Vancomicina Ph Reg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Vancomicina Ph Reg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Vancomicina Ph Reg: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Vancomicina Ph Reg: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Vancomicina Pharma Regulatory Solutions 500 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascun flaconcino contiene 500 mg di vancomicina (come vancomicina cloridrato), equivalenti a 500.000 UI.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere per concentrato per soluzione per infusione. "Agglomerato poroso di colore da bianco a crema"

Dopo la ricostituzione, si ottiene una soluzione con un pH pari a 3 circa.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Vancomicina Pharma Regulatory Solutions è indicato negli adulti, negli infanti, nei bambini di età compresa tra un mese e 12 anni e negli adolescenti di età superiore a 12 anni.

La vancomicina per via endovenosa è indicata per le seguenti infezioni gravi causate da batteri gram-positivi sensibili a vancomicina che non possono essere trattate o non hanno risposto al trattamento con altri antibiotici, quali penicilline e cefalosporine, oppure sono ad essi resistenti (vedere paragrafo 5.1).

endocardite

infezioni delle ossa (osteomielite)

polmonite

infezioni dei tessuti molli

Se necessario, la vancomicina deve essere somministrata in concomitanza con altri agenti antibatterici. Questo è particolarmente importante per il trattamento dell’endocardite.

Vancomicina Pharma Regulatory Solutions può essere utilizzata per la profilassi perioperatoria contro l’endocardite batterica in pazienti con elevato rischio di sviluppare endocardite batterica qualora sottoposti a procedure chirurgiche maggiori (ad esempio procedure cardiache e vascolari, ecc.) ai quali non può essere somministrato un farmaco antibatterico betalattamico adeguato.

Si devono prendere in considerazione le linee guida ufficiali sull’utilizzo appropriato dei farmaci antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Ai pazienti che necessitino di una restrizione dell’apporto di fluidi, è possibile somministrare una soluzione di 500 mg / 50 ml oppure 1000 mg / 100 ml.

L’uso di queste concentrazioni più elevate può aumentare il rischio di effetti indesiderati correlati all’infusione. Tuttavia, gli eventi correlati all’infusione possono verificarsi a qualsiasi velocità o concentrazione.

Uso endovenoso (infusione) in pazienti con funzionalità renale normale:

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni:

La dose endovenosa giornaliera raccomandata è di 2000 mg; suddivisa in dosi da 500 mg ogni 6 ore o 1000 mg ogni 12 ore.

Per l’endocardite batterica, il regime generalmente accettato è di 1000 mg (1 g) di vancomicina per via endovenosa ogni 12 ore per 4 settimane, in monoterapia oppure in associazione con altri antibiotici. A seconda del patogeno da debellare, potrebbero essere necessari trattamenti più lunghi. Si devono seguire le linee guida nazionali.

Profilassi peri-operatoria contro l’endocardite batterica:

ai pazienti adulti somministrare 1000 mg (1 g) di vancomicina per via endovenosa prima dell’intervento chirurgico (prima dell’induzione dell’anestesia); a seconda della durata e del tipo di intervento chirurgico è possibile somministrare una dose di 1000 mg (1 g) di vancomicina e.v. 12 ore dopo l’intervento. Si devono seguire le linee guida nazionali.

Bambini di età compresa fra un mese e 12 anni:

Il dosaggio endovenoso abituale è 10 mg/kg per dose somministrata ogni sei ore (dosaggio giornaliero totale: 40 mg/kg di peso corporeo). Ogni dose deve essere somministrata nell’arco di almeno 60 minuti.

Neonati (a termine):

0-7 giorni di vita: una dose iniziale di 15 mg/kg, seguita da 10 mg/kg ogni 12 ore.

7-30 giorni di vita: una dose iniziale di 15 mg/kg, seguita da 10 mg/kg ogni 8 ore.

Ogni dose deve essere somministrata nell’arco di 60 minuti. In questi pazienti potrebbe essere necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni sieriche di vancomicina.

Gravidanza:

È stato riportato che per ottenere concentrazioni sieriche terapeutiche in pazienti in stato di gravidanza potrebbero essere necessarie dosi significativamente maggiori. Vedere paragrafo 4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento.

Anziani:

Potrebbe essere necessaria una diminuzione della dose a causa della funzionalità renale ridotta (vedere dì seguìto).

Pazienti obesi:

Potrebbe essere necessaria una variazione delle dosi giornaliere abituali.

Pazienti con insufficienza epatica:

Non vi è evidenza della necessità di ridurre la dose in pazienti affetti da insufficienza epatica.

Pazienti con compromissione della funzionalità renale:

È necessario apportare aggiustamenti del dosaggio per evitare livelli sierici tossici, quindi i livelli sierici di vancomicina devono essere monitorati regolarmente.

È fornito il seguente nomogramma, basato sui valori della clearance della creatinina, come indicazione per le correzioni della dose:

Clearance della vancomicina (ml/min/kg)

Dose di vancomicina (mg/kg/24 ore)

Clearance della creatinina (ml/min/kg)t Nomogramma del dosaggio per la vancomicina in pazienti con

compromissione della funzionalità renale

Il nomogramma non è valido per i pazienti funzionalmente anefrici in dialisi. Per questi pazienti, deve essere somministrata una dose di carico di 15 mg/kg di peso corporeo per raggiungere tempestivamente i livelli sierici terapeutici, e la dose necessaria per mantenere livelli stabili è 1,9 mg/kg/24 ore. Dal momento che sono utili singole dosi di mantenimento comprese fra 250 mg e 1 g, nei pazienti con marcata compromissione della funzionalità renale è possibile somministrare la dose a intervalli di alcuni giorni invece che ogni giorno. In caso di anuria si raccomanda una dose da 1 g ogni sette-dieci giorni. Se per l’emodialisi ("dialisi a flusso elevato") si utilizzano membrane di polisulfone, l’emivita della vancomicina viene ridotta. Per i pazienti sottoposti regolarmente a emodialisi potrebbe essere necessaria un’ulteriore dose di mantenimento.

Se è disponibile solo il livello di creatinina sierica, è possibile applicare la seguente formula per calcolare la clearance della creatinina:

Uomini: Peso (kg) x (140 – età (anni)) 72 x creatinina sierica (mg/100 ml)

Donne: 0,85 x valore calcolato con la formula sopra indicata

Monitoraggio delle concentrazioni sieriche di vancomicina:

La concentrazione sierica di vancomicina deve essere monitorata il secondo giorno di trattamento immediatamente prima della dose successiva e un’ora dopo l’infusione. I livelli terapeutici di vancomicina nel sangue devono essere compresi fra 30 e 40 mg/l (massimo 50 mg/l) un’ora dopo aver terminato l’infusione, il livello minimo (immediatamente prima della somministrazione successiva) deve risultare fra 5 e 10 mg/l.

Di norma è opportuno monitorare le concentrazioni due o tre volte a settimana.

Durata del trattamento

La durata del trattamento dipende dalla gravità dell’infezione, nonché dall’evoluzione clinica e batteriologica.

Modo di somministrazione:

La vancomicina deve essere somministrata per via parenterale esclusivamente con infusione endovenosa lenta (velocità non superiore a 10 mg/min, per almeno 60 min) sufficientemente diluita (almeno 100 ml per 500 mg o almeno 200 ml per 1000 mg).

Ai pazienti che necessitino di una restrizione dell’apporto di fluidi, è possibile somministrare una soluzione di 500 mg / 50 ml oppure 1000 mg / 100 ml.

L’uso di queste concentrazioni più elevate può aumentare il rischio di effetti indesiderati correlati all’infusione. Tuttavia, gli eventi correlati all’infusione possono verificarsi a qualsiasi velocità o concentrazione.

Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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La somministrazione rapida in bolo (per esempio nell’arco di alcuni minuti) può essere associata con ipotensione eccessiva, compreso shock e, raramente, arresto cardiaco, reazioni istamino-simili, eruzione cutanea maculopapulare o eritematosa ("sindrome dell’uomo rosso" o "sindrome del collo rosso").

Vancomicina Pharma Regulatory Solutions deve essere infusa in una soluzione diluita, nell’arco di un periodo non inferiore a 60 minuti per evitare reazioni correlate all’infusione rapida. L’interruzione dell’infusione in genere provoca l’immediata cessazione di queste reazioni (vedere paragrafo 4.2 e paragrafo 4.8).

In caso di gravi reazioni acute di ipersensibilità (ad es. anafilassi), il trattamento con vancomicina deve essere interrotto immediatamente e devono essere iniziate le consuete appropriate misure di emergenza.

Vancomicina Pharma Regulatory Solutions deve essere usato con cautela in pazienti con reazioni allergiche alla teicoplanina, perché sono state segnalate reazioni di ipersensibilità crociata tra la vancomicina e la teicoplanina.

A causa della sua potenziale ototossicità e nefrotossicità, la vancomicina deve essere usata con cautela nei pazienti con insufficienza renale, e la dose deve essere ridotta in base al grado di compromissione della funzionalità renale. Il rischio di tossicità è notevolmente maggiore in caso di concentrazioni ematiche elevate o terapia prolungata. È necessario monitorare regolarmente i

livelli ematici ed eseguire esami periodici di valutazione della funzionalità renale.

È stata segnalata ototossicità, che potrebbe essere transitoria o permanente (vedere paragrafo 4.8) in pazienti con sordità precedente, a cui sono state somministrate dosi endovenose eccessive o che sono trattati in concomitanza con un altro principio attivo ototossico, ad esempio aminoglicosidi. La sordità può essere preceduta da tinnito. L’esperienza con altri antibiotici suggerisce che la sordità può progredire nonostante l’interruzione del trattamento. I pazienti anziani sono più soggetti a danno uditivo. La vancomicina deve essere inoltre evitata nei pazienti con pregressa perdita dell’udito. Se utilizzata in questi pazienti, i livelli ematici devono essere determinati a intervalli regolari e si raccomanda un esame periodico delle funzionalità uditive.

Uso in pediatria: nei neonati prematuri e negli infanti potrebbe essere opportuno verificare le concentrazioni sieriche desiderate di vancomicina. Nei bambini, la somministrazione concomitante di vancomicina e di anestetici è stata associata a eritema e arrossamenti istamino-simili.

Uso negli anziani: la naturale riduzione della filtrazione glomerulare con l’avanzare dell’età può portare a concentrazioni sieriche elevate di vancomicina se il dosaggio non viene corretto (vedere "Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone").

Precauzioni

Il monitoraggio regolare dei livelli ematici di vancomicina è indicato nell’uso a lungo termine, soprattutto in pazienti con disfunzioni renali o compromissione dell’udito, nonché in caso di somministrazione contemporanea di sostanze nefrotossiche oppure ototossiche.

La titolazione delle dosi deve essere effettuata in base ai livelli sierici. È necessario monitorare regolarmente i livelli ematici ed eseguire esami periodici di valutazione della funzionalità renale. Si raccomanda in generale di monitorare le concentrazioni plasmatiche 2-3 volte alla settimana.

I pazienti con funzionalità renale al limite e i soggetti di età superiore ai 60 anni devono essere sottoposti a esami ripetuti della funzionalità uditiva e dei livelli di vancomicina nel sangue. Tutti i pazienti trattati con il farmaco devono essere sottoposti periodicamente a studi ematologici, analisi delle urine ed esami della funzionalità renale.

La vancomicina è estremamente irritante per i tessuti e causa necrosi nel punto di iniezione se iniettata per via intramuscolare, pertanto deve essere infusa per via endovenosa. In molti pazienti trattati con vancomicina si sviluppano dolore nella sede di iniezione e tromboflebite, talvolta gravi.

La frequenza e la gravità della tromboflebite possono essere ridotte al minimo somministrando il farmaco lentamente in soluzione diluita (da 2,5 a 5,0 g/l) e applicando una rotazione delle sedi di infusione.

L’uso prolungato della vancomicina può indurre la crescita eccessiva di organismi non sensibili. È essenziale l’attenta osservazione del paziente. Se si sviluppa una superinfezione durante la terapia, devono essere adottate misure appropriate. Sono stati segnalati rari casi di colite pseudomembranosa, dovuta

a C. difficile, sviluppati in pazienti trattati con vancomicina per via endovenosa.

Poiché sono stati segnalati casi di ipersensibilità crociata, Vancomicina Pharma Regulatory Solutions deve essere somministrata con cautela ai pazienti con ipersensibilità nota alla teicoplanina.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Anestetici

La somministrazione concomitante di vancomicina e anestetici è stata associata a eritema, arrossamenti istamino-simili e reazioni anafilattoidi.

È stato segnalato che la frequenza degli eventi correlati all’infusione aumenta con la somministrazione concomitante di anestetici. Gli eventi correlati all’infusione possono essere ridotti al minimo con la somministrazione di vancomicina in infusione di 60 minuti prima dell’induzione degli anestetici.

Farmaci potenzialmente nefrotossici o ototossici

La somministrazione sistemica o topica contemporanea o consecutiva di altri farmaci potenzialmente ototossici, neurotossici o nefrotossici, quali amfotericina B, aminoglicosidi, bacitracina, polimixina B, colistina, viomicina o cisplatino, se indicati, richiede un attento monitoraggio in quanto il rischio di di ototossicità o di nefrotossicità è aumentato.

Miorilassanti

La somministrazione concomitante di vancomicina e bloccanti neuromuscolari aumenta il potenziale di blocco neuromuscolare prolungato.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza:

Non vi è ancora esperienza sufficiente sulla sicurezza della vancomicina durante la gravidanzanelle donne. Gli studi tossicologici di riproduzione sugli animali non indicano alcun effetto sullo sviluppo embrionale, fetale o sul periodo gestazionale (vedere paragrafo 5.3).

Tuttavia, la vancomicina è in grado di attraversare la placenta, non è quindi possibile escludere un rischio potenziale di ototossicità e nefrotossicità embrionale e neonatale. La vancomicina, pertanto, deve essere somministrata in gravidanza solo se veramente necessario e dopo un’attenta valutazione rischio/beneficio.

Allattamento:

La vancomicina viene escreta nel latte materno e pertanto deve essere utilizzata durante il periodo dell’allattamento solo se veramente necessaria. La vancomicina deve essere somministrata con cautela alle madri che allattano al seno, a causa delle potenziali reazioni avverse nel lattante (alterazioni della

flora batterica intestinale con diarrea, colonizzazione di funghi simili a lieviti e possibile sensibilizzazione).

Data l’importanza di questo farmaco per le madri che allattano, è opportuno valutare l’ipotesi di interrompere l’allattamento al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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La vancomicina non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Le reazioni avverse elencate di seguito sono definite secondo la seguente classificazione MedDRA:

Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000,

<1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Infusione endovenosa:

Le reazioni avverse più comuni sono flebite e reazioni pseudo-allergiche collegate all’infusione endovenosa troppo rapida della vancomicina (vedere paragrafo 4.4).

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Rare (≥1/10.000, <1/1.000): trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, eosinofilia.

Disturbi del sistema immunitario

Rari (≥1/10.000, <1/1.000): reazioni anafilattiche, reazioni di ipersensibilità.

Patologie dell’orecchio e del labirinto:

Non comuni (≥1/1.000, <1/100): perdita dell’udito transitoria o permanente. Rare (≥1/10.000, <1/1.000): tinnito, capogiro.

Patologie cardiache:

Molto rare (<1/10.000): arresto cardiaco.

Patologie vascolari:

Comuni (≥1/100, <1/10): diminuzione della pressione arteriosa, tromboflebite.

Rare (≥1/10.000, <1/1.000): vasculite.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Comuni (≥1/100, <1/10): dispnea, stridore.

Patologie gastrointestinali:

Rare (≥1/10.000, <1/1.000): nausea, diarrea.

Molto rare (<1/10.000): enterocolite pseudomembranosa.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Comuni (≥1/100, <1/10): esantema e infiammazione delle mucose, prurito, orticaria.

Molto rare (<1/10.000): dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, dermatosi bollosa da IgA lineari.

Patologie renali e urinarie:

Comuni (≥1/100, <1/10): insufficienza renale manifestata principalmente con l’aumento della creatinina sierica.

Rare (≥1/10.000, <1/1.000): nefrite interstiziale, insufficienza renale acuta.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Comuni (≥1/100, <1/10): flebite, arrossamento della parte superiore del corpo e del viso.

Rare (≥1/10.000, <1/1.000): febbre indotta da farmaco, brividi. Dolore toracico e spasmi muscolari alla schiena.

Eventi correlati all’infusione:

Durante o subito dopo l’infusione rapida possono verificarsi reazioni anafilattoidi, tra cui ipotensione, dispnea, orticaria o prurito. Possono verificarsi arrossamento della cute della parte superiore del corpo (sindrome dell’uomo rosso), dolore e crampi muscolari al torace o alla schiena.

Le reazioni regrediscono quando viene interrotta la somministrazione, in genere dopo 20 minuti-2 ore. La vancomicina deve essere infusa lentamente (per oltre 60 minuti, vedere paragrafo 4.4).

L’ototossicità può essere reversibile o permanente ed è stata segnalata principalmente a seguito di sovradosaggio, in pazienti con anamnesi di diminuzione dell’udito e con terapia concomitante con altri farmaci ototossici, ad esempio gli aminoglicosidi.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Si consiglia terapia di supporto, con mantenimento della filtrazione glomerulare. La vancomicina viene scarsamente eliminata dal sangue con emodialisi o dialisi peritoneale. È stato segnalato un beneficio limitato con l’emoperfusione con Amberlite resina XAD-4.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: "antibatterici per uso sistemico, antibatterici glicopeptidici", "codice ATC: J01X A01".

Meccanismo d’azione:

La vancomicina è un antibiotico glicopeptidico triciclico che inibisce la sintesi della parete cellulare nei batteri sensibili, legandosi con alta affinità al gruppo terminale D-alanil-D-alanina dei precursori della parete cellulare. Il farmaco ha un’azione battericida per i microrganismi in fase di divisione.

Effetti farmacodinamici, correlazione farmacocinetica/farmacodinamica:

La vancomicina mostra un’attività concentrazione-indipendente, con l’area sotto la curva della concentrazione (AUC) divisa dalla concentrazione minima inibente (MIC) dell’organismo target come parametro principale predittivo per l’efficacia.

Meccanismo di resistenza:

La resistenza acquisita ai glicopeptidi è molto comune negli enterococchi ed è basata sull’acquisizione di vari complessi genici van, che modifica il bersaglio D-alanil-D-alanina in D-alanil-D-lattato o D-alanil-D-serina che si lega scarsamente alla vancomicina. È stata segnalata resistenza crociata con teicoplanina per alcuni geni van. La minore sensibilità o la resistenza alla vancomicina nello stafilococco non è stata pienamente compresa. I geni van sono stati riscontrati raramente nello Staphylococcus aureus, dove le modifiche alla struttura della parete cellulare determina una sensibilità "intermedia" che è più comunemente eterogenea.

Sensibilità:

La vancomicina è attiva contro i batteri gram-positivi. I batteri gram-negativi sono resistenti.

La prevalenza di resistenza acquisita può variare geograficamente e nel tempo per specie selezionate ed è auspicabile disporre di informazioni locali sulla resistenza, in particolare nel caso del trattamento di infezioni gravi. Se necessario, si deve ricorrere al parere di un esperto laddove la prevalenza locale di resistenza sia tale da rendere discutibile l’utilità del farmaco, per lo meno in certi tipi di infezioni.

Breakpoint

Raccomandazioni EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing)

Sensibile Resistente
Staphylococcus spp. ≤ 2 mg/l > 2 mg/l
Enterococcus spp. ≤ 4 mg/l > 4 mg/l
Streptococcus spp ≤ 2 mg/l > 2 mg/l
Streptococcus pneumoniae ≤ 2 mg/l > 2 mg/l
Anaerobi gram-positivi ≤ 2 mg/l ≤ 2 mg/l
Non correlati alla specie* ≤ 2 mg/l > 4 mg/l

*I breakpoint non correlati alla specie sono stati determinati principalmente sulla base dei dati farmacocinetici/farmacodinamici e sono indipendenti dalle distribuzioni MIC di specie specifiche. Devono essere utilizzati esclusivamente per specie alle quali non è stato assegnato alcun breakpoint specie-specifico e

non per le specie per le quali

Classi

Specie comunemente sensibili Batteri gram-positivi

Enterococcus faecalis Staphylococcus aureus Staphylococcus coagulasi-negativo Streptococcus spp.

Streptococcus pneumoniae

Clostridium spp.

Specie per le quali la resistenza acquisita può costituire un problema

Enterococcus faecium

Organismi intrinsecamente resistenti

Batteri gram-negativi

Chlamydia spp. Micobatteri

Mycoplasma spp.

Rickettsia spp.

non è consigliato effettuare test di sensibilità.

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05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

La vancomicina viene somministrata per via endovenosa per il trattamento di infezioni sistemiche. In caso di pazienti con funzionalità renale normale, l’infusione endovenosa di dosi multiple da 1 g di vancomicina (15 mg/kg) per 60 minuti produce concentrazioni plasmatiche medie approssimative di 50- 60 mcg/ml, 20-25 mcg/ml e 5-10 mcg/ml immediatamente, 2 ore e 11 ore dopo il termine dell’infusione, rispettivamente. L’infusione endovenosa di dosi multiple da 500 mg per 30 minuti produce concentrazioni plasmatiche medie approssimative di 40-50 mg/l, 19-20 mg/l e 10-11 mg/l immediatamente, 2 ore e 6 ore dopo il termine dell’infusione, rispettivamente. I livelli plasmatici ottenuti dopo dosi multiple sono simili a quelli raggiunti dopo una singola dose.

Se usata per via orale, la vancomicina fortemente polare di fatto non viene assorbita. Dopo la somministrazione orale viene rilevata in forma attiva nelle feci, pertanto rappresenta un farmaco chemioterapico idoneo per la colite pseudomembranosa e la colite stafilococcica.

Distribuzione

A concentrazioni sieriche di vancomicina comprese tra 10 mg/l e 100 mg/l, il legame del farmaco alle proteine plasmatiche è circa il 30-55%, misurato per ultrafiltrazione.

Dopo la somministrazione endovenosa di vancomicina cloridrato, si osservano concentrazioni inibitorie nei liquidi pleurici, pericardici, ascitici e sinoviali, nelle urine, nel liquido di dialisi peritoneale e nel tessuto dell’appendice atriale.

Nelle meningi non infiammate, la vancomicina attraversa la barriera emato- encefalica solo in misura limitata.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione della vancomicina è di 4-6 ore in pazienti con funzionalità renale normale e di 2,2-3 ore nei bambini. Nelle prime 24 ore, circa l’80% di una dose somministrata di vancomicina viene escreto nelle urine mediante filtrazione glomerulare. La disfunzione renale ritarda l’escrezione della vancomicina. Nei pazienti anefrici, l’emivita media è di 7,5 giorni. Il farmaco viene metabolizzato in minima parte. Circa il 35-65% di una dose di vancomicina somministrata per via intraperitoneale durante la dialisi peritoneale viene assorbita a livello sistemico in sei ore. Con l’iniezione intraperitoneale di 30 mg/kg di vancomicina si ottengono concentrazioni sieriche di circa 8 mg/litro. Sebbene la vancomicina non venga eliminata efficacemente dall’emodialisi o dalla dialisi peritoneale, sono stati segnalati casi di aumento della clearance della vancomicina con l’emoperfusione e l’emofiltrazione. La clearance totale sistemica e renale della vancomicina può essere ridotta nei soggetti anziani.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali sulla sicurezza farmacologica e sulla tossicità a dosi ripetute.

Dati limitati sugli effetti mutageni mostrano risultati negativi. Non sono disponibili studi a lungo termine su animali per quanto riguarda il potenziale cancerogeno. Gli studi di teratogenicità, nei quali ratti e conigli venivano trattati con dosi di farmaco corrispondenti indicativamente alla dose nell’uomo in base alla superficie corporea (mg/m2), non hanno fatto osservare effetti teratogeni diretti o indiretti.

Non sono disponibili studi condotti su animali relativi all’uso nel periodo perinatale/postnatale o agli effetti sulla fertilità.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Non presenti.

06.2 Incompatibilità

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Vancomicina Pharma Regulatory Solutions in soluzione ha un pH basso che può causare instabilità chimica o fisica se il prodotto viene miscelato con altri composti. Non miscelare con soluzioni alcaline. Prima dell’uso, ispezionare visivamente ciascuna soluzione parenterale per verificare l’eventuale presenza di precipitato o alterazioni della colorazione.

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

06.3 Periodo di validità

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Polvere, come confezionata per la vendita: 2 anni

Concentrato ricostituito:

Il concentrato ricostituito deve essere ulteriormente diluito immediatamente dopo la ricostituzione.

Prodotto diluito:

Dal punto di vista microbiologico e fisico-chimico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Polvere, come confezionata per la vendita: Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

Conservare il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce.

Concentrato ricostituito e prodotto diluito:

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e l’ulteriore diluizione, vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flaconcino da 10 ml in vetro incolore di tipo 1, con tappo di clorobutile di tipo 1 rivestito con silicone e tappo flip-off grigio di alluminio/polipropilene.

Contenuto della confezione: 1 flaconcino

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il prodotto deve essere ricostituito e il concentrato così ottenuto deve essere diluito prima dell’uso.

Preparazione del concentrato ricostituito:

Sciogliere il contenuto di ciascun flaconcino da 500 mg in 10 ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili.

Aspetto del concentrato ricostituito:

Soluzione limpida e incolore, priva di particelle.

Un ml di concentrato ricostituito contiene 50 mg di vancomicina.

Per le condizioni di conservazione del concentrato ricostituito, vedere paragrafo 6.3.

Preparazione della soluzione finale diluita per infusione:

Il concentrato ricostituito contenente 50 mg/ml di vancomicina deve essere ulteriormente diluito immediatamente dopo la ricostituzione.

I diluenti adatti sono:

Sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) per preparazioni iniettabili, glucosio 50 mg/ml (5%) per preparazioni iniettabili, sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) e glucosio

50 mg/ml (5%) per preparazioni iniettabili o soluzione Ringer acetato per preparazioni iniettabili.

Prima della somministrazione, ispezionare visivamente la soluzione ricostituita e la soluzione diluita per verificare l’eventuale presenza di particolato o alterazioni della colorazione. Utilizzare esclusivamente una soluzione limpida e incolore, priva di particelle.

Infusione intermittente:

Il concentrato ricostituito contenente 500 mg di vancomicina (50 mg/ml) deve essere ulteriormente diluito con almeno 100 ml di diluente immediatamente dopo la ricostituzione.

La concentrazione di vancomicina nella soluzione per infusione non deve superare 5 mg/ml.

La dose desiderata deve essere somministrata lentamente per infusione endovenosa, ad una velocità non superiore a 10 mg/minuto, per almeno 60 minuti o anche più a lungo.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

Smaltimento

I flaconcini sono esclusivamente monouso. Il prodotto inutilizzato deve essere smaltito.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Pharma Regulatory Solutions Ltd., 20 Campbell Road

Woodley, Reading RG5 3NA

Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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043780016 – "500 MG polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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17/06/2015

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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