Moventig: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Moventig

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Moventig: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Moventig: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Moventig 12,5 mg compresse rivestite con film Moventig 25 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Moventig 12,5 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene naloxegol ossalato equivalente a 12,5 mg di naloxegol.

Moventig 25 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene naloxegol ossalato equivalente a 25 mg di naloxegol. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Moventig 12,5 mg compressa rivestita con film (compressa). Compressa ovale, 10,5×5,5 mm, color malva.

Moventig 25 mg compressa rivestita con film (compressa). Compressa ovale, 13×7 mm, color malva.

Sulle compresse è inciso “nGL” su un lato e il dosaggio della compressa sull’altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Moventig è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da costipazione indotta da oppioidi (OIC) con una inadeguata risposta al/ai lassativo (i).

Per la definizione di inadeguata risposta al/ai lassativo (i), vedere paragrafo 5.1.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

La dose raccomandata di Moventig è 25 mg una volta al giorno.

Quando si inizia il trattamento con naloxegol, si raccomanda di interrompere completamente la terapia di mantenimento in corso con lassativi, finché non viene determinato l’effetto clinico di naloxegol.

Popolazioni speciali Anziani

Non si raccomanda alcun aggiustamento della dose in base all’età (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità renale

La dose iniziale per i pazienti con insufficienza renale di entità moderata o grave è 12,5 mg. In caso di comparsa di effetti collaterali che influiscono sulla tollerabilità, il trattamento con naloxegol deve essere interrotto. La dose può essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente (vedere paragrafo 5.2). Nessun aggiustamento della dose è richiesto per i pazienti con lieve compromissione renale.

Compromissione della funzionalità epatica

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite nei pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafo 5.2). L’uso in pazienti con compromissione epatica grave non è raccomandato.

Inibitori del CYP3A4

La dose iniziale per i pazienti che assumono inibitori moderati del CYP3A4 (es. diltiazem, verapamil) è 12,5 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente (vedere paragrafo 4.5).

Non è necessario alcun aggiustamento della dose per i pazienti che assumono inibitori deboli del CYP3A4 (es. alprazolam, atorvastatina) (vedere paragrafo 4.5).

Pazienti con dolore oncologico correlato

Nessun aggiustamento della dose è richiesto per i pazienti con dolore oncologico correlato (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di naloxegol nei bambini di età <18 anni non sono state ancora stabilite.

Modo di somministrazione Uso orale

Si raccomanda di assumere Moventig al mattino, per comodità dei pazienti, al fine di evitare evacuazioni durante la notte.

Moventig deve essere assunto a stomaco vuoto almeno 30 minuti prima della colazione o 2 ore dopo il primo pasto del giorno.

Per i pazienti che non sono in grado di ingoiare la compressa intera, Moventig può essere frantumato e ridotto in polvere, mescolato in mezzo bicchiere d’acqua (120 ml) e bevuto immediatamente. Il bicchiere deve essere risciacquato con un ulteriore mezzo bicchiere d’acqua (120 ml) e il contenuto bevuto. La miscela può essere somministrata anche attraverso un sondino nasogastrico (CH 8 o maggiore). È importante risciacquare con acqua il sondino nasogastrico dopo la somministrazione della miscela.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o a qualunque altro antagonista oppioide.

Occlusione gastrointestinale

Pazienti con occlusione gastrointestinale (GI) nota o sospetta o in pazienti a rischio aumentato di occlusione recidivante, data la possibilità di perforazione gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Condizioni dei pazienti con dolore oncologico

Pazienti con un tumore maligno sottostante che sono a rischio aumentato di perforazione GI, ad esempio i soggetti:

con tumori maligni sottostanti dell’apparato gastrointestinale o del peritoneo

con carcinoma ovarico ricorrente o avanzato

in trattamento con inibitori del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF).

Forti inibitori del CYP3A4

Uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4 (es. claritromicina, ketoconazolo, itraconazolo o telitromicina; inibitori della proteasi come ritonavir, indinavir o saquinavir; succo di pompelmo quando consumato in grandi quantità), vedere paragrafo 4.5.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Condizioni di aumentato rischio di perforazione gastrointestinale

Sono stati riportati casi rari di perforazione gastrointestinale durante l’uso post-marketing di antagonisti periferici dei recettori mu degli oppioidi in pazienti con una malattia allo stadio avanzato. Si raccomanda di impiegare naloxegol con cautela nei soggetti affetti da qualsiasi patologia che potrebbe determinare la compromissione dell’integrità della parete del tratto gastrointestinale

(es. malattia ulcerosa peptica grave, malattia di Crohn, diverticolite attiva o recidivante, neoplasie infiltranti del tratto gastrointestinale o metastasi peritoneali). Il profilo generale di rischio/beneficio per ogni paziente deve essere tenuto in considerazione. Si consiglia ai pazienti di interrompere la terapia con naloxegol e informare immediatamente il loro medico se manifestano dolori addominali insolitamente forti o persistenti.

Interruzioni clinicamente rilevanti della barriera ematoencefalica

Naloxegol è un antagonista periferico dei recettori (mu) per gli oppioidi, che accede in maniera limitata al sistema nervoso centrale (SNC). L’integrità della barriera ematoencefalica è importante per ridurre al minimo l’ingresso di naloxegol nel SNC. I pazienti con interruzioni clinicamente importanti della barriera ematoencefalica (es. tumori maligni primari del cervello, metastasi al SNC o altre patologie infiammatorie, sclerosi multipla attiva, morbo di Alzheimer allo stadio avanzato, ecc.) non sono stati inclusi negli studi clinici e possono presentare il rischio che naloxegol penetri nel SNC.

Naloxegol deve essere prescritto con cautela in questi pazienti tenendo conto del rapporto

beneficio-rischio del singolo paziente e della potenziale comparsa di effetti sul SNC, fra cui sintomi di astinenza da oppioidi e/o interferenza con analgesia oppiode-mediata. In caso di evidenze di interferenza con analgesia oppioide-mediata o della sindrome da astinenza da oppioidi, i pazienti devono interrompere il trattamento con Moventig e contattare il loro medico.

Uso concomitante di metadone

Nell’ambito di studi clinici è stato osservato che i pazienti che assumono metadone come principale terapia per il dolore evidenziano una frequenza più elevata di reazioni avverse gastrointestinali (fra cui dolori addominali e diarrea), rispetto ai soggetti non trattati con metadone. In alcuni casi, sono stati osservati sintomi indicativi di astinenza da oppioidi in associazione alla somministrazione di 25 mg di naloxegol nei pazienti che assumono metadone per il dolore. Questo è stato osservato in una proporzione maggiore di pazienti che assumono metadone rispetto a quelli che non assumono metadone. I pazienti che assumono metadone per il trattamento della dipendenza da oppioidi non sono stati inclusi nel programma di sviluppo clinico e il trattamento con naloxegol in questi pazienti deve essere effettuato con cautela

Reazioni avverse gastrointestinali

Nell’ambito di studi clinici sono stati segnalati casi di forti dolori addominali e diarrea in associazione all’impiego della dose pari a 25 mg, insorti solitamente poco tempo dopo l’inizio del trattamento. È stata riscontrata un’incidenza più alta di interruzioni del trattamento nei pazienti trattati con la dose di 25 mg, in confronto al placebo, in seguito a diarrea (0,7% per il placebo versus 3,1% per 25 mg di naloxegol) e dolori addominali (rispettivamente, 0,2% versus 2,9%). I pazienti devono essere avvisati di segnalare prontamente sintomi gravi, persistenti o peggioramenti al medico. Si può prendere in considerazione l’eventualità di ridurre la dose a 12,5 mg nei pazienti che manifestano gravi eventi avversi a livello gastrointestinale in base alla risposta e alla tollerabilità dei singoli soggetti.

Sindrome di astinenza da oppioidi

Nel programma clinico di naloxegol (DSM-5) sono stati segnalati casi di sindrome di astinenza da oppioidi. La sindrome di astinenza da oppioidi è un insieme di tre o più dei seguenti segni o sintomi: umore disforico, nausea o vomito, dolori muscolari, lacrimazione o rinorrea, dilatazione pupillare o piloerezione o sudorazione, diarrea, sbadigli, febbre o insonnia. La sindrome di astinenza da oppioidi tipicamente si sviluppa da pochi minuti a diversi giorni dopo la somministrazione di un antagonista degli oppioidi. Se si sospetta la sindrome di astinenza da oppioidi il paziente deve interrompere Moventig e contattare il proprio medico.

Pazienti con condizioni CardioVascolari

Naloxegol non è stato studiato nel programma di studi clinici in pazienti con una storia recente di infarto miocardico negli ultimi 6 mesi, insufficienza cardiaca congestizia sintomatica, malattia cardiovascolare (CV) conclamata o pazienti con un intervallo QT ≥500 msec. Moventig deve essere usato con cautela in questi pazienti. Uno studio QTc eseguito con naloxegol in volontari sani non ha indicato alcun prolungamento dell’intervallo QT.

Induttori del CYP3A4

Naloxegol non è raccomandato nei pazienti che assumono forti induttori del CYP3A4 (es. carbamazepina, rifampicina, Erba di San Giovanni) (vedere paragrafo 4.5).

Per informazioni riguardanti l’uso concomitante di inibitori del CYP3A4, vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.5.

Compromissione della funzionalità renale

La dose iniziale per i pazienti con insufficienza renale di entità moderata o grave è 12,5 mg. In caso di comparsa di effetti collaterali che influiscono sulla tollerabilità, il trattamento con naloxegol deve essere interrotto. La dose può essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente (vedere paragrafo 5.2).

Grave compromissione della funzionalità epatica

Naloxegol non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica grave. L’uso di naloxegol non è raccomandato in questi pazienti.

Dolore correlato al cancro

È stata acquisita un’esperienza clinica limitata relativa all’uso di naloxegol in pazienti affetti da OIC con dolore correlato al cancro. Pertanto, si raccomanda cautela quando si prescrive naloxegol a questi pazienti (vedere paragrafo 4.3).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazione con inibitori e induttori del CYP3A4

Interazione con forti inibitori del CYP3A4

In uno studio crossover in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti per valutare l’effetto di dosi multiple di ketoconazolo sulla dose singola PK di naloxegol, la co- somministrazione di ketoconazolo e naloxegol ha portato ad un aumento di 12,9 volte (90% CI: 11,3- 14,6) dell’AUC di naloxegol e ad un aumento di 9,6 volte della Cmax di naloxegol (90% CI: 8,1-11,3), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto l’uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4 è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Il succo di pompelmo è stato classificato come un potente inibitore del CYP3A4 quando consumato in grandi quantità. Non sono disponibili dati sull’uso concomitante di naloxegol e succo di pompelmo. In genere, il consumo concomitante di succo di pompelmo durante il trattamento con naloxegol deve essere evitato e deve essere preso in considerazione soltanto dopo aver consultato un operatore sanitario (vedere paragrafo 4.3).

Interazione con moderati inibitori del CYP3A4

In uno studio crossover in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti per valutare l’effetto di dosi multiple di diltiazem sulla dose singola PK di naloxegol, la co- somministrazione di diltiazem e naloxegol ha portato ad un aumento di 3,4 volte (90% CI: 3,2-3,7) dell’AUC di naloxegol e ad un aumento di 2,9 volte della Cmax

di naloxegol (90% CI: 2,6-3,1), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto, un aggiustamento della dose di naloxegol è raccomandato quando co-somministrato con diltiazem e altri inibitori moderati del CYP3A4 (vedere paragrafo 4.2). La dose iniziale per i pazienti che assumono inibitori moderati del CYP3A4 è 12,5 mg una volta al giorno e può essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente (vedere paragrafo 4.2).

Nessun aggiustamento della dose è richiesto per i pazienti che assumono inibitori deboli del CYP3A4.

Interazione con forti induttori del CYP3A4

In uno studio crossover in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti a dose singola per valutare l’effetto di dosi multiple di rifampicina sulla dose singola PK di naloxegol, la co-somministrazione di rifampicina e naloxegol ha portato ad una riduzione dell’89% (90% CI: 88%- 90%) dell’AUC di naloxegol e ad una riduzione del 76% nella Cmax di naloxegol (90% CI: 69%-80%), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto Moventig non è raccomandato nei pazienti che stanno assumendo forti induttori del CYP3A4 (vedere paragrafo 4.4).

Interazione con inibitori della P-gp

Un singolo studio monocentrico, a doppio cieco, randomizzato, in 2 fasi, crossover, è stato condotto per valutare l’effetto della chinidina sulla farmacocinetica di naloxegol e l’effetto della co- somministrazione di naloxegol e chinidina sulla miosi morfino-indotta in volontari sani. La co- somministrazione dell’inibitore P-gp chinidina ha portato ad un aumento di 1,4 volte dell’

AUC (90% CI: 1,3-1,5) e ad un aumento di 2,4 volte nella Cmax (90% CI: 2,2-2,8) di naloxegol. La co- somministrazione di naloxegol e chinidina non ha antagonizzato l’effetto della miosi morfino-indotta, suggerendo che l’inibizione della P-gp non cambia significativamente la capacità di naloxegol di attraversare la barriera emato-encefalica alle dosi terapeutiche.

Poiché gli effetti degli inibitori della P-gp sulla PK di naloxegol erano minori rispetto agli effetti degli inibitori del CYP3A4, le raccomandazioni posologiche per la co-somministrazione di Moventig e medicinali che causano l’inibizione della P-gp e del CYP3A4 devono essere basate sul potere di inibizione del CYP3A4 -forte, moderato o debole (vedere paragrafì 4.2, 4.3 e 4.5).

Popolazione pediatrica

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

I dati relativi all’uso di naloxegol in donne in gravidanza sono limitati.

Studi condotti su animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva quando le esposizioni sistemiche erano diverse volte superiori al livello terapeutico di esposizione (vedere paragrafo 5.3).

Esiste un potenziale teorico di provocare una crisi di astinenza da oppioidi nel feto impiegando un antagonista dei recettori per gli oppioidi nella madre, in trattamento concomitante con un oppioide. Pertanto, l’uso di naloxegol non è raccomandato durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se naloxegol sia escreto nel latte materno. Dati tossicologici disponibili nel ratto hanno mostrato che naloxegol è escreto nel latte (vedere paragrafo 5.3).

A dosi terapeutiche, la maggior parte degli oppioidi (es. morfina, meperidina, metadone) è escreta nel latte materno in quantità minime. Esiste la possibilità teorica che naloxegol possa provocare una crisi di astinenza da oppioidi in un neonato allattato al seno se la madre sta assumendo un agonista dei recettori degli oppioidi. Pertanto, l’uso di questo medicinale non è raccomandato nelle madri in allattamento.

Fertilità

L’effetto di naloxegol sulla fertilità non è stato studiato nell’uomo. È stato riscontrato che naloxegol non ha avuto alcun effetto sulla fertilità di ratti di sesso maschile e femminile a dosi orali fino a

1.000 mg/kg al giorno (1.000 volte superiori rispetto all’esposizione terapeutica (AUC) alla dose raccomandata nell’uomo pari a 25 mg/die).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Moventig non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

In base ai dati cumulati ricavati dagli studi clinici, le reazioni avverse da farmaco più comunemente riportate con naloxegol (≥5%) sono: dolori addominali, diarrea, nausea, mal di testa e flatulenza. Nella maggior parte dei casi, le reazioni avverse gastrointestinali sono state classificate di entità da lieve a moderata, sono insorte all’inizio del trattamento e sono scomparse con il proseguimento della terapia. Sono stati riportati spesso dolori associati a una componente crampiforme.

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi. Le classi di frequenza sono definite in base alle seguenti convenzioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 – Reazioni avverse secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi (SOC)

Classificazione per

sistemi e organi Molto comune Comune Non comune Raro Non nota

Infezioni ed

infestazioni

Rinofaringite

Disturbi del sistema

immunitario Ipersensibilità

Patologie del sistema nervoso

Mal di testa Sindrome da astinenza di oppioidi

Classificazione per

sistemi e organi Molto comune Comune Non comune Raro Non nota

Patologie

gastrointestinali

Dolore addominalea, diarrea

Flatulenza,

nausea, vomito

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Iperidrosi

Nota: Selezione delle ADR e delle relative frequenze in base alla dose pari a 25 mg.

a riflettono i termini standard di MedDRA per: “dolore addominale”, “dolore addominale superiore”, “dolore addominale inferiore” e “dolore gastrointestinale”.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Sindrome da astinenza di oppioidi

Naloxegol somministrato alle dosi terapeutiche evidenzia un assorbimento minimo attraverso la barriera ematoencefalica. In alcuni pazienti, tuttavia, è stato segnalato un insieme di sintomi che assomiglia alla sindrome da astinenza da oppioidi a livello del sistema nervoso centrale. La maggior parte dei casi segnalati è stata osservata poco tempo dopo la somministrazione iniziale del medicinale ed era di entità lieve o moderata.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

04.9 Sovradosaggio

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Nell’ambito di studi clinici sono state somministrate dosi di naloxegol fino a 1.000 mg in volontari sani. E’ stato osservato un potenziale effetto sul SNC (regressione della miosi indotta da oppioidi, secondo quanto valutato mediante la pupillometria) in 1 volontario nel gruppo di trattamento con 250 mg e in 1 volontario nel gruppo trattato con 1.000 mg. In uno studio clinico condotto in pazienti con OIC, la somministrazione di una dose giornaliera pari a 50 mg è stata associata a un aumento dell’incidenza di effetti gastrointestinali intollerabili (principalmente dolori addominali).

Non è noto alcun antidoto per naloxegol e la dialisi non è risultata efficace come mezzo di eliminazione nell’ambito di uno studio clinico condotto in pazienti con insufficienza renale.

Se un paziente in terapia con oppioidi riceve un sovradosaggio di naloxegol, deve essere monitorato attentamente al fine di rilevare le potenziali evidenze di sintomi di astinenza da oppioidi o interruzione dell’effetto analgesico centrale. Nei casi di sovradosaggio noto o sospetto di naloxegol, si deve attuare un trattamento sintomatico, nonché monitorare le funzioni vitali.

Popolazione pediatrica

L’uso di naloxegol nella popolazione pediatrica non è stato studiato.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per la costipazione, antagonisti periferici dei recettori per gli oppioidi, codice ATC: A06AH03

Meccanismo d’azione ed effetti farmacodinamici

Naloxegol è un derivato PEGilato dell’antagonista dei recettori mu per gli oppioidi naloxone. La PEGilazione riduce la permeabilità passiva di naloxegol e inoltre rende il composto un substrato per il trasportatore glicoproteina P. Considerando la permeabilità minore e l’efflusso superiore di naloxegol attraverso la barriera ematoencefalica, in correlazione alle proprietà del substrato per la P-gp, la penetrazione di naloxegol nel SNC è minima.

Studi in vitro dimostrano che naloxegol è un antagonista neutrale pieno del recettore mu per gli oppioidi. Naloxegol agisce legandosi ai recettori mu per gli oppioidi presenti nel tratto GI e agisce sulle cause sottostanti dell’OIC (cioè motilità GI ridotta, ipertonicità e aumento dell’assorbimento di liquidi conseguenti al trattamento a lungo termine con oppioidi).

Naloxegol funge da antagonista periferico dei recettori mu per gli oppioidi presenti nel tratto gastrointestinale, riducendo in tale modo gli effetti costipanti degli oppioidi senza influire sugli effetti analgesici sul sistema nervoso centrale mediati dagli oppioidi.

Efficacia e sicurezza clinica

L’efficacia e la sicurezza di naloxegol sono state stabilite in due studi clinici ripetuti, controllati verso placebo e in doppio cieco, condotti in pazienti affetti da OIC e con dolore non correlato al cancro (Kodiac 4 e Kodiac 5). Sono stati considerati eleggibili i pazienti trattati con almeno 30 unità di oppioidi equivalenti alla morfina (meu) al giorno per almeno 4 settimane prima del reclutamento e affetti da OIC riferita dagli stessi soggetti. L’OIC è stata confermata durante un periodo di pre- trattamento di due settimane ed è stata definita come <3 evacuazioni spontanee (SBMs) in media alla settimana, con sintomi da costipazione associati almeno al 25% delle evacuazioni. I pazienti non potevano usare lassativi eccetto il lassativo di salvataggio bisacodile, se non avevano avuto un’evacuazione da 72 ore. L’SBM è stata definita come un’evacuazione avvenuta senza assumere il lassativo di salvataggio entro le ultime 24 ore. I pazienti con punteggi medi relativi al dolore sulla scala di valutazione numerica (Numeric Rating Scale, NRS) pari o superiori a 7 non sono stati studiati a causa del rischio di confondere il risultato relativo all’efficacia per la presenza di dolore non controllato. Sono stati esclusi dagli studi clinici i soggetti che avevano un QTcF >500 msec allo screening, un’anamnesi positiva recente per infarto miocardico entro 6 mesi prima della randomizzazione, presentavano insufficienza cardiaca congestizia sintomatica o qualsiasi altra malattia CV manifesta. In uno studio approfondito QT / QTc, come definito dalle linee guida ICH E14, non sono stati osservati cambiamenti clinicamente rilevanti negli intervalli HR, RR, QT, PR o QRS o nella morfologia dell’onda T. Inoltre in questo studio, non sono stati identificati problemi di sicurezza e tollerabilità fino alla più alta dose somministrata (150 mg). In accordo alle linee guida ICH E14, questo è considerato un approfondito studio del QT / QTc definitivamente negativo. I pazienti con insufficienza epatica di entità moderata o grave (Classe B o C di Child-Pugh) sono stati esclusi dagli studi di Fase III (Kodiac 4 e 5). Pertanto, naloxegol non è stato studiato nei soggetti affetti da OIC e insufficienza epatica moderata o grave. Entrambi gli studi avevano la potenza sufficiente ed erano stratificati in modo che almeno il 50% dei pazienti randomizzati ad ogni braccio di trattamento fosse conforme ai criteri basali per essere classificati come soggetti con risposta inadeguata ai lassativi (Laxative Inadequate Responder, LIR).

Definizione di risposta inadeguata ai lassativi

Per essere definiti LIR, nel corso delle due settimane antecedenti alla prima visita dello studio i pazienti dovevano aver riferito sintomi concomitanti di OIC di entità almeno moderata durante la terapia con almeno una classe di lassativi per un minimo di quattro giorni nel periodo antecedente allo studio.

Efficacia nella popolazione di pazienti indicati in questo RCP

Risposta a 12 settimane nel gruppo LIR

L’efficacia e la durata dell’effetto sono state valutate nell’end-point primario come risposta a naloxegol registrata nel periodo di trattamento della durata di 12 settimane, definita come >3 SBMs alla settimana e una variazione rispetto al basale di >1 SBM alla settimana per almeno 9 settimane di studio su 12 e per 3 settimane nelle ultime 4. Il primo dei tre end-point secondari protetti da molteplicità era la percentuale dei soggetti responder alla settimana 12 nel sottogruppo LIR.

È stata riscontrata una differenza statisticamente significativa per la dose pari a 25 mg versus placebo per la frequenza di responder nel sottogruppo LIR negli studi Kodiac 4 (p = 0,002) e

Kodiac 5 (p = 0,014). Seguendo la procedura per la molteplicità dei test, è stata osservata la significatività statistica per il gruppo di trattamento con 12,5 mg versus placebo nel sottogruppo LIR nello studio Kodiac 4 (p = 0,028), ma non in Kodiac 5 (p = 0,074). Nello studio Kodiac 4, i tassi di risposta registrati nei gruppi trattati con placebo, 12,5 mg e 25 mg nel sottogruppo LIR sono risultati pari al 28,8%, 42,6% e 48,7%, mentre in Kodiac 5 i tassi di risposta corrispondenti erano pari al 31,4%, 42,4% e 46,8%. In base ai dati cumulati ricavati dagli studi Kodiac 4 e Kodiac 5, le percentuali di soggetti responder nel sottogruppo LIR erano pari al 30,1% per il placebo, al 42,5% per la dose di 12,5 mg e al 47,7% per la dose di 25 mg, registrando un rischio relativo (IC al 95%) per l’effetto del trattamento versus placebo di 1,410 (1,106; 1,797) e 1,584 (1,253; 2,001) per i gruppi trattati con

12,5 mg e 25 mg, rispettivamente.

Risposta a 12 settimane in pazienti con una risposta insufficiente ad almeno due classi di lassativi

La risposta a naloxegol rilevata nel corso di 12 settimane è stata analizzata nel sottogruppo di pazienti con una risposta insufficiente ad almeno due classi di lassativi, approssimativamente il 20% dei soggetti randomizzati. In un’analisi cumulata degli studi Kodiac 4 e Kodiac 5 (rispettivamente 90, 88 e 99 soggetti nei gruppi trattati con placebo, 12,5 mg e 25 mg), sono stati registrati tassi più alti di risposta in questa popolazione per il gruppo di trattamento con la dose pari a 25 mg, in confronto al placebo (p = 0,040). Le percentuali di soggetti responder in questa popolazione erano pari al 30,0% per il placebo, 44,3% per 12,5 mg e 44,4% per 25 mg.

Tempo per la prima evacuazione spontanea

Il tempo per la prima SBM nel sottogruppo LIR dopo l’assunzione della prima dose era più breve per il gruppo trattato con la dose pari a 25 mg, in confronto al placebo, negli studi Kodiac 4 (p <0,001) e Kodiac 5 (p = 0,002). La dose pari a 12,5 mg nel sottogruppo LIR è stata associata anche ad un tempo più breve per la prima SBM dopo l’assunzione della dose, in confronto al placebo, nello studio Kodiac 4 (p = 0,002), e Kodiac 5 (p <0,001). Nello studio Kodiac 4, il placebo, le dosi da 12,5 mg e 25 mg, sono stati associati a un tempo mediano per la prima SBM dopo l’assunzione della dose rispettivamente pari a 43,4, 20,6 e 5,4 ore. Nello studio Kodiac 5 i tempi corrispondenti alla prima SBM dopo l’assunzione della dose erano rispettivamente pari a 38,2, 12,8 e 18,1 ore.

Numero medio di giorni alla settimana con almeno una SBM

È stato riscontrato un aumento del numero medio di giorni alla settimana con almeno una SBM nel sottogruppo LIR per la dose pari a 25 mg negli studi Kodiak 4 e Kodiac 5 (p <0,001 in entrambe le sperimentazioni cliniche) e anche per la dose di 12,5 mg (p = 0,006 in entrambi gli studi).

Miglioramento dei sintomi della OIC

Nel sottogruppo LIR, la dose pari a 25 mg ha migliorato lo sforzo rettale (Kodiac 4 p = 0,043, Kodiac 5 p <0,001). La consistenza delle feci nel sottogruppo LIR, valutata tramite la scala delle feci di Bristol, è migliorata nello studio Kodiac 5 versus placebo (p <0,001), ma non in Kodiac 4

(p= 0,156). La dose pari a 25 mg ha aumentato nel sottogruppo LIR la media dei giorni per settimana rispetto al placebo, con almeno 1 movimento intestinale spontaneo completo (CSBM) in entrambe le sperimentazioni cliniche (Kodiac 4 p = 0,002, Kodiac 5 p <0,001).

End-point relativo alla risposta ai sintomi

Un “responder per i sintomi” è stato definito come un soggetto che ha soddisfatto i criteri relativi ai responder dopo 12 settimane e ha evidenziato un miglioramento dei sintomi dell’OIC specificati in precedenza e nessun peggioramento dei sintomi. Nel sottogruppo LIR, la dose pari a 25 mg ha aumentato le percentuali dei responder per i sintomi in entrambe le sperimentazioni cliniche, rispetto al placebo (Kodiac 4 p = 0,001, Kodiac 5 p = 0,005). Nel sottogruppo LIR, le percentuali dei responder per i sintomi registrate nello studio Kodiac 4 per i bracci di trattamento con il placebo, 12,5 mg e 25 mg erano pari al 24,6%, 36,5% e 45,3%, mentre le percentuali dei responder per i sintomi in Kodiac 5 erano pari al 25,6%, 33,6% e 42,7%.

Questionario di valutazione dei sintomi della costipazione compilato dai pazienti (PAC-SYM)

La dose di naloxegol pari a 25 mg nel sottogruppo LIR ha determinato un miglioramento (variazione rispetto ai valori basali) superiore dei punteggi totali di valutazione dei sintomi di costipazione effettuata dai pazienti (PAC-SYM), in confronto al placebo, in entrambi gli studi alla settimana

12 (Kodiac 4 p = 0,023, Kodiac 5 p = 0,002). Anche la dose di 12,5 mg nel sottogruppo LIR ha registrato un notevole miglioramento nel PAC SYM totale alla settimana 12, rispetto al placebo in entrambi gli studi (p = 0,020 e p = 0,001, rispettivamente). La dose di naloxegol pari a 25 mg, in confronto al placebo, ha determinato anche un miglioramento (variazione rispetto ai valori basali) superiore dei punteggi ottenuti nel dominio rettale di PAC-SYM alla settimana 12 in entrambi gli studi (p = 0,004 e p <0,001, Kodiac 4 e Kodiac 5, rispettivamente) e dei punteggi del dominio relativo alle feci nello studio Kodiac 4 (p = 0,031) e Kodiac 5 (p <0,001). Non si è osservato alcun impatto rilevante sui sintomi addominali in nessuno dei due studi (p = 0,256 e p = 0,916, Kodiac 4 e Kodiac 5, rispettivamente).

Potenziale per interferenza con analgesia oppioide mediata

Nel corso dello studio di 12 settimane non sono state riscontrate differenze clinicamente rilevanti tra 12,5 mg di naloxegol, 25 mg di naloxegol e il placebo in relazione ai punteggi riguardanti l’intensità media del dolore, l’uso giornaliero di oppioidi o l’astinenza da oppioidi.

Negli studi di 12 settimane (Kodiac 4 e 5), la frequenza dell’EA mal di schiena era 4,3% per naloxegol 25 mg versus 2,0% per placebo, e la frequenza dell’EA dolore alle estremità era 2,2% per naloxegol 25 mg, versus 0,7% per placebo. In uno studio sulla sicurezza a lungo termine (Kodiac 8), la frequenza di EA segnalate di mal di schiena era 8,9% per naloxegol 25 mg versus 8,8% per la cura

tradizionale. Per il dolore alle estremità, il tasso per naloxegol 25 mg era 3,5% versus 3,3% per la cura tradizionale.

Sicurezza e tollerabilità valutate in un periodo esteso di 12 settimane

Kodiac 7 era uno studio di estensione di 12 settimane, volto a valutare la sicurezza che ha consentito ai pazienti reclutati nello studio Kodiac 4 di proseguire lo stesso trattamento in cieco di Kodiac 4 per altre 12 settimane (placebo, 12,5 mg o 25 mg di naloxegol al giorno). L’obiettivo primario era confrontare la sicurezza e la tollerabilità tra i tre gruppi di trattamento per altre 12 settimane (oltre a quanto osservato nello studio Kodiac 4), usando la statistica descrittiva. In questo studio, naloxegol somministrato alle dosi di 12,5 mg e 25 mg è risultato generalmente sicuro e ben tollerato, in confronto al placebo, nel trattamento di pazienti affetti da OIC con dolore non correlato al cancro.

In tutti i gruppi di trattamento, compreso il placebo, i miglioramenti dei domini di PAC-SYM osservati in Kodiac 4 sono stati mantenuti per i pazienti che hanno proseguito il trattamento nello studio Kodiac 7.

Sicurezza e tollerabilità a lungo termine

Kodiac 8 era uno studio di fase III multicentrico, randomizzato, in aperto, a gruppi paralleli, della durata di 52 settimane, che ha valutato la sicurezza e la tollerabilità di naloxegol versus la terapia standard nel trattamento dell’OIC in pazienti con dolore non correlato al cancro. L’obiettivo primario era valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine di 25 mg di naloxegol e fare un confronto con il trattamento terapeutico standard, usando la statistica descrittiva.

I pazienti eleggibili sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 per il trattamento con 25 mg di naloxegol al giorno (qd) o al trattamento terapeutico standard per l’OIC per 52 settimane. I soggetti assegnati alla terapia standard hanno seguito un regime di trattamento con lassativi per l’OIC stabilito dallo sperimentatore in base al miglior parere clinico, escludendo gli antagonisti periferici dei recettori mu per gli oppioidi.

Degli 844 pazienti randomizzati, il 61,1% ha completato la sperimentazione (definito come il completamento della visita di follow-up prevista alla settimana 2 successiva al periodo di trattamento di 52 settimane). Nel complesso, in questo studio, 393 e 317 pazienti che hanno soddisfatto i requisiti specificati relativi all’esposizione, sono stati esposti rispettivamente a 25 mg di naloxegol per almeno 6 e 12 mesi.

L’esposizione a lungo termine a 25 mg di naloxegol, fino a 52 settimane, è risultata generalmente sicura e ben tollerata nel trattamento dei pazienti affetti da OIC con dolore non correlato al cancro. Durante il periodo di trattamento di 52 settimane, non sono state riscontrate differenze inattese importanti dei risultati relativi alla sicurezza e alla tollerabilità tra il gruppo trattato con 25 mg di naloxegol e il gruppo di trattamento con la terapia standard.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea dei medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi sulla costipazione indotta da oppioidi trattata con Moventig in bambini e adolescenti di età compresa tra 6 mesi e 18 anni in accordo alla decisione del piano d’investigazione pediatrica (PIP) (vedere paragrafo 4.2 per ìnformazìonì sull’uso pedìatrìco).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

In seguito alla somministrazione orale, naloxegol viene assorbito rapidamente e le concentrazioni di picco (Cmax

) sono raggiunte in meno di 2 ore. In una maggioranza di soggetti, è stato osservato un picco secondario della concentrazione plasmatica di naloxegol a distanza di circa 0,4-3 ore dal primo picco. Una spiegazione può essere il ricircolo enteropatico, in quanto è stata osservata un’escrezione biliare estesa nel ratto.

Effetti del cibo

: Un pasto ad alto contenuto di grassi ha aumentato l’entità e la velocità di assorbimento di naloxegol. La Cmax e l’area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) sono aumentate rispettivamente del 30% e del 45% circa.

Naloxegol, come compressa frantumata, ridotta in polvere e mescolata in acqua, somministrata per via orale oppure somministrata attraverso un sondino naso-gastrico nello stomaco, è bioequivalente alla compressa intera, con una tmax mediana di 0,75 e di 1,50 ore (intervallo da 0,23 a 5,02 ore), rispettivamente, per la compressa frantumata somministrata per via orale e per la compressa frantumata somministrata attraverso un sondino naso-gastrico.

Distribuzione

Il volume medio di distribuzione apparente durante la fase terminale (Vz/F), rilevato in volontari sani, variava da 968 a 2.140 L in tutti gli studi e gruppi di dosaggio. I risultati emersi da uno studio condotto sul ratto mediante autoradiografia quantitativa di tutto il corpo (QWBA) e la mancanza di antagonismo degli effetti degli oppiacei sul SNC nell’uomo alle dosi di naloxegol inferiori a 250 mg indicano una distribuzione minima di naloxegol nel SNC. Nell’uomo, il legame di naloxegol con le proteine plasmatiche è risultato basso e la frazione non legata oscillava tra l’80% e il 100%.

Biotrasformazione

In uno studio di bilancio di massa condotto nell’uomo, sono stati individuati in totale 6 metaboliti nel plasma, nell’urina e nelle feci. Questi metaboliti rappresentavano più del 32% della dose somministrata e si sono formati attraverso la N-dealchilazione, la O-demetilazione, l’ossidazione e la perdita parziale della catena PEG. Nessuno dei metaboliti era presente in >10% delle concentrazioni plasmatiche del farmaco progenitore o del totale del progenitore e metabolita di sostanza correlata.

Eliminazione

In seguito alla somministrazione orale di naloxegol radiomarcato, il 68% e il 16% della dose totale somministrata sono stati recuperati nelle feci e nell’urina, rispettivamente. Naloxegol progenitore escreto nell’urina rappresentava meno del 6% della dose totale somministrata. Pertanto, l’escrezione renale costituisce una via minore di eliminazione per naloxegol. In studi di farmacologia clinica, l’emivita di naloxegol somministrato alla dose terapeutica variava da 6 a 11 ore.

Linearità/Non-linearità

Nel range di dosi valutate, la concentrazione plasmatica di picco e l’AUC sono aumentate in proporzione alla dose o in modo quasi proporzionale alla dose.

Popolazioni speciali:

Età e sesso

È stato riscontrato un effetto lieve dell’età sul profilo farmacocinetico di naloxegol (aumento dell’AUC pari circa allo 0,7% per ogni incremento di un anno dell’età). Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per i pazienti anziani. I soggetti di età superiore a 65 anni sono stati rappresentati negli studi di fase III. Le sperimentazioni cliniche sull’uso di naloxegol non hanno reclutato un numero sufficiente di pazienti di età pari o superiore a 75 anni per poter stabilire se questi soggetti rispondono in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani; tuttavia, in base al meccanismo d’azione del principio attivo non esistono teoricamente motivi per effettuare aggiustamenti della dose in questo gruppo di età. Per le raccomandazioni posologiche per i pazienti con insufficienza renale di entità moderata o grave, vedere paragrafo 4.2. Non si rileva alcun effetto del sesso sul profilo PK di naloxegol.

Etnia

L’effetto dell’etnia sulla farmacocinetica di naloxegol è lieve (diminuzione dell’AUC di naloxegol pari circa al 20% quando altri gruppi sono confrontati con soggetti caucasici); di conseguenza, non è necessario effettuare alcun aggiustamento della dose.

Peso corporeo

È stato riscontrato che l’esposizione a naloxegol aumenta all’aumentare del peso corporeo; tuttavia, le differenze di esposizione non sono state considerate clinicamente rilevanti.

Compromissione della funzionalità renale

Considerando che la clearance renale rappresenta una via minore di eliminazione per naloxegol, a prescindere dalla gravità (compromissione renale di entità moderata, grave e allo stadio terminale), l’impatto di una funzione renale compromessa sulla farmacocinetica di naloxegol è risultato minimo nella maggior parte dei soggetti. Tuttavia, in 2 pazienti su 8 (nei gruppi di soggetti con compromissione renale di entità moderata e grave, ma non nel gruppo con compromissione renale allo stadio terminale) sono stati osservati aumenti dell’esposizione di naloxegol fino a 10 volte. In questi pazienti la compromissione renale può influire negativamente su altre vie di eliminazione (metabolismo epatico/intestinale del farmaco, ecc.) determinando un’esposizione superiore. La dose iniziale per i pazienti con insufficienza renale di entità moderata o grave è 12,5 mg. In caso di comparsa di effetti collaterali che influiscono sulla tollerabilità, il trattamento con naloxegol deve essere interrotto. La dose può essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente (vedere paragrafo 4.2). L’esposizione di naloxegol nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale (ESRD) in emodialisi è risultata simile a quella di volontari sani con una funzione renale normale.

Compromissione della funzionalità epatica

È stata osservata una diminuzione dell’AUC inferiore al 20% e una riduzione della Cmax pari al 10% in pazienti con compromissione epatica di entità lieve e moderata (Classi A e B del sistema di classificazione di Child-Pugh). L’effetto della compromissione epatica grave (Classe C di Child-Pugh) sulla farmacocinetica di naloxegol non è stato valutato. L’uso di questo medicinale non è raccomandato nei pazienti con compromissione epatica grave.

Popolazione pediatrica

La farmacocinetica di naloxegol non è stata studiata nella popolazione pediatrica.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e fertilità.

Sono stati condotti studi sullo sviluppo embrio-fetale in ratti e conigli. Nello studio sullo sviluppo embrio-fetale nel ratto è stata osservata un’incidenza più alta, potenzialmente correlata al trattamento, della variante scheletrica di centro vertebrale bipartito e un feto ha evidenziato anorchidismo alla dose massima testata. È stata osservata una malformazione scheletrica di archi fusi nel feto, possibilmente correlata al trattamento, alla massima dose testata nello studio sullo sviluppo embrio-fetale dei conigli,

in assenza di tossicità materna. In uno studio separato sullo sviluppo prenatale e postnatale condotto su ratti, i pesi corporei sono risultati più bassi nei cuccioli di sesso maschile in seguito alla somministrazione della dose più alta nelle madri. Tutti questi effetti sono stati osservati solo ad esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto all’esposizione massima nell’uomo, indicando una scarsa rilevanza per l’uso clinico.

Sono stati condotti studi di cancerogenicità sull’uso di naloxegol nel ratto e nel topo. Nei ratti maschi, è stato osservato un aumento dose-correlato di adenomi delle cellule di Leydig e dell’iperplasia cellulare interstiziale esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto all’esposizione massima nell’uomo. Le alterazioni neoplastiche osservate sono effetti ormonali ben noti nel ratto, mediati a livello centrale, che non sono rilevanti per l’uomo.

Studi condotti su ratti allattati hanno dimostrato che naloxegol è escreto nel latte.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa mannitolo (E421)

cellulosa microcristallina (E460) croscarmellosa sodica (E468) magnesio stearato (E470b) propil gallato (E310)

Rivestimento della compressa ipromellosa (E464)

biossido di titanio (E171) macrogol (E1521)

ossido di ferro rosso (E172) ossido di ferro nero (E172)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo farmaco non richiede condizioni particolari di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister alluminio/alluminio.

Compresse da 12,5 mg rivestite con film.

Confezioni da 30 e 90 compresse rivestite con film in blister non perforati. Confezione da 90 x 1 compresse rivestite con film in blister monodose perforati.

Compresse da 25 mg rivestite con film.

Confezioni da 10, 30 e 90 compresse rivestite con film in blister non perforati. Confezione da 90 x 1 compresse rivestite con film in blister monodose perforati.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Kyowa Kirin Limited Galabank Business Park Galashiels, TD1 1QH Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/14/962/001 EU/1/14/962/002 EU/1/14/962/003 EU/1/14/962/004 EU/1/14/962/005 EU/1/14/962/006 EU/1/14/962/007

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 8 dicembre 2014 Data del rinnovo più recente: {GG mese AAAA}

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 11/01/2018

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Moventig – 30 Cpr Riv 12,5 mg (Naloxegol Ossalato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004) ATC: A06AH03 AIC: 043793013 Prezzo: 109,42 Ditta: Kyowa Kirin Srl


Moventig – 30 Cpr Riv 25 mg (Naloxegol Ossalato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 90 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004) ATC: A06AH03 AIC: 043793052 Prezzo: 98,75 Ditta: Kyowa Kirin Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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