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Venlafaxina Ze: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Venlafaxina Ze

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Venlafaxina Ze: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Venlafaxina Ze: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Venlafaxina Zentiva 37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato Venlafaxina Zentiva 75 mg capsule rigide a rilascio prolungato Venlafaxina Zentiva 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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rigide a rilascio prolungato

Una capsula contiene venlafaxina cloridrato, equivalente a 37,5 mg di venlafaxina.

Eccipienti:

Saccarosio massimo 46,35 mg Rosso cocciniglia A (E124) 0,0267 mg

Venlafaxina Zentiva 75 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Una capsula contiene venlafaxina cloridrato, equivalente a 75 mg di venlafaxina.

Eccipienti:

Saccarosio massimo 92,69 mg Giallo tramonto FCF (E110) 0,0006 mg

Venlafaxina Zentiva 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Una capsula contiene venlafaxina cloridrato, equivalente a 150 mg di venlafaxina.

Eccipienti:

Saccarosio massimo 185,38 mg Giallo tramonto FCF (E110) 0,0183 mg

Per un elenco completo degli eccipienti, vedere 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide a rilascio prolungato.

Venlafaxina Zentiva 37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Granuli bianco/avorio in una capsula costituita da una metà superiore arancione e da una metà inferiore trasparente.

Venlafaxina Zentiva 75 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Granuli bianco/avorio in una capsula costituita da una metà superiore gialla e da una metà inferiore trasparente.

Venlafaxina Zentiva 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Granuli bianco/avorio in una capsula costituita da una metà superiore color ocra e da una metà inferiore trasparente.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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• Trattamento degli episodi di depressione maggiore.

• Prevenzione delle ricorrenze di episodi di depressione maggiore.

• Trattamento del disturbo d’ansia sociale / fobia sociale.

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04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Episodi di depressione maggiore

La dose iniziale raccomandata di venlafaxina capsule a rilascio prolungato è di 75 mg al giorno. I pazienti che non rispondono ad una dose iniziale di 75 mg/die possono trarre giovamento da incrementi di dose fino ad un massimo di 375 mg/die. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. Se clinicamente garantito a causa della gravità dei sintomi, gli incrementi di dose possono essere effettuati ad intervalli più frequenti, comunque non inferiori a 4 giorni.

A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta.

I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Un trattamento a lungo termine per la prevenzione delle ricorrenze di episodi depressivi maggiori (MDE) può anche essere appropriato. Nella maggior parte dei casi, la dose raccomandata per la prevenzione delle ricorrenze di MDE è uguale a quella utilizzata durante l’episodio stesso.

II trattamento con medicinali antidepressivi deve durare per almeno 6 mesi successivi la remissione della malattia.

Disturbo d’ansia sociale / fobia sociale

La dose raccomandata di venlafaxina capsule a rilascio prolungato è di 75 mg/die. Non vi è evidenza che dosi più elevate conferiscano un qualsiasi beneficio aggiuntivo. Tuttavia, nei pazienti che non rispondono adeguatamente a una dose iniziale di 75 mg/die, si possono considerare aumenti di dose fino a raggiungere una dose massima di 225 mg/die. Gli aumenti di dose possono essere effettuati con un intervallo di 2 settimane o più.

A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta.

I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale.

Uso in pazienti anziani

Non si ritiene necessario alcun adattamento specifico della dose della venlafaxina esclusivamente sulla base dell’età. Comunque, si deve usare cautela nel trattamento dei pazienti anziani (per esempio, a causa della possibilità di compromissione renale, della potenziale alterazione della sensibilità e dell’affinità dei neurotrasmettitori che si verifica con l’età). Si deve sempre utilizzare la dose efficace più bassa, e i pazienti devono essere attentamente monitorati quando si richiede un aumento della dose.

Uso nei bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni

L’uso della venlafaxina non è raccomandato in bambini ed adolescenti.

Studi clinici controllati in bambini ed adolescenti con disturbo depressivo maggiore non hanno dimostrato efficacia e non supportano l’uso di venlafaxina in questi pazienti (vedere paragrafì 4.4 e 4.8).

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L’efficacia e la sicurezza di venlafaxina in altre indicazioni in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni non è stata stabilita.

Uso in pazienti con compromissione epatica

In pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata, in genere deve essere considerata una riduzione della dose del 50%. Comunque, a causa della variabilità individuale della clearance, una individualizzazione del dosaggio sarebbe preferibile.

Esistono dati limitati su pazienti con compromissione epatica grave. Si raccomanda di usare cautela e deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di più del 50%. Si deve valutare il beneficio potenziale rispetto ai rischi nel trattamento di pazienti con grave compromissione epatica.

Uso in pazienti con compromissione renale

Sebbene nessun adeguamento del dosaggio è necessario per pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (VFG) compresa tra 30 e 70 ml/minuto, si raccomanda di usare cautela. Per pazienti che necessitino emodialisi ed in pazienti con grave compromissione renale (VFG < 30 ml/min), la dose deve essere ridotta del 50%. A causa della variabilità individuale della clearance in questi pazienti, una individualizzazione del dosaggio sarebbe preferibile.

con venlafaxina

sospende l’assunzione periodo di almeno 1-2 paragrafi 4.4 e 4.8). Se dose o a seguito della di ripristinare la dose a diminuire la dose, ma

Sintomi da astinenza osservati alla sospensione del trattamento

Si deve evitare una brusca sospensione del trattamento. Quando si di venlafaxina, la dose deve essere ridotta gradualmente in un settimane, al fine di ridurre il rischio di reazioni da astinenza (vedere sì verìfìcano sìntomì ìnsopportabìlì a seguìto della dìmìnuzìone della sospensìone del trattamento, sì può prendere ìn consìderazìone prescrìtta ìn precedenza. Successìvamente, ìl medìco può contìnuare pìù gradualmente.

Uso orale.

Sì raccomanda dì assumere le capsule a rìlascìo prolungato dì venlafaxìna con ìl cìbo, all’ìncìrca alla stessa ora ognì gìorno. Le capsule devono essere ìngerìte ìntere con un po’ dì lìquìdo senza dìvìderle, né schìaccìarle, mastìcarle o dìscìoglìerle ìn acqua.

I pazìentì ìn trattamento con venlafaxìna ìn compresse a rìlascìo ìmmedìato possono passare al trattamento con venlafaxìna ìn capsule rìgìde a rìlascìo prolungato al dosaggìo gìornalìero equìvalente pìù vìcìno. Per esempìo, dall’assunzìone dì venlafaxìna da 37,5 mg ìn compresse a rìlascìo ìmmedìato due volte al gìorno sì può passare all’assunzìone dì venlafaxìna da 75 mg ìn capsule rìgìde a rìlascìo prolungato una volta al gìorno. Può essere necessarìo un adattamento ìndìvìduale del dosaggìo.

Le capsule a rìlascìo prolungato dì venlafaxìna contengono deglì sferoìdì che rìlascìano lentamente ìl prìncìpìo attìvo nel tratto dìgestìvo. La parte ìnsolubìle dì questì sferoìdì vìene elìmìnata e può essere rìscontrata nelle fecì.

4.3 Controìndìcazìonì

Ipersensìbìlìtà al prìncìpìo attìvo o ad uno qualsìasì deglì eccìpìentì.

II trattamento concomìtante con ìnìbìtorì ìrreversìbìlì delle monoamìnoossìdasì (I-MAO) è controindicato a causa del rischio di sindrome serotoninergica con sintomi quali agitazione, tremore e ipertermia. Non si deve iniziare l’assunzione di venlafaxina se non sono trascorsi almeno 14 giorni dalla interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile.

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La somministrazione di venlafaxina deve essere interrotta almeno 7 giorni prima deN’inizio del trattamento con un inibitore irreversibile delle MAO (vedere paragrafì 4.4 e 4.5).

04.3 Controindicazioni

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Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento del quadro clinico

La depressione si accompagna a l rischio di ideazione suicidaria, autolesionismo e suicidio ( eventi suicidio correlati). Questo rischio permane fino a quando non si verifica una remissione significati va.

Poiché, possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane del trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere controllati attentamente fi no ad avvenuto miglioramento. E’ esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle prime rasi del miglioramento.

Altre patologie psichiatriche per le quali viene prescritta venlaraxina possono anche essere associate ad un aumento del rischio di eventi suicidio-correlati. Inoltre, tali patologie possono comparire insieme con il disturbo depressivo maggiore. Le stesse precauzioni osservate quando si trattano pazienti con disturbo depressivo maggiore si devono pertanto osservare con altre patologie psichiatriche.

Pazienti con storia di eventi suicidio–correlati, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento dei rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessita di monitorare qualsiasi peggioramento clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti inusuali del comportamento e di cercare immediatamente un consulto medico se questi sintomi si presentano.

Uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni

Venlafaxina Zentiva non deve essere utilizzata nel trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Comportamenti suicidio-correlati (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza in studi clinici condotti tra bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattali con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, debba essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato per la comparsa di sintomi suicidari.

Inoltre, non sono disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine per la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale di bambini e adolescenti.

Sindrome serotoninergica

Con il trattamento con la venlafaxina, come con altri farmaci serotoninergici, può verificarsi la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, in particolare con l’uso concomitante di altri farmaci che possono influenzare i sistemi di neurotrasmissione serotoninergica, quali gli inibitori delle MAO (vedere paragrafì 4.3 e 4.5).

I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere modifiche dello stato mentale (es.: agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (es.: tachicardia, pressione ematica labile, ipertermia), aberrazioni neuromuscolari (es.: iperreflessia, incoordinazione) e/o sintomi gastrointestinali (es.: nausea, vomito, diarrea).

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Glaucoma ad angolo stretto

In associazione con la venlafaxina, si può verificare midriasi. Si raccomanda di monitorare attentamente i pazienti con pressione intraoculare aumentata, o pazienti a rischio di glaucoma ad angolo stretto (glaucoma ad angolo chiuso).

Pressione ematica

Aumenti dose-dipendente della pressione ematica sono stati comunemente riportati con l’uso di venlafaxina. Nell’esperienza post-marketing sono stati riportati casi di elevata pressione ematica che hanno richiesto un trattamento immediato. Tutti i pazienti devono essere attentamente monitorati per casi di elevata pressione ematica e un’ipertensione preesistente deve essere controllata prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. La pressione ematica deve essere controllata periodicamente dopo l’inizio del trattamento e dopo aumenti di dose. Si deve usare cautela nei pazienti con condizioni preesistenti che possono essere compromesse da aumenti della pressione ematica, quali quelli con funzionalità cardiaca compromessa.

Frequenza cardiaca

Si può verificare un aumento della frequenza cardiaca, in particolare con i dosaggi più alti. Si deve prestare cautela con i pazienti con condizioni preesistenti che possano essere compromesse da un aumento della frequenza cardiaca.

Malattia cardiaca e rischio di aritmia

L’uso di venlafaxina non è stato valutato in pazienti con recente anamnesi di infarto del miocardio o malattia cardiaca instabile. Pertanto la venlafaxina deve essere usata con cautela in tali pazienti.

Nell’esperienza post-marketing, casi di aritmia cardiaca fatale sono stati riportati con l’uso di venlafaxina, specialmente in casi di overdose. La valutazione dei rischi e benefici deve essere considerata prima di prescrivere venlafaxina ai pazienti ad alto rischio di grave aritmia cardiaca.

Convulsioni

Durante la terapia con venlafaxina si possono presentare convulsioni. Come tutti i farmaci antidepressivi, la venlafaxina deve essere usata con cautela nei pazienti con anamnesi di convulsioni, e i pazienti interessati devono essere attentamente monitorati. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti che sviluppino convulsioni.

Iponatriemia

Si possono verificare casi di iponatriemia e/o di sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) con l’uso di venlafaxina. Ciò si è verificato più frequentemente in pazienti con deplezione di liquidi o disidratati. Pazienti anziani, pazienti che assumono diuretici, e pazienti con deplezione di liquidi per altre ragioni, possono essere maggiormente a rischio per questo evento.

Sanguinamento anormale

I medicinali che inibiscono la ricaptazione della serotonina possono portare a funzionalità piastrinica ridotta. Il rischio di sanguinamento della cute e delle mucose, inclusa l’emorragia gastrointestinale, può essere aumentato in pazienti che assumono venlafaxina. Come con altri inibitori della ricaptazione della serotonina, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti predisposti al sanguinamento, compresi i pazienti in trattamento con anticoagulanti e inibitori piastrinici.

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Colesterolo sierico

Sono stati registrati aumenti clinicamente significativi del colesterolo sierico nel 5,3% dei pazienti trattati con venlafaxina e nello 0,0% dei pazienti trattati con placebo dopo un trattamento di almeno tre mesi in studi clinici placebo-controllati. La misurazione dei livelli sierici di colesterolo deve essere presa in considerazione durante un trattamento prolungato.

Co-somministrazione con sostanze per la perdita di peso

Non sono state dimostrate la sicurezza e l’efficacia della terapia con la venlafaxina in combinazione con agenti per la perdita di peso, compresa la fentermina. La somministrazione contemporanea di venlafaxina e di agenti per la perdita di peso non è raccomandata. La venlafaxina non è indicata per la perdita di peso né in monoterapia né in combinazione con altri medicinali.

Mania/ipomania

Si possono manifestare mania/ipomania in una piccola proporzione di pazienti con disturbi dell’umore che abbiano assunto antidepressivi, inclusa la venlafaxina. Come con altri antidepressivi la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con anamnesi personale o familiare di disordini bipolari.

Aggressività

Si può verificare aggressività in una piccola proporzione di pazienti che abbiano assunto antidepressivi, compresa la venlafaxina. Ciò è stato riportato all’inizio del trattamento, alla modifica del dosaggio e alla sospensione del trattamento.

Come con altri antidepressivi, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con anamnesi di aggressività.

Sospensione del trattamento

Sintomi da astinenza sono comuni quando si sospende il trattamento, soprattutto se in caso di brusca sospensione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, gli eventi avversi osservati alla sospensione del trattamento (durante e dopo la riduzione della dose), si sono verificati in circa il 31% dei pazienti trattati con venlafaxina e nel 17% dei pazienti che assumevano placebo.

Il rischio di sintomi da astinenza può dipendere da diversi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocità di riduzione della dose. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiro, disturbi sensoriali (inclusa la parestesia), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati; tuttavia in alcuni pazienti possono essere di grave intensità. Si verificano di solito entro i primi giorni dalla sospensione del trattamento, ma sono stati riportati casi molto rari di tali sintomi in pazienti che avevano inavvertitamente dimenticato di assumere una dose. Generalmente, questi sintomi sono auto-limitanti e di solito si risolvono entro 2 settimane, sebbene in alcuni individui possano durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la somministrazione di venlafaxina quando si interrompe il trattamento in un tempo di diverse settimane o mesi, secondo i bisogni di ciascun paziente (vedere paragrafo 4.2).

Acatisia/irrequietezza psicomotoria

L’uso della venlafaxina è stato associato con lo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una irrequietezza soggettivamente spiacevole e stressante e da bisogno di muoversi spesso accompagnato da una incapacità a restare seduto o fermo. È più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che riportano questi sintomi un aumento della dose può essere dannoso.

Secchezza delle fauci

Il 10% dei pazienti trattati con venlafaxina riporta secchezza delle fauci. Ciò può comportare un aumentato rischio di carie e si deve avvertire i pazienti dell’importanza dell’igiene dentale.

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Diabete

I pazienti diabetici in trattamento con un SSRI o venlafaxina possono alterare il controllo glicemico. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell’insulina e/o antidiabetici orali.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Inibitori delle monoaminoossidasi (I-MAO)

I-MAO irreversibili non selettivi

La venlafaxina non deve essere usata in combinazione con I-MAO irreversibili non selettivi. Non si deve iniziare l’uso di venlafaxina per almeno 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo. Si deve interrompere il trattamento con la venlafaxina per almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Inibitore selettivo reversibile della MAO-A (moclobemide)

L’associazione della venlafaxina con un I-MAO reversibile e selettivo, come la moclobemide, è controindicata, a causa del rischio di sindrome serotoninergica. Dopo il trattamento con un I-MAO reversibile, si può attendere un periodo di interruzione inferiore a 14 giorni prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. Si raccomanda di interrompere l’assunzione di venlafaxina per almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un I-MAO reversibile (vedere paragrafo 4.4).

I-MAO non selettivi reversibili (linezolid)

L’antibiotico linezolid è un debole I-MAO reversibile e non selettivo, e non deve essere prescritto ai pazienti in trattamento con venlafaxina (vedere paragrafo 4.4).

Gravi reazioni avverse sono state riportate in pazienti che avevano recentemente interrotto la terapia con I-MAO e cominciato quella con venlafaxina, o avevano recentemente interrotto la terapia con venlafaxina prima di iniziare quella con I-MAO. Queste reazioni includevano tremore, mioclonia, diaforesi, nausea, vomito, vampate, capogiro e ipertermia con manifestazioni rassomiglianti la sindrome neurolettica maligna, convulsioni e morte.

Sindrome serotoninergica

Come con altri farmaci serotoninergici, con la venlafaxina si può verificare la sindrome serotoninergica, soprattutto con l’uso concomitante di altri farmaci che possono modulare il sistema di neurotrasmissione serotoninergica (come i triptani, gli SSRI, gli SNRI, il litio, la sibutramina, il tramadol o l’erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]), con medicinali che interferiscono con la metabolizzazione della serotonina (compresi gli I-MAO), o con precursori della serotonina (come gli integratori di triptofano).

Se il trattamento concomitante della venlafaxina con un SSRI, un SNRI o con un agonista del recettore della serotonina (triptano) è clinicamente giustificato, si raccomanda un’attenta osservazione del paziente, soprattutto all’inizio del trattamento e agli incrementi di dose. Non si raccomanda l’uso concomitante di venlafaxina con i precursori della serotonina (come gli integratori di triptofano) (vedere paragrafo 4.4).

Medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il rischio dell’utilizzo di venlafaxina in combinazione con altri medicinali che agiscono sul SNC non è stato valutato in modo sistematico. Pertanto, si deve usare cautela quando la venlafaxina è assunta in combinazione con altri farmaci che agiscono sul SNC.

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Etanolo

E’ stato dimostrato che la venlafaxina non aumenta la compromissione delle capacità mentali e motorie causata dall’etanolo. Comunque, si deve raccomandare ai pazienti di evitare il consumo di alcool durante l’assunzione di venlafaxina, come con tutti gli altri medicinali attivi sul SNC.

Effetti di altri medicinali sulla venlafaxina Ketoconazolo (inibitore del CYP3A4)

Uno studio di farmacocinetica con il ketoconazolo in metabolizzatori forti (MI) e in metabolizzatori poveri (MP) del CYP2D6 ha fornito risultati di AUC più alte sia di venlafaxina (70% e 21% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente) che di O-desmetilvenlafaxina (33% e 23% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente) a seguito della somministrazione di ketoconazolo. L’uso concomitante di venlafaxina con inibitori del CYP3A4 (ad es.: atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, voriconazolo,

posaconazolo, ketoconazolo, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina) può aumentare i livelli di venlafaxina e di O-desmetilvenlafaxina. Pertanto si raccomanda cautela se la terapia del paziente comprende l’uso concomitante di venlafaxina e di un inibitore del CYP3A4.

Effetto della venlafaxina su altri medicinali

Litio

La sindrome serotoninergica può verificarsi con l’uso concomitante di venlafaxina e litio (vedere Sìndrome serotonìnergìca).

Diazepam

La venlafaxina non ha effetto sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del diazepam e del suo metabolita attivo, il desmetildiazepam. Il diazepam sembra non influenzi la farmacocinetica né della venlafaxina né del suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina. Non è noto se ci sia interazione di tipo farmacocinetico e/o farmacodinamico con altre benzodiazepine.

Imipramina

La venlafaxina non ha influenzato la farmacocinetica dell’imipramina e della 2-OH-imipramina. C’è stato un incremento dose-dipendente della AUC della 2-OH-desipramina da

2,5 a 4,5 volte quando la venlafaxina è stata somministrata giornalmente in dosi da 75 mg a 150 mg. L’imipramina non ha influenzato la farmacocinetica della venlafaxina e dell’O-desmetilvenlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto. Si deve prestare cautela quando si somministrano contemporaneamente imipramina e venlafaxina.

Aloperidolo

Uno studio di farmacocinetica con l’aloperidolo ha mostrato una diminuzione del 42% della clearance orale totale, un incremento del 70% dell’AUC, un incremento del 88% della Cmax ma nessuna modifica dell’emivita dell’aloperidolo. Ciò deve essere tenuto in considerazione in pazienti trattati contemporaneamente con aloperidolo e venlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto.

Risperidone

La venlafaxina ha fatto aumentare l’AUC del risperidone del 50%, ma non ha modificato in maniera significativa il profilo farmacocinetico della parte attiva totale (risperidone più 9-idrossirisperidone). Il significato clinico di questa interazione non è noto.

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Metoprololo

La somministrazione concomitante di venlafaxina e metoprololo a volontari sani in uno studio di interazione farmacocinetica per entrambi i medicinali ha comportato un aumento di circa il 30-40% delle concentrazioni plasmatiche del metoprololo, senza alcuna alterazione delle concentrazioni plasmatiche del suo metabolita attivo, l’a-idrossimetoprololo. Il significato clinico di questo dato nei pazienti ipertesi non è noto. Il metoprololo non ha alterato il profilo farmacocinetico della venlafaxina o del suo metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina. La co-somministrazione della venlafaxina con il metoprololo deve essere effettuata con cautela.

Indinavir

Uno studio di farmacocinetica con l’indinavir ha mostrato una riduzione del 28% della AUC e una riduzione del 36% della Cmax dell’indinavir. L’indinavir non ha modificato la farmacocinetica della venlafaxina e della O-desmetilvenlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Gravidanza

Non vi sono dati adeguati sulla somministrazione di venlafaxina a donne in gravidanza.

Studi su animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere 5.3). Il rischio potenziale per l’uomo non è noto. La venlafaxina deve essere somministrata a donne in gravidanza solo se i benefici attesi superano ogni possibile rischio.

Come per altri inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRIs/SNRIs), i sintomi da sospensione possono presentarsi nei neonati se la venlafaxina è utilizzata fino alla nascita o fino a poco prima. Alcuni neonati esposti alla venlafaxina alla fine del terzo trimestre hanno sviluppato complicazioni che hanno richiesto alimentazione artificiale, supporto respiratorio o ospedalizzazione prolungata. Tali complicazioni possono presentarsi immediatamente al momento del parto.

I seguenti sintomi possono essere osservati nei neonati se le madri hanno assunto un SSRI/SNRI verso il termine della gravidanza: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente e difficoltà a succhiare o ad addormentarsi.

Questi sintomi possono essere dovuti a effetti serotoninergici o a sintomi da esposizione. Nella maggior parte dei casi, queste complicazioni sono state osservate immediatamente o nelle 24 ore successive al parto.

I dati epidemiologici hanno suggerito che l’uso di SSRl in gravidanza, soprattutto verso la fine gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN).

Anche se non ci sono studi sull’associazione tra PPHN e il trattamento con SNRI, questo rischio potenziale non può essere escluso con venlafaxina capsule a rilascio prolungato, tenendo in considerazione il relativo meccanismo d’ azione ( inibizione del re.-uptake della serotonina).

Allattamento

La venlafaxina e il suo metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina, vengono escreti nel latte materno.

Nel periodo postrnarketing sono stati segnalati casi di bambini allattati al seno con pianto persistente, irritabilità, sonno anomalo. Sintomi collegabili alla sospensione del trattamento con venlafaxina sono stati riportati anche dopo l’interruzione dell’allattamento al seno. Non si può escludere il rischio per il lattante. Pertanto, si deve scegliere se continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia con Venlafaxina Zentiva considerando il

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beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia con Venlafaxina Zentiva per la donna.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Qualsiasi medicinale psicoattivo può compromettere le capacità di giudizio, di pensiero e le attività motorie.

Pertanto i pazienti che assumono venlafaxina devono essere informati di usare cautela nella guida e nell’uso di macchinari pericolosi.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Le più comuni (>1/10) reazioni avverse riportate negli studi clinici sono state nausea, secchezza delle fauci, cefalea e sudorazione (inclusi sudori notturni).

Le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo classe sistemica d’organo e frequenza.

Le frequenze sono definite come: molto comune (>1/10), comune (>1/100 e <1/10), non comune (>1/1.000 e <1/100), raro (>1/10.000 e < 1/1.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Sistema corporeo Molto
comune
Comune Non comune Raro Non nota
Emolinfopoietico Ecchimosi,
Emorragia
gastrointestinale
Sanguinamento delle mucose,

Prolungamento del tempo di sanguinamento, Trombocitopenia, Discrasia ematica (comprese agranulocitosi, anemia aplastica, neutropenia e pancitopenia)

Metabolico/nutritivo Aumento del colesterolo sierico, Perdita di peso Aumento di peso Anormalità dei test di funzionalità epatica, Iponatriemia, Epatite, Sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH), Aumento della prolattina
Nervoso Secchezza delle fauci (10,0%), Cefalea (30,3%)* Sogni

anormali,

Diminuzione

della libido,

Capogiro,

Aumento del

tono muscolare

(ipertonia),

Insonnia,

Nervosismo,

Apatia,
Allucinazioni,
Mioclono,
Agitazione,
Compromissione
della
coordinazione e dell’equilibrio
Acatisia,
Irrequietez
za
psicomotor
ia,
Convulsion i, Reazione maniacale
Sindrome neurolettica maligna (SNM), Sindrome serotoninergica, Delirio, Reazioni extrapiramidali (comprese distonia e discinesia),

Discinesia tardiva, Ideazione e


10

Parestesia,

Sedazione,

Tremore,

Confusione,

Depersonalizza

zione

comportamento suicidari ** Vertigini, aggressione***


11

Sistema corporeo Molto
comune
Comune Non comune Raro Non nota
Sensi speciali Anomalie

dell’accomod

azione,

Midriasi,

Disturbi della

visione

Senzazione del gusto alterata, Tinnito Glaucoma ad angolo chiuso
Cardiovascolare Ipertensione,
Vasodilatazio
ne
(principalme
nte
vampate/ross
ore),
Palpitazioni
Ipotensione ortostatica, Sincope, Tachi cardia Ipotensione,

Prolungamento

dell’intervallo

QT, Fibrillazione

ventricolare,

Tachicardia

ventricolare

(compresa

torsade de

pointes)

Respiratorio Sbadigliame

nto

Eosinofilia

polmonare

Digerente Nausea
(20,0%)
Diminuzione

dell’appetito

(anoressia),

Stipsi,

Vomito

Bruxismo,
Diarrea
Pancreatite
Cute Sudorazione
(compresi
sudori
notturni)
[12,2%]
Rash, Alopecia Eritema multiforme, Necrolisi epidermica tossica, Sindrome di Stevens-Johnson, Prurito, Orticaria
Muscoloscheletrico Rabdomiolisi


12

Sistema corporeo

Molto

comune

Comune

Non comune

Raro

Non nota

Urogenitale

Eiaculazione/

orgasmo

anormali

(maschio),

Anorgasmia,

Disfunzione

erettile

(impotenza),

Compromissi

one della

minzione

(principalme

nte

esitazione),

Alterazioni

mestruali

associate con

aumentato

sanguinament

o o

aumentato

sanguinament

o irregolare

(menorragia,

metrorragia),

Pollachiuria

Orgasmo

anomalo

(femmina),

Ritenzione

urinaria

Incontinenza

urinaria

Eventi generali

Astenia (affaticament o), Brividi

Angioedema Reazione di fotosensibilità

Anafilassi

*In studi clinici a gruppi, l’incidenza della cefalea era del 30,3% con venlafaxina rispetto al 31,3% con placebo.

**Casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari sono stati riportati durante la terapia con venlafaxina o immediatamente dopo sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

*** Vedere paragrafo 4.4.

La sospensione della somministrazione della venlafaxina (in particolare la sospensione brusca) comporta comunemente la comparsa di sintomi da astinenza. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiri, disturbi sensoriali (inclusa parestesie), disturbi del sonno (tra cui insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, vertigine, cefalea e sindrome influenzale.

Generalmente tali eventi sono da lievi a moderati cd auto-limitanti; tuttavia in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Pertanto, quando il trattamento con venlafaxina nonl è piùl necessario, si raccomanda di interrompere gradualmente l’assunzione mediante una riduzione progressiva della dose (vedere paragrafì 4.2 e 4.4).

13


Pazienti pediatrici

In generale, il profilo delle reazioni avverse da venlafaxina riscontrate (in studi clinici placebo-controllati) nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 6 e 17 anni) è stato simile a quello osservato negli adulti. Come per gli adulti sono stati osservati diminuzione dell’appetito, perdita di peso, aumento della pressione ematica e aumento del colesterolo sierico (vedere paragrafo 4.4).

In studi clinici pediatrici è stata osservata come reazione avversa l’ideazione suicidaria. Ci sono stati anche aumentati casi di ostilità e, soprattutto nel disturbo depressivo maggiore, autolesionismo.

In particolare, le seguenti reazioni avverse sono state osservate nei pazienti pediatrici: dolore addominale, agitazione, dispepsia, ecchimosi, epistassi e mialgia.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Le più comuni (>1/10) reazioni avverse riportate negli studi clinici sono state nausea, secchezza delle fauci, cefalea e sudorazione (inclusi sudori notturni).

Le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo classe sistemica d’organo e frequenza.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 e <1/10), non comune (≥1/1.000 e <1/100), raro (≥1/10.000 e < 1/1.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Sistema corporeo Molto comune Comune Non comune Raro Non nota
EmolinfopoieticoEcchimosi, emorragia gastrointestinaleSanguinamento delle mucose, prolungamento del tempo di sanguinamento, trombocitopenia, discrasia ematica (comprese aganulocitosi, anemia aplastica, neutropenia e pancitopenia)
Metabolico/nutritivoAumento del colesterolo sierico, perdita di pesoAumento di pesoAnormalità dei test di funzionalità epatica, iponatriemia, epatite, sindrome da inadeguata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH), Aumento della prolattina
NervosoSecchezza delle fauci (10,0%), cefalea (30,3%)*Sogni anormali, diminuzione della libido, capogiro, aumento del tono muscolare (ipertonia), insonnia, nervosismo, parestesia, sedazione, tremore, confusione, depersonalizzazioneApatia, allucinazioni, mioclono, agitazione, compromissione della coordinazione e dell’equilibrioAcatisia, irrequietezza psicomotoria, convulsioni, reazione maniacaleSindrome neurolettica maligna (SNM), sindrome serotoninergica, delirio, reazioni extrapiramidali (comprese distonia e discinesia), discinesia tardiva, ideazione e comportamento suicidari **
Sensi specialiAnomalie dell’accomodazione, midriasi, disturbi della visioneSensazione del gusto alterata, tinnitoGlaucoma ad angolo chiuso
CardiovascolareIpertensione, vasodilatazione (principalmente vampate/rossore), palpitazioniIpotensione ortostatica, sincope, tachicardiaIpotensione, prolungamento dell’intervallo QT, fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare (compresa torsade de pointes)
RespiratorioSbadigliamentoEosinofilia polmonare
DigerenteNausea (20,0%)Diminuzione dell’appetito (anoressia), stipsi, vomitoBruxismo, diarreaPancreatite
CuteSudorazione (compresi sudori notturni) [12,2%]Rash, alopeciaEritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, prurito, orticaria
MuscoloscheletricoRabdomiolisi
UrogenitaleEiaculazione/orgasmo anormali (maschio), anorgasmia, disfunzione erettile (impotenza), compromissione della minzione (principalmente esitazione), alterazioni mestruali associate con aumentato sanguinamento o aumentato sanguinamento irregolare (menorragia, metrorragia), pollachiuriaOrgasmo anomalo (femmina), ritenzione urinaria
Eventi generaliAstenia (affaticamento), brividiReazione di fotosensibilitàAnafilassi

*In studi clinici a gruppi, l’incidenza della cefalea era del 30,3% con venlafaxina rispetto al 31,3% con placebo.

**Casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari sono stati riportati durante la terapia con venlafaxina o immediatamente dopo sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

La sospensione della somministrazione della venlafaxina (in particolare la sospensione brusca) provoca comunemente la comparsa di sintomi da astinenza. Gli effetti indesiderati segnalati con maggiore frequenza sono capogiri, disturbi sensoriali (incluse le parestesie), disturbi del sonno (tra cui insonnia e intensificazione dell’attività onirica), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea, sindrome influenzale. Questi sintomi sono in generale di intensità da leggera a moderata e sono autolimitanti, ma in alcuni pazienti possono anche essere più marcati e/o più duraturi. Quando il trattamento con venlafaxina non è più necessario, si consiglia pertanto di interromperne la somministrazione tramite una riduzione graduale delle dosi (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Pazienti pediatrici

In generale, il profilo delle reazioni avverse da venlafaxina riscontrate (in studi clinici placebo-controllati) nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 6 e 17 anni) è stato simile a quello osservato negli adulti. Come per gli adulti sono stati osservati diminuzione dell’appetito, perdita di peso, aumento della pressione ematica e aumento del colesterolo sierico (vedere paragrafo 4.4).

In studi clinici pediatrici è stata osservata come reazione avversa l’ideazione suicidaria. Ci sono stati anche aumentati casi di ostilità e, soprattutto nel disturbo depressivo maggiore, autolesionismo.

In particolare, le seguenti reazioni avverse sono state osservate nei pazienti pediatrici: dolore addominale, agitazione, dispepsia, ecchimosi, epistassi e mialgia.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Categoria farmacoterapeutica: altri antidepressivi. Codice ATC: N06AX16 Il meccanismo dell’attività antidepressiva della venlafaxina nell’uomo si crede sia correlato al suo potenziamento dell’attività neurotrasmettitoriale nel sistema nervoso centrale. Studi preclinici hanno dimostrato che la venlafaxina e il suo principale metabolita, la O-desmetilvenlafaxina (ODV), sono inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina . La venlafaxina inibisce debolmente anche la ricaptazione della dopamina.

14


La venlafaxina e il suo metabolita attivo riducono la capacità di risposta dei recettori p-adrenergici dopo somministrazione sia acuta (dose singola) sia cronica. La venlafaxina e l’ODV appaiono essere equipotenti rispetto alla loro azione globale sulla ricaptazione del neurotrasmettitore e sul legame con il recettore.

Nei ratti, la venlafaxina non ha virtualmente nessuna affinità per i recettori muscarinici colinergici, Hi-istaminergici o ai-adrenergici in vitro. L’attività farmacologica su questi recettori può essere associata ai vari effetti indesiderati osservati con altri farmaci antidepressivi, come gli effetti indesiderati anticolinergici, sedativi e cardiovascolari.

La venlafaxina non ha nessuna attività di inibizione della monoaminossidasi (MAO).

Studi in vitro hanno dimostrato che la venlafaxina non ha virtualmente alcuna affinità per i recettori sensibili agli oppiacei e alle benzodiazepine.

Episodi depressivi maggiori

L’efficacia della venlafaxina a rilascio immediato come trattamento per gli episodi di depressione maggiore è stata dimostrata in cinque studi clinici randomizzati, in doppio cieco, placebo-controllati, a breve termine, di durata dalle 4 alle 6 settimane, per dosi fino a 375 mg/die. L’efficacia della venlafaxina a rilascio prolungato come trattamento per gli episodi di depressione maggiore è stata dimostrata in due studi clinici placebo-controllati, a breve termine della durata di 8 e 12 settimane, che comprendevano un intervallo di dose da 75 a 225 mg/die.

In uno studio a più lungo termine, pazienti adulti che avevano risposto durante uno studio aperto di 8 settimane alla venlafaxina a rilascio prolungato (75, 150 o 225 mg) sono stati randomizzati rispetto alla continuazione dello stesso trattamento con venlafaxina a rilascio prolungato o al placebo, fino a 26 settimane di osservazione per comparsa di ricadute.

In un secondo studio a più lungo termine, l’efficacia della venlafaxina per la prevenzione di episodi depressivi ricorrenti in un periodo di 12 mesi è stata dimostrata in uno studio clinico placebo-controllato in doppio cieco con pazienti adulti con episodi ricorrenti di depressione maggiore, che avevano risposto al trattamento con venlafaxina (da 100 a 200 mg/die, due volte al giorno) al loro ultimo episodio depressivo.

Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)

L’efficacia della venlafaxina capsule a rilascio prolungato nel trattamento del disturbo d’ansia sociale è stata studiata in quattro studi multicentrici, di 12 settimane, in doppio cieco, controllati con placebo, a gruppi paralleli, a dosi fisse e in uno studio di 6 mesi, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli, a dosi fisse/flessibili in pazienti ambulatoriali. I pazienti ricevevano dosi comprese tra 75 e 225 mg/die.

Nei 6 mesi di durata dello studio, il gruppo trattato alle dosi di 150-225 mg/die non aveva mostrato nessuna evidenza di maggiore efficacia rispetto al gruppo trattato alla dose di 75 mg/die.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

La venlafaxina è ampiamente metabolizzata principalmente nel suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina (ODV). Le emivite plasmatiche medie ± DS della venlafaxina e dell’ODV sono rispettivamente di 5±2 ore e 11±2 ore. Le concentrazioni allo stato stazionario di venlafaxina e ODV sono raggiunte entro 3 giorni di terapia orale con dosi multiple. La venlafaxina e l’ODV mostrano una cinetica lineare per dosaggi compresi tra 75 e 450 mg/die.

Assorbimento

Dopo somministrazione di dosi singole orali di venlafaxina a rilascio immediato, almeno il 92% di venlafaxina è assorbito. A causa del metabolismo presistemico, la biodisponibilità

15


assoluta è tra il 40% ed il 45%. Dopo la somministrazione di venlafaxina a rilascio immediato, i picchi delle concentrazioni plasmatiche di venlafaxina e ODV si verificano rispettivamente entro 2 e 3 ore. Dopo somministrazione di venlafaxina a rilascio prolungato i picchi delle concentrazioni plasmatiche di venlafaxina e ODV si verificano rispettivamente entro 5,5 e 9 ore. Quando si somministrano le stesse dosi giornaliere di venlafaxina in compresse a rilascio immediato o capsule a rilascio prolungato, la capsula a rilascio prolungato comporta una velocità inferiore di assorbimento, ma la stessa entità di assorbimento in confronto con la compressa a rilascio immediato. Il cibo non modifica la biodisponibilità della venlafaxina e dell’ODV.

Distribuzione

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

iche, la venlafaxina e l’ODV sono legate in minima parte alle proteine del plasma umano (rispettivamente 27% e 30%). Il volume di distribuzione della venlafaxina allo stato stazionario è di 4,4±1,6 L/kg dopo somministrazione endovenosa.

Metabolismo

La venlafaxina subisce una significativa metabolizzazione epatica. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è biotrasformata nel suo più importante metabolita attivo, ODV, dal CYP2D6. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è metabolizzata in un metabolita secondario meno attivo, la N-desmetilvenlafaxina, dal CYP3A4. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è un debole inibitore del CYP2D6. La venlafaxina non ha inibito il CYP1A2, il CYP2C9, o il CYP3A4.

Eliminazione

La venlafaxina e i suoi metaboliti sono escreti principalmente attraverso i reni. Circa l’87% di una dose di venlafaxina è ritrovata nelle urine nell’arco di 48 ore come venlafaxina immodificata (5%), ODV non coniugata (29%), ODV coniugata (26%), o nella forma di altri metaboliti minori secondari inattivi (27%). I valori di media ± DS delle clearance plasmatiche allo stato stazionario della venlafaxina e dell’ODV sono rispettivamente 1,3±0,6 L/h/kg e 0,4±0,2 L/h/kg.

Gruppi particolari di pazienti Età e sesso

L’età e il sesso del soggetto non influenzano in modo significativo la farmacocinetica di venlafaxina ed ODV.

Metabolizzatori forti/deboli del CYP2D6

Le concentrazioni plasmatiche di venlafaxina sono più elevate nei metabolizzatori deboli del CYP2D6 in confronto ai metabolizzatori forti. Poiché l’esposizione complessiva (AUC) della venlafaxina e dell’ODV è simile nei metabolizzatori deboli e forti, non è necessaria una diversa posologia per questi due gruppi.

Pazienti con compromissione epatica

In soggetti Child-Pugh A (con compromissione epatica lieve) e Child-Pugh B (con compromissione epatica moderata), le emivite della venlafaxina e dell’ODV erano prolungate in confronto ai soggetti normali. Le clearance orali della venlafaxina e dell’ODV erano entrambe ridotte. È stato notato un ampio margine di variabilità tra i soggetti. Esistono dati limitati in pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafo 4.2).

Pazienti con compromissione renale

In pazienti in dialisi, la emivita di eliminazione della venlafaxina si è allungata di circa il 180% e la clearance si è ridotta di circa il 57% in confronto ai soggetti normali, mentre l’emivita di eliminazione dell’ODV si è allungata di circa il 142% e la clearance si è ridotta di circa il 56%. È necessario un adattamento del dosaggio in pazienti con compromissione renale grave e in pazienti che necessitano di emodialisi (vedere paragrafo 4.2).

16


05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Studi con la venlafaxina condotti su ratti e topi non hanno prodotto prove di carcinogenesi. La venlafaxina non è risultata mutagenica in un’ampia gamma di test in vivo e in vitro.

Studi sulla tossicità riproduttiva condotti su animali hanno mostrato una diminuzione del peso dei cuccioli nei ratti, un aumento di cuccioli nati morti, ed un aumento di cuccioli morti durante i primi 5 giorni di allattamento. Non si conosce la causa di questi decessi. Questi effetti si sono verificati alla dose di 30/mg/kg/die, ovvero 4 volte la dose giornaliera per l’uomo di 375 mg di venlafaxina (su una base di mg/kg). La dose priva di effetti per questi risultati era 1,3 volte la dose per l’uomo. Il rischio potenziale per l’uomo non è noto.

In uno studio in cui sia maschi che femmine di ratto sono stati esposti all’ODV è stata osservata riduzione della fertilità. Questa esposizione era circa da 1 a 2 volte la dose per l’uomo di venlafaxina di 375 mg/die. La rilevanza di questo dato per l’uomo non è nota.

6.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Venlafaxina Zentiva 37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Contenuto della capsula:

Saccarosio (come sfere di zucchero)

Etilcellulosa (E462)

Idrossipropilcellulosa Ipromellosa (E464)

Talco (E553b)

Dibutilsebacato

Acido oleico

Silice colloidale anidra

Rivestimento della capsula:

Gelatina

Sodio laurilsolfato Pigmenti:

rosso cocciniglia A (E124) giallo di chinolina (E104) titanio diossido (E171)

Venlafaxina Zentiva 75 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Contenuto della capsula:

Saccarosio (come sfere di zucchero)

Etilcellulosa (E462)

Idrossipropilcellulosa Ipromellosa (E464)

Talco (E553b)

Dibutilsebacato

Acido oleico

Silice colloidale anidra

Rivestimento della capsula: Gelatina

Sodio laurilsolfato Pigmenti:

giallo tramonto FCF (E110) giallo di chinolina (E104)

17


titanio diossido (E171)

#

#


18

Venlafaxina Zentiva 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Contenuto della capsula:

Saccarosio (come sfere di zucchero)

Etilcellulosa (E462)

Idrossipropilcellulosa Ipromellosa (E464)

Talco (E553b)

Dibutilsebacato

Acido oleico

Silice colloidale anidra

Rivestimento della capsula: Gelatina

Sodio laurilsolfato Pigmenti:

giallo tramonto FCF (E110) giallo di chinolina (E104) blu patent V (E131) titanio diossido (E171)

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

7 (solo per le capsule da 37,5 mg), 10, 14 (solo per le capsule rigide da 37,5 mg e 75 mg), 20, 28, 30, 50, 98 e 100 capsule confezionate in blister (PVC/alluminio)

50 e 100 capsule in un flacone di HDPE con tappo a vite in HDPE con un sacchetto di gel di silice (disseccante).

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Nessuna precauzione particolare

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Zentiva Italia S.r.l. – Viale Luigi Bodio 37/b – 20158 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

IMMISSIONE IN COMMERCIO Venlafaxina Zentiva 37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato

7 capsule in blister 10 capsule in blister 14 capsule in blister 20 capsule in blister 28 capsule in blister 30 capsule in blister 50 capsule in blister 98 capsule in blister

AlC n. 037881291/M AlC n. 037881253/M AlC n. 037881303/M AlC n. 037881012/M AlC n. 037881024/M AlC n. 037881036/M AlC n. 037881048/M AlC n. 037881051/M

19


100 capsule in blister 50 capsule in flacone 100 capsule in flacone

Venlafaxina Zentiva 75 mg

10 capsule in blister 14 capsule in blister 20 capsule in blister 28 capsule in blister 30 capsule in blister 50 capsule in blister 98 capsule in blister 100 capsule in blister 50 capsule in flacone 100 capsule in flacone

AIC n. 037881063/M AIC n. 037881075/M AIC n. 037881087/M

capsule rigide a rilascio prolungato

AIC n. 037881265/M AIC n. 037881289/M AIC n. 037881099/M AIC n. 037881101/M AIC n. 037881113/M AIC n. 037881125/M AIC n. 037881137/M AIC n. 037881149/M AIC n. 037881152/M AIC n. 037881164/M

Venlafaxina Zentiva 150 mg

10 capsule in blister 20 capsule in blister 28 capsule in blister 30 capsule in blister 50 capsule in blister 98 capsule in blister 100 capsule in blister 50 capsule in flacone 100 capsule in flacone

capsule rigide a rilascio prolungato

AIC n. 037881277/M AIC n. 037881176/M AIC n. 037881188/M AIC n. 037881190/M AIC n. 037881202/M AIC n. 037881214/M AIC n. 037881226/M AIC n. 037881238/M AIC n. 037881240/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Determinazine AIC n. 1001/2009 del 27.01.2009 – Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12.02.2009.

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Gennaio 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Venlafaxina ze – 10 Cps 150 mg Rp (Venlafaxina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N06AX16 AIC: 037881277 Prezzo: 8,01 Ditta: Zentiva Italia Srl


Venlafaxina ze – 28 Cps 37,5 mg Rp (Venlafaxina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N06AX16 AIC: 037881024 Prezzo: 5,6 Ditta: Zentiva Italia Srl


Venlafaxina ze – 14 Cps 75 mg Rp (Venlafaxina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N06AX16 AIC: 037881289 Prezzo: 5,6 Ditta: Zentiva Italia Srl


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