticillina-resistente
Coagulasi negativa Staphylococcus spp
Batteri aerobi Gram-negativi Acinetobacter baumannii *
Citrobacter freundii *
Enterobacter aerogenes
Enterobacter agglomerans
Enterobacter cloacae *
Escherichia coli *
Morganella morganii *
Proteus mirabilis *
Providencia stuartii
Pseudomonas aeruginosa*
Serratia marcescens *
Batteri anaerobi
Bacteroides fragilis
Bacteroides ovatus§
Bacteroides thetaiotamicron§
Bacteroides vulgatus§
Clostridium difficile§

* L’efficacia clinica è stata dimostrata nei ceppi sensibili isolati nelle indicazioni cliniche approvate

§ Sensibilità intermedia naturale

Altre informazioni

Infezioni ospedaliere causate da P. aeruginosa possono richiedere una terapia di associazione.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento

Somministrata per via orale, levofloxacina è rapidamente e quasi completamente assorbita con una concentrazione al picco plasmatico che si ottiene in 1 ora. La biodisponibilità assoluta è pari al 100 % circa.

Il cibo ha poco effetto sull’assorbimento della levofloxacina.

Distribuzione

Circa il 30 âE. 40% di levofloxacina si lega alle proteine sieriche. Vi è un accumulo trascurabile, con dosi multiple di levofloxacina 500 mg somministrate una volta al giorno. Vi è un accumulo moderato ma prevedibile di levofloxacina dopo dosi di 500 mg due volte al giorno. Lo stato stazionario viene raggiunto in 3 giorni.

Penetrazione nei tessuti e nei liquidi dell’organismo :

Penetrazione nella mucosa bronchiale e nei liquidi degli epiteli di rivestimento (ELF)

Le massime concentrazioni di levofloxacina nella mucosa bronchiale e nei liquidi degli epiteli di rivestimento sono rispettivamente di 8,3 mcg/g e 10,8 mcg/ml dopo 500 mg per os. Tali concentrazioni sono raggiunte circa un’ora dopo la somministrazione.

Penetrazione nel tessuto polmonare

La massima concentrazione di levofloxacina dopo 500 mg per os nel tessuto polmonare risulta di circa 11,3 mcg/g e viene raggiunta 4-6 ore dopo la somministrazione. La concentrazione a livello polmonare è superiore in modo consistente a quella plasmatica.

Penetrazione nel liquido di bolla

Il massimo della concentrazione di levofloxacina di circa 4 e 6,7 mcg/ml nel liquido di bolla si raggiunge 2-4 ore dopo la somministrazione e dopo 3 giorni di trattamento con 500 mg una volta o due volte al giorno, rispettivamente.

Penetrazione nel liquido cerebrospinale

Levofloxacina presenta una scarsa penetrazione nel liquido cerebro-spinale.

Penetrazione nel tessuto prostatico

Dopo somministrazione orale di levofloxacina 500 mg una volta al giorno per tre giorni, la concentrazione media nel tessuto prostatico è di 8,7 mcg/g, 8,2 mcg/g e 2,0 mcg/g dopo 2, 6 e 24 ore rispettivamente; il rapporto medio delle concentrazioni prostata/plasma è di 1,84.

Concentrazione nelle urine

Le concentrazioni medie nelle urine 8-12 ore dopo una dose singola per via orale di levofloxacina 150, 300 o 500 mg sono rispettivamente di 44 mg/l, 91 mg/l e 200 mg/l.

Metabolismo

Levofloxacina viene metabolizzata in una piccola parte nel metabolita desmetil-levofloxacina e levofloxacina N-ossido. Questi metaboliti si ritrovano pari ad un valore < 5% della dose escreta nelle urine. La levofloxacina è stabile dal punto di vista stereochimico e non è soggetta ad inversione chirale.

Eliminazione

In seguito a somministrazione orale ed endovenosa, la levofloxacina viene eliminata dal plasma lentamente (t½: 6-8 ore). L’escrezione è prevalentemente renale (> 85% della dose somministrata). Non esistono differenze farmacocinetiche maggiori in seguito a somministrazione orale o endovenosa di levofloxacina, ciò suggerisce che le vie di somministrazione, orale ed endovenosa, sono intercambiabili.

Linearità

Levofloxacina segue una farmacocinetica lineare in un intervallo tra 50 e 600 mg.

Soggetti con insufficienza renale

La farmacocinetica della levofloxacina è influenzata dalla compromissione renale. Con la diminuzione della funzionalità renale si riducono l’eliminazione e la clearance renali, mentre aumenta l’emivita di eliminazione come descritto nella seguente tabella.

Clcr [ml/min] < 20 20 – 49 50 – 80
ClR [ml/min] 13 26 57
t½ [h] 35 27 9

Soggetti anziani

Non vi sono differenze significative nella farmacocinetica della levofloxacina tra soggetti anziani e soggetti giovani, ad eccezione di quelle associate con variazioni nella clearance della creatinina.

Differenze tra i sessi

Analisi separate tra soggetti di sesso maschile e femminile hanno messo in evidenza delle piccole e marginali differenze nella farmacocinetica della levofloxacina. Non ci sono evidenze circa la rilevanza clinica di tali differenze.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Dati non clinici non hanno mostrato alcun pericolo particolare per la specie umana in base a studi convenzionali di tossicità di una dose singola, tossicità a dosi ripetute, potenziale carcinogenico e tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

Levofloxacina non ha causato compromissione della fertilità o della riproduzione nel ratto ed il solo effetto sul feto è stato il ritardo della maturazione come risultato della tossicità materna.

Levofloxacina non ha indotto mutazioni geniche sulle cellule batteriche o di mammiferi, ma ha indotto aberrazioni cromosomiche in vitro sulle cellule di polmone di criceto cinese. Questi effetti possono essere attribuiti all’inibizione della topoisomerasi II. I test in vivo (micronucleo, scambio dei cromatidi cellulari, sintesi del DNA non programmato, test letale dominante) non evidenziano alcun potenziale genotossico.

Studi nel topo hanno evidenziato un’attività fototossica di levofloxacina solo a dosi molto elevate. Levofloxacina non mostra potenziale attività genotossica nei test di fotomutagenesi mentre riduce lo sviluppo dei tumori nei test di fotocarcinogenesi.

Come per altri fluorochinoloni, levofloxacina ha evidenziato alcuni effetti sulle cartilagini (bolle e cavità) nel ratto e nel cane, soprattutto nell’animale giovane.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Sodio cloruro

Acido cloridrico (qs: pH 4.8) Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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Questo medicinale non deve essere miscelato con eparina o con soluzioni alcaline (es. sodio bicarbonato). Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali,ad eccezione di quelli elencati al paragrafo 6.6.

06.3 Periodo di validità

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3 anni

Periodo di validità dopo perforazione del tappo di gomma: uso immediato (vedere paragrafo 6.6).

Per la possibilità di contaminazione microbiologica, la soluzione per infusione deve essere usata immediatamente. Se il medicinale non viene usato subito, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso del medicinale sono responsabilità dell’utilizzatore.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Tenere il flacone nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Controllare il flacone prima dell’uso. Esso deve essere utilizzato solamente se la soluzione è limpida e priva di particelle.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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50 ml, flacone in vetro tipo 1 con chiusura in alluminio e tappo bromobutilico.

Ogni flacone contiene 50 ml di soluzione per infusione. Disponibili in confezioni da 1, 10 flaconi. 100 ml, flacone in vetro tipo 1 con chiusura in alluminio e tappo bromobutilico.

Ogni flacone contiene 100 ml di soluzione per infusione. Disponibili in confezioni da 1, 10 flaconi. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione deve essere utilizzata immediatamente (entro 3 ore) dopo la perforazione del tappo di gomma al fine di prevenire una contaminazione batterica. Non è necessaria, durante l’infusione, alcuna protezione dalla luce.

Questo medicinale è solo per uso singolo.

Ispezionare visivamente la soluzione prima dell’uso. Deve essere usata solo se la soluzione è limpida, di colore giallo-verdognolo, praticamente priva di particelle.

Come per tutti i medicinali, il medicinale non utilizzato ed i rifiuti da esso derivati devono essere smaltiti in conformità alla normativa vigente locale.

Miscela con altre soluzioni per infusione

Levofloxacina Ibigen soluzione per infusione è compatibile con le seguenti soluzioni per infusione: Sodio cloruro 0,9%

Destrosio 5%

Destrosio 2,5% in soluzione Ringer

Soluzioni combinate per nutrizione parenterale (aminoacidi, destrosio, elettroliti) Vedere paragrafo 6.2 per le incompatibilità

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Ibigen S.r.l.ia Fossignano, 2 04011 Aprilia (LT)talia Telefono: +39 06 921501

Fax: +39 06 92150573

e-mail: info@ibigen.it

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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040770012/M – "5 mg/ml soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 50 ml

040770024/M – "5 mg/ml soluzione per infusione" 10 flaconcini in vetro da 50 ml

040770036/M – "5 mg/ml soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 100 ml

040770048/M – "5 mg/ml soluzione per infusione" 10 flaconcini in vetro da 100 ml

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Maggio 2012

10.0 Data di revisione del testo

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FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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