Xilopar – Selegilina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Xilopar

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Xilopar: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Xilopar: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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XILOPAR

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni liofilizzato orale Xilopar contiene 1,25 mg di selegilina cloridrato, pari a 1,05 mg di selegilina base libera. Per gli eccipienti, vedere 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Liofilizzato orale. Una compressa rotonda di colore giallo pallido con la lettera A impressa su un lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Terapia aggiuntiva da abbinarsi all’assunzione di levodopa (con inibitore periferico della decarbossilasi) nel trattamento del morbo di Parkinson. La somministrazione contemporanea di Xilopar e di levodopa alle dosi massime è particolarmente indicata nei pazienti in cui si riscontrano fluttuazioni quali le fluttuazioni di tipo ‘fine dose’, ‘effetti on-off’ o discinesie di altro tipo.

Xilopar è indicato in monoterapia nello stadio iniziale del morbo di Parkinson per ridurre la gravità della sintomatologia e/o ritardare la necessità di ricorrere alla levodopa.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Se prescritto per la prima volta come monoterapia nello stadio iniziale del morbo di Parkinson o come terapia in aggiunta alla levodopa, la dose di Xilopar è di una unità da 1,25 mg che va assunta posizionandola sulla lingua, lasciando che si dissolva, al mattino, almeno cinque minuti prima della colazione. L’unità si dissolve rapidamente (in meno di 10 secondi) in bocca. Il paziente non deve ingerire cibo, liquidi, lavare o risciacquare la bocca per almeno cinque minuti dopo l’assunzione del farmaco per permettere l’assorbimento a livello pregastrico della selegilina.

Se Xilopar viene prescritto come terapia aggiuntiva normalmente è necessario ridurre (da 10 a 30%) la dose di levodopa. Tale riduzione deve essere graduale in quantità pari a 10% ogni 3-4 giorni.

Non è richiesto alcun aggiustamento posologico per i pazienti che presentano compromissione della funzionalità renale o epatica.

Non spingere la compressa di Xilopar in modo da perforare la pellicola del blister. Rimuovere la pellicola dal bordo posteriore e prestare attenzione nel rimuovere l’unità. Le compresse non utilizzate devono essere gettate dopo tre mesi dall’apertura della bustina.

04.3 Controindicazioni

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Xilopar è controindicato in soggetti con manifesta ipersensibilità (comprese gravi vertigini o ipotensione) alla selegilina in compresse convenzionali, in forma liquida, oppure verso uno qualsiasi degli eccipienti presenti nel farmaco.

Xilopar è controindicato nei pazienti che ricevono un trattamento a base di agonisti della serotonina (ad es. sumatriptan, naratriptan, zolmitriptan e rizatriptan).

L’uso di Xilopar è controindicato nei pazienti affetti da fenilchetonuria a causa del contenuto di aspartame, una fonte di fenilalanina.

Inoltre è controindicato l’uso concomitante della selegilina con petidina, e altri oppiacei .

La selegilina non deve essere somministrata ai pazienti che presentano altri disturbi extrapiramidali non dovuti alla carenza di dopamina.

La selegilina non deve essere somministrata ai pazienti affetti da ulcera duodenale o gastrica in atto.

I pazienti in trattamento a base di antidepressivi, compresi gli inibitori delle monoamino-ossidasi e gli inibitori selettivi del re-uptake delle serotonina non devono assumere la selegilina (ad es. citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina e venlafaxina. Vedere sezione 4.5 Interazioni).

Inoltre la selegilina non deve essere somministrata in concomitanza con altri farmaci che agiscono anche da inibitori delle monoamino-ossidasi, per esempio il linezolid.

La contemporanea somministrazione di selegilina e levodopa è controindicata in soggetti che presentano gravi affezioni cardiovascolari, ipertensione arteriosa, ipertiroidismo, feocromocitoma, glaucoma ad angolo acuto, adenoma prostatico con presenza di urina residua, tachicardia, aritmie, angina pectoris grave, psicosi, demenza avanzata e tireotossicosi.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Un’unità di Xilopar contiene 1,25 mg di selegilina. Si consiglia di rendere noto ai pazienti che la dose corretta è di un liofilizzato orale.

Particolare cautela deve essere adottata nella somministrazione di selegilina ai pazienti che presentano ipertensione lieve, aritmie cardiache, angina pectoris grave, psicosi o precedenti di ulcera peptica.

Sebbene non sia stata osservata una grave tossicità a livello epatico, è consigliabile adottare cautela nel trattamento di pazienti con precedenti di disfunzioni epatiche. Sono state riscontrate anomalie transitorie o prolungate con tendenza ad elevate concentrazioni plasmatiche di enzimi epatici a seguito della somministrazione prolungata di compresse convenzionali di selegilina.

La selettività per le MAO-B dovuta alla somministrazione di compresse convenzionali di selegilina può essere ridotta assumendo dosi giornaliere superiori a 10 mg. Non è stata definita una dose giornaliera non selettiva di Xilopar superiore a 10 mg. Inoltre non è stata identificata la dose precisa che rende la selegilina un inibitore non selettivo di tutte le MAO, tuttavia con dosi giornaliere superiori a 10 mg esiste un presunto rischio di ipertensione dopo l’ingestione di cibo ricco di tiramina.

Il trattamento concomitante con farmaci inibitori delle MAO-A, (o inibitori delle MAO non selettivi) può provocare reazioni ipotensive. Sono stati segnalati episodi di ipotensione, talvolta con insorgenza improvvisa, a seguito dell’assunzione di compresse convenzionali di selegilina.

Dal momento che la selegilina potenzia gli effetti della levodopa, si può manifestare un aumento degli effetti avversi di quest’ultima. Si è osservato che la somministrazione contemporanea di selegilina e levodopa nella dose massima tollerata dal paziente può provocare la comparsa di movimenti involontari e agitazione. La somministrazione di levodopa deve essere ridotta di circa 10 – 30% quando la selegilina viene aggiunta al trattamento (vedere sezione 4.2 Posologia e Modo di Somministrazione). Al raggiungimento della dose ottimale di levodopa, gli effetti collaterali dovuti all’uso concomitante diventano inferiori a quelli osservati con la sola assunzione di levodopa.

Sebbene le compresse convenzionali di selegilina, in dosi giornaliere da 5 a 10 mg, vengano comunemente usate da molti anni, è possibile che attualmente l’intera gamma delle possibili reazioni a Xilopar non sia stata ancora osservata. Pertanto i pazienti devono essere tenuti sotto stretto controllo medico in caso di risposte atipiche.

Durante il trattamento con Xilopar liofilizzato orale 1,25 mg possono verificarsi ulcere del cavo orale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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La selegilina non deve essere somministrata contemporaneamente ad alcun tipo di antidepressivo.

La selegilina somministrata alla dose raccomandata inibisce selettivamente le MAO-B. L’associazione di SSRI, fluoxetina e Xilopar deve essere somministrata solo sotto controllo medico. La somministrazione di Xilopar a dosi superiori a quella raccomandata può provocare non selettività e indurre gravi effetti avversi.

A seguito della contemporanea somministrazione di selegilina e fluoxetina in alcuni pazienti sono state osservate reazioni gravi con segni e sintomi che possono comprendere diaforesi, vampate, atassia, tremore, ipertermia, iper/ipotensione, convulsioni, palpitazioni, vertigini e alterazioni a livello mentale compresi agitazione, confusione e allucinazioni fino al delirio e il coma.

Simili effetti sono stati segnalati in pazienti in trattamento a base di selegilina e altri due inibitori del re-uptake della serotonina, la sertralina e la paroxetina. Esiste un potenziale rischio di interazione con la fluvoxamina e la venlafaxina.

Sono stati segnalati casi di decesso a seguito dell’inizio della terapia con inibitori non selettivi delle MAO poco dopo la sospensione della fluoxetina. A causa della lunga emivita della fluoxetina e del suo metabolita attivo, è indispensabile che trascorra un periodo di almeno 5 settimane tra la sospensione della fluoxetina e l’inizio della terapia a base di inibitori delle MAO. La terapia con selegilina non deve essere iniziata prima che siano trascorse 2 settimane dalla sospensione del trattamento con sertralina. Come per tutti gli altri inibitori della ricaptazione della serotonina si raccomanda inoltre di lasciar trascorrere 1 settimana tra la sospensione della terapia a base di altri inibitori della ricaptazione della serotonina e l’inizio del trattamento con selegilina. In generale, prima di iniziare il trattamento con selegilina dopo la terapia con un farmaco di cui è nota l’interazione con la selegilina, si deve lasciar trascorrere un periodo di 5 emivite del farmaco in questione.

Tra l’interruzione del trattamento con selegilina e l’inizio del trattamento con un farmaco di cui sia nota l’interazione con la selegilina devono trascorrere per lo meno 14 giorni.

Tra la sospensione delle selegilina e l’inizio della terapia con gli agonisti della serotonina è opportuno che trascorrano 24 ore.

La dopamina può essere somministrata ai pazienti attualmente in terapia con selegilina, oppure trattati nelle 2 settimane precedenti, solo dopo aver seguito un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio, dal momento che questa combinazione aumenta il rischio di reazioni ipertensive.

La selegilina non deve essere somministrata in concomitanza con inibitori non specifici delle MAO per esempio il linezolid.

È stata osservata grave tossicità a carico del SNC in pazienti ai quali è stata somministrata la selegilina contemporaneamente agli antidepressivi triciclici. In un caso di contemporanea somministrazione di amitriptilina e selegilina si sono manifestati iperpiressia e decesso, in un altro caso l’uso concomitante di protriptilina e selegilina ha provocato la comparsa di tremore, agitazione, e irrequitezza seguiti da irresponsività e decesso due settimane dopo l’aggiunta di selegilina al trattamento.

Sporadicamente sono state segnalate altre reazioni avverse a seguito di contemporanea somministrazione di selegilina e vari antidepressivi triciclici compresi ipo/ipertensione, vertigini, diaforesi, tremore, convulsioni e alterazioni a livello mentale e comportamentale.

Deve essere evitato l’uso concomitante di simpatocomimetici, decongestionanti nasali, agenti ipertensivi, antiipertensivi, psicostimolanti, farmaci inibitori del sistema nervoso centrale (sedativi, ipnotici) e alcool.

Deve essere evitato l’uso concomitante di selegilina e contraccettivi orali oppure farmaci per la terapia ormonale sostitutiva, considerato che una tale combinazione può moltiplicare la biodisponibilità della selegilina.

Non è stato riscontrato che la tiramina contenuta nel cibo possa provocare reazioni ipertensive nel corso della terapia a base di compresse convenzionali di selegilina nelle dosi consigliate per il trattamento del morbo di Parkinson. Essendo la selettività dell’azione di Xilopar per le MAO-B identica a quella delle compresse convenzionali di selegilina somministrata nella stessa posologia (10 mg), non si prevedono interazioni nocive di Xilopar con la tiramina contenuta nel cibo.

La somministrazione concomitante di amantadina e di farmaci anticolinergici può provocare la comparsa più frequente di effetti collaterali.

Dal momento che la selegilina si lega molto alle proteine del plasma è opportuno prestare particolare attenzione ai pazienti che sono sottoposti ad un trattamento con farmaci con un basso indice terapeutico, quali la digitale e/o gli anticoagulanti.

Quattro pazienti trattati con altretamina e un inibitore delle monoamino-ossidasi hanno segnalato l’insorgenza di ipotensione sintomatica dopo un periodo di terapia concomitante compreso tra quattro e sette giorni.

Sono state osservate interazioni tra gli inibitori non selettivi delle MAO e la petidina, e tra la selegilina e la petidina. Il meccanismo di tale interazione non è completamente chiaro e pertanto, l’uso concomitante della petidina e la selegilina deve essere evitato (vedere Controindicazioni).

04.6 Gravidanza e allattamento

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La selegilina è indicata nel trattamento del morbo di Parkinson, che, nella maggior parte dei casi, si manifesta successivamente alla menopausa. Poiché non sono stati condotti studi per valutare gli effetti della selegilina nel corso della gravidanza e dell’allattamento, tali casi il farmaco non deve essere somministrato.

Dal momento che non vi sono informazioni che dimostrino se la selegilina passi attraverso il latte materno, la selegilina non deve essere somministrata alle madri che allattano al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Anche se assunto secondo le modalità corrette, il prodotto può incidere sulla capacità di reazione in modo tale da compromettere la guida di veicoli o l’uso di macchinari, è pertanto opportuno che i pazienti evitino di svolgere tali attività.

04.8 Effetti indesiderati

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Negli studi clinici, Xilopar è stato associato con le seguenti reazioni avverse nel 5% o più dei pazienti: dolore alla schiena, vertigini, tremore, mal di gola. Le reazioni avverse avvenute con l’uso di Xilopar con una frequenza inferiore al 5% comprendono stomatite, ulcere del cavo orale, perdita di equilibrio, crampi muscolari, dolori alle articolazioni, cadute, insonnia, sogni anomali, allucinazioni, congestione nasale, stipsi, diarrea e faringite.

Durante i primi 5 anni dell’immissione in commercio non sono state riportate reazioni avverse a Xilopar con una frequenza superiore allo 0,1%. Le reazioni avverse sono state riportate con la frequenza indicata tra parentesi: nausea (0,1%), stato confusionale (0,08%), capogiri (0,08%), allucinazioni NAS (non altrimenti specificate) (0,08%) e vertigini (0,06%).

A seguito della monoterapia a base di selegilina sono state segnalate le seguenti gravi reazioni avverse: depressione, dolori pettorali, miopatia, ipotensione e diarrea. Altre reazioni avverse segnalate comprendono: secchezza delle fauci, insonnia, affaticamento, cefalea, nausea, capogiro e vertigine. Inoltre sono stati osservati aumenti transitori del valore degli enzimi epatici.

Poichè la selegilina potenzia l’effetto della levodopa, gli effetti collaterali della levodopa possono aumentare a meno che non si riduca il dosaggio di levodopa. L’effetto indesiderato più comune segnalato con l’uso di compresse convenzionali è la discinesia (per esempio ipercinesia da 10 a 15% dei pazienti). Gli effetti indesiderati comunemente segnalati derivati dall’uso della selegilina sono (>1%): capogiri, ipotensione ortostatica, disturbi del sonno, secchezza delle fauci, nausea, aumento transitorio delle transaminasi (ALAT), confusione, allucinazioni e psicosi. Ulteriori effetti collaterali segnalati con l’uso della selegilina comprendono mancanza di appetito e altri disturbi gastrointestinali, cefalea, agitazione, ansia, irritabilità, disturbi della minzione, dispnea, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, affaticamento, depressione, perdita di equilibrio, ipertensione, sincope, sudorazione eccessiva, edema alle caviglie, alopecia, annebbiamento della vista, eruzioni cutanee, leucocitopenia e trompocitopenia. Una volta stabilita la dose ottimale di levodopa, gli effetti collaterali provocati dall’uso concomitante risulteranno, in genere, inferiori a quelli provocati dalla terapia esclusivamente a base di levodopa.

04.9 Sovradosaggio

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Xilopar viene metabolizzato rapidamente e i metaboliti vengono eliminati rapidamente. In caso di presunto sovradosaggio il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo nell’arco di tempo compreso tra 24 e 48 ore.

Non sono disponibili informazioni specifiche riguardo a sovradosaggi di Xilopar che siano significativi dal punto di vista clinico. Tuttavia, osservazioni sull’uso di compresse convenzionali di selegilina hanno rivelato che alcuni soggetti in trattamento con dosi giornaliere di 60 mg manifestavano un’acuta ipotensione ed eccitazione psicomotoria.

Dal momento che è possibile ottenere l’inibizione selettiva delle MAO-B con la selegilina cloridrato soltanto alle dosi dell’intervallo consigliato nel trattamento del morbo di Parkinson, il risultato probabile è che i sovradosaggi provocheranno un’inibizione significativa sia delle MAO-A che delle MAO-B. Pertanto, i segni e i sintomi del sovradosaggio possono essere analoghi a quelli osservati per gli IMAO non selettivi (ad es. tranilcipromina, isocarbossazide e fenelzina) e sono: senso di instabilità, atassia, irritabilità, piressia, tremore, convulsioni, ipomania, psicosi, euforia, depressione respiratoria, ipotensione, ipertensione (talvolta accompagnata da emorragia subaracnoidea), coma e sintomi extrapiramidali.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Codice ATC: N04B D01

Xilopar inibisce le MAO-B in maniera selettiva. Non permette il metabolismo della dopamina e beta-feniletilamina nel cervello. La selegilina può essere usata come monoterapia e consente di ritardare notevolmente l’inizio del trattamento con levodopa. Se somministrata contemporaneamente, la selegilina potenzia e prolunga gli effetti della levodopa. Dal momento che non interferisce con il metabolismo della 5-idrossitriptamina (serotonina) o della noradrenalina, non provoca alcuna crisi ipertensiva o alterazioni dei metaboliti nel plasma o nell’urina di tali monoamine. Sebbene non sia indispensabile seguire una dieta particolare nel corso del trattamento a base di Xilopar, l’inibizione delle MAO-B nelle piastrine può causare un lieve aumento degli effetti circolatori di eventuale tiramina non metabolizzata dalle MAO-A gastrointestinali durante l’assorbimento. Tale effetto non risulta incrementato dall’uso di Xilopar rispetto a quello riscontrato con l’uso di compresse convenzionali di selegilina in dosi uguali.

L’entità dell’aumento dell’ escrezione urinaria di beta- feniletilamina nell’arco di 24 ore è correlata semplicemente all’area sottesa dalla curva concentrazione plasmatica di selegilina tempo nel plasma dopo una dose di qualunque prodotto a base di selegilina. L’aumento di beta- feniletilamina nell’urina riflette il livello di inibizione delle MAO-B. Xilopar produce un aumento della beta- feniletilamina analogamente alle compresse convenzionali di selegilina da 10 mg.

In particolare, la selegilina somministrata contemporaneamente alla terapia con levodopa, riduce le fluttuazioni delle condizioni dei pazienti affetti dal parkinsonismo, ad es. sintomi di tipo “on-off” o di acinesia di fine dose.

Durante le prove cliniche è stato osservato che i pazienti che passavano dal trattamento a base di compresse convenzionali di selegilina da 10 mg al trattamento con Xilopar liofilizzato orale da 1,25 mg, mantenevano il controllo dei sintomi motori.

Xilopar è particolarmente indicato nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson che presentano difficoltà di deglutizione.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Xilopar si dissolve completamente in 10 secondi dal momento in cui viene posizionato sulla lingua e, a differenza delle compresse convenzionali, la selegilina viene assorbita fondamentalmente a livello pregastrico.

Le concentrazioni plasmatiche di selegilina a seguito di somministrazione di dosi singole di Xilopar da 1,25 mg sono di ordine analogo a quelle ottenute con la somministrazione di compresse convenzionali di selegilina da 10 mg , ma risultano molto meno variabili. L’intervallo di AUC della selegilina nel plasma comprende valori tra 0,22 e 2,82 ng.h/ml per Xilopar da 1,25 mg, e tra 0,05 e 23,64 ng.h/ml per compresse convenzionali da 10 mg. Gli intervalli di Cmax variano rispettivamente da 0,32 a 4,58 ng/ml e da 0,07 a 16,0 ng/ml.

Dopo una dose di Xilopar da 1,25 mg, le concentrazioni plasmatiche di metaboliti della selegilina, N-dismetilselegilina, l-metamfetamina e l-amfetamina, sono state ridotte di un valore compreso tra 88% e 92% rispetto alle concentrazioni ottenute dopo la somministrazione di compresse convenzionali di selegilina da 10 mg.

Il 94% della selegilina nel plasma è legato in maniera reversibile alle proteine del plasma. La selegilina viene eliminata principalmente attraverso il metabolismo. Viene eliminata principalmente attraverso le urine sotto forma di metaboliti (per la maggior parte l-metamfetamina) e il resto viene escreto attraverso le feci.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La selegilina non è stata testata a sufficienza per poter stabilire una tossicità sulla funzione riproduttiva. Gli studi condotti non hanno dimostrato che la selegilina abbia degli effetti mutageni e cancerogeni. Le uniche informazioni in merito alla sicurezza per gli uomini derivano dagli studi condotti su animali, in cui gli effetti sono stati associati ad un’azione farmacologica eccessiva.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Gelatina.

Mannitolo.

Glicina.

Aspartame.

Acido citrico anidro.

Aroma di pompelmo.

Colorante giallo (ossido di ferro giallo [E172], ipromellosa [E464]).

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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Bustine chiuse – 3 anni.

Bustine aperte – 3 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister di PVC/PE/PVdC sigillato da un foglio di alluminio contenuto in una bustina di carta/PE/foglio di alluminio/PE. Ciascuna confezione contiene 10, 30, 60 o 100 liofilizzati orali.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Zeneus Pharma Limited – UK

Concessionario esclusivo per la vendita in Italia:

Zeneus Pharma Italia Srl

Piazza G Marconi, 25 – 00144 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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30 liofilizzati orali 1,25 mg in blister AIC n. 034359012/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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04/02/2000

10.0 Data di revisione del testo

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01/04/2006

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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