Bondenza 2,5 Mg Compresse Rivestite Con Film –

Bondenza 2,5 Mg Compresse Rivestite Con Film

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Bondenza 2,5 Mg Compresse Rivestite Con Film: ultimo aggiornamento pagina: 25/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Bondenza 2,5 Mg Compresse Rivestite Con Film: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Bondenza 2,5 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascuna compressa rivestita con film contiene 2,5 mg di acido ibandronico (come sodio ibandronato monoidrato).

Eccipienti Ciascuna compressa rivestita con film contiene 71,7 mg di lattosio monoidrato.
Per l´elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita.
Compresse rivestite con film di colore da bianco a biancastro, di aspetto allungato marcate �€œIT�€� da un lato e �€œL3�€� dall´altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento dell´osteoporosi in donne in post-menopausa ad elevato rischio di frattura (vedere paragrafo 5.1).
E´ stata dimostrata una riduzione del rischio di fratture vertebrali; non è stata stabilita l´efficacia sulle fratture del collo del femore.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per uso orale.
La dose raccomandata è una compressa rivestita con film da 2,5 mg una volta al giomo.
Bondenza deve essere assunto dopo il digiuno notturno (di almeno 6 ore) e 1 ora prima dell´assunzione di cibi e bevande (a parte l´acqua) del mattino (vedere paragrafo 4.5) o di qualsiasi altro farmaco o supplemento (compreso il calcio):
 Le compresse devono essere deglutite intere con l´aiuto di un bicchiere di acqua naturale (da 180 a 240 ml) con la paziente in posizione seduta o in piedi.
Le pazienti non devono sdraiarsi per 1 ora dopo l´assunzione di Bondenza.
 L´acqua naturale è l´unica bevanda che può essere assunta con Bondenza.
Alcune acque minerali possono presentare una concentrazione elevata di calcio e perciò non devono essere utilizzate.
 Le pazienti non devono né masticare né succhiare le compresse per il rischio di ulcerazioni orofaringee.

Le pazienti devono ricevere un supplemento di calcio e/o vitamina D se l´assunzione con gli alimenti è inadeguata (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza renale Nelle pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata con clearance della creatinina pari o superiore a 30 ml/min non è necessario alcun aggiustamento di dose.
In conseguenza della limitata esperienza clinica (vedere paragrafi 4.4 e 5.2) il trattamento con Bondenza non è raccomandato nelle pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.

Pazienti con insufficienza epatica Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Bambini e adolescenti Non c´è esperienza sull´uso di Bondenza nei bambini.

04.3 Controindicazioni

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–   Ipocalcemia (vedere paragrafo 4.4).

–   Ipersensibilità all´acido ibandronico o ad uno qualsiasi degli eccipienti

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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L´ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con Bondenza.
Anche gli altri disturbi del metabolismo osseo e minerale devono essere trattati efficacemente.
�ˆ importante un´adeguata assunzione di calcio e vitamina D in tutte le pazienti.

I bisfosfonati sono stati associati alla comparsa di disfagia, esofagite e ulcere esofagee o gastriche.
Pertanto le pazienti, in particolare quelle con un´anamnesi di prolungato tempo di transito esofageo, devono prestare particolare attenzione e seguire scrupolosamente le istruzioni per l´assunzione del farmaco (vedere paragrafo 4.2).

I medici devono essere attenti a segni o sintomi indicatori di una possibile reazione esofagea durante il trattamento, e le pazienti devono essere informate di sospendere la terapia con Bondenza e di rivolgersi al medico se presentano sintomi di irritazione esofagea come disfagia iniziale o ingravescente, dolore alla deglutizione, dolore retrosternale o bruciori.

Dato che i FANS e i bisfosfonati sono entrambi associati alla comparsa di irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante la somministrazione contemporanea di FANS e Bondenza.

A causa della limitata esperienza clinica, Bondenza non è raccomandato nelle pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

L´osteonecrosi della mandibola, generalmente associata a estrazioni dentarie e/o infezioni locali (compresa l’osteomielite), è stata segnalata in pazienti con tumore trattati principalmente con bifosfonati somministrati per via endovenosa.
La maggior parte di questi pazienti era anche in trattamento con chemioterapia e corticosteroidi.
L´osteonecrosi della mandibola è stata riportata anche in pazienti con osteoporosi trattati con bifosfonati orali.

Si deve considerare una visita odontoiatrica con un’appropriata profilassi dentale prima del trattamento con bifosfonati in pazienti con concomitanti fattori di rischio (ad esempio tumore, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale).

Durante il trattamento, questi pazienti devono evitare, ove possibile, procedure odontoiatriche invasive.
Nei pazienti che sviluppano l´osteonecrosi della mandibola durante il trattamento con bifosfonati, la chirurgia dentale può peggiorare la condizione.
Per i pazienti che necessitano di cure dentistiche, non vi sono dati disponibili che indichino se la sospensione del trattamento con bifosfonati riduce il rischio di osteonecrosi della mandibola.
Il giudizio clinico del medico curante deve essere alla base della gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni farmaco-alimenti La biodisponibilità orale di acido ibandronico è generalmente ridotta dalla presenza di cibo.
In particolare, i prodotti contenenti calcio e altri cationi polivalenti (quali alluminio, magnesio e ferro), tra cui il latte, possono interferire con l´assorbimento di Bondenza, il che è in accordo con quanto rilevato negli studi sull´animale.
Le pazienti, perciò, devono assumere Bondenza dopo il digiuno notturno (almeno 6 ore) e continuare a digiunare per un´altra ora dopo l´assunzione del farmaco.

Interazioni farmaco-farmaco I supplementi di calcio, gli antiacidi e alcuni farmaci orali contenenti cationi polivalenti (quali alluminio, magnesio e ferro) possono interferire con l´assorbimento di Bondenza.
Pertanto le pazienti non devono assumere altri farmaci per via orale per almeno 6 ore prima di assumere Bondenza e per 1 ora dopo l´assunzione.
Gli studi di interazione farmacocinetica in donne in postmenopausa hanno dimostrato l´assenza di qualsiasi potenziale interazione con tamoxifene o con la terapia sostitutiva ormonale (estrogeni).
Non sono state osservate interazioni durante la somministrazione concomitante con melphalan-prednisone in pazienti affetti da mieloma multiplo.

In volontari maschi sani e donne in postmenopausa, la ranitidina per via endovenosa ha determinato un aumento della biodisponibilità di acido ibandronico del 20 %, probabilmente come risultato della ridotta acidità gastrica.
Dato che questo aumento, comunque, è nell´ambito della normale variabilità della biodisponibilità di acido ibandronico, non sono ritenuti necessari aggiustamenti di dose quando Bondenza sia somministrato in concomitanza con H2.antagonisti o altre sostanze attive che aumentino il pH gastrico.

Non sono considerate probabili interazioni metaboliche dato che l´acido ibandronico non inibisce i principali isoenzimi epatici del P450 ed è stato dimostrato che non induce il sistema dei citocromi epatici P450 nel ratto.
Inoltre, il legame alle proteine plasmatiche è approssimativamente dell´85.87 % (determinato in vitro a concentrazioni terapeutiche di farmaco) e vi è quindi un basso rischio potenziale di interazioni farmacologiche dovute a spiazzamento.
Acido ibandronico è eliminato solamente con l´escrezione renale e non è sottoposto ad alcuna biotrasformazione.
La via secretoria non sembra comprendere alcuno dei sistemi di trasporti acidi o basici coinvolti nell´escrezione di altre sostanze attive.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non vi sono dati adeguati per valutare l´utilizzo di acido ibandronico nelle donne in gravidanza.
Gli studi condotti nei ratti hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il potenziale rischio per gli esseri umani non è noto.
Bondenza non deve essere utilizzato durante la gravidanza.
Non è noto se l´acido ibandronico è escreto nel latte materno umano.
Studi condotti su ratti femmine che allattavano hanno mostrato bassi livelli di acido ibandronico nel latte materno dopo somministrazione endovenosa.
Bondenza non deve essere utilizzato nelle pazienti che allattano.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull´uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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La sicurezza di Bondenza 2,5
mg è stata valutata su 1251 pazienti complessivamente
trattati nel corsodi 4 studi clinici controllati, verso
placebo.
Il profilo generale di
sicurezza di Bondenza 2,5 mg inquesti studi
è risultato simile
a quello del placebo.
Nello studio
principale di trattamento (MF4411),
lapercentuale
totale di pazienti che ha lamentato una reazione avversa da farmaco,
cioè un effetto secondario con una relazione possibile o probabile con il farmaco in studio, è stata del 19,8 % nel gruppo
trattato con Bondenza e del 17,9 %
nel gruppo trattato con placebo, mentre nello studio principale
di prevenzione (MF4499) i rispettivi valori sono
stati 9,2 % e 11,9 %. Trattamento dell´osteoporosi
postmenopausale:La tabella 1 elenca le reazioni
avverse da farmaco registrate nello studio MF 4411 in più dell´1
%delle pazienti trattate o con Bondenza 2,5 mg o con placebo.Sono state escluse le reazioni
avverse da farmaco con
frequenza uguale nel gruppo delle
pazienti trattate con il farmaco
e nel gruppo trattato con placebo, o più frequenti nel gruppo
trattato con placebo.All´interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati
in ordine decrescentedi gravità.

Tabella 1:
Reazioni
avverse
da
farmaci
(studio
MF
4411)
segnalate
con
un´incidenza
superioreall´1 % e superiore
a quella del gruppo
trattato con placebo
Reazioni
avverse dafarmaci
Placebo(N=975 pazienti)n (%) Bondenza 2,5
mg(N=977 pazienti)n (%)
Apparato digerente
Diarrea 14
(1,4)
21
(2,1)
Dispepsia 34
(3,5)
54
(5,5)
Apparato muscoloscheletrico
Mialgia 8
(0,8)
18
(1,8)
Cute e annessi
Eruzioni cutanee 7
(0,7)
12
(1,2)

La tabella 2 elenca le reazioni
avverse da farmaco registrate nello studio MF4499
in più dell´1
% dellepazienti trattate
o con Bondenza 2,5 mg o con placebo.Sono state escluse le reazioni
avverse da farmaco con
frequenza uguale nel gruppo delle
pazientitrattate con il farmaco
e nel gruppo trattato con placebo, e
quelle più frequenti nel
gruppo trattato con placebo.All´interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati
in ordine decrescentedi gravità.

Tabella 2: Reazioni avverse da farmaci (studio MF 4499) segnalate con un´incidenza
superioreall´1 % e superiore
a quella del gruppo
trattato con placebo
Reazioni avverse dafarmaco Placebo(N=159 pazienti)n (%) Bondenza 2,5
mg(N=163 pazienti)n (%)
Artralgie 1 (0,6) 2 (1,2)

Reazioni avverse da farmaci
segnalate con una frequenza inferiore all´1
% La lista seguente
fornisce informazioni
sulle reazioni avverse da farmaci
segnalate
negli studi MF4411 e MF
4499 che si sono
verificate più frequentemente
con Bondenza 2,5 mg che con placebo.
All´interno di ciascuna classe di
frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati
in ordine decrescentedi gravità: Non comuni (1/100-1/1-000)Gastrointestinali:
gastrite, esofagite comprese
le ulcere esofagee o le stenosi, vomito,
disfagiaNeurologiche: vertigini, cefaleaMuscoloscheletriche: artralgieSindromi
generali: sindrome influenzale,
stanchezza,
dolore alla schienaRari (1/1-000-1/10-000)Sindromi
generali: reazioni da ipersensibilità compreso
angioedema, edema del viso, orticariaGastrointestinali: duodenite Riscontri di test
di laboratorioNon si sono
rilevate differenze rispetto a
placebo per anomalie
di laboratorio indicative
di disturbo epatico o renale, di un apparato ematopoietico malfunzionante, ipocalcemia
o ipofosfatemia. Esperienza successiva
alla commercializzazioneL´osteonecrosi
della mandibola
è stata segnalata in pazienti in
trattamento con bifosfonati.
La maggior parte dei casi si riferisce a pazienti con tumore, ma alcuni casi si sono manifestati
anche in pazientitrattati per l´osteoporosi.
L’osteonecrosi della mandibola è generalmente
associata a estrazioni dentariee/o infezioni
locali
(compresa
l’osteomielite).
Anche la diagnosi
di
tumore,
la chemioterapia, la radioterapia, i
corticosteroidi e la scarsa igiene orale
sono ritenuti fattori di rischio
(vedere paragrafo4.4).

04.9 Sovradosaggio

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Non si hanno a disposizione informazioni specifiche sul trattamento del sovradosaggio con Bondenza.
Comunque, sulla base delle conoscenze di questa classe di farmaci, il sovradosaggio orale può determinare reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore (quali disturbi di stomaco, dispepsia, esofagite, gastrite o ulcera) o ipocalcemia.
Latte o antiacidi devono essere somministrati per legare Bondenza e ogni reazione avversa deve essere trattata sintomaticamente.
Proprio per il rischio di irritazione esofagea, non deve essere indotto il vomito e il paziente deve restare in piedi.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: bisfosfonati,
codice ATC: M05B A06 Meccanismo d´azioneAcido ibandronico
è un bisfosfonato estremamente
potente che appartiene al gruppo dei
bisfosfonati contenenti azoto, che
agisce selettivamente sul tessuto osseo e specificamente
inibisce l´attivitàosteoclastica
senza influenzare direttamente la formazione
dell´osso.
Non interferisce con ilreclutamento degli osteoclasti.
Acido
ibandronico porta
a un progressivo guadagno
netto nella massa ossea e a una ridotta incidenza di fratture mediante la riduzione dell´aumentato
ricambio
osseo verso i valori premenopausali
nelle pazienti postmenopausali. Effetti farmacodinamiciL´azione
farmacodinamica
di acido ibandronico è l´inibizione
del riassorbimento osseo.
In vivo, acido
ibandronico previene la distruzione ossea indotta sperimentalmente,
provocata dalla cessazione dell´attività gonadica, da retinoidi,
da tumori
o da estratti tumorali.
Nei ratti giovani (in rapidacrescita),
è inibito anche il riassorbimento osseo endogeno, il che comporta
un aumento della massa ossea normale
rispetto agli animali non trattati.I modelli
animali hanno confermato che acido ibandronico
è un inibitore
molto
potente dell´attivitàosteoclastica.
Nei ratti in crescita,
non vi sono evidenze di un difetto
di mineralizzazione anche
con dosi 5-000 volte superiori a
quella necessaria per il trattamento
dell´osteoporosi.La somministrazione
a lungo termine nei ratti, cani e scimmie
è stata associata
con la formazione
di osso nuovo di qualità normale e
di resistenza meccanica conservata o aumentata,
anche con dosi nell´intervallo di tossicità. L´acido
ibandronico
determina modificazioni biochimiche
indicative di una inibizione
dose- dipendente del riassorbimento
osseo, tra cui la soppressione dei
markers biochimici
urinari delladegradazione del collagene osseo (quali
la deossipiridinolina e i
cross-linked telopeptidi C- e N- terminali
del collagene di tipo I (CTX e NTX)). Efficacia clinicaI fattori di rischio
indipendenti come, ad esempio,
un basso BMD, l´età, la presenza di
fratture pregresse, la familiarità
per fratture, un
elevato turnover osseo e un basso indice di massa corporea, devono essere presi in considerazione al fine di identificare le donne
ad elevato rischio di fratture osteoporotiche. Trattamento dell´osteoporosi
postmenopausale:Una riduzione statisticamente
significativa e clinicamente
rilevante nell´incidenza
di nuove fratture vertebrali dal
punto di vista radiologico,
morfometrico e clinico è stata dimostrata
in uno studio sulle fratture della
durata di 3 anni, randomizzato, in doppio cieco, controllato
verso placebo, (MF 4411, Tabella 3).
In questo studio, Bondenza è stato
valutato alle dosi orali di 2,5
mg al giomo.
Bondenza
è stato assunto 60 minuti prima
dell´assunzione di cibi e bevande
del mattino (periodo di digiuno
post- assunzione).
Lo studio ha arruolato donne di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, che erano in postmenopausa da almeno
5 anni, che hanno presentato una densità minerale ossea (BMD) a livello
di colonna vertebrale lombare
da 2 a 5 DS sotto
il valore medio pre-menopausale
(T-score) in almenouna vertebra (L1-L4) e che hanno presentato
da una a quattro fratture vertebrali prevalenti.
Tutte
le pazienti hanno ricevuto 500 mg di calcio e 400 UI di vitamina D al giomo.
L´efficacia è stata valutatain 1-951 pazienti.Bondenza 2,5
mg somministrato una volta
al giomo
ha mostrato una riduzione
statisticamente significativa e clinicamente rilevante nell´incidenza
di nuove fratture vertebrali.
Questo
regime haridotto
l´incidenza
di nuove fratture vertebrali apprezzabili
radiologicamente del 62 % (p=0,0001)
neitre anni di durata dello studio.
Una
riduzione del rischio relativo del 61 % è stata
osservata dopo 2 anni(p=0,0006).
Dopo 1 anno di trattamento non è stata raggiunta una
differenza statisticamente
significativa (p=0,056).
L´effetto
antifrattura è stato continuo per tutta
la durata dello studio.
Non vi sono
state indicazioni di una riduzione dell´effetto nel tempo.Anche l´incidenza
di fratture vertebrali cliniche è stata ridotta significativamente
del 49 % (p=0,011).Il forte effetto sulle fratture
vertebrali si è anche riflesso
in una riduzione statisticamente
significativa della perdita in
altezza rispetto al placebo
(p<0,0001).

Tabella 3: Risultati dello
studio sulle fratture della durata di 3
anni MF 4411
(%, 95 % IC)
Placebo(N=974) Bondenza 2,5
mg(N=977)
Riduzione del rischio relativo di
nuove
fratture vertebralimorfometriche
62 % (40,9-75,1)
Incidenza di nuove fratture
vertebrali morfometriche
9,56 % (7,5-11,7) 4,68 % (3,2-6,2)
Riduzione del rischio relativo di fratture vertebralicliniche 49 %(14,03.69,49)
Incidenza di nuove fratture
vertebrali cliniche
5,33 %(3,73-6,92) 2,75 %(1,61-3,89)
BMD – modificazione media relativa a 3
anni rispetto albasale – colonna vertebrale lombare
1,26 % (0,8-1,7) 6,54 % (6,1-7,0)
BMD – modificazione media relativa a 3
anni rispetto albasale – anca
in toto
-0,69 %(-1,0 – -0,4) 3,36 %(3,0-3,7)

L´effetto del
trattamento con Bondenza è stato ulteriormente valutato con un´analisi
dellasottopopolazione di pazienti che al
basale hanno presentato un T score della BMD della colonnalombare
inferiore a -2,5- La riduzione del
rischio di fratture vertebrali è risultata fortemente in accordo con quella osservata
nella popolazione globale.

Tabella 4:
Risultati
dello
studio
sulle
fratture
della
durata
di
3
anni
MF
4411
(%,
95 %
IC)
nellepazienti che al basale hanno
presentato un T score della
BMD della colonna lombare
inferiorea -2,5
Placebo(N=”5″87) Bondenza 2,5
mg(N=”5″75)
Riduzione del rischio relativo di
nuove
fratture vertebralimorfometriche
59 % (34,5-74,3)
Incidenza di nuove fratture
vertebrali morfometriche
12,54 % (9,53-15,55) 5,36 % (3,31-7,41)
Riduzione del rischio relativo di fratture vertebrali cliniche 50 % (9,49-71,91)
Incidenza di fratture
vertebrali cliniche
6,97 % (4,67-9,27) 3,57 % (1,89-5,24)
BMD – modificazione media relativa a 3
anni rispetto albasale – colonna vertebrale lombare
1,13 % (0,6-1,7) 7,01 % (6,5-7,6)
BMD – modificazione media relativa a 3
anni rispetto albasale – anca
in toto
-0,70 % (-1,1 – -0,2) 3,59 % (3,1-4,1)

Nella popolazione generale dello studio MF 4411 non
è stata osservata una riduzione delle fratturenon-vertebrali;
comunque ibandronato giornaliero si è dimostrato
efficace in una sottopopolazione a rischio elevato (T-score della BMD del collo
del femore < – 3,0), nella quale è stata
osservata una riduzione del rischio di fratture non-vertebrali
del 69%. Il trattamento giornaliero con 2,5
mg ha dato come
risultato un progressivo aumento
della BMD dello scheletro a livello vertebrale e non vertebrale. A tre anni l´aumento
della BMD della colonna vertebrale
lombare
in confronto a placebo è stato del5,3 % e del 6,5 % rispetto al valore
basale.
Gli aumenti
a livello dell´anca rispetto al
basale sono stati2,8 % al collo femorale,
3,4 % per l´anca in toto e 5,5 % al trocantere. I marcatori biochimici
di turnover osseo (quali CTX urinario e l´osteocalcina sierica)
hanno mostrato l´atteso quadro di
soppressione ai livelli premenopausali
e hanno raggiunto un massimo disoppressione in un periodo di 3-6
mesi.�ˆ stata osservata
una riduzione clinicamente
significativa del 50 % dei marcatori
biochimici del riassorbimento osseo già a un mese dall´inizio
del trattamento
con Bondenza 2,5 mg.Dopo
l´interruzione
del trattamento, si manifesta un
ritomo alle elevate velocità patologiche pre- trattamento di riassorbimento
osseo associato all´osteoporosi
post-menopausale.L´analisi istologica
delle biopsie ossee dopo due-tre
anni di trattamento in donne in postmenopausa
ha mostrato
che l´osso formato
ha caratteristiche normali e che non
esiste alcuna evidenza di un difettodi
mineralizzazione. La prevenzione della perdita ossea è stata dimostrata con uno studio in doppio
cieco, controllato verso placebo,
della durata di 2 anni, con obiettivo
primario le modificazioni
della BMD della colonna vertebrale (MF4499,
Tabella 5).
Questo studio ha confrontato
acido ibandronico a tre differenti
livellidi dosi giornaliere
(0,5, 1,0 e 2,5 mg)
verso placebo.
Bondenza è stato
assunto almeno 30 minuti prima
dell´assunzione di cibi e bevande del mattino (periodo di digiuno dopo l´assunzione).
Un supplementodi calcio di 500
mg al giomo è stato prescritto a ogni paziente.
Lo studio ha
arruolato donne in postmenopausa
senza osteoporosi, stratificate
secondo il tempo trascorso dalla
menopausa (1-3 anni,>3 anni) e la BMD basale
della colonna vertebrale lombare
(T-score: >-1, da -1 a –2,5).
L´efficacia è stata valutata su 620 pazienti.

Tabella 5: Risultati dello
studio sulla BMD della
durata di 2 anni MF 4499
(%, 95 % IC)
Placebo(N=150) Bondenza 2,5
mg(N=153)
BMD – modificazione media relativa a 2
annirispetto al basale – colonna
vertebrale lombare
-1,19 %(-1,8 – -0,6) 1,94 %(1,3-2,6)
BMD – modificazione media relativa a 2
annirispetto al basale – anca in
toto
-0,58 %(-1,0 – -0,1) 1,22 %(0,7-1,7)
CTX urinario –
modificazione
media a 2 annirispetto al basale
-4,44 %(-15,2-7,2) -40,65 %(-49,6 –
-29,4)
Osteocalcina sierica – modificazione media
a 2anni rispetto al basale
-10,26 %(-17,0 –
-5,4)
-33,66 %(-39,9 –
-28,4)

Bondenza 2,5
mg al giomo ha determinato un aumento
medio della BMD nell´arco di due anni
del3,1 % rispetto a placebo e dell´1,9 %
rispetto al basale.
Nel gruppo trattato con placebo,
si è verificata una riduzione della
BMD della colonna vertebrale lombare
di circa l´1 % nell´arco di due anni,
confermando la perdita di
osso accelerata che è nota manifestarsi precocemente dopo
la menopausa.
Indipendentemente
dal tempo trascorso
dalla menopausa o dal grado di
preesistente perdita ossea, il trattamento con Bondenza
ha determinato
una risposta in termini
di BMD a livello della colonna vertebrale lombare
statisticamente
più elevata rispetto a placebo in tutti e quattro
gli strati.
Il 70 %delle pazienti trattate con Bondenza ha
risposto al trattamento,
definendo come risposta l´aumento
della BMD a livello della colonna vertebrale lombare rispetto al basale. Bondenza ha anche determinato a livello
dell´anca in toto
un aumento
statisticamente significativo della BMD media nell´arco di due anni
dell´1,8 % rispetto al placebo (modificazione
media
relativa
rispetto al basale 1,2 %).�ˆ stata osservata
una riduzione clinicamente
significativa dei marcatori
biochimici
del riassorbimento osseo (CTX urinario) a solo un
mese dall´inizio
del trattamento.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Gli effetti farmacologici principali di acido ibandronico sull´osso non sono direttamente legati alle effettive concentrazioni plasmatiche, come dimostrato da vari studi condotti sull´animale e sull´uomo.

Assorbimento L´assorbimento di acido ibandronico nel tratto gastroenterico superiore è rapido dopo somministrazione orale e le concentrazioni plasmatiche crescono in modo dose-dipendente fino a 50 mg assunti oralmente.
Le massime concentrazioni plasmatiche osservate sono raggiunte in 0,5.2 ore (mediana 1 ora) a digiuno e la biodisponibilità assoluta è di circa lo 0,6 %.
L´assorbimento è alterato dall´assunzione contemporanea di cibo o bevande (a parte l´acqua di rubinetto).
La biodisponibilità è ridotta di circa il 90 % quando Bondenza è somministrato con una colazione standard, in confronto alla biodisponibilità rilevata in soggetti a digiuno.
Non si verifica una significativa riduzione della biodisponibilità se acido ibandronico è assunto 60 minuti prima dell´assunzione di cibi e bevande del mattino.
Sia la biodisponibilità sia l´aumento della BMD sono ridotti qualora cibi o bevande siano assunti quando sono passati meno di 60 minuti dall´assunzione di Bondenza.

Distribuzione Dopo l´iniziale esposizione sistemica, l´acido ibandronico si lega rapidamente all´osso o è escreto con le urine.
Nell´uomo, il volume terminale apparente di distribuzione è di almeno 90 l e la percentuale della dose che arriva all´osso è stimata essere il 40-50 % della dose circolante.
Il legame proteico nel plasma umano è approssimativamente dell´85 %-87 % (determinato in vitro a concentrazioni terapeutiche di farmaco), e perciò vi è un basso potenziale per interazioni farmacologiche dovute a spiazzamento.

Metabolismo Non vi sono evidenze che acido ibandronico sia metabolizzato negli animali o nell´uomo.
Eliminazione La frazione assorbita di acido ibandronico è rimossa dalla circolazione mediante l´assorbimento da parte dell´osso (stimata essere 40-50 % nelle donne in postmenopausa) e la parte restante è eliminata immodificata dal rene.
La frazione non assorbita di acido ibandronico è eliminata immodificata nelle feci.

L´intervallo di emivite apparenti osservate è ampio e dipende dalla dose e dalla sensibilità del test, ma l´emivita terminale apparente è generalmente nell´ambito delle 10.60 ore.
Comunque, i livelli plasmatici iniziali diminuiscono rapidamente raggiungendo il 10 % del valore di picco entro 3.
8 ore dalla somministrazione endovenosa e orale rispettivamente.
La clearance totale di acido ibandronico è bassa con valori medi nell´intervallo 84.160 ml/min.
La clearance renale (circa 60 ml/min in donne sane in postmenopausa) costituisce il 50-60 % della clearance totale ed è correlata alla clearance della creatinina.
La differenza tra la clearance totale apparente e quella renale è considerata riflettere la captazione da parte dell´osso.

Farmacocinetica in speciali situazioni cliniche Sesso La biodisponibilità e la farmacocinetica di acido ibandronico sono simili negli uomini e nelle donne.

Razza Non esistono evidenze di qualsiasi differenza interetnica clinicamente rilevante tra asiatici e caucasici nella disponibilità di acido ibandronico.
Vi sono pochi dati disponibili su pazienti di origine africana.

Pazienti con insufficienza renale La clearance renale di acido ibandronico nelle pazienti che presentano vari gradi di insufficienza renale è correlata linearmente alla clearance della creatinina.
Non sono necessari aggiustamenti di dose per i pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina uguale o superiore a 30 ml/min).
I soggetti affetti da insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) che assumevano una dose giornaliera orale di acido ibandronico di 10 mg per 21 giorni, hanno presentato concentrazioni 2.3 volte superiori rispetto ai soggetti con funzionalità renale normale, e la clearance totale di acido ibandronico è stata di 44 ml/min.
Dopo somministrazione endovenosa di 0,5 mg, le clearance totali, renale e non renale sono diminuite del 67 %, 77 % e 50 %, rispettivamente, in soggetti affetti da insufficienza renale grave; tuttavia non si verifica una riduzione della tollerabilità associata con l´aumento dell´esposizione.
Per la limitata esperienza clinica, l´uso di Bondenza non è raccomandato nelle pazienti con insufficienza renale grave (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
La farmacocinetica di acido ibandronico non è stata valutata in pazienti con malattia renale terminale non sottoposti a emodialisi.
La farmacocinetica di acido ibandronico in questi pazienti è ignota e acido ibandronico non deve essere utilizzato in questi casi.

Pazienti con insufficienza epatica Non esistono dati di farmacocinetica per acido ibandronico in pazienti affetti da insufficienza epatica.
Il fegato non svolge un ruolo significativo nell´eliminazione di acido ibandronico, che non è metabolizzato ma è eliminato tramite escrezione renale e captazione da parte dell´osso.
Perciò non sono necessari aggiustamenti del dosaggio in pazienti affetti da insufficienza epatica.

Anziani In un´analisi multivariata, l´età non è risultata un fattore indipendente per nessuno dei parametri farmacocinetici studiati.
Dato che la funzione renale diminuisce con l´età, questo è l´unico fattore da tenere in considerazione (vedere sezione sull´insufficienza renale).

Bambini e adolescenti Non esistono dati sull´uso di Bondenza in questi gruppi di età.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Nel cane sono stati osservati effetti tossici, ad esempio segni di danno renale, soltanto ad esposizioni considerate significativamente superiori all´esposizione massima nell´uomo, il che depone per una scarsa rilevanza clinica.

Mutagenicità/Cancerogenicità Non è stato osservato alcun segno di potenziale cancerogenicità.
I test per la genotossicità non hanno rilevato alcuna evidenza di attività genetica di acido ibandronico.

Tossicità riproduttiva Non vi sono evidenze di un effetto tossico fetale diretto o teratogeno di acido ibandronico in ratti e conigli trattati per os e non si sono verificati eventi avversi sullo sviluppo nella prole F1 di ratto con un´esposizione estrapolata almeno 35 volte superiore all´esposizione nell´uomo.
Gli effetti avversi di acido ibandronico negli studi di tossicità riproduttiva condotti sul ratto sono stati quelli osservati con i bisfosfonati come classe di farmaci.
Hanno compreso un ridotto numero di siti d´impianto, interferenza con il parto naturale (distocia) e un aumento delle variazioni viscerali (sindrome reno- pelvico-ureterale).

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa Lattosio monoidrato Povidone Cellulosa microcristallina Crospovidone Acido stearico purificato Silice colloidale anidra Rivestimento della compressa Ipromelloso Biossido di titanio E171 Talco Macrogol 6000

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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18 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.
Conservare nella confezione originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Bondenza compresse rivestite con film da 2,5 mg sono fornite in blister (PVC/alluminio) contenente 28 e 84 compresse.

E´ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Roche Registration Limited 6 Falcon Way Shire Park Welwyn Garden City AL7 1TW Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/03/266/001 EU/1/03/266/002

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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23 febbraio 2004

10.0 Data di revisione del testo

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Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell´Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA): https://www.emea.eu.int/ 1