Captopril Alter: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Captopril Alter

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Captopril Alter: ultimo aggiornamento pagina: 25/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Captopril Alter: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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CAPTOPRIL

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Compresse contenenti 25 mg o 50 mg di CAPTOPRIL.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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CAPTOPRIL è indicato per il trattamento di:

ipertensione e

insufficienza cardiaca congestizia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Istruzioni generali: Il trattamento con CAPTOPRIL deve essere iniziato alla minima dose efficace e adattato ai singoli pazienti secondo le loro necessità. La dose somministrata ai pazienti ipertesi può essere incrementata dopo 4-8 settimane se non si è avuto alcun effetto terapeutico. L’effetto ipotensivo in tali pazienti aumenterà ulteriormente se viene associato un diuretico.

Prima di aumentare la dose somministrata ai pazienti con insufficienza cardiaca, può essere necessario un trattamento di almeno una o due settimane.

In pazienti ad alto rischio, la prima dose può provocare ipotensione (vedere la sezione 4.4Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).

Prima di iniziare il trattamento, se possibile, correggere le carenze di sodio e/o fluidi corporei, sospendere o ridurre un’eventuale terapia con diuretici in atto per due o tre giorni prima che vengano introdotti gli ACE-inibitori, ed utilizzare la minima dose iniziale.

Il trattamento dell’insufficienza cardiaca grave con CAPTOPRIL è un compito specialistico ed il trattamento deve essere preferibilmente iniziato in ospedale, per tutto il tempo in cui si attende il suo massimo effetto dopo la somministrazione della prima dose e quando viene aumentata la dose dell’ACE-inibitore e/o diuretico. Ciò vale anche per i pazienti con angina pectoris o malattie cerebrovascolari nei quali un’ipotensione eccessiva potrebbe causare un infarto miocardiaco o un accidente vascolare cerebrale.

Nei pazienti con ipertensione maligna o insufficienza cardiaca grave, l’inizio della terapia e l’aggiustamento del dosaggio devono avvenire in ospedale.

CAPTOPRIL deve essere preso circa un ora prima dei pasti ed alla stessa ora tutti i giorni per aumentarne compliance.

Dose raccomandata e programma di dosaggio:

Ipertensione: Il trattamento con CAPTOPRIL deve avvenire alla minima dose efficace, che deve essere adattata in funzione della risposta pressoria del paziente.

La dose iniziale è solitamente di 25 mg due volte al giomo che può essere aumentata gradualmente, ad intervalli di 4-8 settimane, finchè non viene ottenuta una risposta soddisfacente, fino ad una dose massima di 50 mg due o tre volte al giomo.

La massima dose giornaliera non deve superare i 150 mg.

Al CAPTOPRIL può essere associato un diuretico tiazidico se non viene ottenuto un controllo soddisfacente dei valori pressori. La dose di diuretico può essere aumentata ad intervalli di 2-4 settimane finché non si è avuta la risposta ottimale o fino al raggiungimento della dose massima.

Nei pazienti il cui sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAA) è estremamente attivo (ipovolemia, ipertensione renovascolare, scompenso cardiaco), la dose singola deve essere preferibilmente di 6.25 mg o 12.5 mg.

Insufficienza cardiaca: La terapia con CAPTOPRIL deve essere iniziata sotto stretto controllo medico. Una dose iniziale di 6.25 mg o 12.5 mg può minimizzare un effetto ipotensivo transitorio. La possibilità che ciò si verifichi può essere ridotta sospendendo o riducendo la dose del diuretico, se possibile, 2-3 giorni prima di iniziare la terapia con il CAPTOPRIL . La dose abituale di mantenimento è di 25 mg due o tre volte al giomo e può essere aumentata gradualmente fino alla dose massima giornaliera abituale di 150 mg, con intervalli di almeno 14 giorni, fino all’ottenimento di una risposta soddisfacente.

Pazienti anziani: La dose deve essere calcolata a seconda della risposta pressoria e mantenuta ad un livello più basso possibile per avere un controllo adeguato.

La valutazione della funzione renale nei pazienti anziani può essere calcolata secondo la formula di Cockroft*:

* Cl= (140 – età) x peso

0.814 x creatinemia

(con età espressa in anni, peso in kg e la creatinemia in µmol/l).

La suddetta formula è valida per i maschi e deve essere corretta per le femmine moltiplicando il risultato per 0.85.

Bambini: CAPTOPRIL non è raccomandato per i bambini.

Dosaggio nella insufficienza renale e dialisi:Dal momento che il CAPTOPRIL ed i suoi metaboliti vengono eliminati soprattutto per via renale, è necessario ridurre la dose o aumentare l’intervallo tra le dosi nei pazienti con funzione renale compromessa per evitare accumulo del farmaco e tossicità correlata alla concentrazione.

Regime di dosaggio per pazienti con funzione renale moderatamente alterata (clearance della creatinina 20-59 ml/min o creatinina sierica 1.8-5 mg/100 ml).

La dose iniziale è 6.25 mg mattina e sera e la dose di mantenimento abituale è 25-50 mg al giomo. La dose abituale massima è 75 mg al giomo.

Regime di dosaggio per pazienti con funzione renale lievemente alterata (clearance della creatinina > 60 ml/min o creatinina sierica < 1.8 mg/100 ml).

Il dosaggio raccomandato è 50 mg al giomo.

Regime di dosaggio per pazienti con funzione renale gravemente alterata (clearance della creatinina < 20 ml/min o creatinina sierica > 5 mg/100 ml).

Il dosaggio raccomandato va da 6.25 mg a 25 mg al giomo.

Quando è necessario associare una terapia con diuretici deve essere scelto un diuretico dell’ANSA.

CAPTOPRIL è facilmente eliminabile per emodialisi.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità agli ACE-inibitori. Anamnesi di edema angioneurotico connesso alla precedente assunzione di ACE-inibitori. Gravidanza e allattamento.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il trattamento dell’insufficienza cardiaca grave con CAPTOPRIL è un compito specialistico e deve essere iniziato in ospedale.

Non si raccomanda l’assunzione di diuretici risparmiatori di potassio o integratori di potassio (la perdita di potassio provocata dai diuretici è ridotta dal CAPTOPRIL ). Un aumento significativo di potassio sierico può derivare dall’assunzione concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (es. spironolactone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti salini contenenti potassio. Se l’ipokaliemia richiede il loro utilizzo, devono essere assunti con cautela e deve essere monitorato frequentemente il potassio sierico.

La somministrazione contemporanea di CAPTOPRIL e di farmaci antidiabetici (insulina, agenti ipoglicemizzanti orali) può causare un aumento dell’effetto ipoglicemizzante di questi ultimi con il rischio di ipoglicemia. Tale fenomeno potrebbe verificarsi con maggiore probabilità durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con insufficienza renale.

Ipotensione: Si può verificare un forte calo della pressione sanguigna, in particolare dopo la dose iniziale. In pazienti ipertesi senza complicazioni, l’ipotensione sintomatica si osserva raramente. La probabilità che si verifichi è maggiore nei pazienti con volemia ridotta a seguito di un trattamento con diuretico, di restrizione dietetica di sodio, dialisi, diarrea o vomito. L’ipotensione sintomatica è stata riscontrata principalmente in pazienti con grave insufficienza cardiaca associata o non ad insufficienza renale.

Nei pazienti sottoposti a trattamento con alte dosi di diuretici dell’ANSA o con iponatremia o funzione renale compromessa, esistono maggiori probabilità che si verifichi un effetto ipotensivo. Il trattamento di tali pazienti con CAPTOPRIL deve essere iniziato sotto stretto controllo medico (preferibilmente in ospedale), utilizzando un basso dosaggio e regolandolo con precisione. Se possibile, la somministrazione contemporanea di diuretici deve essere interrotta temporaneamente. Tali considerazioni sono valide anche per i pazienti con angina pectoris o malattie cardiovascolari (un’ipotensione eccessiva è associata ad infarto del miocardio acuto o ad un accidente vascolare cerebrale).

In caso di ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina. Può essere necessario un incremento della volemia (somministrazione intravenosa di soluzione salina normale). Il verificarsi dell’ipotensione sintomatica alla prima dose, dopo efficace gestione della crisi, non preclude in seguito l’impiego di CAPTOPRIL con un’attenta regolazione del dosaggio.

Pazienti con ipertensione renovascolare: I pazienti con ipertensione renovascolare e stenosi arteriosa renale bilaterale o unilaterale preesistente trattati con ACE-inibitori, corrono un rischio maggiore di ipotensione grave e insufficienza renale grave. Anche in pazienti con stenosi arteriosa renale unilaterale la perdita della funzione renale può essere associata ad un lieve aumento di creatinina sierica. Il trattamento deve essere iniziato in ospedale sotto stretto controllo medico, utilizzando una bassa dose di CAPTOPRIL e regolando con precisione il dosaggio. Durante le prime settimane di trattamento, l’uso di diuretici deve essere sospeso e occorre monitorare la funzione renale.

Pazienti con insufficienza renale: Nei pazienti con insufficienza renale possono essere necessarie dosi ridotte o meno frequenti (l’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone può modificare la funzione renale nei soggetti suscettibili) e i pazienti devono essere trattati con cautela. La funzione renale deve essere monitorata attentamente, come appropriato, durante il trattamento. Si sono riscontrati casi di insufficienza renale associata all’uso di ACE-inibitori soprattutto in pazienti con insufficienza cardiaca grave o malattia renale preesistente (es. stenosi arteriosa renale). Si è verificato un aumento delle concentrazioni di urea e di creatinina nel sangue in alcuni pazienti apparentemente non affetti da alcuna preesistente malattia renale quando viene usato contemporaneamente un diuretico.

La proteinuria in pazienti con precedente funzione renale normale è rara. La proteinuria è stata riscontrata solitamente in soggetti con ipertensione grave o evidenza di precedente malattia renale. In alcuni di questi pazienti si è verificata una sindrome nefrotica.

In pazienti con nefropatia diabetica e proteinuria, che assumevano 75 mg di CAPTOPRIL al giomo per una media di 3 anni, è stata riscontrata una riduzione consistente di proteinuria.

Può essere necessario ridurre la dose di CAPTOPRIL e/o sospendere il diuretico. La funzione renale deve essere monitorata durante le prime settimane del trattamento.

Negli studi clinici sono state osservate reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti a trattamento con ACE-inibitori durante emodialisi con membrana ad alto flusso e durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL).

Ipersensibilità:

Sono state evidenziate reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti contemporaneamente ad un trattamento di desensibilizzazione con tossina di imenotteri. Pertanto, prestare attenzione in caso di trattamento di desensibilizzazione.

Angioedema: Possono verificarsi angioedema del viso, delle estremità, delle labbra, delle membrane mucose, della lingua, della glottide, e/o della laringe, soprattutto durante le primissime settimane di trattamento con ACE-inibitori. Se si sviluppa un caso di angioedema dopo un trattamento a lungo termine con un ACE-inibitore (accade raramente), sospendere immediatamente il trattamento ed utilizzare un prodotto di un’altra categoria farmacologica.

L’angioedema che colpisce la lingua, la glottide o la laringe può essere fatale, e deve essere effettuata una terapia di emergenza, inclusi:

– Un’immediata iniezione sottocutanea di 0.3 – 0.5 ml di soluzione di adrenalina 1:1000 o adrenalina intravenosa lenta 1 mg/ml (seguire le istruzioni di diluizione).

– Elettrocardiogramma e controllo della pressione sanguigna.

– Ricovero del paziente in ospedale da tenere sotto osservazione per un minimo di 12 o 24 ore e permanenza in ospedale fino alla scomparsa di tutti i sintomi.

Tosse: Il trattamento con CAPTOPRIL può essere associato ad una tosse secca, non produttiva che scompare all’interruzione del trattamento (vedere la sezione 4.8).

Pazienti anziani: Una risposta maggiore si può avere nei pazienti anziani. Si raccomanda di adottare le seguenti precauzioni:

Usare una dose iniziale bassa e valutare la funzione renale all’inizio del trattamento.

Bambini: Poiché non esistono prove sufficienti che assicurino la sicurezza e l’efficacia nei bambini, il CAPTOPRIL non deve essere somministrato ai bambini.

Iperkaliemia: Può essere riscontrata durante il trattamento, soprattutto in presenza di insufficienza renale e/o insufficienza cardiaca. Si consiglia di non usare integratori di potassio o diuretici risparmiatori di potassio che possono provocare un aumento significativo di potassio nel plasma. Il potassio sierico deve essere monitorato frequentemente se tali prodotti vengono usati contemporaneamente.

Interventi chirurgici/anestesia: Si possono verificare ipotensione o shock ipotensivo in pazienti sottoposti ad interventi chirurgici o durante anestesia a causa del potenziamento degli effetti di altri agenti ipotensivi. Deve essere controllata adeguatamente la volemia se è impossibile sospendere il CAPTOPRIL .

Stenosi aortica/cardiomiopatia ipertrofica: Utilizzare con cautela in pazienti con ostruzione del tratto di deflusso del ventricolo sinistro.

Neutropenia/agranulocitosi:Il rischio di neutropenia sembra essere collegato alla dose, alla tipologia del prodotto ed alla condizione clinica del paziente. Tale condizione, reversibile, è rara in pazienti senza complicazioni, ma può verificarsi in soggetti con insufficienza renale, soprattutto se associata a collagenopatie vascolari (es. lupus eritematoso sistemico, scleroderma) ed al trattamento con agenti immunosoppressivi.

Proteinuria: Si verifica se l’insufficienza renale è preesistente o se vengono usate dosi relativamente alte.

La psoriasi può essere aggravata.

Il CAPTOPRIL deve essere somministrato con cautela in pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o unilaterale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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In caso di utilizzo di diuretici risparmiatori di potassio o integratori di potassio o somministrazione contemporanea di CAPTOPRIL e antidiabetici consultare la Sezione 4.4.Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso.

Diuretici: Dopo aver iniziato il trattamento con CAPTOPRIL , si può verificare un’eccessiva ipotensione in pazienti in terapia con diuretici e soprattutto quelli con riduzione di volume e/o sodio. Il rischio di effetti ipotensivi può essere ridotto interrompendo il trattamento con il diuretico, aumentando l’apporto di volume o sodio prima della somministrazione di CAPTOPRIL e iniziando il trattamento con le dosi inferiori di CAPTOPRIL ed aumentando il dosaggio, se necessario, con cautela.

Litio: L’escrezione di litio può essere ridotta se litio e CAPTOPRIL sono somministrati contemporaneamente. Deve essere eseguito frequentemente il monitoraggio dei livelli di litio sierico.

Vasodilatori: E’ stato riscontrato che il CAPTOPRIL agisce sinergicamente con i vasodilatatori periferici. La conoscenza di tale interazione può evitare una reazione ipotensiva iniziale.

Clonidina: E’ stato suggerito che l’effetto antiipertensivo del CAPTOPRIL può essere ritardato qualora i pazienti prima di passare a questo principio attivo siano stati trattati con clonidina.

Farmaci anestetici: L’effetto degli agenti anestetici può essere potenziato.

Narcotici/antipsicotici: Può verificarsi ipotensione posturale.

Agenti antiipertensivi: Aumentano l’effetto ipotensivo del CAPTOPRIL .

Allopurinolo, agenti citostatici o immunosoppressivi, corticosteroidi sistemici o procainamide: Il rischio di leucopenia può essere aumentato se vengono utilizzati contemporaneamente al CAPTOPRIL.

Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS): L’effetto antiipertensivo del CAPTOPRIL può essere ridotto somministrando un FANS. Un ulteriore raffreddamento dellinnalzamento di potassio sierico è stato evidenziato quando un FANS ed il CAPTOPRIL sono stati usati contemporaneamente, mentre può essere ridotta la funzione renale. Tali effetti, che si verificano soprattutto in pazienti con funzione renale compromessa sono, in teoria, reversibili.

Antiacidi: Causano una riduzione della biodisponibilità del CAPTOPRIL .

Simpaticomimetici: Gli effetti antiipertensivi del CAPTOPRIL possono essere ridotti. Per confermare che l’effetto richiesto è stato ottenuto, i pazienti devono essere monitorati attentamente.

Probenecid: Rallenta la secrezione renale e pertanto può aumentare i livelli di CAPTOPRIL nel sangue.

Alcool: L’effetto ipotensivo del CAPTOPRIL viene aumentato.

Alimentazione: La biodisponibilità del CAPTOPRIL può essere ridotta.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono stati eseguiti studi clinici appropriati e ben controllati nell’uomo. Pertanto, il CAPTOPRIL non deve essere assunto durante la gravidanza.

Possono verificarsi stati patologici e mortalità fetale e neonatale quando il CAPTOPRIL (può attraversare la placenta) è somministrato a donne gravide.

Ipotensione neonatale, insufficienza renale, malformazioni facciali e craniche e/o morte del neonato sono state correlate all’esposizione del feto durante il secondo ed il terzo trimestre. E’ stato registrato oligoidramnios materna (indice di una ridotta funzione renale nel feto). Casi di contrattura degli arti, malformazioni cranio-facciali, sviluppo ipoplastico dei polmoni e ritardo della crescita intrauterina sono state associate all’oligoidramnios. Devono essere osservati con attenzione i neonati esposti in utero riguardo ad ipotensione, oliguria e iperkaliemia. Se si verifica oliguria, occorre una terapia a supporto per la pressione sanguigna e la perfusione renale.

Sono stati rilevati ritardo nella crescita intrauterina, prematurità , dotto arterioso pervio e morte del feto, ma la loro relazione con gli ACE-inibitori o con la malattia materna sottostante è sconosciuta.

L’effetto dell’esposizione fetale durante il primo trimestre è ignota. Se durante il trattamento si verifica una gravidanza, la donna deve essere informata dell’eventuale rischio per il feto.

Si raccomanda di non usare il CAPTOPRIL durante l’allattamento al seno (Non esistono studi sulla somministrazione di questo principio attivo durante l’allattamento. Il CAPTOPRIL può essere secreto nel latte materno e l’effetto sul neonato è sconosciuto).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati eseguiti studi sull’effetto sulla capacità di guidare. Deve essere tenuta in considerazione la possibilità di occasionali vertigini o stanchezza in caso di guida o uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Respiratori: E’ stata riscontrata una induzione alla tosse in un numero considerevole di pazienti. Sono stati registrati rari casi di dispnea, sinusite, rinite, glossite, bronchite e broncospasmo. Si è verificata ostruzione fatale delle vie respiratorie in casi individuali di edema angioneurotico a livello delle vie aeree superiori.

Cardiovascolari: E’ stata osservata una grave ipotensione dopo l’inizio del trattamento o quando la dose di CAPTOPRIL è stata aumentata, soprattutto in pazienti ad alto rischio specifico (vedere la sezione 4.4). Si possono riscontrare vertigini, debolezza, disturbi della visione, in rari casi con disturbi della coscienza (sincope).

Sono stati segnalati i seguenti casi individuali associati all’ipotensione: tachicardia, palpitazioni, aritmia, angina pectoris, infarto del miocardio, attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale.

Epatici: Sono stati segnalati rari casi di disfunzione epatica fino all’insufficienza epatica durante il trattamento con ACE-inibitori.

Renali: Si può intensificare l’insufficienza renale. Si sono verificati casi di insufficienza renale acuta (vedere la sezione 4.4).

Si sono riscontrati casi di proteinuria, elevata urea e creatinina nel sangue, elevato potassio sierico e acidosi.

Gastrointestinali: Possono verificarsi occasionalmente nausea, vomito, dolori addominali, indigestione, diarrea, costipazione e bocca secca. Sono stati registrati casi individuali di ittero colestatico, epatite, pancreatite e ileo.

Cute e vasi: Rare reazioni allergiche e di ipersensibilità (es. rash, prurito, orticaria, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, efflorescenze come la psoriasi, e alopecia) possono essere accompagnate da febbre, mialgia, artralgia, eosinofilia e/o aumento dei titoli di ANA (anticorpo antinucleare). E’ stata registrata la comparsa di un edema angioneurotico, che interessava i tessuti facciali e orofaringei.

Sistema nervoso: Cefalea, vertigini e stanchezza si verificano occasionalmente. Rari i casi di depressione, disturbi del sonno, parestesia, impotenza, disturbi dell’equilibrio, confusione, ronzio negli orecchi, visione appannata e disturbi nella percezione del gusto.

Farmaco/parametri di laboratorio: Si può avere un aumento reversibile (all’interruzione del trattamento) di urea nel sangue e creatinina nel plasma, soprattutto in presenza di insufficienza renale, insufficienza cardiaca grave o ipertensione renovascolare.

In pochi pazienti sono stati registrati una riduzione di emoglobina, ematocrito, piastrine, globuli bianchi e casi individuali di agranulocitosi o pancitopenia, in aggiunta ad un aumento di enzimi epatici e bilirubina sierica.

E’ stata riscontrata anemia emolitica in alcuni pazienti con una deficienza congenita di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.

04.9 Sovradosaggio

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I sintomi da sovradosaggio includono ipotensione grave, shock, torpore, bradicardia, disturbi elettrolitici ed insufficienza renale.

In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione (preferibilmente in terapia intensiva). Deve essere eseguito un frequente monitoraggio degli elettroliti sierici e della creatinina. Il trattamento dipenderà dalla natura e dalla gravità dei sintomi. Se l’ingestione è avvenuta di recente, prendere le misure necessarie per evitare l’assorbimento (es. lavanda gastrica e somministrazione di adsorbenti e solfato sodico entro 30 minuti dall’assunzione del farmaco). In caso di ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione da shock e gli devono essere somministrati rapidamente integratori salini e di volume. Tenere in considerazione la somministrazione di angiotensina II per via endovenosa. Per trattare bradicardia o reazioni vagali estese va utilizzata atropina. E’ possibile considerare l’uso di un pacemaker. La dialisi può essere utilizzata per eliminare il CAPTOPRIL dalla circolazione, ma evitare le membrane di poliacrilonitrile ad alto flusso.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Il CAPTOPRIL è un ACE-inibitore appartenente alla categoria ATC C09AA01.

Il beneficio del CAPTOPRIL nel trattamento dell’ipertensione e dell’insufficienza cardiaca sembra risultare soprattutto dalla soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone nel plasma. La renina, un enzima endogeno prodotto dai reni, viene rilasciata in circolo e trasforma l’angiotensina in angiotensina I (un decapeptide relativamente inattivo). L’enzima convertente l’angiotensina (una peptidildipeptidasi) trasforma l’angiotensina I in angiotensina II, un potente vasocostrittore, che provoca vasocostrizione arteriosa ed aumento della pressione sanguigna. E’ anche responsabile della stimolazione della ghiandola surrenale alla secrezione di aldosterone. La riduzione di angiotensina II nel plasma è causata dagli ACE-inibitori. Ciò comporta la diminuzione dell’attività vasopressoria e della secrezione di aldosterone. La riduzione di quest’ultima è lieve, ma può provocare lievi aumenti della concentrazione di potassio sierico accompagnati dalla perdita di sodio e fluidi. Si ha un aumento dell’attività della renina nel plasma quando cessa la reazione negativa dell’angiotensina II sulla secrezione di renina.

L’enzima convertente inoltre riduce la chinina peptide bradichinina (un potente vasodilatore) a metaboliti inattivi. Pertanto, l’ACE-inibizione provoca un aumento nell’attività del sistema callicreine-chinine circolante e locale, che contribuisce alla vasodilatazione periferica (sistema prostaglandina attivato). Tale meccanismo, responsabile di alcuni effetti collaterali, può essere coinvolto nell’effetto ipotensivo del CAPTOPRIL .

La somministrazione di CAPTOPRIL a pazienti con ipertensione riduce la pressione sanguigna in posizione supina ed eretta quasi allo stesso livello senza un aumento compensativo nel ritmo cardiaco.

Una riduzione della pressione sanguigna ottimale si può ottenere in 4-8 settimane. Il mantenimento degli effetti antiipertensivi si verifica durante il trattamento a lungo termine. Un rapido aumento della pressione sanguigna non è associato all’improvvisa interruzione del trattamento.

Il trattamento risulta efficace anche in pazienti con ipertensione da bassa renina. Gli effetti antiipertensivi sono stati studiati in differenti razze, ma la monoterapia produceva una risposta media inferiore nei pazienti ipertesi di razza negra (generalmente una popolazione a bassa renina) rispetto ai pazienti di razza non negra. Non ci sono differenze nell’effetto antiipertensivo quando viene utilizzato anche un diuretico.

In pazienti con insufficienza cardiaca gli effetti emodinamici sono dovuti sia alla dilatazione arteriosa che a quella venosa. Si verificano una riduzione della resistenza vascolare sistemica ed un aumento della capacità venosa, riducendo in tal modo il pre e post-carico.

Ciò provoca una riduzione della pressione di riempimento del ventricolo sinistra/pressione di innevamento capillare, un aumento della potenza cardiaca ed un ritmo cardiaco invariato o ridotto.

Si otterrà un miglioramento dei segnali clinici e dei sintomi dell’insufficienza cardiaca ed un aumento della capacità di svolgere attività fisica. Tali effetti persistono durante un trattamento a lungo termine.

Non sono disponibili dati clinici sullo stato patologico/mortalità cardiovascolare per l’indicazione ipertensione.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Il CAPTOPRIL è rapidamente assorbito dopo somministrazione orale, con una biodisponibilità del 60 – 65% a stomaco vuoto, che diminuisce fino al 25-50% se il farmaco viene somministrato insieme al cibo.

Il tempo per raggiungere la massima concentrazione plasmatica è di circa un’ora. Il legame con le proteine plasmatiche è circa il 25-30%. Il CAPTOPRIL si distribuisce nella maggiorparte dei tessuti corporei e nei volontari sani il volume medio di distribuzione allo steady state è di circa 0.71/kg.

Il 50% circa di una dose di CAPTOPRIL è metabolizzata in bisolfuri inattivi. L’eliminazione di CAPTOPRIL immodificato richiede circa due ore ma aumenta nell’insufficienza renale. Circa il 95% di CAPTOPRIL si ritrova nelle urine delle 24 ore; il 40-50% che viene escreto come farmaco immodificato ed il resto sotto forma di bisolfuro e altri metaboliti.

Il CAPTOPRIL attraversa la barriera placentare.

Il CAPTOPRIL è presente nel latte materno nella percentuale di circa l’1% della concentrazione del sangue materno.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi sulla tossicità orale cronica eseguiti negli animali mostrano una tossicità correlata al farmaco che include: ematopoiesi, tossicità renale, ulcera gastrica e alterazioni nei vasi sanguigni retinici.

Si sono osservate le seguenti condizioni a livelli eccedenti quelli terapeutici: anemia, leucopenia, trombocitopenia e soppressione del midollo osseo. E’ stato dimostrato che il CAPTOPRIL provoca iperplasia dell’apparato iuxtaglomerulare dei reni a dosi da 7 a 200 volte superiori alla massima dose umana raccomandata.

Gli studi sui conigli mostravano la comparsa di ulcera gastrointestinale a 30 volte la massima dose dopo un periodo di appena 5-7 giorni. In uno studio biennale sui ratti, sono state osservate alterazioni irreversibili dose dipendenti nei vasi sanguigni retinici nel secondo anno dello studio.

Tossicità riproduttiva: Il CAPTOPRIL attraversa la barriera placentare e viene secreto nel latte materno. Gli studi sugli animali non hanno dato prova di un potenziale teratogenico del CAPTOPRIL . Gli effetti tossici sulla progenie si verificavano soprattutto nella seconda metà della gravidanza, producendo un aumento della mortalità fetale. Il trattamento durante lo sviluppo perinatale e postnatale causavano ritardi nella crescita e aumentavano la mortalità nei piccoli dei ratti. La fertilità dei genitori non era pregiudicata. CAPTOPRIL mostra un potenziale embriocidale negli animali.

Potenziale mutageno e cancerogeno: Il potenziale mutageno del CAPTOPRIL non è stato studiato adeguatamente. Gli studi eseguiti fino ad oggi hanno dato risultati negativi. Non è stata riscontrata alcuna traccia di cancerogenesi nei ratti o topi sottoposti a dosi di CAPTOPRIL da 50 a 1350 mg/kg al giomo per due anni.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, amido di mais pregelatinato, acido stearico.

06.2 Incompatibilità

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Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare ad una temperatura superiore a 25°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister costituiti da PVC e alluminio.

Formato delle confezioni:

CAPTOPRIL 25 mg compresse: 50 compresse.

CAPTOPRIL 50 mg compresse: 24 compresse.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Laboratorio Prodotti Farmaceutici BONISCONTRO e GAZZONE S.r.l. Via Tiburtina, 1004 – 00156 -Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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CAPTOPRIL 25 mg compresse: A.I.C. n. 035451018/MG

CAPTOPRIL 50 mg compresse: A.I.C. n. 035451020/MG

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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22/03/02

10.0 Data di revisione del testo

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22/03/02