Gabapentin pfizer capsule rigide: Scheda Tecnica

Gabapentin pfizer capsule rigide

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Gabapentin pfizer capsule rigide: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Gabapentin pfizer capsule rigide: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Pubblicità

Indice

Gabapentin Pfizer 100 mg capsule rigide Gabapentin Pfizer 300 mg capsule rigide Gabapentin Pfizer 400 mg capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula rigida da 100 mg contiene 100 mg di gabapentin. Ogni capsula rigida da 300 mg contiene 300 mg di gabapentin. Ogni capsula rigida da 400 mg contiene 400 mg di gabapentin.

Eccipienti con effetto noto

Ogni capsula rigida da 100 mg contiene 13 mg di lattosio per capsula. Ogni capsula rigida da 300 mg contiene 41 mg di lattosio per capsula. Ogni capsula rigida da 400 mg contiene 54 mg di lattosio per capsula.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Capsula rigida

Gabapentin Pfizer

100 mg capsule rigide: capsula rigida di gelatina con corpo e testa bianco opaco, contenente una polvere bianca-biancastra di dimensione

#3 (15,9 mm di lunghezza con un diametro corpo/testa di 5,57 mm/5,82 mm). Capsula con impressi G e 5026 con inchiostro blu.

Gabapentin Pfizer

300 mg capsule rigide: capsula rigida di gelatina con corpo e testa giallo opaco, contenente una polvere bianca-biancastra di dimensione #1 (19,4 mm di lunghezza con un diametro corpo/testa di 6,63 mm/6,91 mm). Capsula con impressi G e 5027 con inchiostro blu.

Gabapentin Pfizer

400 mg capsule rigide: capsula rigida di gelatina con corpo e testa arancio opaco, contenente una polvere bianca-biancastra di dimensione

#0 (21,7 mm di lunghezza con un diametro corpo/testa di 7,34 mm/7,64 mm). Capsula con impressi G e 5028 con inchiostro blu.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Epilessia

Il gabapentin è indicato come terapia aggiuntiva nel trattamento di attacchi epilettici parziali in presenza o in assenza di generalizzazione secondaria, negli adulti e nei bambini dai 6 anni di età in poi (vedere paragrafo 5.1).

Il gabapentin è indicato in monoterapia nel trattamento delle convulsioni parziali in presenza o in assenza di generalizzazione secondaria, negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni di età in poi.

Trattamento del dolore neuropatico periferico

Il gabapentin è indicato negli adulti nel trattamento del dolore neuropatico periferico, quale neuropatia diabetica dolorosa e nevralgia post-erpetica.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Posologia

Nella Tabella 1 viene descritto lo schema di titolazione per avviare il trattamento per tutte le indicazioni; si raccomanda tale schema posologico sia negli adulti che negli adolescenti di età pari e superiore a 12 anni. Le istruzioni sulla posologia da impiegare nei bambini di età inferiore a 12 anni sono indicate in un sottocapitolo separato riportato più avanti in questa sezione.

Tabella 1
SCHEMA DI DOSAGGIO âE. TITOLAZIONE INIZIALE
Giomo 1Giomo 2Giomo 3
300 mg una volta/die300 mg due volte/die300 mg tre volte/die

Interruzione di Gabapentin

In accordo all’attuale pratica clinica, se il trattamento con gabapentin deve essere interrotto si raccomanda che ciò avvenga in maniera graduale almeno nell’arco di una settimana, indipendentemente dall’indicazione trattata.

Epilessia

Generalmente l’epilessia richiede trattamenti a lungo termine. Il dosaggio viene stabilito dal medico curante in base alla tollerabilità e alla efficacia per il singolo paziente.

Adulti e adolescenti

Negli studi clinici, l’intervallo posologico efficace è stato da 900 a 3600 mg/die. Il trattamento può essere iniziato con una titolazione del dosaggio, così come descritto nella Tabella 1 o somministrando 300 mg tre volte al giorno (TID) il primo giorno di trattamento. Successivamente, in base alla risposta ed alla tollerabilità del singolo paziente, la dose può essere ulteriormente aumentata di 300 mg/die alla volta ogni 2-3 giorni fino ad un massimo di 3600 mg/die. In alcuni pazienti può essere appropriata una titolazione più lenta del dosaggio di gabapentin. Il tempo minimo entro il quale raggiungere la dose di 1800 mg/die è una settimana, per la dose da 2400 mg/die è un totale di 2 settimane, e per 3600 mg/die è un totale di 3 settimane. Dosi fino a 4800 mg/die sono state ben tollerate nell’ambito di studi clinici a lungo termine condotti in aperto. La dose giornaliera complessiva deve essere suddivisa in tre somministrazioni singole e, per prevenire la comparsa improvvisa di attacchi epilettici, l’intervallo di tempo massimo tra le dosi non deve superare le 12 ore.

Bambini di età pari o superiore ai 6 anni

La dose iniziale deve variare tra 10 e 15 mg/kg/die e la dose efficace viene raggiunta aumentando la titolazione in un arco di tempo di circa tre giorni. La dose efficace di gabapentin nei bambini di età pari o superiore ai 6 anni è da 25 a 35 mg/kg/die. Dosi fino a 50 mg/kg/die sono state ben tollerate nell’ambito di uno studio clinico a lungo termine. La dose giornaliera totale deve essere suddivisa in tre somministrazioni singole e l’intervallo di tempo massimo tra le dosi non deve superare le 12 ore.

Non è necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche di gabapentin per ottimizzare la terapia con gabapentin. Inoltre, gabapentin può essere utilizzato in combinazione ad altri medicinali antiepilettici senza il rischio di alterare le concentrazioni plasmatiche di gabapentin o le concentrazioni sieriche di altri medicinali antiepilettici.

Dolore neuropatico periferico

Adulti

La terapia può essere iniziata con una titolazione della dose come descritto in Tabella 1. In alternativa, la dose iniziale è 900 mg/die suddivisa in tre somministrazioni uguali. Successivamente, in base alla risposta e alla tollerabilità del singolo paziente, la dose può essere ulteriormente aumentata di 300 mg/die alla volta ogni 2-3 giorni fino ad un massimo di 3600 mg/die. In alcuni pazienti può essere appropriata una titolazione più lenta del dosaggio di gabapentin. Il tempo minimo entro il quale raggiungere la dose di 1800 mg/die è una settimana, per la dose da 2400 mg/die è un totale di 2 settimane e per 3600 mg/die è un totale di 3 settimane.

Nel trattamento del dolore neuropatico periferico, come la neuropatia diabetica dolorosa e la nevralgia post-erpetica, l’efficacia e la sicurezza non sono state esaminate nell’ambito di studi clinici per periodi di trattamento superiori ai 5 mesi. Se un paziente necessita di un trattamento superiore ai 5 mesi per il dolore neuropatico periferico, il medico curante deve valutare le condizioni cliniche del paziente e determinare la necessità di un prolungamento del trattamento.

Istruzioni per tutte le indicazioni

In pazienti con scarse condizioni di salute generale, per es. pazienti con basso peso corporeo, pazienti sottoposti a trapianto d’organo, ecc., la titolazione del dosaggio deve essere effettuata più lentamente, utilizzando dosaggi più bassi o intervalli di tempo più lunghi tra gli incrementi di dosaggio.

Anziani (età superiore a 65 anni)

Nei pazienti anziani può essere necessario un aggiustamento del dosaggio a causa della riduzione della funzionalità renale dovuta all’età (vedere Tabella 2). Sonnolenza, edema periferico e astenia possono essere più frequenti nei pazienti anziani.

Compromissione della funzionalità renale

In pazienti con compromissione della funzionalità renale e/o in quelli sottoposti ad emodialisi, si raccomanda un aggiustamento della dose come descritto in

Tabella 2. Per seguire le raccomandazioni posologiche nei pazienti con insufficienza renale si possono utilizzare le capsule di gabapentin da 100 mg.

Tabella 2
DOSAGGIO DI Gabapentin NEGLI ADULTI IN BASE ALLA FUNZIONALITà RENALE
Clearance della creatinina (mL/min)Dosaggio totale giornalieroa(mg/die)
≥ 80900-3600
50-79600-1800
30-49300-900
15-29150b-600
< 15c150b-300

a

La dose totale giornaliera deve essere somministrata suddivisa in tre dosi. Per i pazienti con compromissione renale (clearance della creatinina < 79 mL/min) sono indicati dosaggi ridotti.

b

Da somministrare al dosaggio di 300 mg a giorni alterni.

c

Per i pazienti con clearance della creatinina <15 mL/min, la dose giornaliera deve essere ridotta in proporzione alla clearance della creatinina (p.es., i pazienti con clearance della creatinina pari a 7,5 mL/min devono essere trattati con una dose giornaliera pari alla metà di quella impiegata in pazienti con clearance della creatinina di 15 mL/min).

Uso in pazienti sottoposti ad emodialisi

Nei pazienti con anuria sottoposti ad emodialisi che non sono mai stati trattati con gabapentin, si raccomanda una dose di carico da 300 a 400 mg, seguita da una dose da 200 a 300 mg di gabapentin dopo ogni seduta di emodialisi di 4 ore. Nei giorni liberi da emodialisi, non deve essere effettuato il trattamento con gabapentin.

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale sottoposti ad emodialisi, la dose di mantenimento di gabapentin deve basarsi sulle raccomandazioni posologiche riportate nella Tabella 2. In aggiunta alla dose di mantentimento, si raccomanda un’ulteriore dose di 200-300 mg dopo ogni seduta di emodialisi di 4 ore.

Modo di somministrazione

Per uso orale.

Il gabapentin può essere assunto con o senza cibo e deve essere deglutito per intero con una quantità sufficiente di liquidi (p.es. un bicchiere d’acqua).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)

In pazienti che assumono antiepilettici, incluso il gabapentin, sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità sistemica, anche pericolose per la vita, come l’eruzione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (vedere paragrafo 4.8).

È importante osservare che possono verificarsi manifestazioni precoci di ipersensibilità, come febbre o linfoadenopatia, anche se l’eruzione cutanea non è evidente. Se sono presenti tali segni o sintomi il paziente deve essere visitato immediatamente. Se non può essere stabilita un’eziologia alternativa per questi segni o sintomi il trattamento con gabapentin deve essere interrotto.

Anafilassi

Gabapentin può provocare anafilassi. Segni e sintomi nei casi segnalati sono stati difficoltà di respirazione, gonfiore di labbra, gola e lingua e ipotensione, che hanno richiesto un trattamento di emergenza. Ai pazienti deve essere indicato di interrompere gabapentin e rivolgersi immediatamente a un medico nel caso in cui dovessero manifestare segni o sintomi di anafilassi (vedere paragrafo 4.8).

Casi di ideazione e comportamento suicida

Casi di ideazione e comportamento suicida sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una meta- analisi di studi clinici randomizzati per farmaci anti-epilettici, controllati con placebo, ha inoltre evidenziato un piccolo incremento di rischio di ideazione e comportamento suicida.

Il meccanismo di tale rischio non è noto e i dati disponibili non escludono la possibilità di un incremento del rischio con gabapentin.

Pertanto, i pazienti devono essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicida e deve essere preso in considerazione un appropriato trattamento. I pazienti (e chi ne ha cura) devono essere avvisati di rivolgersi al medico qualora emergano segni di ideazione o comportamento suicida.

Pancreatite acuta

Se un paziente sviluppa una pancreatite acuta durante il trattamento con gabapentin, deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento con gabapentin (vedere paragrafo 4.8).

Crisi convulsive

Sebbene non vi siano evidenze di recidive di crisi convulsive con gabapentin, l’interruzione improvvisa degli anticonvulsivanti in pazienti epilettici può precipitarelo stato epilettico (vedere paragrafo 4.2).

Con gabapentin, come con altri medicinali antiepilettici, in alcuni pazienti può verificarsi un aumento della frequenza delle crisi convulsive o l’insorgenza di nuovi tipi di crisi convulsive.

Come con altri antiepilettici, i tentativi di sospendere gli antiepilettici somministrati in concomitanza a gabapentin, in pazienti refrattari al

trattamento con più di un farmaco antiepielettico, al fine di raggiungere la monoterapia con gabapentin, hanno una bassa percentuale di successo.

Gabapentin non è considerato efficace nel trattamento delle crisi convulsive generalizzate primarie, come ad esempio le assenze e, in alcuni pazienti, può aggravare queste crisi. Pertanto, gabapentin deve essere impiegato con cautela in pazienti con attacchi epilettici misti, incluse le assenze.

Il trattamento con gabapentin è stato associtao a capogiri e sonnolenza, che possono aumentare la possibilità di lesioni accidentali (cadute). Ci sono state anche segnalazioni post-marketing di confusione, perdita di conoscenza e compromissione mentale. Di conseguenza, occorre avvisare i pazienti di prestare attenzione finchè non avranno familiarizzato con i potenziali effetti del medicinale.

Uso concomitante con oppioidi

I pazienti che richiedono un trattamento concomitante con oppioidi devono essere attentamente monitorati per individuare eventuali segni di depressione del sistema nervoso centrale (SNC), quali sonnolenza, sedazione e depressione respiratoria. I pazienti che fanno uso in concomitanza di gabapentin e morfina possono presentare un aumento delle concentrazioni di gabapentin. La dose di gabapentin o di oppioidi deve essere ridotta adeguatamente (vedere paragrafo 4.5).

Anziani (oltre i 65 anni di età)

Non sono stati condotti studi sistematici con gabapentin in pazienti di età superiore o uguale a 65 anni. In uno studio in doppio cieco in pazienti con dolore neuropatico, si sono verificati sonnolenza, edema periferico ed astenia in una percentuale leggermente maggiore in pazienti di età pari o superiore a

65 anni, rispetto a pazienti più giovani. Oltre a questi dati, le valutazioni cliniche in questo gruppo di pazienti non indicano un profilo di eventi avversi diverso da quello osservato in pazienti più giovani.

Popolazione pediatrica

Gli effetti della terapia a lungo termine (superiore a 36 settimane) con gabapentin sull’apprendimento, l’intelligenza e lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti non sono stati studiati in modo adeguato. I benefici della terapia prolungata devono pertanto essere valutati rispetto ai potenziali rischi di tale terapia.

Abuso e dipendenza

Casi di abuso e dipendenza sono stati riportati nei database post-marketing. I pazienti devono essere valutati attentamente al fine di individuare l’esistenza di una storia di abuso di droga e osservati per possibili segnali di abuso di gabapentin, come comportamento di ricerca di farmaco, aumento della dose, sviluppo di tolleranza.

Esami di laboratorio

Nella determinazione semi-quantitativa della proteinuria totale con il dipstick test si possono ottenere falsi positivi. Si raccomanda pertanto di verificare un

risultato positivo ottenuto con il dipstick test attraverso metodi basati su un principio analitico diverso, quale il metodo di Biuret, i metodi turbidimetrico o di legame colorimetrico, oppure di utilizzare questi metodi alternativi sin dall’inizio.

Le capsule rigide di Gabapentin Pfizer contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Vi sono segnalazioni spontanee e in letteratura di casi di depressione respiratoria e/o sedazione associate a gabapentin e all’uso di oppioidi. Alcune di queste segnalazioni sono state considerate con particolare attenzione dagli autori per quanto riguarda l’associazione di gabapentin e oppioidi, specialmente nei pazienti anziani.

In uno studio condotto su volontari sani (N=12), quando una capsula a rilascio controllato di morfina da 60 mg è stata somministrata 2 ore prima di una capsula di gabapentin da 600 mg, l’AUC media di gabapentin è aumentata del 44% rispetto a quando gabapentin è stato somministrato senza morfina. Pertanto, i pazienti che richiedono un trattamento concomitante con gli oppioidi devono essere attentamente osservati per eventuali segni di depressione del SNC, come sonnolenza, sedazione e depressione respiratoria e la dose di gabapentin o di un oppioide deve essere ridotta in modo adeguato.

Non sono state osservate interazioni tra gabapentin e fenobarbital, fenitoina, acido valproico o carbamazepina.

La farmacocinetica di gabapentin allo stato stazionario è simile in soggetti sani ed in pazienti con epilessia in trattamento con questi agenti antiepilettici.

La somministrazione concomitante di gabapentin e contraccettivi orali contenenti noretindrone e/o etinilestradiolo non influenza la farmacocinetica allo stato stazionario di entrambi i componenti.

La somministrazione concomitante di gabapentin e antiacidi contenenti alluminio e magnesio riduce la biodisponibilità di gabapentin fino al 24%. Si raccomanda di assumere gabapentin non prima di due ore dopo la somministrazione degli antiacidi.

L’escrezione renale di gabapentin non viene modificata dal probenecid.

La lieve riduzione nell’escrezione renale di gabapentin osservata quando viene somministrato insieme alla cimetidina non dovrebbe avere importanza clinica.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Rischio correlato all’epilessia ed ai medicinali antiepilettici in generale

Il rischio di difetti alla nascita aumenta di 2-3 volte nella prole di donne trattate con un medicinale antiepilettico. I difetti segnalati con maggiore frequenza sono labbro leporino, malformazioni cardiovascolari e difetti del tubo neurale. Una terapia con diversi farmaci antiepilettici può essere associata ad un maggiore rischio di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia, pertanto è importante avvalersi della monoterapia ogni qualvolta sia possibile. Alle donne che probabilmente possono avere una gravidanza o che sono in età fertile deve essere fornita una consulenza specialistica e la necessità di un trattamento antiepilettico deve essere rivalutata quando una donna sta programmando una gravidanza. La terapia antiepilettica non deve essere interrotta in modo improvviso perché ciò può causare la comparsa di attacchi epilettici che possono avere conseguenze gravi sia per la mamma che per il bambino. Raramente è stato osservato un ritardo nello sviluppo dei bambini nati da donne epilettiche. Non è possibile distinguere se il ritardo dello sviluppo sia causato da fattori genetici o sociali, dall’epilessia della madre o dal trattamento antiepilettico.

Rischio correlato a gabapentin

Non vi sono dati adeguati provenienti dall’uso di gabapentin in donne in gravidanza.

Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Gabapentin non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che il potenziale beneficio per la madre superi chiaramente il potenziale rischio per il feto.

Non è possibile trarre conclusioni definitive in merito alla possibile associazione tra gabapentin ed un aumento del rischio di malformazioni congenite quando il medicinale viene assunto durante la gravidanza, ciò a causa dell’epilessia stessa e della presenza di medicinali antiepilettici usati in concomitanza nel corso delle singole gravidanze esaminate.

Allattamento

Gabapentin viene escreto nel latte materno. Poiché non si conoscono gli effetti sul bambino durante l’allattamento al seno, è necessario prestare attenzione quando gabapentin viene somministrato alle donne che allattano. Gabapentin deve essere usato nelle madri che allattano al seno solo se i benefici superano chiaramente i rischi.

Fertilità

Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun effetto sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3)

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Gabapentin può avere un’influenza lieve o moderata sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Gabapentin agisce sul sistema nervoso centrale e può causare sonnolenza, capogiri o altri sintomi correlati. Anche se sono stati di gravità lieve o moderata, questi effetti indesiderati possono essere potenzialmente pericolosi in pazienti che guidano veicoli o usano macchinari. Ciò è particolarmente vero all’inizio del trattamento e dopo un aumento della dose.

04.8 Effetti indesiderati

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Le reazioni avverse osservate nel corso degli studi clinici condotti nell’epilessia (in terapia aggiuntiva e in monoterapia) e nel dolore neuropatico sono riportate in un unico elenco qui di seguito, suddivise per classe e frequenza: molto comune (> 1/10); comune (> 1/100, < 1/10); non comune (> 1/1.000, < 1/100); raro (> 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000). Quando una reazione avversa è stata osservata con frequenze diverse negli studi clinici, è stata assegnata alla frequenza più alta segnalata.

Altre reazioni segnalate durante l’esperienza post-marketing sono incluse come frequenza “Non Nota” (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) in corsivo nella lista sottostante.

Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse al farmaco

Infezioni e infestazioni

Molto comune infezioni virali

Comune polmonite, infezione respiratoria, infezione delle vie urinarie, infezione, otite media

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune leucopenia

Non Nota trombocitopenia

Disturbi del sistema immunitario

Non comune reazioni allergiche (p.es. orticaria)

Non Nota sindrome da ipersensibilità (una reazione sistemica con una manifestazione variabile che può comprendere febbre, eruzione cutanea, epatite, linfoadenopatia, eosinofilia, e talvolta altri segni e sintomi), anafilassi (vedere paragrafo 4.4)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune anoressia, aumento dell’appetito Non comune iperglicemia (osservata

più spesso in pazienti con diabete)

Raro ipoglicemia (osservata più spesso in pazienti con diabete)

Non nota iponatriemia

Disturbi psichiatrici

Comune ostilità, confusione e instabilità emotiva, depressione, ansia, nervosismo, pensiero anormale

Non Nota allucinazioni

Patologie del sistema nervoso

Molto comune sonnolenza, capogiri, atassia

Comune convulsioni, ipercinesia, disartria, amnesia, tremori, insonnia, cefalea, sensazioni come parestesia, ipoestesia, coordinazione anormale, nistagmo, aumento, riduzione o assenza di riflessi

Non comune ipocinesia, compromissione della funzione cognitiva

Raro perdita di conoscenza

Non Nota altri disturbi del movimento (p.es. coreoatetosi, discinesia, distonia)

Patologie dell’occhio

Comune disturbi della vista come ambliopia, diplopia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Comune vertigini

Non Nota tinnito

Patologie cardiache

Non comune palpitazioni

Patologie vascolari

Comune ipertensione, vasodilatazione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune dispnea, bronchite, faringite, tosse, rinite

Patologie gastrointestinali

Comune vomito, nausea, disordini dentali, gengivite, diarrea, dolore addominale, dispepsia, stipsi, secchezza della bocca o della gola, flatulenza

Non Nota pancreatite

Patologie epatobiliari

Non Nota epatite, ittero

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune edema facciale, porpora più spesso descritta come lividi a seguito di traumi fisici, eruzione cutanea, prurito, acne

Non Nota sindrome di Stevens-Johnson, angioedema, eritema multiforme,

alopecia, eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (vedere paragrafo 4.4)

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune artralgia, mialgia, dolore alla schiena, contrazioni muscolari

Non Nota rabdomiolisi, mioclono

Patologie renali e urinarie

Non Nota insufficienza renale acuta,

incontinenza

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Comune impotenza

Non Nota ipertrofia mammaria, ginecomastia, disfunzione

cambiamenti della libido, dell’eiaculazione ed anorgasmia)

sessuale (compresi disturbi

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di

somministrazione

Molto comune affaticamento, febbre

Comune edema periferico, alterazione dell’andatura, astenia, dolore, malessere, sindrome influenzale

Non comune edema generalizzato

Non Nota reazioni da sospensione (per la maggior parte ansia, insonnia, nausea, dolori, sudorazione), dolore al torace. Sono stati segnalati casi di morte improvvisa inspiegati per i quali non è stata stabilita una relazione di causalità con il trattamento a base di gabapentin

Esami diagnostici

Comune riduzione dei globuli bianchi (conta dei globuli bianchi), aumento di peso

Non comune aumento degli indici di funzionalità epatica SGOT (AST), SGPT (ALT) e

bilirubina

Non Nota aumento della creatinfosfochinasi ematica

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Comune ferite accidentali, fratture, abrasioni Non comune cadute

Durante il trattamento con gabapentin sono stati segnalati casi di pancreatite acuta. Non è chiaro il rapporto di causalità con gabapentin (vedere paragrafo 4.4).

In pazienti sottoposti ad emodialisi, a causa di insufficienza renale in fase terminale, sono stati segnalati miopatia e livelli elevati di creatin chinasi .

Infezioni delle vie respiratorie, otite media, convulsioni e bronchite sono stati segnalati solo nel corso degli studi clinici condotti nei bambini. Inoltre, negli studi clinici condotti nei bambini sono stati comunemente segnalati comportamento aggressivo ed ipercinesia.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Con sovradosaggi di gabapentin fino a dosi di 49 g non sono stati osservati episodi di tossicità acuta che hanno comportato pericolo di vita per il paziente. I sintomi del sovradosaggio hanno incluso capogiri, visione doppia, disturbi del linguaggio, sonnolenza, perdita di conoscenza, letargia e diarrea lieve. Tutti i pazienti si sono ripresi completamente con una terapia di supporto. L’assorbimento ridotto di gabapentin a dosi più elevate può limitare l’assorbimento del farmaco nel momento del sovradosaggio e pertanto può ridurre al minimo la tossicità derivante dai sovradosaggi.

Sovradosaggi di gabapentin, in particolare se associati all’utilizzo di altri medicinali che deprimono il SNC, possono portare al coma.

Sebbene gabapentin possa essere eliminato mediante emodialisi, sulla base di precedenti esperienze si è osservato che ciò non è necessario. Tuttavia, l’emodialisi può essere indicata in pazienti con grave compromissione renale.

Nei topi e nei ratti trattati con dosi fino a 8000 mg/kg non è stata identificata una dose orale letale di gabapentin. I segni di tossicità acuta negli animali hanno incluso atassia, respirazione affaticata, ptosi, ipoattività o eccitazione.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Antiepilettici; Altri antiepilettici Codice ATC: N03AX12

Meccanismo d’azione

Gabapentin penetra agevolmente nel cervello e previene le crisi epilettiche in diversi modelli animali di epilessia. Gabapentin non possiede affinità per il ricettore GABAA o GABAB né altera il metabolismo di GABA. Non si lega ad altri

recettori di neurotrasmettitori cerebrali e non interagisce con i canali del sodio. Gabantin si lega con alta affinità alla subunità α2δ (alpha-2-delta) dei canali del calcio voltaggio dipendenti ed è stato proposto che il legame alla subunità α2δ possa essere coinvolto negli effetti anticonvulsivanti di gabapentin sugli animali. Lo screening su un gruppo ampio di molecole non suggerisce alcun(i) altro(i) bersaglio(i) del farmaco a parte α2δ.

L’evidenza di diversi modelli preclinici indica che l’attività farmacologica di gabapentin può essere mediata tramite un legame a α2δ attraverso una riduzione nel rilascio dei neurotrasmettitori eccitatori in alcune regioni del sistema nervoso centrale. Tale attività può essere alla base dell’attività anti- convulsivante di gabapentin. La rilevanza di queste attività di gabapentin sugli effetti anticonvulsivanti nell’uomo deve essere ancora stabilita.

Gabapentin mostra anche efficacia in diversi modelli del dolore preclinici negli animali. È stato ipotizzato che il legame specifico di gabapentin alla subunità α2δ conduca a molteplici diverse azioni che possono essere responsabili dell’attività analgesica nei modelli animali. Le attività analgesiche di gabapentin possono verificarsi nel midollo spinale nonché nei centri cerebrali superiori tramite interazioni con le vie discententi inibitorie del dolore. La rilevanza di queste proprietà precliniche sull’ effetto clinico nell’uomo non è nota.

Efficacia clinica e sicurezza

Uno studio clinico sulla terapia aggiuntiva nel trattamento di attacchi epilettici parziali in pazienti pediatrici di età compresa tra 3 e 12 anni ha evidenziato una differenza numerica, ma non statisticamente significativa, nell’ambito della percentuale di risposta del 50%, a favore del gruppo gabapentin rispetto al gruppo placebo. Ulteriori analisi post-hoc delle percentuali di risposta calcolate in base all’età non hanno rivelato un effetto statisticamente significativo dell’età, sia come variabile continua che come variabile dicotomica (gruppi di età 3-5 anni e 6-12 anni). I dati di questa ulteriore analisi post-hoc sono riassunti nella tabella seguente:

Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse al farmaco
Infezioni e infestazioni
Molto comuneinfezioni virali
Comunepolmonite, infezione respiratoria, infezione delle vie urinarie, infezione, otite media
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comuneleucopenia
Non Nota trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario
Non comunereazioni allergiche (p.es. orticaria)
Non Nota sindrome da ipersensibilità, una reazione sistemica con una manifestazione variabile che può comprendere febbre, eruzione cutanea, epatite, linfoadenopatia, eosinofilia, e talvolta altri segni e sintomi
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comuneanoressia, aumento dell’appetito
Non comune iperglicemia (osservata più spesso in pazienti con diabete)
Raroipoglicemia (osservata più spesso in pazienti con diabete)
Non notaiponatriemia
Disturbi psichiatrici
Comuneostilità, confusione e instabilità emotiva, depressione, ansia, nervosismo, pensiero anormale
Non notaallucinazioni
Patologie del sistema nervoso
Molto comunesonnolenza, capogiri, atassia
Comuneconvulsioni, ipercinesia, disartria, amnesia, tremori, insonnia, cefalea, sensazioni come parestesia, ipoestesia, coordinazione anormale, nistagmo, aumento, riduzione o assenza di riflessi
comuneipocinesia, compromissione della funzione cognitiva
Raro perdita di conoscenza
Non Nota altri disturbi del movimento (p.es. coreoatetosi, discinesia, distonia)
Patologie dell’occhio
Comunedisturbi della vista come ambliopia, diplopia
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Comunevertigini
Non notaTinnito
Patologie cardiache
Non comunepalpitazioni
Patologie vascolari
Comuneipertensione, vasodilatazione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comunedispnea, bronchite, faringite, tosse, rinite
Patologie gastrointestinali
Comunevomito, nausea, disordini dentali, gengivite, diarrea, dolore addominale, dispepsia, stipsi, secchezza della bocca o della gola, flatulenza
Non notapancreatite
Patologie epatobiliari
Non Nota epatite, ittero
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comuneedema facciale, porpora più spesso descritta come lividi a seguito di traumi fisici, eruzione cutanea, prurito, acne
Non Nota sindrome di Stevens-Johnson, angioedema, eritema multiforme, alopeciaeruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comuneartralgia, mialgia, dolore alla schiena, contrazioni muscolari
Non Nota rabdomiolisi,mioclono
Patologie renali e urinarie
Non Nota insufficienza renale acuta, incontinenza
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comuneimpotenza
Non Nota ipertrofia mammaria, ginecomastia, disfunzione sessuale (compresi cambiamenti della libido, disturbi dell’eiaculazione ed anorgasmia)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comuneaffaticamento, febbre
Comuneedema periferico, alterazione dell’andatura, astenia, dolore, malessere, sindrome influenzale
Non comuneedema generalizzato
Non Nota reazioni da sospensione (per la maggior parte ansia, insonnia, nausea, dolori, sudorazione), dolore al torace. Sono stati segnalati casi di morte improvvisa inspiegati per i quali non è stata stabilita una relazione di causalità con il trattamento a base di gabapentin
Esami diagnostici
Comuneriduzione dei globuli bianchi (conta dei globuli bianchi), aumento di peso
Non comuneaumento degli indici di funzionalità epatica SGOT (AST), SGPT (ALT) e bilirubina
Non Nota aumento della creatinfosfochinasi ematica
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Comuneferite accidentali, fratture, abrasioni
Non comunecadute

*La popolazione intent-to-treat modificata è stata definita come tutti i pazienti randomizzati al farmaco in studio che avevano anche annotazioni valutabili degli episodi epilettici per 28 giorni sia durante il basale sia durante le fasi del doppio cieco.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, le massime concentrazioni plasmatiche di gabapentin si osservano entro 2-3 ore. La biodisponibilità di gabapentin (frazione della dose assorbita) tende a diminuire con l’aumentare della dose. La biodisponibilità assoluta di una capsula da 300 mg è approssimativamente del 60%. Il cibo, inclusa una dieta ad alto contenuto di grassi, non ha un effetto clinicamente significativo sulla farmacocinetica del gabapentin.

La farmacocinetica del gabapentin non è influenzata dalla somministrazione ripetuta. Sebbene negli studi clinici le concentrazioni plasmatiche di gabapentin siano generalmente comprese tra 2 g/ mL e 20 g/ mL, tali concentrazioni non sono state indicative di sicurezza o efficacia. I parametri di farmacocinetica sono riportati nella Tabella 3.

.

Risposta (miglioramento ≥ 50%) in base al trattamento ed all’età della popolazione MITT*
Categoria d’etàPlaceboGabapentinValore-P
Età < 6 anni4/21 (19,0%)4/17 (23,5%)0,7362
Età 6-12 anni17/99 (17,2%)20/96 (20,8%)0,5144

Distribuzione

Gabapentin non si lega alle proteine plasmatiche e ha un volume di distribuzione di 57,7 litri. In pazienti epilettici le concentrazioni di gabapentin nel liquido cerebrospinale (CSF) sono circa il 20% delle corrispondenti concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario. Gabapentin è presente nel latte materno delle donne che allattano.

Biotrasformazione

Non ci sono evidenze di una metabolizzazione di gabapentin nell’uomo. Gabapentin non induce enzimi epatici ossidanti a funzione mista responsabili del metabolismo della sostanza.

Eliminazione

Gabapentin è eliminato immodificato esclusivamente per via renale. L’emivita di eliminazione del gabapentin è indipendente dalla dose e corrisponde mediamente a 5-7 ore.

Nei pazienti anziani e nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, la clearance plasmatica di gabapentin è ridotta. La costante di eliminazione, la clearance plasmatica e la clearance renale di gabapentin sono direttamente proporzionali alla clearance della creatinina.

Gabapentin è rimosso dal plasma mediante emodialisi. Si raccomandano aggiustamenti posologici in pazienti con funzione renale compromessa o in pazienti in emodialisi (vedere paragrafo 4.2).

La farmacocinetica di gabapentin nei bambini è stata determinata in 50 soggetti sani di età compresa tra 1 mese e 12 anni. In generale, le concentrazioni plasmatiche di gabapentin nei bambini di età > 5 anni sono risultate comparabili a quelle rilevate negli adulti, quando il farmaco è stato somministrato in mg/kg. In uno studio di farmacocinetica, condotto su 24 pazienti sani in età pediatrica, età compresa fra 1 e 48 mesi, sono state osservate una riduzione di circa il 30% dell’AUC, una riduzione della Cmax e un incremento della clearance in base al peso corporeo, se comparati ai dati disponibili riportati per bambini di età superiore ai 5 anni.

Linearità/Non-linearità

La biodisponibilità di gabapentin (frazione della dose assorbita) si riduce con l’aumentare della dose e ciò conferisce una non-linearità ai parametri di farmacocinetica, incluso il parametro di biodisponibilità (F), p.es. Ae%, CL/F, Vd/F. La farmacocinetica di eliminazione (parametri di farmacocinetica che non includono parametri di biodisponibilità come CLr e T1/2) è meglio descritta dalla farmacocinetica lineare. Le concentrazioni plasmatiche di gabapentin allo stato stazionario sono prevedibili dai dati relativi a somministrazioni di dosi singole.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Cancerogenesi

Gabapentin è stato somministrato nella dieta, a topi alle dosi di 200, 600, 2000 mg/kg/die e a ratti alle dosi di 250, 1000, 2000 mg/kg/die per due anni. Un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumori pancreatici a cellule acinose è stato riscontrato solo nei ratti maschi alla dose più elevata. La massima concentrazione plasmatica del farmaco nei ratti, a una dose di 2000 mg/kg/die, è risultata 10 volte più elevata della concentrazione plasmatica nell’uomo con una dose di 3600 mg/die. I tumori pancreatici a cellule acinose nel ratto maschio hanno un basso grado di malignità, non hanno influenzato la sopravvivenza, non hanno dato luogo a metastasi o a invasione dei tessuti circostanti e risultavano simili a quelli osservati negli animali di controllo. Non è chiara la relazione esistente tra questi tumori pancreatici a cellule acinose nel ratto maschio e il rischio cancerogeno nell’uomo.

Mutagenesi

Gabapentin non ha potenziale genotossico. Esso non è risultato mutageno nei test standard in vitro condotti con cellule batteriche o di mammifero. Gabapentin non ha indotto aberrazioni strutturali cromosomiche in cellule di mammifero in vitro o in vivo e non ha indotto formazione di micronuclei in cellule di midollo osseo di criceto.

Compromissione della fertilità

Non sono stati osservati effetti avversi sulla fertilità o sulla riproduzione in ratti a dosi fino a 2000 mg/kg (circa cinque volte la dose massima giornaliera impiegata nell’uomo in mg/m2 della superficie corporea).

Teratogenesi

Gabapentin non ha aumentato l’incidenza di malformazioni, rispetto ai controlli, nella prole di topi, ratti o conigli con dosi rispettivamente fino a 50, 30 e 25 volte la dose giornaliera utilizzata nell’uomo di 3600 mg (rispettivamente quattro, cinque o otto volte la dose giornaliera impiegata nell’uomo in mg/m2).

Gabapentin ha determinato un ritardo nel processo di ossificazione di cranio, vertebre, arti anteriori ed inferiori nei roditori e ciò è indicativo di un ritardo nella crescita fetale. Questi effetti si sono verificati nelle femmine di topo gravide trattate con dosi orali da 1000 o 3000 mg/kg/die durante l’organogenesi e nei ratti trattati con dosi da 2000 mg/kg prima e durante l’accoppiamento e durante la gestazione. Queste dosi corrispondono a circa 1-5 volte la dose impiegata nell’uomo pari a 3600 mg su base mg/m2.

Non sono stati osservati effetti nelle femmine di topo gravide trattate con 500 mg/kg/die (circa ½ della dose impiegata nell’uomo in mg/m2).

Un aumento nell’incidenza di idrouretere e/o idronefrosi è stato osservato nei ratti trattati con 2000 mg/kg/die in uno studio sulla fertilità e sulla riproduzione in generale, con 1500 mg/kg/die in uno studio di teratologia e rispettivamente con 500, 1000 e 2000 mg/kg/die in uno studio perinatale e postnatale. Non si conosce il significato di questi dati, ma essi sono stati associati ad un ritardo dello sviluppo. Queste dosi corrispondono a circa 1-5 volte la dose impiegata nell’uomo pari a 3600 mg su base mg/m2.

In uno studio di teratologia condotto nei conigli, si è verificato un aumento nell’incidenza di perdite fetali post-impianto con dosi di 60, 300 e 1500 mg/kg/die durante l’organogenesi. Queste dosi corrispondono a circa ¼ – 8 volte la dose giornaliera impiegata nell’uomo pari a 3600 mg su base mg/m2.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Contenuto della capsula: lattosio monoidrato amido di mais

talco

Involucro della capsula da 100 mg: gelatina

sodio laurilsolfato titanio diossido (E171)

Involucro della capsula da 300 mg: gelatina

sodio laurilsolfato

titanio diossido (E171) ferro ossido giallo (E172)

Involucro della capsula da 400 mg: gelatina

sodio laurilsolfato titanio diossido (E171)

ferro ossido giallo (E172) ferro ossido rosso (E172)

Inchiostro utilizzato per la stampa: gomma lacca

titanio diossido (E171)

sale di alluminio indaco carminio (E132)

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Blister in PVC/PVDC/alluminio

Confezioni da 20, 30, 50, 60, 84, 90, 98, 100, 200, 500, 1000 capsule. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Pfizer Italia S.r.l. Via Isonzo, 71

04100 Latina.

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

Parametro farmacocinetico300 mg (N=7)400 mg (N=14)800 mg (N=14)
Cmax (mcmcg/ mL)Media 4,02%CV (24)Media 5,74%CV (38)Media 8,71%CV (29)
tmax (hr)2,7(18)2,1(54)1,6(76)
T1/2 (hr)5,2(12)10,8(89)10,6(41)
AUC (0-8) mcmcg�hr/ mL)24,8(24)34,5(34)51,4(27)
Ae% (%)NDND47,2(25)34,4(37)
Cmax = Concentrazione plasmatica massima allo stato stazionario
tmax = Tempo alla Cmax
T1/2 = Emivita di eliminazione
AUC(0-8) = Area sotto la curva allo stato stazionario da 0 a 8 ore dopo somministrazione
Ae% = Percentuale della dose di farmaco che viene escreta immodificata nelle urine da 0 a 8 ore dopo somministrazione
ND = Non disponibile

A.I.C. n. 040150031 – "100 mg capsule rigide" 50 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150043 – "100 mg capsule rigide" 60 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150056 – "100 mg capsule rigide" 84 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150068 – "100 mg capsule rigide" 90 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150070 – "100 mg capsule rigide" 98 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150082 – "100 mg capsule rigide" 100 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150094 – "100 mg capsule rigide" 200 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150106 – "100 mg capsule rigide" 500 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150118 – "100 mg capsule rigide" 1000 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150120 – "300 mg capsule rigide" 20 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150132 – "300 mg capsule rigide" 30 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150144 – "300 mg capsule rigide" 50 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150157 – "300 mg capsule rigide" 60 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150169 – "300 mg capsule rigide" 84 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150171 – "300 mg capsule rigide" 90 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150183 – "300 mg capsule rigide" 98 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150195 – "300 mg capsule rigide" 100 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150207 – "300 mg capsule rigide" 200 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150219 – "300 mg capsule rigide" 500 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150221 – "300 mg capsule rigide" 1000 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150233 – "400 mg capsule rigide" 20 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150245 – "400 mg capsule rigide" 30 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150258 – "400 mg capsule rigide" 50 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150260 – "400 mg capsule rigide" 60 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150272 – "400 mg capsule rigide" 84 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150284 – "400 mg capsule rigide" 90 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150296 – "400 mg capsule rigide" 98 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150308 – "400 mg capsule rigide" 100 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150310 – "400 mg capsule rigide" 200 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150322 – "400 mg capsule rigide" 500 capsule in blister PVC/PVDC/AL

A.I.C. n. 040150334 – "400 mg capsule rigide" 1000 capsule in blister PVC/PVDC/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data di prima autorizzazione: 02/03/2012

10.0 Data di revisione del testo

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15/10/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Gabapentin pfi – 50 Cps 300 mg (Gabapentin)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 04 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N03AX12 AIC: 040150144 Prezzo: 18 Ditta: Pfizer Italia Srl


Gabapentin pfi – 30 Cps 400 mg (Gabapentin)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 04 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N03AX12 AIC: 040150245 Prezzo: 12 Ditta: Pfizer Italia Srl


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