Endobulin: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Endobulin

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Endobulin: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Endobulin: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

ENDOBULIN

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Un flacone di ENDOBULIN polvere contiene quantità di proteine plasmatiche totali di cui almeno il 95% immunoglobulina umana normale (IgG) pari a 250 mg, 500 mg, 1 g, 2,5 g, 5 g, 7,5 g, 10 g a seconda della confezione.

Confezione Principio attivo: Proteine Plasmatiche Totali, di cui almeno il 95% di Immunoglobuline umane normali Concentrazione in Proteine Plasmatiche Totali, di cui almeno il 95% di immunoglobuline umane normali, dopo ricostituzione con il solvente accluso alla confezione Volume di solvente (acqua ppi)
Flacone da 250 mg di polvere 250 mg 50 mg/ml 5 ml
Flacone da 500 mg di polvere 500 mg 50 mg/ml 10 ml
Flacone da 1 g di polvere 1 g 50 mg/ml 20 ml
Flacone da 2,5 g di polvere 2,5 g 50 mg/ml 50 ml
Flacone da 5 g di polvere 5 g 50 mg/ml 100 ml
Flacone da 7,5 g di polvere 7,5 g 50 mg/ml 150 ml
Flacone da 10 g di polvere 10 g 50 mg/ml 200 ml

Distribuzione delle sottoclassi di IgG:

IgG1 50-80%

IgG2 20-50%

IgG3 <0,5%

IgG4 1-3%

Contenuto massimo di IgA: 0,05 mg/ml

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedi la sezione 6.1

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Polvere e solvente per soluzione per infusione.

Polvere o massa friabile di colore bianco o biancastro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Terapia sostitutiva in caso di

• Sindromi da immunodeficienza primaria:

- agammaglobulinemia o ipogammaglobulinemia congenite;

- immunodeficienza comune variabile;

- immunodeficienza combinata grave;

- sindrome di Wiskott Aldrich.

• Mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti.

• Bambini con AIDS congenita e infezioni ricorrenti.

Immunomodulazione

• Porpora trombocitopenica idiopatica (PTI) nei bambini o negli adulti ad alto rischio di emorragia o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica.

• Sindrome di Guillain Barré

Trapianto allogenico di midollo osseo

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Posologia

La dose e lo schema terapeutico dipendono dall’indicazione terapeutica.

Nella terapia sostitutiva può essere necessario personalizzare il dosaggio per ciascun paziente in relazione alla farmacocinetica e clinica.

Gli schemi di trattamento riportati di seguito sono forniti come linea guida.

Nota: poiché ogni ml di ENDOBULIN contiene 50 mg di IgG funzionalmente intatte, le indicazioni in milligrammi devono essere divise per 50 per calcolare la quantità corrispondente in millilitri.

Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria

Lo schema di trattamento dovrebbe essere tale da garantire un livello minimo di IgG (misurato prima dell’infusione successiva) pari ad almeno 4,0-6,0 g/l. Dopo l’inizio della terapia sono necessari da 3 a 6 mesi prima di ottenere l’equilibrio. La dose di partenza raccomandata è di 0,4-0,8 g/kg seguita da almeno 0,2 g/kg ogni 3 settimane.

La dose necessaria per ottenere un livello minimo di 6,0 g/l è dell’ordine di 0,2-0,8 g/kg/mese. Una volta raggiunto un livello di equilibrio (stato stazionario), l’intervallo tra le somministrazioni varia da 2 a 4 settimane.

Devono essere misurati i livelli minimi plasmatici in modo da aggiustare la dose e l’intervallo tra le infusioni.

Terapia sostitutiva in caso di mieloma o di leucemia linfocitica cronica con grave ipogamma-globulinemia secondaria e infezioni ricorrenti; terapia sostitutiva nei bambini con AIDS e infezioni ricorrenti

La dose raccomandata è di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane.

Porpora trombocitopenica idiopatica (PTI)

Per il trattamento di un episodio acuto, 0,8-1,0 g/kg al primo giomo. Il trattamento può essere ripetuto per una volta entro 3 giorni, oppure possono essere somministrati 0,4 g/kg al giomo per 2-5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.

Sindrome di Guillain Barré

0,4 g/kg/die per 3-7 giorni. L’esperienza di utilizzo nei bambini è limitata.

Trapianto allogenico di midollo osseo

Il trattamento con immunoglobuline umane normali può essere impiegato come parte della terapia di condizionamento e dopo il trapianto.

Per il trattamento di infezioni e nella profilassi della malattia da trapianto verso l’ospite, il dosaggio viene adattato individualmente. La dose iniziale è normalmente di 0,5 g/kg/settimana, cominciando sette giorni prima del trapianto e continuando fino a 3 mesi dopo il trapianto.

In caso di persistente deficit di produzione di anticorpi si consiglia il dosaggio di 0,5 g/kg/mese fino al ripristino dei normali livelli anticorpali.

La tabella sotto riportata riassume le raccomandazioni circa il dosaggio.

Indicazione Dose Frequenza dell’infusione
Terapia sostitutiva per la immunodeficienza primaria dose iniziale: 0,4-0,8 g/kg ogni 2-4 settimane per ottenere un livello di IgG di almeno 4,0-6,0 g/l
successivamente: 0,2-0,8 g/kg
Terapia sostitutiva per la immunodeficienza secondaria 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane per ottenere un livello di IgG di almeno 4,0-6,0 g/l
Bambini con AIDS 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane
Immunomodulazione
Porpora trombocitopenica idiopatica 0,8-1,0 g/kg al giorno 1, possibilmente da ripetere una sola volta entro 3 giorni
oppure
0,4 g/kg/die per 2-5 giorni
Sindrome di Guillain-Barré 0,4 g/kg/die per 3-7 giorni
Trapianto allogenico di midollo osseo
Trattamento delle infezioni e profilassi della malattia da trapianto verso l’ospite 0,5 g/kg ogni settimana dal giorno 7 fino a 3 mesi dopo il trapianto
Persistente deficit di produzione anticorpale 0,5 g/kg ogni mese fino al ripristino dei normali livelli anticorpali

Metodo di somministrazione

Prima dell’infusione è consigliabile portare la soluzione a temperatura corporea o a temperatura ambiente.

La quantità di prodotto da somministrare è espressa in ml per kg di peso corporeo/h.

Per i primi 30 minuti ENDOBULIN dovrebbe essere infuso per via endovenosa ad una velocità iniziale non superiore a 0,5 ml/kg/h. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere aumentata progressivamente fino ad un massimo di circa 8 ml/kg/h per la quantità rimanente da infondere. Negli adulti, se ben tollerata, la velocità delle infusioni successive può essere portata ad un massimo di 15 ml/kg/h.

04.3 Controindicazioni

Indice

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.

Ipersensibilità alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei casi molto rari di deficit di IgA, quando il paziente ha anticorpi anti-IgA.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Alcune gravi reazioni avverse nei confronti del farmaco possono essere correlate alla velocità di infusione.

La velocità di infusione raccomandata, riportata alla sezione 4.2 modo di somministrazione” deve essere rigorosamente rispettata. I pazienti devono essere sottoposti ad un attento monitoraggio ed osservati per evidenziare l’eventuale comparsa di qualsiasi sintomo per l’intera durata dell’infusione.

Alcune reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza:

– in caso di elevata velocità di infusione

– in pazienti con ipo- o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA

– in pazienti trattati con immunoglobuline umane normali per la prima volta oppure, raramente, in caso di sostituzione del prodotto a base di immunoglobuline normali umane, o se è passato un lungo intervallo dalla infusione precedente.

Reazioni da ipersensibilità vere e proprie sono rare. Queste possono verificarsi nei casi molto infrequenti di deficit di IgA con anticorpi anti-IgA.

In rari casi le immunoglobuline umane normali possono causare una caduta della pressione sanguigna con reazione anafilattica, anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline umane normali.

Spesso è possibile evitare potenziali complicanze assicurandosi:

– che i pazienti non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali iniettando dapprima il prodotto lentamente (0,08 ml/kg/min);

– che i pazienti vengano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi per l’intera durata dell’infusione. In particolare, i pazienti mai trattati in precedenza con immunoglobuline umane normali, i pazienti ai quali una specialità contenente immunoglobuline umane normali sia stata sostituita con un’altra o i pazienti in cui sia trascorso un lungo intervallo di tempo dalla infusione precedente dovrebbero essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per poter rilevare eventuali reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti dovrebbero essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

– che il contenuto di glucosio (1g/g di IgG) sia tenuto in considerazione in caso di pazienti con diabete latente (nei quali potrebbe presentarsi una glicosuria transitoria), nei diabetici, o nei pazienti in dieta ipoglucidica. La somministrazione di dosi elevate di ENDOBULIN 50 mg/ml a soggetti diabetici può causare un aumento temporaneo dei livelli sierici di glucosio.

Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra la somministrazione di immunoglobuline per uso endovenoso (IgEV) e la comparsa di eventi tromboembolici (come infarto del miocardio, stroke, embolia polmonare e trombosi delle vene profonde), che si ritiene essere correlati ad un aumento relativo della viscosità plasmatica a causa dell’alto influsso di immunoglobulina in pazienti a rischio.

Deve essere pertanto esercitata cautela nella prescrizione ed impiego di IgEV negli obesi e nei pazienti con preesistenti fattori di rischio per eventi trombotici (quali l’età avanzata, ipertensione, diabete mellito e una storia di vasculopatie o episodi trombotici, soggetti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, quelli sottoposti a lunghi periodi di immobilizzazione, i pazienti gravemente ipovolemici e quelli affetti da patologie che aumentano l’emoviscosità).

In pazienti sottoposti a terapia con IgEV sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati i fattori di rischio, quali preesistente insufficienza renale, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici, o età superiore ai 65 anni.

In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento con IgEV.

Anche se segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all’uso di molte specialità a base di IgEV autorizzate, va considerato che quelle contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano una quota preponderante dell’intero numero. Nei pazienti a rischio, pertanto, dovrebbe essere preso in considerazione l’uso di prodotti IgEV che non contengono saccarosio. ENDOBULIN 50 mg/ml non contiene saccarosio.

In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta o di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IgEV devono essere somministrati alla velocità infusionale più bassa praticabile.

In tutti i pazienti la somministrazione di IgEV necessita di:

– adeguata idratazione prima dell’inizio della infusione di IgEV

– monitoraggio della produzione di urina

– monitoraggio dei livelli sierici di creatinina

– evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa

In caso di reazioni avverse, è necessario ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravità degli effetti collaterali. In caso di shock è necessario seguire le attuali linee guida per la terapia dello shock.

ENDOBULIN 50 mg/ml viene prodotto da plasma umano. Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici indicatori di infezione e l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.

Per ENDOBULIN 50 mg/ml le misure prese sono considerate efficaci per i virus con involucro come HIV, HCV ed HBV.

Le procedure di inattivazione/rimozione virale potrebbero risultare di valore limitato nei confronti di virus privi di involucro, quali il virus dell’epatite A o il Parvovirus B19

Vi è un’esperienza clinica rassicurante riguardo la mancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale.

È fortemente raccomandato che ogni volta che ENDOBULIN 50 mg/ml viene somministrato ad un paziente, siano annotati il nome commerciale ed il numero di lotto del prodotto per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Vaccini da virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobuline umane normali può compromettere, per un periodo di almeno 6 settimane e fino ad un periodo massimo di 3 mesi, l’efficacia dei vaccini ottenuti da virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo prodotto è necessario osservare un intervallo di 3 mesi prima di procedere a vaccinazioni con vaccini ottenuti da virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, questa compromissione può persistere fino ad 1 anno. Pertanto è necessario controllare il titolo anticorpale dei pazienti sottoposti a vaccinazione per il morbillo.

Interferenza con i test sierologici

Dopo l’iniezione di immunoglobuline umane normali, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può determinare dei risultati positivi fuorvianti nei test sierologici.

La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi dei globuli rossi (es. test di Coombs), per la conta dei reticolociti e l’aptoglobina.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

La sicurezza di ENDOBULIN 50 mg/ml per il suo impiego in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati, e, quindi, il prodotto deve essere somministrato con cautela alle donne gravide e alle madri che allattano. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti dannosi sul corso della gravidanza o sul feto e sul neonato.

Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, mal di testa, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderato dolore lombare.

Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare una improvvisa caduta della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche in pazienti che non hanno mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Dopo somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica / emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie.

Sono stati osservati aumento della creatininemia e/o insufficienza renale acuta (vedi anche la sezione “4.4”).

Molto raramente sono state osservate reazioni di natura tromboembolica, come infarto del miocardio, stroke, embolia polmonare, trombosi delle vene profonde.

Eventi trombotici sono stati riportati nei pazienti anziani, in quelli con segni di ischemia cerebrale o cardiaca, oltre che in pazienti in sovrappeso e marcatamente ipovolemici.

Le reazioni avverse riportate nell’elenco che segue sono ricavate dall’esperienza post-marketing con ENDOBULIN. La loro frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1.000, <1/100), raro (>1/10.000, <1/1.000) e molto raro (<1/10.000).

Il grado di incidenza delle reazioni avverse sotto riportate è raro:

Disturbi del sistema immunitario: reazioni allergiche

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: brividi.

Il grado di incidenza delle reazioni avverse sotto riportate è molto raro:

Patologie del sistema emolinfopoietico: anemia emolitica reversibile.

Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, reazione di ipersensibilità.

Patologie del sistema nervoso: vertigini, disestesia, cefalea, convulsioni, irrequietezza.

Patologie cardiache: tachicardia.

Patologie vascolari: vampate, ipertensione, ipotensione, evento trombotico.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: tosse, dispnea, patologie respiratorie.

Patologie gastrointestinali: nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema, prurito, rash, reazione cutanea transitoria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: artralgia, lombalgia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: febbre, malessere, edema.

In molti casi è possibile evitare le reazioni avverse elencate riducendo la velocità di infusione.

Per informazioni sulla sicurezza virale, vedere la sezione 4.4.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Il sovradosaggio può causare un sovraccarico dei liquidi e iperviscosità, soprattutto in pazienti a rischio, inclusi i pazienti anziani o quelli con compromissione renale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa, codice ATC: J06BA02.

Le immunoglobuline umane normali contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro gli agenti infettivi.

Le immunoglobuline umane normali contengono gli anticorpi IGg presenti nella normale popolazione. Vengono generalmente preparate da pool di plasma provenienti da non meno di 1000 donazioni. Hanno una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G strettamente proporzionale a quella presente nel plasma umano nativo. Nel caso di ENDOBULIN 50 mg/ml fanno eccezione le IgG3, presenti solo in tracce. Dosi adeguate di questa specialità medicinale possono riportare a valori normali livelli di immunoglobuline G patologicamente ridotti.

Il meccanismo di azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è del tutto chiaro, ma include effetti immunomodulatori.

Nota: le immunoglobuline umane normali per uso endovenoso (IgEV) possono essere di una certa utilità nella fase acuta nel trattamento di alcune neuropatie periferiche, quali la neuropatia motoria multifocale (NMM), la poliradicoloneuropatia infiammatoria cronica demielinizzante (CIPD) e la miastenia gravis (MG). Va tenuto conto, tuttavia, che i risultati del trattamento possono essere temporanei e che i dati clinici a sostegno dell’impiego delle IGIV in queste indicazioni derivano da esperienze cliniche perlopiù datate e condotte su piccoli numeri di pazienti, mentre non sono disponibili ad oggi studi clinici randomizzati controllati condotti in accordo alle norme di buona pratica clinica.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Dopo somministrazione endovenosa le immunoglobuline umane normali sono immediatamente e completamente biodisponibili nella circolazione del ricevente. Esse si distribuiscono in maniera relativamente rapida fra il plasma e il liquido extravascolare, l’equilibrio fra i compartimenti intra- e extravascolari viene raggiunto dopo circa 3-5 giorni.

Le immunoglobuline umane normali contenute in ENDOBULIN hanno un’emivita di circa 20,4 giorni. Questa emivita può variare da paziente a paziente, in particolare nella immunodeficienza primaria.

Le IgG ed i complessi di IgG vengono degradati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

L’ENDOBULIN 50 mg/ml si presenta come una polvere liofilizzata e virus-inattivata di immunoglobuline G funzionalmente intatte e prive di aggregati.

Sottoponendo la materia prima ad un processo di frazionamento a freddo con etanolo secondo Cohn modificato si ricava la frazione immunoglobulinica a partire dalla quale, mediante un procedimento multifase, viene prodotto il medicinale.

Le principali fasi produttive sono le seguenti:

– eliminazione delle IgA mediante adsorbimento su resina a scambio ionico,

– eliminazione di sostanze causa di effetti collaterali mediante incubazione con idrolasi immobilizzate,

– separazione dell’immunoglobulina G priva di aggregati mediante precipitazione frazionata con polietilenglicole (PEG).

Le immunoglobuline sono normali componenti dell’organismo umano. Le prove di tossicità acuta effettuate su animali da laboratorio non hanno rilievo, poiché dai dosaggi elevati risulterebbe un sovraccarico volumetrico. Anche le prove di tossicità per somministrazioni ripetute e di tossicità embriofetale su animali non sono realizzabili a causa dell’induzione di anticorpi e di interferenze immunologiche. Gli effetti del prodotto sul sistema immunitario dei neonati non sono stati oggetto di studi.

Poiché nel corso dell’esperienza clinica finora non è stato mai evidenziato alcun effetto oncogeno o mutageno delle immunoglobuline, non si ritiene necessaria l’esecuzione di prove tossicologiche su specie eterologhe.

Le procedure per il controllo di qualità in cui il prodotto viene testato per l’assenza di sostanze vasoattive e broncocostrittrici vengono eseguite su ciascun lotto.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Flacone polvere

• Cloruro di sodio

• Glucosio

Flacone Solvente

• Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

Indice

ENDOBULIN 50 mg/ml non deve essere mescolato con altri medicinali, ma può essere somministrato insieme a soluzione salina isotonica.

06.3 Periodo di validità

Indice

2 anni, se correttamente conservato nel confezionamento integro.

Dopo solubilizzazione con il solvente accluso alla confezione, il prodotto ricostituito può essere conservato 24 ore a T di 25°C.

Dal punto di vista microbiologico il prodotto deve essere impiegato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non usato immediatamente, le condizioni ed il tempo di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore, e normalmente non dovrebbe superare le 24 ore a T di 2-8°C, a meno che la ricostituzione ha avuto luogo in condizioni asettiche controllate e validate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Conservare in frigorifero a temperatura compresa fra +2 e +8°C, nel contenitore originale e nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Non congelare, il flacone di solvente potrebbe rompersi.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Polvere

Flaconi di vetro borosilicato della classe idrolitica I (confezione da 250 mg) e flaconi di vetro sodico calcico trattato della classe idrolitica II (confezioni da 500 mg, 1 g, 2,5 g, 5 g, 7,5 g e 10 g).

Solvente

Flacone di vetro borosilicato della classe idrolitica I (5 ml e 10 ml) e flacone di vetro sodico calcico trattato della classe idrolitica II (50, 100, 150 e 200 ml).

Tutti i flaconi sono chiusi con tappi di caucciù clorobutile.

ENDOBULIN 50 mg/ml polvere e solvente per soluzione per infusione

è disponibile nelle seguenti confezioni:

– flacone 250 mg polvere + flacone 5 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

– flacone 500 mg polvere + flacone 10 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

– flacone 1 g polvere + flacone 20 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

– flacone 2,5 g polvere + flacone 50 ml solvente + set da infusione

– flacone 5 g polvere + flacone 100 ml solvente + set da infusione

– flacone 7,5 g polvere + flacone 150 ml solvente + set da infusione

– flacone 10 g polvere + flacone 200 ml solvente + set da infusione

Ciascuna confezione contiene un kit per la ricostituzione e iniezione o infusione, con i seguenti componenti:

ENDOBULIN 250 mg/5 ml, 500 mg/10 ml, 1 g/20 ml: un ago di trasferimento, un ago di aerazione e un ago filtro.

ENDOBULIN 2,5 g/50 ml, 5 g/100 ml e 10 g/200 ml: un dispositivo di trasferimento (spike di trasferimento), un set da infusione e un sospensore in plastica.

ENDOBULIN 7,5 g/150 ml: un ago da ricostituzione, un ago da aerazione, un set da infusione e un supporto in plastica.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Prima dell’uso il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o a temperatura corporea.

ENDOBULIN deve essere ricostituito solo immediatamente prima di essere somministrato. Il discioglimento totale deve essere ottenuto entro pochi minuti. Se riscaldato ad una temperatura massima di 37°C e ruotato delicatamente, il tempo necessario per il discioglimento verrà ridotto.

Generalmente la soluzione appare limpida o leggermente opalescente. Non utilizzare soluzioni torbide o che presentano depositi. Il prodotto ricostituito prima della somministrazione deve essere controllato visivamente per il rilevamento di eventuali particelle in sospensione o di colore anormale.

Eliminare eventuali parti della soluzione non utilizzata a causa del rischio di contaminazione batterica.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

ENDOBULIN 250 mg, 500 mg, 1 g e 7,5 g: Ricostituzione della polvere liofilizzata

1 - Rimuovere i cappucci protettivi dai flaconi della polvere e del solvente e disinfettare i tappi di gomma di entrambi i flaconi.

2 - Girare e rimuovere il cappuccio protettivo da una delle estremità dell’ago di trasferimento a doppia punta incluso nella confezione ed inserire l’estremità esposta attraverso il tappo di gomma del flacone del solvente.

3 - Rimuovere il cappuccio protettivo dall’altra estremità dell’ago a doppia punta. Evitare di toccare l’estremità esposta.

4 - Capovolgere l’ago a doppia punta a cui è collegato il flacone del solvente sopra al flacone della polvere ed inserire l’estremità libera dell’ago a doppia punta in senso verticale attraverso il centro del tappo di gomma del flacone della polvere. Il solvente verrà aspirato nel flacone della polvere per effetto del vuoto.

5 - Separare i due flaconi rimovendo il flacone del solvente a cui è collegato l’ago a doppia punta da quello contenente la polvere. Accelerare il discioglimento ruotando il flacone della polvere delicatamente e regolarmente. Non agitare il flacone!

6 - Dopo la completa solubilizzazione della polvere, inserire l’ago da aerazione, e l’eventuale schiuma presente si disgregherà. Rimuovere l’ago da aerazione.

7 - Aspirare la soluzione limpida nella siringa attraverso l’ago filtro incluso nella confezione (confezioni da 250 mg, 500 mg e da 1 g); oppure somministrare la soluzione direttamente per mezzo dell’apposito set con il filtro (confezione da 7,5 g).

Usare un filtro per impedire che particelle di gomma possano passare dai tappi nella soluzione da somministrare (pericolo di microembolia).

Se si desidera ottenere una concentrazione di Endobulin inferiore al 5% (50 mg/ml), la soluzione ricostituita con il solvente accluso alla confezione può essere ulteriormente diluita con soluzione salina isotonica.

ENDOBULIN 2,5 g, 5 g e 10 g: Ricostituzione della polvere liofilizzata

1 - Rimuovere i cappucci protettivi dai flaconi della polvere e del solvente e disinfettare i tappi di gomma di entrambi i flaconi.

2 - Rimuovere il cappuccio protettivo da una delle estremità dello spike di trasferimento accluso alla confezione ed inserire l’estremità esposta in senso verticale al centro del tappo di gomma del flacone del solvente. Premere energicamente verso il basso in modo che lo spike di trasferimento penetri perfettamente nel flacone del solvente. Attenzione: il mancato inserimento al centro del tappo può causare il distacco del tappo stesso.

3 - Rimuovere il cappuccio protettivo dall’altra estremità dello spike di trasferimento. Evitare di toccare l’estremità esposta.

4 - Tenere saldamente in mano il flacone della polvere e inclinarlo di un angolo di circa 45 gradi. Capovolgere il flacone del solvente con inserito lo spike di trasferimento inclinandolo di un angolo complementare rispetto al flacone della polvere (circa 45 gradi) ed inserire energicamente lo spike di trasferimento attraverso il centro del tappo di gomma del flacone della polvere. Il solvente verrà aspirato nel flacone della polvere per effetto del vuoto.

Nota: capovolgere rapidamente il flacone del solvente con accluso lo spike di trasferimento sul flacone della polvere per evitare una perdita di solvente.

Attenzione: il mancato inserimento al centro del tappo può causare il distacco del tappo stesso e la rottura delle condizioni di vuoto.

5 - Separare i due flaconi rimovendo il flacone del solvente con accluso lo spike di trasferimento da quello contenente la polvere. Accelerare il discioglimento ruotando il flacone della polvere delicatamente e regolarmente. Non agitare il flacone!

6 - Somministrare la soluzione direttamente utilizzando il set da infusione munito di filtro accluso alla confezione.

Usare un filtro per impedire che particelle di gomma possano passare dai tappi nella soluzione da somministrare (pericolo di microembolia).

Se si desidera ottenere una concentrazione di Endobulin inferiore al 5% (50 mg/ml), la soluzione ricostituita con il solvente accluso alla confezione può essere ulteriormente diluita con soluzione salina isotonica.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Baxter S.p.A. - Viale Tiziano, 25 - 00196 ROMA

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

ENDOBULIN 50 mg/ml polvere e solvente per soluzione per infusione

flacone 250 mg polvere + flacone 5 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

A.I.C. n. 025264084

flacone 500 mg polvere + flacone 10 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

A.I.C. n. 025264096

flacone 1 g polvere + flacone 20 ml solvente + kit per ricostituzione ed iniezione

A.I.C. n. 025264108

flacone 2,5 g polvere + flacone 50 ml solvente + set da infusione

A.I.C. n. 025264110

flacone 5 g polvere + flacone 100 ml solvente + set da infusione

A.I.C. n. 025264122

flacone 7,5 g polvere + flacone 150 ml solvente + set da infusione

A.I.C. n. 025264134

flacone 10 g polvere + flacone 200 ml solvente + set da infusione

A.I.C. n. 025264146

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Aprile 1984/Giugno 2005

10.0 Data di revisione del testo

Indice

6 giugno 2008

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983