Fluoxetina

Fluoxetina

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Fluoxetina: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Fluoxetina: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Pubblicità

Fluoxetina Accord 20 mg capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni capsula contiene 22,4 mg di fluoxetina cloridrato, equivalenti a 20 mg di fluoxetina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Capsula rigida

Capsule di colore verde chiaro opaco / giallo standard opaco, misura “3”, di gelatina dura, con la scritta “BJ” sul coperchio e “F20” sul corpo, contenenti una polvere da bianca a biancastra.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Adulti:

Episodi di depressione maggiore. Disturbo ossessivo-compulsivo.

Bulimia nervosa: la fluoxetina è indicata in associazione alla psicoterapia per la riduzione del binge-eating e del comportamento purgativo.

Bambini ed adolescenti di età pari o superiore a 8 anni: Episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave, se la depressione non risponde alla psicoterapia dopo 4-6 sedute. Il trattamento antidepressivo deve essere somministrato a bambini o adolescenti affetti da depressione da moderata a grave solo in associazione con una psicoterapia concomitante.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Da somministrare per via orale.

Episodi di depressione maggiore.

Adulti ed anziani: la dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Se necessario, si deve rivedere e correggere il dosaggio entro 3-4 settimane dall’inizio della terapia e,

successivamente, nel caso fosse appropriato dal punto di vista clinico. Sebbene ai dosaggi più alti vi possa essere un maggior rischio di effetti indesiderati, in alcuni pazienti, con insufficiente risposta terapeutica a 20 mg, la dose può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 60 mg (vedere paragrafo 5.1). Gli aggiustamenti del dosaggio devono essere effettuati su base individuale e usando una particolare cautela, per mantenere il paziente alla più bassa dose efficace.

I pazienti con depressione devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente di almeno 6 mesi per essere sicuri che siano privi di sintomatologia.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Adulti ed anziani: la dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Sebbene ai dosaggi più alti vi possa essere un maggior rischio di effetti indesiderati, in alcuni pazienti si può aumentare gradualmente la dose fino ad un massimo di

60 mg, nel caso in cui dopo due settimane la risposta terapeutica alla dose di 20 mg rimanga insufficiente.

Se entro 10 settimane non si osserva alcun miglioramento, si deve riconsiderare il trattamento con fluoxetina. Se è stata ottenuta una buona risposta terapeutica, il trattamento può essere continuato ad un dosaggio adattato su base individuale. Anche se non vi sono studi sistematici che consentano di stabilire per quanto tempo continuare il trattamento con fluoxetina, il DOC è una condizione cronica ed è ragionevole considerare un prolungamento della terapia oltre le 10 settimane nei pazienti che rispondono al trattamento. Gli aggiustamenti del dosaggio devono essere effettuati su base individuale e usando una particolare cautela, per mantenere il paziente alla più bassa dose efficace. La necessità di un trattamento deve essere rivalutata periodicamente. Nei pazienti che hanno risposto bene alla farmacoterapia, alcuni clinici ritengono utile una psicoterapia comportamentale in concomitanza.

Nel DOC non è stata dimostrata una efficacia nel lungo termine (oltre le 24 settimane).

Bulimia nervosa: adulti ed anziani: si raccomanda una dose di 60 mg al giorno. Nella bulimia nervosa non è stata dimostrata una efficacia nel lungo termine (oltre i 3 mesi).

Tutte le indicazioni: adulti: la dose raccomandata può essere aumentata o diminuita. Non sono state sistematicamente valutate dosi superiori a 80 mg al giorno.

La fluoxetina può essere somministrata in dose singola o frazionata, durante o lontano dai pasti.

Quando la somministrazione viene sospesa, le sostanze farmacologicamente attive persisteranno nell’organismo per settimane. Ciò deve essere tenuto presente quando si inizia o si interrompe il trattamento.

Bambini ed adolescenti di 8 anni di età ed oltre (episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave):

Il trattamento deve essere iniziato e monitorato sotto la supervisione dello specialista. La dose iniziale è di 10 mg al giorno. Aggiustamenti della dose devono essere effettuati con attenzione, su base individuale, per mantenere il paziente alla dose minima efficace.

Dopo una o due settimane, si può aumentare la dose a 20 mg al giorno. L’esperienza clinica con dosi giornaliere superiori a 20 mg è minima. Esistono solo dati limitati sul trattamento oltre le 9 settimane.

Bambini di peso corporeo inferiore: a causa dei più alti livelli plasmatici che si raggiungono nei bambini di peso corporeo inferiore, l’effetto terapeutico può essere raggiunto con dosaggi più bassi (vedere paragrafo 5.2).

Nei pazienti pediatrici che rispondono al trattamento, si deve rivalutare la necessità di continuare il trattamento dopo 6 mesi. Se entro 9 settimane non si raggiunge alcun beneficio clinico, si deve riconsiderare il trattamento.

Anziani: quando si aumenta la dose, si raccomanda di usare cautela, ed in genere la dose giornaliera non deve superare i 40 mg. La dose massima raccomandata è di 60 mg al giorno.

Una dose più bassa o somministrazioni meno frequenti (per es. 20 mg ogni due giorni) devono essere prese in considerazione nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2) o nei pazienti in cui vi è la possibilità di interazioni con la fluoxetina (vedere paragrafo 4.5).

Sintomi da sospensione osservati all’interruzione del trattamento con Fluoxetina Accord capsule: l’interruzione brusca deve essere evitata. Quando si interrompe il trattamento con Fluoxetina Accord capsule, si deve ridurre la dose gradualmente in un periodo di almeno 1-2 settimane, allo scopo di ridurre il rischio di comparsa di reazioni da sospensione (vedere paragrafì 4.4 e 4.8). Se a seguito della riduzione della dose o dell’interruzione del trattamento si presentano sintomi intollerabili, si può

considerare la possibilità di riprendere il trattamento con la dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico può continuare a ridurre la dose, ma in maniera più graduale.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità alla fluoxetina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Inibitori delle monoamminossidasi: casi di reazioni gravi e talvolta fatali sono stati riportati in pazienti che assumevano un SSRI in associazione con un inibitore delle monoaminossidasi (IMAO) ed in pazienti che avevano recentemente sospeso il trattamento con un SSRI ed iniziato quello con un IMAO. Il trattamento con fluoxetina deve essere iniziato solo 2 settimane dopo la sospensione del trattamento con un IMAO irreversibile ed un giorno dopo l’interruzione del trattamento con un IMAO di tipo A reversibile.

In alcuni casi le caratteristiche della reazione sono state simili a quelle della sindrome serotoninergica (che può assomigliare alla sindrome maligna da neurolettici ed essere diagnosticata come tale). La ciproeptadina o il dantrolene possono essere di beneficio ai pazienti che presentano tali reazioni. Sintomi di un’interazione farmacologica con un IMAO comprendono: ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema nervoso autonomo con possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, modificazioni dello stato mentale che comprendono stato confusionale, irritabilità ed agitazione estrema fino al delirio ed al coma.

Per questo motivo, la fluoxetina è controindicata in associazione con un IMAO non selettivo. Allo stesso modo, devono trascorrere almeno 5 settimane dopo la sospensione del trattamento con fluoxetina prima dell’inizio della terapia con un IMAO. Se la fluoxetina viene prescritta per un lungo periodo di tempo e/o a dosaggi elevati, si deve considerare un intervallo di tempo più lungo.

L’associazione della fluoxetina con un IMAO reversibile (ad es. moclobemide, linezolid, metiltioninio cloruro (anche chiamato blu di metilene; un IMAO non selettivo reversibile indicato per il trattamento della metaemoglobinemia)) non è raccomandata. Il trattamento con fluoxetina può essere iniziato il giorno seguente alla sospensione del trattamento con un IMAO reversibile.

In casi eccezionali, è possibile somministrare linezolid (un antibiotico che è un IMAO reversibile non selettivo) in associazione a fluoxetina fatto salvo che siano disponibili le

attrezzature per l’attento monitoraggio dei sintomi della sindrome serotoninergica e della pressione sanguigna.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Assunzione da parte di bambini ed adolescenti di età inferiore ai 18 anni: comportamenti correlati al suicidio (tentativo di suicidio ed ideazione suicidaria) ed ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Fluoxetina Accord capsule deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra gli 8 ed i 18 anni solo per il trattamento degli episodi di depressione maggiore di grado da moderato a grave e non deve essere usato in altre indicazioni. Qualora, in base ad esigenze cliniche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, nei bambini e negli adolescenti sono disponibili solo dati limitati per quanto concerne gli effetti a lungo termine sulla sicurezza, inclusi gli effetti sulla crescita, sulla maturazione sessuale e sullo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale (vedere paragrafo 5.3).

In uno studio clinico della durata di 19 settimane, nei bambini e negli adolescenti trattati con fluoxetina è stata osservata una riduzione dell’altezza e dell’accrescimento ponderale (vedere paragrafo 4.8). Non è stato stabilito se vi sia un effetto sul conseguimento dell’altezza normale dell’adulto e non può essere esclusa la possibilità di un ritardo nella pubertà (vedere paragrafì 5.3 e 4.8). La crescita e lo sviluppo puberale (altezza, peso e stadiazione secondo TANNER) devono pertanto essere monitorati durante e dopo il trattamento con fluoxetina. Se entrambi risultano rallentati, si deve richiedere una valutazione pediatrica.

In studi clinici pediatrici, sono state riportate di frequente mania ed ipomania (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, si consiglia di effettuare un monitoraggio regolare per rilevare l’eventuale comparsa di mania/ipomania. La somministrazione di fluoxetina deve essere sospesa in qualunque paziente che stia entrando in una fase maniacale.

È importante che il medico prescrittore discuta attentamente i rischi ed i benefici del trattamento con il bambino o l’adolescente e/o con i suoi genitori.

Eruzione cutanea e reazioni allergiche: sono state riportate eruzione cutanea, reazioni anafilattoidi e reazioni sistemiche progressive talvolta gravi (coinvolgenti la cute, i reni, il fegato o i polmoni). Alla comparsa di eruzione cutanea o di altri fenomeni di natura allergica per i quali non può essere identificata una diversa eziologia, si deve sospendere la somministrazione di fluoxetina.

Convulsioni: le convulsioni costituiscono un rischio potenziale della terapia con medicinali antidepressivi. Pertanto, come per altri antidepressivi, nei pazienti con anamnesi di convulsioni si deve iniziare a somministrare fluoxetina con cautela. Il trattamento deve essere sospeso in qualunque paziente che manifesti convulsioni o in cui si osservi un aumento della frequenza delle convulsioni. La somministrazione di fluoxetina deve essere evitata nei pazienti con disturbi convulsivi instabili/epilessia, mentre i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati.

Mania: gli antidepressivi devono essere usati con cautela in pazienti con anamnesi di mania/ipomania. Come con tutti i medicinali antidepressivi, il trattamento con fluoxetina deve essere sospeso in qualunque paziente che stia entrando in una fase maniacale.

Funzionalità epatica e renale: la fluoxetina è ampiamente metabolizzata dal fegato ed eliminata dai reni. Nei pazienti con disfunzione epatica significativa si raccomanda una dose più bassa, per es. una somministrazione a giorni alterni. In seguito alla somministrazione di fluoxetina alla dose di 20 mg al giorno per 2 mesi, i pazienti con insufficienza renale grave (GFR < 10 ml/min) con necessità di dialisi non hanno mostrato alcuna differenza nei livelli plasmatici di fluoxetina o norfluoxetina rispetto ai soggetti di controllo con funzionalità renale nella norma.

Tamoxifene: La fluoxetina, un potente inibitore del CYP2D6, può provocare concentrazioni ridotte di endoxifene, uno dei metaboliti attivi più importanti del tamoxifene. Pertanto, la fluoxetina deve essere evitata, quando è possibile, durante la terapia con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5).

Effetti cardiovascolari: Durante il periodo post- commercializzazione sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmia ventricolare, comprese le torsioni di punta (vedere paragrafì 4.5, 4.8 e 4.9).

La fluoxetina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti affetti da patologie come la sindrome del QT lungo

congenito, anamnesi familiare di prolungamento dell’intervallo QT o altre condizioni cliniche che predispongono a aritmie (ad es. ipokaliemia, ipomagnesiemia, bradicardia, infarto miocardico acuto o insufficienza cardiaca scompensata) o una maggiore esposizione alla fluoxetina (ad es. compromissione epatica).

Nel caso di trattamento di pazienti con cardiopatia stabile, è necessario considerare un esame con ECG prima di iniziare il trattamento. Se si verificano segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con fluoxetina, è necessario interrompere il trattamento ed effettuare un ECG.

Perdita di peso: nei pazienti che assumono fluoxetina può verificarsi perdita di peso, ma questa è abitualmente proporzionale al peso corporeo iniziale.

Diabete: nei pazienti con diabete il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico. Durante la terapia con fluoxetina si è manifestata ipoglicemia, mentre in seguito alla sospensione del medicinale si è sviluppata iperglicemia. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell’insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali.

Suicidio/pensieri suicidari o peggioramento clinico: la depressione si associa ad un maggior rischio di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a che non si verifica una remissione significativa. Poiché il miglioramento può non verificarsi nel corso delle prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere strettamente monitorati fino al raggiungimento di tale miglioramento. Secondo l’esperienza clinica generale il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Anche altre patologie psichiatriche in cui viene prescritto Fluoxetina Accord capsule possono essere associate ad un maggior rischio di eventi correlati al suicidio. Per di più, queste condizioni possono essere in comorbilità con il disturbo depressivo maggiore. Durante il trattamento di pazienti affetti da altri disturbi psichiatrici si devono pertanto osservare le stesse precauzioni attuate durante il trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore.

Tra i pazienti con una storia di eventi correlati al suicidio, quelli che presentano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento hanno un maggior rischio di pensieri suicidari e di tentativi di suicidio e devono ricevere un attento monitoraggio durante il trattamento. Una metanalisi di studi clinici controllati verso placebo sulla terapia con medicinali antidepressivi in

pazienti adulti affetti da disturbi psichiatrici ha dimostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario durante la terapia con antidepressivi rispetto al placebo nei soggetti di età inferiore a 25 anni.

La terapia farmacologica deve essere accompagnata da una sorveglianza stretta dei pazienti, soprattutto di quelli a rischio elevato ed in particolar modo nelle prime fasi del trattamento ed in seguito alle variazioni di dose.

I pazienti (e le persone che si occupano della loro assistenza) devono essere avvertiti della necessità di controllare l’eventuale comparsa di peggioramenti clinici, comportamento o pensieri suicidari, e variazioni insolite del comportamento, nonché di rivolgersi immediatamente ad un medico, qualora si manifestassero tali sintomi.

Acatisia/irrequietezza psicomotoria: l’uso di fluoxetina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un’irrequietezza soggettivamente spiacevole o spossante e dal bisogno di muoversi, spesso accompagnato dall’incapacità di stare seduto o immobile. Questo è più probabile che si verifichi nelle prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi, l’aumento della dose può essere dannoso.

Sintomi da sospensione osservati all’interruzione del trattamento con SSRI: quando si interrompe il trattamento si manifestano di frequente sintomi da sospensione, specialmente se l’interruzione avviene in maniera brusca (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, gli eventi avversi osservati in seguito a interruzione brusca del trattamento si sono manifestati in circa il 60% dei pazienti in entrambi i gruppi (fluoxetina e placebo). Di questi eventi avversi, il 17% nel gruppo con fluoxetina ed il 12% nel gruppo con placebo sono stati di natura grave.

Il rischio di sintomi da sospensione può dipendere da parecchi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocità di riduzione della dose. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiro, disturbi del sensorio (compresa la parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), astenia, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi sintomi sono di grado da lieve a moderato, ma in alcuni pazienti possono essere di intensità grave. Abitualmente si manifestano entro i primi giorni dall’interruzione del trattamento. In genere questi sintomi sono autolimitanti ed abitualmente si risolvono entro 2 settimane, anche se in alcuni soggetti si possono protrarre più a lungo (2-3 mesi o più). Quando si interrompe il trattamento si consiglia

pertanto di ridurre gradualmente il dosaggio di Fluoxetina Accord capsule in un periodo di almeno 1-2 settimane, secondo le necessità del paziente (vedere Sìntomì da sospensìone osservatì all’ìnterruzìone del trattamento con Fluoxetìna Accord capsule, paragrafo 4.2).

Emorragia: in seguito all’uso di SSRI sono stati segnalati episodi emorragici cutanei quali ecchimosi e porpora. Durante il trattamento con fluoxetina l’ecchimosi è stata riportata come un evento non frequente. Altre manifestazioni emorragiche (per es. emorragie ginecologiche, sanguinamenti a carico del tratto gastrointestinale ed altri sanguinamenti a livello cutaneo o mucoso) sono stati riportati raramente. Nei pazienti che assumono SSRI si consiglia cautela, specialmente durante l’uso contemporaneo di anticoagulanti orali, medicinali noti per influenzare la funzione piastrinica (per es. gli antipsicotici atipici come la clozapina, le fenotiazine, la maggior parte dei TCA, l’aspirina, i FANS) o altri medicinali che possono aumentare il rischio di sanguinamento, così come nel caso in cui i pazienti abbiano una storia di disturbi della coagulazione.

Terapia elettroconvulsiva (ECT): nei pazienti trattati con fluoxetina che ricevono un trattamento con ECT sono stati segnalati casi rari di convulsioni prolungate e pertanto si consiglia cautela.

Erba di S. Giovanni: in caso di uso concomitante di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e fitofarmaci contenenti erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), si può osservare un aumento degli effetti di tipo serotoninergico, come la sindrome serotoninergica.

In rare occasioni lo sviluppo di una sindrome serotoninergica o di eventi simili alla sindrome maligna da neurolettici sono stati riportati in associazione al trattamento con fluoxetina, soprattutto se questa viene somministrata in associazione con altri medicinali serotoninergici (fra gli altri l’L-triptofano) e/o neurolettici. Poiché queste sindromi possono dare luogo a condizioni potenzialmente pericolose per la vita del paziente, se si verificano tali eventi (caratterizzati da raggruppamenti di sintomi quali ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema nervoso autonomo con possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, modificazioni dello stato mentale che comprendono stato confusionale, irritabilità ed agitazione estrema fino al delirio ed al coma), si deve sospendere il trattamento con fluoxetina ed istituire un trattamento sintomatico di supporto.

Midriasi: La midriasi è stata riferita in associazione con fluoxetina; perciò si deve fare attenzione quando fluoxetina è prescritta a pazienti con pressione intraoculare elevata o a quelli a rischio di glaucoma ad angolo chiuso acuto.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Studi di interazione sono stati effettuati solo negli adulti.

Emivita: quando si considerano le interazioni farmacologiche di tipo farmacodinamico o farmacocinetico (per es. nel cambiare dalla fluoxetina ad altri antidepressivi), si deve tener presente la lunga emivita di eliminazione dei due composti fluoxetina e norfluoxetina (vedere paragrafo 5.2).

Inibitori delle monoamminossidasi: vedere paragrafo 4.3.

Associazioni non raccomandate: IMAO di tipo A (vedere paragrafo 4.3).

Associazioni che richiedono cautela nel loro impiego: IMAO di tipo B (selegilina): rischio di sindrome serotoninergica. Si raccomanda il monitoraggio clinico.

Fenitoina: quando viene associata con fluoxetina si osservano alterazioni dei livelli ematici. In alcuni casi si sono verificate manifestazioni di tossicità. Si consiglia pertanto di somministrare il medicinale concomitante secondo schemi di titolazione conservativi e di monitorare attentamente le condizioni cliniche del paziente.

Medicinali serotoninergici: la somministrazione contemporanea di medicinali serotoninergici (per es. tramadolo, triptani) può aumentare il rischio di comparsa di sindrome serotoninergica. L’associazione con triptani aggiunge un ulteriore rischio di vasocostrizione coronarica ed ipertensione.

Litio e triptofano: in seguito alla somministrazione di SSRI in associazione a litio o triptofano sono stati osservati casi di sindrome serotoninergica e, pertanto, l’impiego contemporaneo di fluoxetina con questi medicinali deve essere effettuato con cautela. La somministrazione di fluoxetina in associazione al litio rende necessario un monitoraggio clinico più stretto e frequente.

Isoenzima CYP2D6: poiché il metabolismo della fluoxetina (come per gli antidepressivi triciclici ed altri antidepressivi

selettivi per la serotonina) interessa il sistema isoenzimatico del citocromo CYP2D6 a livello epatico, una terapia concomitante con medicinali ugualmente metabolizzati da questo sistema enzimatico può portare ad interazioni farmacologiche. La terapia concomitante con medicinali prevalentemente metabolizzati da questo isoenzima e che hanno un indice terapeutico limitato (così come flecainide, encainide, carbamazepina ed antidepressivi triciclici) deve essere iniziata o adattata a partire dal valore più basso del range di dosaggio. Ciò dovrà essere attuato anche se la fluoxetina è stata assunta nelle 5 settimane precedenti.

È stata riferita in letteratura l’interazione farmacocinetica tra gli inibitori del CYP2D6 e tamoxifene, che dimostra una riduzione del 65-75% dei livelli plasmatici di una delle forme più attive del tamoxifene, cioè endoxifene. In alcuni studi è stata riferita la riduzione dell’efficacia del tamoxifene con l’impiego concomitante di alcuni antidepressivi serotoninergici (SSRI). Poiché un effetto ridotto del tamoxifene, non è possibile escluderlo, quando è possibile, deve essere evitata la somministrazione concomitante con potenti inibitori del CYP2D6 (inclusa fluoxetina) (vedere paragrafo 4.4).

Anticoagulanti orali: a seguito della somministrazione contemporanea di fluoxetina ed anticoagulanti orali sono stati osservati raramente effetti anticoagulanti alterati (valori di laboratorio e/o sintomi e segni clinici), che non rientrano in una categoria omogenea, ma che comprendono un aumentato sanguinamento. Quando si inizia o si interrompe la terapia con fluoxetina in pazienti in trattamento con warfarina, si deve effettuare un monitoraggio attento della coagulazione (vedere paragrafo

4.4 “Emorragìa”).

Terapia elettroconvulsiva (ECT): nei pazienti trattati con fluoxetina che ricevono un trattamento con ECT sono stati segnalati casi rari di convulsioni prolungate e pertanto si consiglia cautela.

Prolungamento dell’intervallo QT: Sono stati effettuati studi di farmacocinetica e farmacodinamica tra fluoxetina e altri medicinali che prolungano l’intervallo QT. Non è possibile escludere un effetto additivo di fluoxetina e questi medicinali. Pertanto la somministrazione concomitante di fluoxetina con medicinali che prolungano l’intervallo QT, come gli antiaritmici di Classe IA e III, gli antipsicotici (ad es. derivati fenotiazidici, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (ad es. sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina), trattamenti antimalaria, in particolare alofantrina, alcuni antiistaminici

(astemizolo, mizolastina), deve essere utilizzata con cautela.

Alcol: nei test abituali, la fluoxetina non determina un aumento dell’alcolemia né potenzia gli effetti dell’alcool. Tuttavia, si raccomanda di non consumare alcol durante il trattamento con SSRI.

Erba di S. Giovanni: come con gli altri SSRI, tra la fluoxetina ed il fitopreparato contenente erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) si possono verificare interazioni farmacodinamiche che possono determinare un aumento degli effetti indesiderati.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Alcuni studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di difetti cardiovascolari associati all’uso della fluoxetina durante il primo trimestre. Il meccanismo non è noto. L’insieme dei dati suggerisce che il rischio di avere un neonato con malformazioni cardiovascolari in seguito a esposizione materna alla fluoxetina è dell’ordine del 2/100 contro una frequenza attesa di 1/100 per queste malformazioni nella popolazione generale.

Dati epidemiologici evidenziano che l’uso di SSRI in gravidanza, soprattutto verso il termine della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (IPPN). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi ogni 1000 gravidanze. Nella popolazione generale, si verificano 1-2 casi di IPPN su 1000 gravidanze.

Sebbene la fluoxetina possa essere usata durante la gravidanza, occorre usare cautela, specialmente nelle ultime fasi di gravidanza o subito prima dell’inizio del travaglio di parto, poiché nei neonati sono stati riportati gli effetti seguenti: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente, difficoltà a succhiare o a dormire. Questi sintomi possono indicare sia effetti serotoninergici, sia una sindrome da sospensione. Il momento di insorgenza e la durata di questi sintomi possono essere correlati alla lunga emivita della fluoxetina (4-6 giorni) e del suo metabolita attivo, la norfluoxetina (4-16 giorni).

Allattamento: è noto che la fluoxetina ed il suo metabolita attivo (norfluoxetina) vengono escreti nel latte materno umano. Nei neonati allattati al seno sono stati riportati eventi avversi. Se il trattamento con fluoxetina è ritenuto necessario, si deve prendere in considerazione la sospensione dell’allattamento al seno; tuttavia, se si prosegue l’allattamento al seno, si deve prescrivere la più bassa dose efficace di fluoxetina.

Fertilità: I dati sugli animali hanno dimostrato che la fluoxetina può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Casi umani segnalati con alcuni SSRI hanno dimostrato che un effetto sulla qualità dello sperma è reversibile. L’impatto sulla fertilità umana non è stato ancora osservato.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Anche se è stato dimostrato che in volontari sani la fluoxetina non interferisce con la performance psicomotoria, qualsiasi farmaco psicoattivo può alterare le capacità mentali e motorie. I pazienti devono essere avvertiti di evitare di guidare un veicolo o di operare con macchinari pericolosi, finché siano ragionevolmente certi che le loro capacità non sono alterate.

04.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse riferite più comunemente nei pazienti trattati con fluoxetina sono risultate cefalea, nausea, insonnia, affaticamento e diarrea. L’intensità e la frequenza degli effetti indesiderati possono diminuire con il trattamento continuato e non portano in genere all’interruzione della terapia.

La tabella che segue presenta le reazioni avverse osservate negli studi clinici (n = 9.297) e fornite dalle segnalazioni spontanee. Alcune di queste reazioni avverse sono in comune con altri SSRI.

Stima della frequenza: Molto comune (≥ 1/10), comune (da

Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro Frequenza non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico
Trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario
Reazione anafilattica
Malattia da siero
Patologie endocrine
Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Riduzione dell’appetito¹Iponatremia
Disturbi psichiatrici
Insonnia²AnsiaDepersonalizzazioneIpomaniaPensieri e comporamento suicidari 14
NervosismoElevazione dell’umoreManiaConfusione
IrrequietezzaUmore euforicoAllucinazioniDisfemia
TensionePensiero anormaleAgitazione
Riduzione di libidoOrgasmo anormale5Attacchi di panico
Disturbo del sonnoBruxismo
Sogni anormali³
Patologie del sistema nervoso
CefaleaAlterazione dell’attenzioneIperattività psicomotoriaConvulsioneSindrome serotoninergica
VertiginiDiscinesiaAcatisiaCompromissione della memoria
DisgeusiaAtassiaSindrome bucco linguale
LetargiaDisturbo dell’equilibrio
Sonnolenza6Mioclono
Tremore
Patologie dell’occhio
Vista annebbiataMidriasi
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Tinnito
Patologie cardiache
Palpitazioni
Patologie vascolari
Rossore7IpotensioneVasculite
Vasodilatazione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
SbadigliDispneaFaringiteEventi polmonari (processi infiammatori di varia istopatologia e/o fibrosi)
Epistassi
Patologie gastrointestinali
Diarrea NauseaVomitoDisfagiaDolore esofageoEmorragia gastrointestinale15
Dispepsia
Bocca secca
Patologie epatobiliari
Molto raro
Epatite idiosincratica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rash8AlopeciaAngioedemaEritema multiforme13
OrticariaAumento della tendenza alla formazione di lividiEcchimosi
PruritoReazione di fotosensibilità
IperidrosiPorpora
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
ArtralgiaContrazione muscolareMialgia
Patologie renali e urinarie
Minzione frequente9DisuriaRitenzione urinariaDisturbo della minzione
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Sanguinamento ginecologico11Disfunzione sessualeGalattorreaPriapismo
Disfunzione erettile
Disturbo dell’eiaculazione10
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Affaticamento12Sensazione di nervosismoMalessereEmorragia mucosale
Brividi di freddoSensazione anomala
Sensazione di freddo
Sensazione di caldo
Esami diagnostici
Calo ponderaleEsami anormali della funzionalità epatica

≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Disturbi del sistema immunitario

Patologie endocrine

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Riduzione dell’appetito1

Disturbi psichiatrici

Reazione anafilattica Malattia da siero

Iponatremia

Trombocitop enia

Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico

Insonnia2 Ansia Nervosismo Irrequietezza Tensione

Riduzione di libido

Disturbo del sonno

Sogni anormali3

Patologie del sistema nervoso

Cefalea Alterazione dell’attenzione

Vertigini Disgeusia Letargia

Depersonalizzazi one

Elevazione dell’umore

Umore euforico

Pensiero anormale

Orgasmo anormale5

Bruxismo

Iperattività psicomotoria

Discinesia Atassia

Disturbo dell’equilibrio

Ipomania Mania Allucinazioni Agitazione

Attacchi di panico

Convulsione Acatisia

Sindrome bucco linguale

Pensieri e comportamen to suicidari 14

Confusione Disfemia

Sindrome serotoninergi ca Compromissi one della memoria

Sonnolenza6 Tremore

Patologie dell’occhio

Vista annebbiata

Mioclono

Midriasi

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Patologie cardiache

Palpitazioni Aritmia

ventricolare compresa la torsione di punta Prolungame nto dell’intervall o QT all’elettrocar diogramma

Tinnito

Patologie vascolari

Rossore7 Ipotensione Vasculite

Vasodilatazi one

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Sbadigli Dispnea Faringite Eventi polmonari (processi infiammatori di varia istopatologia e/o fibrosi) Epistassi

Patologie gastrointestinali

Diarrea Nausea

Vomito Dispepsia

Disfagia Dolore esofageo

Emorragia gastrointestin ale15

Bocca secca

Patologie epatobiliari

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto raro Epatite idiosincratica

Rash8 Orticaria Prurito Iperidrosi

Alopecia

Aumento della tendenza alla formazione di lividi

Sudore freddo

Angioedema Ecchimosi

Reazione di fotosensibilit à

Porpora

Eritema multiforme13

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Artralgia Contrazione muscolare

Mialgia

Patologie renali e urinarie

Minzione frequente9

Disuria Ritenzione urinaria

Disturbo della minzione

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Sanguinament o ginecologico11

Disfunzione erettile

Disfunzione sessuale

Galattorrea Iperprolattin emia

Priapismo

Disturbo dell’eiaculazio ne10

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Affaticament o12

Sensazione di nervosismo Brividi di freddo

Malessere

Sensazione anomala

Sensazione di freddo

Emorragia mucosale

Esami diagnostici

Sensazione di caldo

Calo ponderale Esami

anormali della funzionalità epatica

1 Comprende anoressia,

2 Comprende risveglio al mattino presto, insonnia iniziale, insonnia intermedia

3 Comprende incubi

4 Comprende perdita della libido

5 Comprende anorgasmia

6 Comprende ipersonnia, sedazione

7 Comprende vampate di calore

8

Comprende eritema, eruzione cutanea esfoliativa, eruzione da calore, eruzione cutanea, esantema eritematoso, esantema follicolare, esantema generalizzato, esantema maculare, esantema maculopapulare, esantema morbilliforme, esantema papulare, esantema pruriginoso, esantema vescicolare, eruzione eritematosa ombelicale

9 Comprende pollachiuria

10

Comprende mancanza di eiaculazione, disfunzione dell’eiaculazione, eiaculazione prematura, eiaculazione ritardata, eiaculazione retrograda

11

Comprende emorragia cervicale, disfunzione uterina, sanguinamento uterino, emorragia genitale, menometrorragia, menorragia, metrorragia, polimenorrea, emorragia postmenopausale, emorragia uterina, emorragia vaginale

12 Comprende astenia

13

Potrebbe progredire nella sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell)

14

Questi sintomi possono essere dovuti alla patologia di base.

15

Comprende più frequentemente sanguinamento gengivale, ematemesi, ematochezia, emorragia rettale, diarrea emorragica, melena ed emorragia da ulcera gastrica.

Nel corso della terapia con fluoxetina o subito dopo l’interruzione del trattamento sono stati segnalati casi di ideazione suicidaria e comportamento suicidario (vedere paragrafo 4.4).

Fratture ossee: Gli studi epidemiologici, condotti principalmente in pazienti di 50 anni di età e oltre, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti trattati con gli SSRI e TCA. Il meccanismo che porta a questo rischio non è noto.

Sintomi di astinenza osservati all’interruzione dei trattamenti con fluoxetina: L’interruzione della terapia con fluoxetina provoca comunemente sintomi di astinenza. Le reazioni segnalate più comunemente sono: capogiri, disturbi sensori (compresa parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), astenia, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi eventi sono di entità da lieve a moderata e auto-limitanti, tuttavia, in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati (vedere paragrafo 4.4). Si consiglia pertanto che, se non è più necessario il trattamento con fluoxetina, deve essere effettuata una graduale interruzione, tramite una riduzione della dose (vedere paragrafì 4.2 e 4.4).

Bambini e adolescenti (vedere paragrafì 4.4 e 5.1):

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate specificatamente in questa popolazione e sono descritte sotto.

Negli studi clinici pediatrici sono stati osservati più frequentemente comportamenti correlati al suicidio (tentativo di suicidio e pensieri suicidari) e ostilità tra i bambini e gli adolescenti trattati con antidepressivi, rispetto a quelli trattati con placebo. Sono state riferite reazioni maniacali, incluse mania ed ipomania (2,6% nei pazienti trattati con fluoxetina vs. 0% nei controlli trattati con placebo), che hanno portato all’interruzione del trattamento nella maggior parte dei casi. Questi pazienti non avevano avuto precedenti episodi di ipomania/mania.

Nell’impiego clinico sono stati segnalati anche casi isolati di ritardo della crescita (vedere anche paragrafo 5.1).

In studi clinici pediatrici, il trattamento con fluoxetina è stato associato a epistassi, segnalata comunemente, e ad una riduzione dei livelli ematici di fosfatasi alcalina.

Nell’impiego clinico in pediatria sono stati riferiti casi isolati di eventi avversi che potrebbero indicare un ritardo della maturazione sessuale o una disfunzione sessuale (vedere anche paragrafo 5.3).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite

Agenzia Italiana del Farmaco

Sito web: https://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

Casi di sovradosaggio dovuti alla fluoxetina da sola hanno generalmente un decorso lieve. I sintomi di sovradosaggio comprendono nausea, vomito, convulsioni, disfunzione cardiovascolare variabile da aritmie asintomatiche (inclusi ritmo nodale e aritmie ventricolari) o alterazioni dell’ECG indicative di arresto cardiaco da prolungamento dell’intervallo QTc (compresi casi molto rari di torsioni di punta) all’arresto cardiaco, disfunzione polmonare e segni di una condizione alterata del SNC variabili dall’eccitazione al coma. Gli esiti fatali attribuiti a sovradosaggio della fluoxetina da sola sono stati estremamente rari. Si raccomanda di tenere sotto controllo la funzionalità cardiaca ed i segni vitali, oltre ad attuare misure generali sintomatiche e di supporto. Non si conoscono antidoti specifici.

La diuresi forzata, la dialisi, l’emoperfusione e la trasfusione di ricambio non sono probabilmente in grado di offrire benefici. Il carbone attivo, che può essere usato in associazione con il sorbitolo, può rappresentare un trattamento di efficacia pari o superiore a quella dell’emesi o della lavanda gastrica. Nel trattare il sovradosaggio, si deve considerare la possibilità di un coinvolgimento di più farmaci. Nei pazienti che hanno assunto quantità eccessive di un antidepressivo triciclico potrebbe essere necessario estendere il periodo di osservazione medica, nel caso stiano assumendo o abbiano assunto di recente anche la fluoxetina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Codice ATC: N06A B03.

La fluoxetina è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, e questo probabilmente rende conto del meccanismo d’azione. La fluoxetina non presenta praticamente alcuna affinità per altri recettori come gli α1-, α2– e β–adrenergici, i recettori serotoninergici, i recettori dopaminergici, i recettori dell’istamina di tipo 1, i recettori muscarinici ed i recettori per il GABA.

Episodi di depressione maggiore: in pazienti con episodi di depressione maggiore sono stati effettuati studi clinici di confronto con placebo e sostanze attive. La fluoxetina ha dimostrato di essere significativamente più efficace del placebo, come risulta dalla Hamilton Depression Rating Scale (HAM-D). Rispetto al placebo, in questi studi la fluoxetina ha ottenuto una percentuale significativamente più alta di risposta (definita da una riduzione del 50% nel punteggio della HAMD) e di remissione.

Risposta alla dose: in studi con dose fissa effettuati in pazienti con depressione maggiore è stato osservato un appiattimento della curva di risposta alla dose, dimostrando che l’uso di dosi più alte di quelle raccomandate non offre alcun vantaggio in termini di efficacia. Tuttavia, l’esperienza clinica dimostra che la titolazione della dose può essere di beneficio in alcuni pazienti.

Disturbo ossessivo-compulsivo: in studi clinici a breve termine (di durata inferiore a 24 settimane), la fluoxetina ha dimostrato di essere significativamente più efficace del placebo. L’effetto terapeutico è stato osservato con 20 mg al giorno, ma dosi più elevate (40 o 60 mg al giorno) hanno determinato una percentuale di risposta più elevata. In studi clinici a lungo termine (tre studi clinici a breve termine con fase di estensione ed uno studio sulla prevenzione delle recidive) l’efficacia non è stata dimostrata.

Bulimia nervosa: in studi clinici a breve termine (di durata inferiore a 16 settimane), condotti in pazienti non ricoverati che soddisfacevano i criteri del DSM-III-R per la bulimia nervosa, la fluoxetina alla dose di 60 mg al giorno ha dimostrato di essere significativamente più efficace del placebo nel ridurre il binge-eating e il comportamento purgativo. Tuttavia, non si possono trarre conclusioni per quanto riguarda l’efficacia a lungo termine.

Sono stati condotti due studi clinici controllati con placebo in pazienti che soddisfacevano i criteri diagnostici per il disturbo disforico pre-mestruale definiti dal DSM-IV. Le pazienti sono state incluse a condizione che presentassero sintomi di gravità tale da interferire con la loro attività

professionale e sociale e con la loro vita di relazione. Le pazienti che facevano uso di contraccettivi orali sono state escluse. Nel primo studio, con somministrazione continua di 20 mg al giorno per 6 cicli mestruali, è stato osservato un miglioramento del parametro di efficacia primaria (irritabilità, ansia e disforia). Nel secondo studio, con somministrazione intermittente durante la fase luteinica (20 mg al giorno per 14 giorni) per 3 cicli mestruali, è stato osservato un miglioramento del parametro di efficacia primaria (punteggio della Daily Record of Severity of Problems, scala di registrazione giornaliera della gravità dei disturbi). Tuttavia, da questi studi non si possono trarre conclusioni definitive sull’efficacia e sulla durata del trattamento.

Episodi di depressione maggiore (bambini e adolescenti): in bambini e adolescenti di 8 anni di età ed oltre sono stati effettuati studi clinici di confronto con placebo. Alla dose di

20 mg, la fluoxetina ha dimostrato di essere significativamente più efficace del placebo in due studi pilota a breve termine, come valutato dalla riduzione del punteggio totale della Childhood Depression Rating Scale- Revised (CDRS-R) e del punteggio del Clinical Global Impression of Improvement (CGI-I). In entrambi gli studi, i pazienti soddisfacevano i criteri per il disturbo depressivo maggiore di grado da moderato a grave (secondo DSM-III o DSM-IV) in tre differenti valutazioni condotte dal neuropsichiatra infantile. Negli studi con fluoxetina, l’efficacia può dipendere dall’inclusione di una popolazione selezionata di pazienti (quella che non è guarita spontaneamente entro un periodo di 3-5 settimane e la cui depressione è persistita nonostante le notevoli cure prestate). Esistono solo dati limitati sulla sicurezza e sull’efficacia oltre le 9 settimane. In generale, l’efficacia della fluoxetina è stata modesta. Le percentuali di risposta (obiettivo primario, definito come una riduzione del 30% del punteggio della CDRS-R) hanno dimostrato una differenza statisticamente significativa in uno dei due studi principali (58% con la fluoxetina rispetto al 32% con il placebo, P=0,013 e 65% con la fluoxetina rispetto al 54% con il placebo, P=0,093). In questi due studi, le variazioni medie assolute della CDRS-R dal momento iniziale a quello finale sono state di 20 con la fluoxetina e 11 con il placebo (P=0,002), e 22 con la fluoxetina e 15 con il placebo (P<0,001).

Effetti sulla crescita (bambini e adolescenti), vedere paragrafi 4.4 e 4.8:

In uno studio clinico, dopo 19 settimane di trattamento, rispetto ai soggetti trattati con il placebo, i soggetti pediatrici trattati con fluoxetina hanno guadagnato in media

1,1 cm in meno di altezza (p=0,004) e 1,1 kg in meno di peso (p=0,008).

In uno studio osservazionale retrospettivo caso-controllo abbinato, con una media di 1,8 anni di esposizione a fluoxetina, nei soggetti pediatrici trattati con fluoxetina non sono state osservate differenze nella crescita aggiustate per l’aumento di altezza previsto dai relativi controlli abbinati non trattati (0,0 cm, p=0,9673).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento: dopo somministrazione orale la fluoxetina è ben assorbita dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità non viene influenzata dall’assunzione di cibo.

Distribuzione: la fluoxetina è ampiamente legata alle proteine plasmatiche (circa il 95%) e si distribuisce diffusamente nell’organismo (volume di distribuzione: 20-40 l/kg). Le concentrazioni plasmatiche all’equilibrio dinamico vengono raggiunte solo dopo diverse settimane di trattamento. Le concentrazioni all’equilibrio dinamico dopo somministrazione prolungata sono simili a quelle osservate dopo 4-5 settimane.

Metabolismo: la fluoxetina ha un profilo farmacocinetico non lineare con effetto di primo passaggio epatico. La concentrazione plasmatica massima viene generalmente raggiunta da 6 a 8 ore dopo la somministrazione. La fluoxetina viene ampiamente metabolizzata dall’enzima polimorfico CYP2D6. La fluoxetina viene prevalentemente metabolizzata dal fegato nel metabolita attivo norfluoxetina (demetilfluoxetina) tramite demetilazione.

Eliminazione: l’emivita di eliminazione della fluoxetina è di 4-6 giorni, mentre quella della norfluoxetina è di 4-16 giorni. Queste lunghe emivite sono responsabili della persistenza del medicinale per 5-6 settimane dopo interruzione della sua somministrazione. L’eliminazione avviene principalmente per via renale (circa il 60%). La fluoxetina viene escreta nel latte materno.

Popolazioni a rischio

Anziani: i parametri farmacocinetici non risultano alterati negli anziani sani rispetto ai soggetti più giovani.

Bambini e adolescenti: nei bambini la concentrazione media di fluoxetina è circa 2 volte più alta di quella osservata negli adolescenti e la concentrazione media di norfluoxetina è circa 1,5 volte più alta. Le concentrazioni plasmatiche

all’equilibrio dinamico dipendono dal peso corporeo e risultano essere più alte nei bambini di peso corporeo inferiore (vedere paragrafo 4.2). Come negli adulti, dopo somministrazione giornaliera protratta la fluoxetina e la norfluoxetina raggiungono un accumulo elevato; le concentrazioni all’equilibrio vengono raggiunte entro 3-4 settimane di somministrazione giornaliera.

Insufficienza epatica: in caso di insufficienza epatica (cirrosi alcolica), le emivite di fluoxetina e norfluoxetina risultano aumentate a 7 e, rispettivamente, 12 giorni. In questo caso si deve prendere in considerazione una dose più bassa o una somministrazione meno frequente.

Insufficienza renale: dopo somministrazione di una singola dose di fluoxetina in pazienti con insufficienza renale lieve, moderata o completa (anuria), i parametri farmacocinetici non sono risultati alterati rispetto a quelli di volontari sani. Tuttavia, dopo somministrazione ripetuta, all’equilibrio dinamico si può osservare un aumento del plateau delle concentrazioni plasmatiche.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi condotti in vitro o su animali non hanno messo in evidenza alcun effetto cancerogeno o mutageno.

Studi su animali giovani

In uno studio di tossicologia su ratti CD giovani, la somministrazione di 30 mg/kg al giorno di fluoxetina cloridrato dal 21° al 90° giorno di vita ha causato degenerazione e necrosi testicolare irreversibile, la comparsa di vacuoli nell’epitelio dell’epididimo, immaturità ed inattività del tratto riproduttivo femminile e riduzione della fertilità. Ritardi nella maturazione sessuale si sono verificati nei maschi (con 10 e 30 mg/kg al giorno) e nelle femmine (con 30 mg/kg al giorno) L’importanza di questi risultati per l’uomo è sconosciuta. Ratti trattati con 30 mg/kg hanno manifestato anche una riduzione della lunghezza del femore rispetto ai controlli, nonché degenerazione, necrosi e rigenerazione del muscolo scheletrico. Con dosi di 10 mg/kg al giorno, i livelli plasmatici raggiunti negli animali sono stati approssimativamente da 0,8 a 8,8 volte (con fluoxetina) e da 3,6 a 23,2 volte (con norfluoxetina) quelli abitualmente osservati nei pazienti pediatrici. Con dosi di 3 mg/kg al giorno, i livelli plasmatici raggiunti negli animali sono stati approssimativamente da 0,04 a 0,5 volte (con fluoxetina) e da 0,3 a 2,1 volte (con norfluoxetina) quelli abitualmente raggiunti nei pazienti pediatrici.

Uno studio condotto su topi giovani ha indicato che l’inibizione del trasportatore della serotonina limita l’accrescimento osseo. Questa scoperta sembra essere supportata dalle evidenze cliniche. Non è stata stabilita la reversibilità di questo effetto.

Un altro studio condotto su topi giovani (trattati dal 4° al 21° giorno di età) ha dimostrato che l’inibizione del trasportatore della serotonina ha avuto effetti di lunga durata sul comportamento dei topi. Non è noto se l’effetto fosse reversibile. L’importanza clinica di questa scoperta non è stata stabilita.

Studi su animali adulti

In uno studio della riproduzione su 2 generazioni di ratti, la fluoxetina non ha prodotto effetti avversi sull’accoppiamento o sulla fertilità dei ratti, non è risultata teratogena e non ha influito sulla crescita, sullo sviluppo o sui parametri riproduttivi dei cuccioli.

Le concentrazioni nell’alimentazione hanno fornito dosi approssimativamente equivalenti a 1,5, 3,9 e 9,7 mg di fluoxetina/kg di peso corporeo.

I topi maschi trattati giornalmente per 3 mesi con fluoxetina nell’alimentazione ad una dose approssimativamente equivalente a 31 mg/kg hanno manifestato una riduzione del peso dei testicoli e ipospermatogenesi. Questo livello posologico, tuttavia, era superiore alla dose massima tollerata (MTD) perché sono stati osservati segni significativi di tossicità.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

La capsula contiene anche: Amido (di mais) pregelatinizzato Silice colloidale anidra Magnesio stearato (E470b) Talco purificato

Componenti dell’involucro della capsula: Giallo di chinolina (E104)

Eritrosina (E127)

Indigotina, carminio d’indaco (E132)

Titanio biossido (E171) Gelatina

Componenti dell’inchiostro di stampa: Gomma lacca (E904)

Ossido di ferro nero (E172)

Glicole propilenico Idrossido di ammonio

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

21 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperature superiori ai 30°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Fluoxetina Accord è confezionato in blister di PVC / alluminio.

Blister da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 70, 90, 98 e 100

capsule.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Accord Healthcare Limited Sage House, 319 Pinner Road North Harrow, Middlesex HA1 4HF,

Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

041111016 “20 mg capsule rigide” 10 capsule rigide in blister PVC/AL

041111028 “20 mg capsule rigide” 14 capsule rigide in blister PVC/AL

041111030 “20 mg capsule rigide” 20 capsule rigide in blister PVC/AL

041111042 “20 mg capsule rigide” 28 capsule rigide in blister PVC/AL

041111055 “20 mg capsule rigide” 30 capsule rigide in blister PVC/AL

041111067 “20 mg capsule rigide” 50 capsule rigide in blister PVC/AL

041111079 “20 mg capsule rigide” 56 capsule rigide in blister PVC/AL

041111081 “20 mg capsule rigide” 60 capsule rigide in blister PVC/AL

041111093 “20 mg capsule rigide” 70 capsule rigide in blister PVC/AL

041111105 “20 mg capsule rigide” 90 capsule rigide in blister PVC/AL

041111117 “20 mg capsule rigide” 98 capsule rigide in blister PVC/AL

041111129 “20 mg capsule rigide” 100 capsule rigide in blister PVC/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

26 Agosto 2011

10.0 Data di revisione del testo

07/10/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Fluoxetina accord – 28 Cps 20 mg (Fluoxetina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N06AB03 AIC: 041111042 Prezzo: 6,1 Ditta: Accord Healthcare Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)