Iobenguano: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Iobenguano

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Iobenguano: ultimo aggiornamento pagina: 24/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Iobenguano: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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IOBENGUANO (131I) CIS BIO 9,25 MBq/ML

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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1 ml di soluzione iniettabile contiene:

Principio attivo:

Iobenguano (131I): 9,25 MBq alla data e ora di calibrazione

La radioattività specifica è non meno di 20 GBq di iodio-131 per grammo di iobenguano base.

Riassunto delle caratteristiche fisiche dell’isotopo radioattivo nella sostanza attiva:

Iodio-131: emivita fisica 8,02 giorni.

Le più importanti emissioni di radiazioni sono elencate sotto:

Livello energetico Abbondanza (%)

β-247 keV 1.8

β-334 keV 7.2

β-606 keV 89.7

β-806 keV 0.7

γ 365 keV 81.7

γ 637 keV 7.2

γ 284 keV 6.1

Eccipienti:

Sodio: 1,7 mg/ml.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile per uso endovenoso.

Soluzione limpida e incolore con un pH compreso fra 4 e 6.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Medicinale solo per uso diagnostico.

Calcolo della dose terapeutica di iobenguano (131I) a partire da una precedente dose tracciante.

La sensibilità alla visualizzazione per scopo diagnostico, e quindi anche l’efficacia terapeutica, è diversa a seconda delle entità patologiche elencate. I feocromocitomi e i neuroblastomi risultano sensibili approssimativamente nel 90 % dei pazienti, i carcinoidi nel 70 % e i carcinomi midollari della ghiandola tiroide (CMT) solo nel 35 %.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Lo iobenguano (131I) è somministrato secondo lo schema di dosaggio di seguito riportato. Occorre tenere presente che la tecnica di acquisizione, per esempio l’uso di gamma camera ad alta sensibilità, può influenzare la posologia.

Adulti:

L’attività minima da somministrare è 20 MBq e la dose massima da non superare è 40 MBq.

Popolazione pediatrica:

Non sono disponibili studi clinici adeguati e controllati in bambini e adolescenti pertanto l’utilizzo in tali fasce di età deve essere riservato a casi in cui sia assolutamente indispensabile. L’utilizzo in bambini e adolescenti deve essere attentamente giustificato sulla base delle necessità cliniche e valutando il rapporto rischio/beneficio in questo gruppo di pazienti.

L’attività da somministrare ai bambini può essere calcolata dall’intervallo di attività raccomandato per gli adulti ed adattato in accordo con il peso corporeo o con la superficie corporea.

Pertanto, il Paediatric Task Group dell’European Association Nuclear Medicine (EANM, 1990) ha fornito una raccomandazione secondo cui l’attività da somministrare ad un bambino può essere calcolata in base al peso corporeo, in accordo con la seguente tabella:

3 kg = 0,122 kg = 0,5042 kg = 0,78
4 kg = 0,1424 kg = 0,5344 kg = 0,80
6 kg = 0,1926 kg = 0,5646 kg = 0,82
8 kg = 0,2328 kg = 0,5848 kg = 0,85
10 kg = 0,2730 kg = 0,6250 kg = 0,88
12 kg = 0,3232 kg = 0,6552-54 kg = 0,90
14 kg = 0,3634 kg = 0,6856-58 kg = 0,92
16 kg = 0,4036 kg = 0,7160-62 kg = 0,96
18 kg = 0,4438 kg = 0,7364-66 kg = 0,98
20 kg = 0,4640 kg = 0,7668 kg = 0,99

In base ad una dosimetria più favorevole, si deve considerare che lo iobenguano (123I) è il radiofarmaco di scelta per uso diagnostico nei bambini (EANM).

Pazienti anziani:

Non è richiesto un particolare schema di dosaggio per i pazienti anziani.

Modo di somministrazione

La dose di tracciante deve essere somministrata per via endovenosa mediante un’iniezione lenta di durata compresa fra 1 e 5 minuti.

Il margine di sicurezza tra le quantità somministrate di iobenguano (in particolare per dosi terapeutiche) e il livello a cui si possono verificare effetti secondari indesiderati non è molto ampio, pertanto i pazienti devono essere mantenuti sotto attenta sorveglianza durante, e per almeno alcune ore dopo, l’iniezione del farmaco.

Per la preparazione del paziente vedere paragrafo 4.4.

Per le istruzioni sulla preparazione del medicinale prima della somministrazione vedere paragrafo 12.

04.3 Controindicazioni

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• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

Gravidanza

• Allattamento

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Giustificazione del rapporto rischio/beneficio individuale

Per ciascun paziente, l’esposizione a radiazioni ionizzanti deve essere giustificata sulla base del possibile beneficio. L’attività somministrata deve essere in ogni caso la più bassa ragionevolmente raggiungibile per ottenere le informazioni diagnostiche richieste.

In pazienti con ridotta funzionalità renale è richiesta una attenta valutazione dell’indicazione, poiché in questi pazienti è possibile un aumento dell’esposizione alle radiazioni.

Popolazione pediatrica

Popolazione pediatrica: vedere paragrafo 4.2. In base ad una dosimetria più favorevole, si deve considerare che lo iobenguano (123I) è il radiofarmaco di scelta per uso diagnostico nei bambini (EANM).

Preparazione del paziente

I pazienti devono essere ben idratati prima di iniziare l’esame e invitati a vuotare la vescica il più spesso possibile durante le prime ore successive alla somministrazione del radiofarmaco al fine di ridurre la dose di radiazioni assorbita.

Medicinali che possono interferire con l’uptake e la ritenzione dello iobenguano (131I) devono essere interrotti prima del trattamento (vedere paragrafo 4.5).

Quando viene programmata una somministrazione a scopo diagnostico per un feocromocitoma, si deve tenere in considerazione l’interferenza della terapia per il controllo dell’ipertensione con l’uptake di iobenguano (131I) (vedere paragrafo 4.5). La terapia incompatibile deve essere interrotta almeno 2 settimane prima della somministrazione programmata a scopo diagnostico. Se necessario, il propranololo può invece essere utilizzato.

Il blocco della tiroide viene iniziato 24-48 ore prima della somministrazione di iobenguano (131I) e continuato per almeno 5 giorni. Il blocco mediante potassio perclorato è ottenuto attraverso la somministrazione di circa 400 mg/die. Il blocco mediante potassio ioduro, potassio iodato o soluzione di Lugol deve essere effettuato con una dose equivalente a 100 mg di iodio/die.

In caso di inibizione tiroidea mediante perclorato di potassio occorre tenere conto dei rischi connessi a tale pratica quali l’anemia aplastica.

E’ possibile si renda necessario modificare adeguatamente le dosi per i pazienti che sono stati sottoposti prima del trattamento a somministrazione di farmaci citostatici (ad esempio composti a base di cisplatino) con conseguente riduzione della funzione renale.

Prima della somministrazione, assicurarsi che i trattamenti di emergenza contro l’ipertensione cardiaca siano prontamente disponibili. L’uptake dello iobenguano nei granuli cromaffini può, sebbene raramente, provocare una rapida secrezione di noradrenalina che, a sua volta, può determinare una crisi ipertensiva, nonostante si ritenga che la possibilità che ciò si verifichi sia estremamente bassa. Durante la somministrazione, il monitoraggio dell’ECG e della pressione sanguigna può essere indicato in alcuni pazienti. Questo rende necessario il monitoraggio costante del paziente durante la somministrazione. Iobenguano (131I) deve essere somministrato lentamente.

La dose di tracciante deve essere somministrata per via endovenosa mediante un’iniezione lenta di durata compresa fra 1 e 5 minuti.

È consigliabile ma non obbligatorio eseguire una scintigrafia corporea completa per circa 1 settimana dalla somministrazione al fine di valutare la biodistribuzione della sostanza e determinare quantitativamente l’uptake da parte dei focolai tumorali.

I pazienti devono essere ben idratati almeno per le prime 24 ore successive alla somministrazione.

Avvertenze generali

I prodotti radiofarmaceutici devono essere ricevuti, manipolati e somministrati solo da personale autorizzato in ambienti clinici designati. Ricezione, conservazione, manipolazione, trasferimento e smaltimento di questi prodotti sono sottoposti alle normative e/o alle adeguate autorizzazioni emesse dalle autorità competenti.

I radiofarmaci destinati alla somministrazione ai pazienti devono essere preparati secondo modalità che soddisfano i requisiti sia in materia di sicurezza radiologica che di qualità farmaceutica. Devono essere adottate appropriate precauzioni di asepsi.

Avvertenze specifiche

Sodio: 0.074 mmol (1,7 mg) di sodio per ml. Questo medicinale contiene meno di 1 mmole (23 mg) di sodio per dose, quindi è essenzialmente privo di sodio.

Se si verificano reazioni di ipersensibilità o anafilattiche, la somministrazione del medicinale deve essere sospesa immediatamente e, se necessario, deve essere istituito un trattamento endovenoso. Per assicurare un immediato intervento di emergenza, devono essere prontamente disponibili i medicinali e le apparecchiature necessari, ad esempio tubo endotracheale e respiratore.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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È stato accertato o si presume che i seguenti farmaci possano prolungare o ridurre l’uptake di iobenguano da parte dei tumori della cresta neurale.

E’ segnalato che la nifedipina (un calcio-antagonista) prolunga la ritenzione di iobenguano.

È stata osservata una diminuzione dell’uptake durante regimi terapeutici che hanno comportato la somministrazione di:

– Farmaci antiipertensivi quali reserpina, labetalolo, calcio-antagonisti (diltiazem, nifedipina, verapamil)

– Agenti simpaticomimetici diretti ed indiretti (ad esempio presenti in decongestionanti nasali quali fenilefrina, efedrina o fenilpropanolamina)

– Stimolanti del sistema nervoso centrale come cocaina

– Antipsicotici come fenotiazine

– Antidepressivi triciclici quali amitriptilina e derivati, imipramina e derivati, doxepina, amoxepina e loxapina

Si ritiene che i seguenti farmaci inibiscano l’uptake di iobenguano, sebbene ciò non sia stato ancora dimostrato:

– Antiipertensivi che agiscono attraverso un blocco dei neuroni adrenergici (betanidina, debrisoquina, bretilio e guanetidina)

– Farmaci bloccanti i recettori alfa

– Antidepressivi quali maprotilina e trazolone

– Sedativi antistaminici e analgesici oppioidi

La somministrazione di questi farmaci deve essere interrotta prima del trattamento (di solito per cinque emivite biologiche).

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne potenzialmente fertili

Quando è necessario somministrare medicinali radioattivi a donne potenzialmente fertili, si devono assumere sempre informazioni su una possibile gravidanza. Ove non sia provato il contrario, qualsiasi donna che abbia saltato un ciclo mestruale deve essere considerata in stato di gravidanza. In caso di dubbi riguardo ad una possibile gravidanza (se la donna ha saltato un ciclo mestruale, se il ciclo mestruale è molto irregolare, ecc.), devono essere proposte alla paziente tecniche alternative che non utilizzino radiazioni ionizzanti.

Gravidanza

Il medicinale è controindicato nelle donne in stato di gravidanza (vedere paragrafo 4.3).

Allattamento

Il medicinale è controindicato durante l’allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3).

Fertilità

Non sono stati condotti studi sulla tossicità riproduttiva negli animali (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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La tabella seguente riporta gli effetti indesiderati in accordo con la classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA.

Le frequenze sono definite come segue: molto comune ≥ 1/10; comune da ≥ 1/100 a < 1/10; non comune da ≥ 1/1.000 a < 1/100, raro da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000; molto raro < 1/10.000; frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi eorgani secondo MedDRA Termine preferito Frequenza
Disturbi del sistema ImmunitarioReazioni di ipersensibilità, inclusi reazione anafilattoide, ipotensione, rossore, orticaria, nausea e brividi.Raro

L’esposizione a radiazioni ionizzanti è correlata all’induzione di cancro ed alla potenziale insorgenza di difetti ereditari. Poiché la dose efficace è 8 mSv, quando si somministra l’attività massima raccomandata di 40 MBq ad un adulto di 70 kg di peso, si prevede una bassa probabilità di comparsa di questi eventi.

04.9 Sovradosaggio

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L’effetto di un sovradosaggio di iobenguano è dovuto al rilascio di adrenalina. Tale effetto è di breve durata e richiede misure di supporto terapeutico volte a ridurre la pressione sanguigna rappresentate dall’immediata iniezione di un agente bloccante alfa-adrenergico ad azione rapida (fentolamina) seguito da un beta-bloccante (propranololo). Poiché la via principale di eliminazione è quella renale, il mantenimento del più elevato flusso urinario possibile è essenziale per ridurre l’influenza delle radiazioni.

Nel caso si somministri un sovradosaggio di radiazioni con iobenguano (131I), la dose assorbita dal paziente deve essere ridotta, ove possibile, aumentando l’eliminazione del radionuclide dall’organismo mediante diuresi forzata e frequente svuotamento della vescica. Può essere utile stimare la dose effettiva che è stata somministrata.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: altri radiofarmaceutici diagnostici per la rilevazione di tumori.

Codice ATC: V09IX02.

Lo iobenguano (131I) è un’aralchilguanidina marcata con iodio radioattivo. La sua struttura contiene il gruppo guanidinico della guanetidina legata a un gruppo benzilico in cui è introdotto iodio. Come la guanetidina, le ar-alchilguanidine sono agenti bloccanti dei neuroni adrenergici. Come conseguenza di una somiglianza funzionale fra i neuroni adrenergici e le cellule cromaffini della midollare del surrene, lo iobenguano è in grado di localizzarsi in modo preferenziale nella midollare delle ghiandole surrenali. Inoltre, si verifica una localizzazione nel miocardio.

Delle varie ar-alchilguanidine, la metaiodobenzilguanidina è la sostanza preferita grazie al suo minore assorbimento nel fegato e alla sua migliore stabilità in vivo, con conseguente minore captazione nella tiroide dello ioduro liberato. Il trasporto dello iobenguano attraverso le membrane cellulari di cellule originate dalla cresta neurale è un processo attivo quando la concentrazione del farmaco è bassa (come per i dosaggi a scopo diagnostico). Il meccanismo di assorbimento può essere inibito dall’assorbimento di inibitori come cocaina e desmetilimipramina. Quando il farmaco viene somministrato in concentrazioni elevate (come nei dosaggi terapeutici) assumono importanza anche i processi di diffusione passiva. Le implicazioni cliniche riguardo alla dosimetria, se esistono, non sono ancora state chiarite.

Successivamente, un meccanismo attivo trasferisce almeno parte dello iobenguano intracellulare nei granuli di immagazzinamento all’interno delle cellule.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Lo iobenguano viene in larga misura escreto inalterato dai reni. Una percentuale variabile dal 70 al 90% delle dosi somministrate viene riscontrata nell’urina entro 4 giorni.

Nell’urina sono stati riscontrati i seguenti prodotti di degradazione metabolica: ioduro (131I), acido meta-iodoippurico (131I), idrossi-iodobenzilguanidina (131I) e acido meta-iodobenzoico (131I).

Queste sostanze rappresentano circa il 5-15% della dose somministrata.

Il modello di distribuzione dello iobenguano comprende un rapido uptake iniziale nel fegato (33% della dose somministrata) e molto inferiore nei polmoni (3%), nel miocardio (0,8%), nella milza (0,6%) e nelle ghiandole salivari (0,4%). L’uptake da parte delle ghiandole surrenali normali (midollare del surrene) è talmente basso che non possono essere visualizzate con lo iobenguano (131I).

Le surrenali iperplastiche presentano un elevato uptake.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Non sono stati condotti studi sulla tossicità riproduttiva negli animali (vedere paragrafo 4.6).

Nei cani la dose di 20 mg/kg si è dimostrata letale. Livelli di dosaggio più bassi (14 mg/kg) provocano segni clinici di effetti tossici transitori. Somministrazioni endovenose ripetute di dosi pari a 20-40 mg/kg nei ratti inducono segni di tossicità clinica grave. Somministrazioni endovenose ripetute di dosi pari a 5-20 mg/kg inducono effetti, fra cui sofferenza respiratoria, ma gli effetti a lungo termine sono rappresentati soltanto da un leggero aumento di peso del fegato e del cuore. Le somministrazioni ripetute nei cani di dosi comprese fra 2,5 e 10 mg/kg inducono effetti clinici, compreso un aumento della pressione del sangue e anomalie della frequenza cardiaca oltre a propagazione del polso cardiaco, tuttavia, tutti i segni hanno dimostrato di avere natura transitoria.

Nei sistemi di esame utilizzati non è stato possibile dimostrare effetti mutagenici. Non sono stati pubblicati studi sul potenziale carcinogenico dello iobenguano.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Sodio acetato triidrato

Acido acetico glaciale

Sodio cloruro

Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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In assenza di studi di incompatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti.

06.3 Periodo di validità

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19 giorni dalla data di produzione e 7 giorni dalla data e ora di calibrazione riportata in etichetta.

La soluzione deve essere utilizzata immediatamente dopo lo scongelamento. Ogni eventuale residuo deve essere eliminato.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Il medicinale è consegnato congelato in ghiaccio secco.

Conservare nel contenitore originale in piombo per proteggere il medicinale dalla luce a temperatura non superiore a -18° C.

Utilizzare immediatamente dopo lo scongelamento.

Non ricongelare.

Ogni eventuale residuo deve essere eliminato.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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La confezione contiene 1 flaconcino monodose. Il volume di soluzione è pari a 5 ml corrispondenti a 46,25 MBq alla data e ora di calibrazione.

Flaconcino in vetro (tipo I) da 15 mL, con un tappo in gomma clorobutilica rivestito di teflon e sigillato con una capsula in alluminio. Ciascun flaconcino è racchiuso in un contenitore in piombo dello spessore appropriato.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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La somministrazione di radiofarmaci comporta rischi per altre persone, per irradiazione esterna o contaminazione proveniente dalla fuoriuscita di prodotto, urina, vomito, ecc.

Devono pertanto essere prese le dovute precauzioni conformemente alla normativa locale vigente.

Devono essere osservate le normali precauzioni per la manipolazione dei materiali radioattivi. Dopo l’uso, tutti i materiali associati alla preparazione ed alla somministrazione di radiofarmaci, compreso il prodotto inutilizzato ed il suo contenitore, devono essere decontaminati o trattati come rifiuti radioattivi e smaltiti in accordo con le specifiche normative previste dalle autorità competenti locali.

I materiali contaminati devono essere smaltiti come materiale radioattivo in conformità alla normativa locale vigente.

Qualsiasi prodotto residuo inutilizzato o i materiali di scarto devono essere smaltiti in conformità con la normativa locale vigente per i materiali radioattivi.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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CIS bio S.p.A.

Piazza della Repubblica 5,

20121 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Iobenguano (131I) CIS bio 9,25 MBq/ml soluzione iniettabile per uso diagnostico, 1 flaconcino monodose contenente 5 ml A.I.C. n. 039141015

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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29/03/2012

10.0 Data di revisione del testo

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Marzo 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Iobenguano 131i cis bio – fl 5 ml (Iobenguano (131i))
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ospedaliero Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: V09IX02 AIC: 039141015 Prezzo: 0,0000 Ditta: Iba Molecular Italy Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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