Medicebran: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Medicebran

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Medicebran: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Medicebran: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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MEDICEBRAN 5 mg compresse

MEDICEBRAN 10 mg compresse

MEDICEBRAN 20 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascuna compressa contiene 5 mg di metilfenidato cloridrato

corrispondenti a 4,35 mg di metilfenidato.

Eccipiente con effetti noti: 42,28 mg di lattosio/compressa

MEDICEBRAN 10 mg compresse

Ciascuna compressa contiene 10 mg di metilfenidato cloridrato corrispondenti a 8,65 mg di metilfenidato.

Eccipiente con effetti noti: 40,85 mg di lattosio/compressa

MEDICEBRAN 20 mg compresse

Ciascuna compressa contiene 20 mg di metilfenidato cloridrato corrispondenti a 17,30 mg di metilfenidato.

Eccipiente con effetti noti: 38,48 mg di lattosio/compressa Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa.

MEDICEBRAN 5 mg compresse

Compressa rotonda di colore bianco con una linea di rottura su entrambi i lati e tacche sui bordi con impressa la scritta “S” su entrambe le metà.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

MEDICEBRAN 10 mg compresse

Compressa rotonda di colore bianco con una linea di rottura su entrambi i lati e tacche sui bordi con impressa la scritta “M” su entrambe le metà.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

MEDICEBRAN 20 mg compresse

Compressa rotonda di colore bianco con una linea di rottura su entrambi i lati e tacche sui bordi con impressa la scritta “L” su entrambe le metà.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (

Attention- Deficit/Hyperactivity Disorder
– ADHD)

MEDICEBRAN è indicato come parte di un programma completo di trattamento per il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD) in bambini dai 6 anni di età in poi, qualora i soli rimedi correttivi si siano rivelati insufficienti. Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di uno specialista in disturbi comportamentali dell’infanzia.

La diagnosi deve essere formulata secondo gli attuali criteri DSM o le linee guida ICD-10 e deve basarsi su un’anamnesi e su una valutazione complete del paziente. La diagnosi non deve essere formulata unicamente in presenza di uno o più sintomi.

La particolare eziologia di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un unico esame diagnostico. Una diagnosi adeguata richiede l’impiego di risorse di tipo medico, neuropsicologico, educativo e sociale.

Un programma completo di trattamento comprende di solito misure di natura psicologica, educativa e sociale, oltre alla terapia farmacologica ed è finalizzato a stabilizzare i bambini che presentano una sindrome comportamentale caratterizzata da sintomi che possono comprendere una storia cronica di attenzione limitata nel tempo, distraibilità, labilità emotiva, impulsività, iperattività di grado da moderato a grave, segni neurologici secondari ed EEG anomalo. È possibile che siano o meno presenti disturbi dell’apprendimento.

Il trattamento con metilfenidato non è indicato in tutti i bambini affetti da ADHD e la decisione di utilizzare il medicinale deve basarsi su una valutazione molto approfondita della gravità e della cronicità dei sintomi del bambino, in relazione alla sua età.

È fondamentale un programma educativo adeguato ed è generalmente necessario un intervento psico-sociale. Laddove le sole misure correttive si dimostrino insufficienti, la decisione di prescrivere uno stimolante deve basarsi su una valutazione rigorosa della gravità dei sintomi del bambino. L’impiego di metilfenidato deve avvenire sempre in questo modo, secondo le indicazioni autorizzate e secondo le linee guida relative alla prescrizione/diagnosi.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di uno specialista in disturbi comportamentali dell’infanzia e/o dell’adolescenza.

Screening pre-trattamento:

Prima di prescrivere questo farmaco, occorre effettuare una valutazione basale delle condizioni cardiovascolari del paziente, tra cui la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Un’anamnesi completa deve documentare i farmaci assunti in concomitanza, la comorbilità di disturbi o sintomi clinici e psichiatrici pregressi e in atto, anamnesi familiare di morte cardiaca improvvisa/inspiegata e una registrazione precisa dell’altezza e del peso prima del trattamento su un grafico della crescita (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Monitoraggio continuo:

Crescita, condizioni psichiatriche e cardiovascolari devono essere continuamente monitorate (vedere anche paragrafo 4.4).

È necessario registrare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca su un grafico centile a ogni aggiustamento del dosaggio e poi almeno ogni 6 mesi.

È necessario registrare altezza, peso e appetito almeno ogni 6 mesi, tenendo aggiornato un grafico della crescita.

È necessario monitorare lo sviluppo di nuovi disturbi

psichiatrici o il peggioramento di quelli preesistenti a ogni aggiustamento del dosaggio e poi almeno ogni 6 mesi e a ogni visita.

I pazienti devono essere monitorati per il rischio di uso diverso, improprio e abuso di metilfenidato.

Titolazione della dose

All’inizio del trattamento con metilfenidato, occorre effettuare un’attenta titolazione della dose.

La dose iniziale giornaliera raccomandata è di 5 mg una volta o due volte al giorno (ad esempio a colazione e a pranzo), da aumentare se necessario con incrementi settimanali di 5-10 mg della dose giornaliera, in base alla tollerabilità e al grado di efficacia osservato.

Deve essere adottato il regime terapeutico che ottiene un controllo soddisfacente della sintomatologia con la dose giornaliera totale più bassa.

Per dosi non realizzabili/praticabili con questo dosaggio, sono disponibili altri dosaggi del medicinale e altri prodotti contenenti metilfenidato.

Nel trattamento dei disturbi di iperattività/ADHD, gli orari in cui vengono somministrate le dosi di MEDICEBRAN devono essere scelti per fornire l’effetto migliore quando è maggiormente necessario per contrastare le difficoltà comportamentali scolastiche e sociali.

L’ultima dose, in generale, non deve essere somministrata entro 4 ore prima di andare a dormire al fine di prevenire difficoltà nell’addormentamento.

Tuttavia, se l’effetto del farmaco svanisce troppo presto alla sera, possono ripresentarsi disturbi del comportamento. L’assunzione di una dose bassa serale, può aiutare a risolvere questo problema.

Devono essere considerati i pro e i contro di una piccola dose serale rispetto alle difficoltà a prendere sonno.

La dose massima giornaliera di metilfenidato cloridrato è di 60 mg.

Uso prolungato (oltre 12 mesi) in bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia dell’uso a lungo termine di metilfenidato non sono state valutate sistematicamente in studi clinici controllati. Il trattamento con metilfenidato non deve e non necessita di essere protratto per un tempo indeterminato. Il trattamento con metilfenidato viene normalmente interrotto durante o dopo la pubertà. Il medico che opta per l’impiego di metilfenidato per periodi prolungati (oltre 12 mesi) in bambini e adolescenti affetti da ADHD, deve rivalutare periodicamente l’utilità del medicinale nel lungo periodo per il singolo paziente, con periodi di prova della sospensione del farmaco, per valutare la reazione del paziente in assenza di terapia farmacologica. Si raccomanda di sospendere il trattamento con metilfenidato almeno una volta l’anno, per valutare la condizione del bambino (preferibilmente durante i periodi delle vacanze scolastiche). Il miglioramento può essere confermato quando il medicinale viene temporaneamente o prematuramente interrotto.

Riduzione della dose e interruzione del trattamento

Il trattamento deve essere interrotto se i sintomi non migliorano nell’arco di un mese, dopo un adeguato aggiustamento della dose. In caso di peggioramento paradosso dei sintomi o dell’insorgenza di altri eventi avversi gravi, il dosaggio deve essere ridotto od occorre interrompere il trattamento.

Adulti

Metilfenidato non è autorizzato all’uso negli adulti affetti da ADHD. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Anziani

Metilfenidato non deve essere utilizzato negli anziani. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Bambini di età inferiore ai 6 anni

Metilfenidato non deve essere usato nei bambini di età inferiore ai 6 anni. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Modo di somministrazione

Uso orale.

Le compresse devono essere ingoiate intere o divise in due metà con l’aiuto di liquidi, con il pasto o dopo il pasto.

L’effetto del cibo sull’assorbimento di metilfenidato dalle compresse di MEDICEBRAN non è stato studiato; pertanto non si può escludere un effetto del cibo sull’assorbimento. Quindi si raccomanda che le compresse di MEDICEBRAN siano prese in maniera regolare rispetto ai tempi dei pasti, ovvero che le dosi devono essere somministrate nello stesso momento rispetto all’ora del pasto, ogni giorno, preferibilmente con o subito dopo il pasto.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Glaucoma

Feocromocitoma

Durante il trattamento con inibitori irreversibili non selettivi della monoaminoossidasi (IMAO), o almeno nei 14 giorni successivi alla loro sospensione, a causa del rischio di crisi ipertensive (vedere paragrafo 4.5)

Ipertiroidismo o tirotossicosi

Diagnosi o anamnesi positiva per grave depressione, anoressia nervosa/disturbi anoressici, tendenze suicide, sintomi psicotici, gravi disturbi dell’umore, mania, schizofrenia, disturbi psicopatici/borderline della personalità

Diagnosi o anamnesi positiva per disturbo bipolare (affettivo) grave ed episodico (di tipo I) (non adeguatamente controllato)

Disturbi cardiovascolari preesistenti, compresi grave

ipertensione, insufficienza cardiaca, malattia occlusiva arteriosa, angina, cardiopatia congenita emodinamicamente significativa, cardiomiopatie, infarto miocardico, aritmie potenzialmente letali e canalopatie (disturbi causati dalla disfunzione dei canali ionici)

Disturbi cerebrovascolari preesistenti, aneurisma cerebrale,

anomalie vascolari, inclusa vasculite o ictus.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il trattamento con metilfenidato non è indicato in tutti i bambini affetti da ADHD e,la decisione di utilizzare il medicinale deve basarsi su una valutazione molto approfondita della gravità e della cronicità dei sintomi del bambino, in relazione alla sua età (6 – 18 anni).

Uso prolungato (oltre 12 mesi) in bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia dell’uso a lungo termine di metilfenidato non sono state valutate sistematicamente in studi clinici controllati. Il trattamento con metilfenidato non deve e non necessita di essere protratto per un tempo indeterminato. Il trattamento con metilfenidato viene normalmente interrotto durante o dopo la pubertà. I pazienti che richiedono una terapia a lungo termine (vale a

dire, oltre 12 mesi) devono essere sottoposti a un attento e continuo monitoraggio, secondo le indicazioni riportate nei paragrafi 4.2 e 4.4, relativamente a condizione cardiovascolare, crescita, appetito, sviluppo di nuovi disturbi psichiatrici o peggioramento di quelli preesistenti. I disturbi psichiatrici da monitorare sono descritti di seguito e comprendono fra l’altro (ma non sono limitati a) tic motori o verbali, comportamento aggressivo od ostile, agitazione, ansia, depressione, psicosi, mania, deliri, irritabilità, assenza di spontaneità, ritiro e perseverazione eccessiva.

Il medico che opta per l’impiego di metilfenidato per periodi prolungati (oltre 12 mesi) in bambini e adolescenti affetti da ADHD, deve rivalutare periodicamente l’utilità del medicinale nel lungo periodo per il singolo paziente, con periodi di prova della sospensione del farmaco, per valutare la reazione del paziente in assenza di terapia farmacologica. Si raccomanda di sospendere il trattamento con metilfenidato almeno una volta l’anno, per valutare la condizione del bambino (preferibilmente durante i periodi delle vacanze scolastiche). Il miglioramento può essere confermato quando il medicinale viene temporaneamente o prematuramente interrotto.

Uso negli adulti

Metilfenidato non è autorizzato all’uso negli adulti affetti da ADHD. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Uso negli anziani

Metilfenidato non deve essere utilizzato negli anziani. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Uso nei bambini di età inferiore ai 6 anni

Metilfenidato non deve essere usato nei bambini di età inferiore ai 6 anni. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età.

Condizione cardiovascolare

I pazienti per i quali si sta prendendo in considerazione un trattamento con stimolanti, devono essere sottoposti a un’attenta anamnesi (compresa la valutazione dell’anamnesi familiare eventualmente positiva per morte improvvisa o morte inspiegata o aritmia maligna) e ad un esame obiettivo, per valutare la presenza di una cardiopatia e, nel caso in cui i risultati iniziali suggeriscano una storia o una patologia, devono essere sottoposti a un’ulteriore valutazione cardiaca specialistica. I pazienti che durante il trattamento con metilfenidato sviluppano sintomi come palpitazioni, dolore toracico singolare, sincope inspiegata, dispnea o altri sintomi indicativi di una cardiopatia, devono essere immediatamente sottoposti a una valutazione cardiaca specialistica.

L’analisi dei dati provenienti dagli studi clinici condotti su metilfenidato in bambini e adolescenti affetti da ADHD, ha dimostrato che i pazienti in trattamento con metilfenidato possono comunemente

presentare variazioni della pressione arteriosa diastolica e sistolica di oltre 10 mmHg, rispetto ai gruppi di controllo. Le conseguenze cliniche a breve e a lungo termine di questi effetti a carico del sistema cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti, non sono note, ma non si può escludere la possibilità di complicanze cliniche, in seguito agli effetti osservati nei dati degli studi clinici. Si raccomanda cautela nel trattamento di pazienti, le cui condizioni cliniche di fondo possono essere compromesse da aumenti della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca. Vedere il paragrafo 4.3 per le condizioni in cui è controindicato l’uso di metilfenidato.

La condizione cardiovascolare deve essere attentamente monitorata. È necessario registrare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca su un grafico centile a ogni aggiustamento del dosaggio e poi almeno ogni 6 mesi.

L’uso di metilfenidato è controindicato in presenza di alcuni disturbi cardiovascolari preesistenti, se non dietro parere di uno specialista in cardiologia pediatrica (vedere paragrafo 4.3).

Morte improvvisa e anomalie cardiache strutturali preesistenti o altre patologie cardiache gravi

È stata segnalata morte improvvisa in associazione all’uso di stimolanti del sistema nervoso centrale a dosi normalmente impiegate nei bambini, alcuni dei quali soffrivano di anomalie cardiache strutturali o erano affetti da altri gravi problemi di natura cardiaca. Benché alcuni problemi cardiaci gravi possano da soli portare a un aumento del rischio di morte improvvisa, i farmaci stimolanti non sono raccomandati in bambini o adolescenti con note anomalie cardiache strutturali, cardiomiopatia, gravi anomalie del ritmo cardiaco o altri gravi problemi cardiaci che possono esporli a una maggiore vulnerabilità verso gli effetti simpaticomimetici di uno stimolante.

Uso inappropriato ed eventi cardiovascolari

L’uso inappropriato di stimolanti del sistema nervoso centrale può essere associato a morte improvvisa e ad altri eventi avversi gravi di natura cardiovascolare.

Disturbi cerebrovascolari

Vedere il paragrafo 4.3 per le condizioni cerebrovascolari in cui è controindicato l’uso di metilfenidato. Dopo aver iniziato il trattamento con metilfenidato, i pazienti con fattori di rischio aggiuntivi (come anamnesi positiva per malattia cardiovascolare, cosomministrazione di medicinali che provocano un aumento della pressione arteriosa) devono essere controllati a ogni visita per verificare l’insorgenza di segni e sintomi neurologici.

La vasculite cerebrale rappresenta una reazione idiosincratica molto rara all’esposizione a metilfenidato. Esiste una lieve evidenza relativa alla possibilità di identificare i pazienti a maggior rischio e al fatto che l’esordio iniziale dei sintomi possa rappresentare la prima indicazione

di un problema clinico di fondo. Una diagnosi precoce, basata su un elevato indice di sospetto, può consentire un’immediata sospensione di metilfenidato e un trattamento tempestivo. Pertanto, si deve prendere in considerazione tale diagnosi per qualsiasi paziente che sviluppi nuovi sintomi neurologici compatibili con una diagnosi di ischemia cerebrale, durante una terapia con metilfenidato. Questi sintomi possono comprendere cefalea grave, intorpidimento, debolezza, paralisi e alterazione di coordinazione, vista, parola, linguaggio o memoria.

Il trattamento con metilfenidato non è controindicato nei pazienti con paralisi cerebrale emiplegica.

Priapismo

Sono state riferite erezioni prolungate e dolorose in associazione a medicinali contenenti metilfenidato, soprattutto a seguito di un cambiamento nel regime di trattamento con metilfenidato. I pazienti che sviluppano erezioni prolungate in modo anomalo o erezioni frequenti e dolorose devono consultare immediatamente un medico.

Disturbi psichiatrici

La co-morbilità dei disturbi psichiatrici nell’ADHD è comune e deve essere tenuta in considerazione nella prescrizione di prodotti stimolanti. In caso di insorgenza di sintomi psichiatrici o di aggravamento dei sintomi psichiatrici preesistenti, non deve essere somministrato metilfenidato, a meno che i benefici del trattamento non siano maggiori rispetto ai rischi per il paziente.

Lo sviluppo o il peggioramento di disturbi psichiatrici deve essere monitorato a ogni aggiustamento del dosaggio e almeno ogni 6 mesi e a ogni visita. Può essere opportuno interrompere il trattamento.

Esacerbazione di sintomi psicotici o maniacali preesistenti

La somministrazione di metilfenidato a pazienti psicotici può peggiorare i sintomi dei disturbi comportamentali e mentali.

Insorgenza di nuovi sintomi psicotici o maniacali

I sintomi psicotici che insorgono durante il trattamento (allucinazioni visive, tattili, uditive e deliri) o le manie in bambini e adolescenti in assenza di un’anamnesi pregressa positiva per psicosi o mania, possono essere provocati da metilfenidato somministrato a dosi abituali. In caso di insorgenza di sintomi maniacali o psicotici, deve essere considerata la possibilità di un ruolo causale di metilfenidato e di un’opportuna interruzione del trattamento.

Comportamento aggressivo o ostile

L’insorgenza o il peggioramento di un comportamento aggressivo od ostile può essere determinato dal trattamento con stimolanti. A ogni aggiustamento del dosaggio e successivamente almeno ogni 6 mesi e a ogni visita, i pazienti trattati con metilfenidato devono essere attentamente monitorati per individuare l’eventuale insorgenza o il

peggioramento di un comportamento aggressivo o di un atteggiamento ostile all’inizio del trattamento. I medici devono valutare la necessità di effettuare un aggiustamento del regime terapeutico nei pazienti che manifestano alterazioni comportamentali, tenendo presente che può essere appropriato aumentare o ridurre il titolo. Può essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento.

Tendenza suicida

I pazienti che durante il trattamento per ADHD manifestano pensieri suicidi o comportamento suicida, devono essere immediatamente valutati dal medico. Devono essere presi in considerazione sia il peggioramento di una condizione psichiatrica di fondo, sia un possibile ruolo causale del trattamento con metilfenidato. Può essere necessario iniziare un trattamento della condizione psichiatrica di fondo e deve essere presa in considerazione una possibile interruzione del trattamento con metilfenidato.

Tic

Metilfenidato è associato all’esordio o all’esacerbazione di tic motori e verbali. Inoltre, è stato segnalato un peggioramento della sindrome di Tourette. È necessario effettuare un’anamnesi familiare e una valutazione clinica dei tic o della sindrome di Tourette nei bambini prima dell’uso di metilfenidato. I pazienti devono essere monitorati regolarmente per l’eventuale insorgenza o peggioramento dei tic durante il trattamento con metilfenidato. Il monitoraggio deve essere eseguito a ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi o a ogni visita.

Ansia, agitazione o tensione

Metilfenidato è associato al peggioramento di ansia, agitazione o tensione preesistenti. È necessario effettuare una valutazione clinica di ansia, agitazione o tensione prima dell’uso di metilfenidato e i pazienti devono essere attentamente monitorati per individuare l’eventuale insorgenza o il peggioramento di questi sintomi durante il trattamento, ad ogni aggiustamento del dosaggio e successivamente almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita.

Forme di disturbo bipolare

Occorre prestare particolare cautela nell’uso di metilfenidato per il trattamento dell’ADHD in pazienti con disturbo bipolare concomitante (incluso il disturbo bipolare di tipo I non trattato o altre forme di disturbo bipolare), per il timore di una possibile precipitazione di un episodio maniacale/misto in questi pazienti. Prima di iniziare il trattamento con metilfenidato, i pazienti con comorbilità di sintomi depressivi devono essere sottoposti ad apposito screening per determinare se siano a rischio di disturbo bipolare. Tale screening deve comprendere una dettagliata anamnesi psichiatrica, inclusa un’anamnesi familiare positiva per casi di suicidio, disturbo bipolare e

depressione. In questi pazienti è fondamentale un monitoraggio attento e continuo (vedere sopra, “Dìsturbì psìchìatrìcì” e paragrafo 4.2). Il monitoraggio dei pazienti deve essere eseguito per l’individuazione di eventuali sintomi a ogni aggiustamento del dosaggio e successivamente almeno ogni 6 mesi e a ogni visita.

Crescita

Con l’uso prolungato di metilfenidato nei bambini, sono stati segnalati un moderato ritardo dell’aumento ponderale e un ritardo della crescita.

Attualmente, non sono noti gli effetti di metilfenidato sulla statura e sul peso finali e sono oggetto di studi in corso.

Durante il trattamento con metilfenidato è necessario monitorare la crescita: è necessario registrare altezza, peso e appetito almeno ogni

6 mesi, tenendo aggiornato un grafico della crescita. Può rendersi necessario interrompere il trattamento nei pazienti che non crescono o non aumentano di statura o di peso secondo la norma.

Attacchi epilettici

Metilfenidato deve essere usato con cautela nei pazienti epilettici. Metilfenidato può abbassare la soglia convulsiva nei pazienti con anamnesi pregressa positiva per attacchi epilettici, in pazienti con anomalie precedenti all’EEG in assenza di attacchi e raramente in pazienti che non hanno alcuna anamnesi positiva né per convulsioni, né per anomalie all’EEG. In caso di aumento della frequenza degli attacchi o di nuovi esordi, la somministrazione di metilfenidato deve essere interrotta.

Abuso, uso improprio e diverso

I pazienti devono essere attentamente monitorati per il rischio di uso diverso, uso improprio e abuso di metilfenidato.

Metilfenidato deve essere usato con cautela in pazienti con nota dipendenza da farmaci o da alcol a causa di un possibile rischio di abuso, uso inappropriato o diverso.

L’abuso cronico di metilfenidato può portare a una marcata tolleranza e alla dipendenza psicologica, con vari gradi di comportamento anomalo. Possono verificarsi evidenti episodi psicotici, soprattutto in risposta all’abuso per via parenterale.

Al momento di decidere su un ciclo di trattamento per l’ADHD, occorre tenere conto dell’età del paziente, della presenza di fattori di rischio per disturbi legati all’uso di sostanze (quali comorbilità di disturbo opposizionale o di condotta e disturbo bipolare) e dell’abuso pregresso o in atto di sostanze. Si raccomanda cautela per i pazienti emotivamente instabili, come quelli con un’anamnesi positiva per dipendenza da farmaci o da alcol, poiché è possibile che tali pazienti aumentino il dosaggio del medicinale di propria iniziativa.

Per alcuni pazienti ad alto rischio di abuso di sostanze, è possibile che metilfenidato o altri stimolanti non siano indicati. Occorre pertanto

prendere in considerazione un trattamento con farmaci non stimolanti.

Interruzione della somministrazione

Quando il trattamento viene interrotto, è necessaria un’attenta supervisione, poiché possono emergere stati di depressione e di iperattività cronica. Alcuni pazienti possono richiedere un follow-up a lungo termine.

Quando il trattamento viene interrotto dopo un abuso farmacologico, è necessaria un’attenta supervisione, poiché può emergere una grave depressione.

Stanchezza

Metilfenidato non deve essere utilizzato per la prevenzione o il trattamento dei normali stati di affaticamento.

Scelta della formulazione di metilfenidato

La scelta della formulazione del farmaco a base di metilfenidato dovrà essere effettuata dallo specialista in base al singolo paziente e dipende dalla durata d’effetto voluta.

Screening farmacologico

Questo prodotto contiene metilfenidato che può indurre falsi positivi nei test di laboratorio per le amfetamine, in particolare con il test di screening basato sul saggio immunologico.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Insufficienza renale o epatica

Non c’è esperienza con l’uso di metilfenidato in pazienti con insufficienza renale o epatica.

Effetti ematologici

La sicurezza del trattamento con metilfenidato nel lungo termine non è completamente nota. In caso di leucopenia, trombocitopenia, anemia o altre alterazioni, incluse quelle indicative di gravi disturbi renali o epatici, è necessario considerare l’interruzione del trattamento.

Eccipiente: lattosio

Questo medicinale contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni farmacocinetiche

Non è noto come metilfenidato possa influire sulle concentrazioni plasmatiche di medicinali somministrati contemporaneamente. Si raccomanda pertanto cautela nell’associare metilfenidato ad altri medicinali, soprattutto quelli che hanno una ristretta finestra terapeutica.

Metilfenidato non è metabolizzato dal citocromo P450 in misura clinicamente rilevante. Non si prevede che gli induttori o gli inibitori del citocromo P450 abbiano un impatto rilevante sulla farmacocinetica di metilfenidato. Viceversa, gli enantiomeri d- e l- di metilfenidato non inibiscono in modo rilevante il citocromo P450 1A2, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 o 3A.

Tuttavia esistono segnalazioni secondo cui metilfenidato può inibire il metabolismo di anticoagulanti cumarinici, anticonvulsivanti (ad esempio fenobarbital, fenitoina, primodone) e di alcuni antidepressivi (triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). All’inizio o all’interruzione del trattamento con metilfenidato, è possibile che occorra aggiustare la dose di questi medicinali già assunti e determinare le concentrazioni plasmatiche farmacologiche (oppure, nel caso della cumarina, i tempi di coagulazione).

Interazioni farmacodinamiche Medicinali antipertensivi

Metilfenidato può ridurre l’efficacia dei principi attivi usati per il trattamento dell’ipertensione.

Uso con medicinali che aumentano la pressione arteriosa

Si raccomanda cautela nei pazienti trattati con metilfenidato e qualsiasi altro principio attivo che può aumentare la pressione arteriosa (vedere anche la sezìone Condìzìonì cardìovascolarì e cerebrovascolarì al paragrafo 4.4).

A causa di possibili crisi ipertensive, l’uso di metilfenidato è controindicato in pazienti trattati (al momento o nelle ultime 2 settimane) con inibitori irreversibili non selettivi delle monoaminoossidasi (MAO) (vedere paragrafo 4.3).

Uso con alcol

L’alcool può peggiorare gli eventi avversi a carico del SNC, causati da principi attivi psico-attivi, tra cui metilfenidato. È pertanto consigliabile che i pazienti si astengano dall’assumere alcolici durante il trattamento.

Uso con i cibi

Non è stato effettuato alcuno studio per valutare un eventuale effetto del cibo. Quindi si raccomanda che le compresse di MEDICEBRAN siano prese in un modo regolare rispetto ai tempi dei pasti, ovvero

che le dosi devono essere somministrate nello stesso momento rispetto all’ora del pasto, ogni giorno, preferibilmente con o subito dopo il cibo (vedere paragrafo 4.2).

Uso con anestetici alogenati

Durante gli interventi chirurgici, sussiste il rischio di un improvviso aumento della pressione arteriosa. In caso di programmazione di un intervento chirurgico, il trattamento con metilfenidato non deve essere somministrato il giorno dell’operazione.

Uso con alfa-2 agonisti ad azione centrale (ad esempio, clonidina)

Con l’uso di clonidina, sono stati riportati eventi avversi gravi, inclusa morte improvvisa. Il profilo di sicurezza di metilfenidato non è stato valutato sistematicamente in associazione a clonidina o ad altri alfa-2 agonisti ad azione centrale.

Uso con principi attivi dopaminergici

Si raccomanda cautela nella somministrazione di metilfenidato con principi attivi dopaminergici, compresi gli antipsicotici. Poiché una delle azioni predominanti di metilfenidato consiste nell’aumento dei livelli extracellulari della dopamina, metilfenidato può essere associato a interazioni farmacodinamiche, se somministrato contemporaneamente ad agonisti dopaminergici diretti e indiretti (compresi DOPA e antidepressivi triciclici) o ad antagonisti dopaminergici, compresi gli antipsicotici.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

za

I dati relativi all’uso del metilfenidato in donne in stato di gravidanza

sono in numero limitato.

Sono stati segnalati spontaneamente casi di tossicità cardiorespiratoria neonatale, nello specifico tachicardia e sofferenza respiratoria fetali.

Gli studi sugli animali hanno mostrato prove di tossicità riproduttiva solo a dosaggi tossici per la madre (vedere paragrafo 5.3).

Metilfenidato non è raccomandato per l’uso durante la gravidanza a meno che non sia stato stabilito clinicamente che la posticipazione del trattamento può costituire un rischio maggiore per la gravidanza stessa.

Allattamento

Metilfenidato è stato ritrovato nel latte materno di una donna trattata con metilfenidato.

È stato segnalato il caso di un neonato che presentava un calo ponderale imprecisato durante il periodo di esposizione, ma ha recuperato e ripreso ad aumentare di peso dopo l’interruzione del

trattamento con metilfenidato da parte della madre. Il rischio per i neonati non può essere escluso.

Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con metilfenidato, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Metilfenidato può causare capogiri, sonnolenza e disturbi visivi, tra cui difficoltà dell’accomodamento della vista, diplopia e visione offuscata. MEDICEBRAN altera moderatamente la capacità di guidare i veicoli o di usare macchinari. I pazienti devono essere avvisati di questi possibili effetti e, qualora presenti, di evitare lo svolgimento di attività potenzialmente pericolose quali la guida o l’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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La tabella seguente riporta tutte le reazioni avverse al farmaco (Adverse Drug Reactions – ADR) osservate durante gli studi clinici, quelle riferite spontaneamente dopo l’immissione in commercio di MEDICEBRAN e quelle che sono state riportate con altre formulazioni a base di metilfenidato cloridrato. Se le frequenze delle reazioni avverse al farmaco osservate con MEDICEBRAN e con formulazioni a base di metilfenidato risultavano differenti, è stata utilizzata la frequenza maggiore dei due database.

Classificazione della frequenza: molto comune (≥1/10) comune (≥1/100, <1/10)

non comune (≥1/1.000, <1/100) raro (≥1/10.000, <1/1.000)

molto raro (<1/10.000)

non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Comune: rinofaringite.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: anemia, leucopenia, trombocitopenia, porpora trombocitopenica.

Non nota: pancitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni di ipersensibilità, quali edema angioneurotico, reazioni anafilattiche, gonfiore auricolare, malattie bollose, malattie esfoliative, orticaria, prurito, eritema ed eruzioni cutanee.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione*

Comune: anoressia, diminuzione dell’appetito, moderato ritardo dell’aumento ponderale e della statura in caso di uso prolungato nei bambini*.

Disturbi psichiatrici*

Molto comune: insonnia, nervosismo.

Comune: anoressia, labilità emotiva, aggressività*, agitazione*, ansia*, depressione*, irritabilità, comportamento anormale.

Non comune: disturbi psicotici*, allucinazioni uditive, visive e tattili*, rabbia, idea suicida*, alterazioni dell’umore, sbalzi d’umore, irrequietezza, tendenza a piangere, tic*, peggioramento di tic preesistenti o della sindrome di Tourette*, ipervigilanza, disturbi del sonno.

Raro: mania*, disorientamento, alterazione della libido.

Molto raro: tentativo di suicidio (incluso suicidio portato a termine)*, depressione dell’umore transitoria*, pensiero anormale, apatia, comportamenti ripetitivi, fissazioni*.

Non nota: delirio, disturbi del pensiero*, stato confusionale, dipendenza, logorrea.

Sono stati descritti casi di abuso e di dipendenza, più frequentemente con le formulazioni a rilascio immediato (frequenza non nota).

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea

Comune: capogiri, discinesia, iperattività psicomotoria, sonnolenza. Non comune: sedazione, tremore.

Molto raro: convulsioni, movimenti coreo-atetoidi, deficit neurologico ischemico reversibile

Sindrome Neurolettica Maligna (SNM; le segnalazioni erano scarsamente documentate e nella maggior parte dei casi i pazienti stavano già assumendo altri principi attivi, pertanto, non è chiaro il ruolo di metilfenidato).

Non nota: disturbi cerebrovascolari* (compresi vasculite, emorragie cerebrali, accidenti cerebrovascolari, arterite cerebrale, occlusione cerebrale), convulsioni da grande male*, emicrania.

Patologie dell’occhio

Non comune: diplopia, visione offuscata.

Raro: difficoltà di accomodamento della vista, midriasi, disturbi visivi.

Patologie cardiache*

Comune: aritmia, tachicardia, palpitazioni. Non comune: dolore toracico.

Raro: angina pectoris.

Molto raro: arresto cardiaco, infarto miocardico.

Non nota: tachicardia sopraventricolare, bradicardia, extrasistoli ventricolari, extrasistoli.

Patologie vascolari*

Comune: ipertensione.

Molto raro: arterite e/o occlusione cerebrale, freddo periferico, fenomeno di Raynaud.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: tosse, dolore faringolaringeale. Non comune: dispnea.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolore addominale, diarrea, nausea, mal di stomaco e vomito: di solito tali effetti si verificano all’inizio del trattamento e possono essere attenuati assumendo contemporaneamente del cibo; bocca secca.

Non comune: stipsi.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento degli enzimi epatici.

Molto raro: anomalie della funzionalità epatica, compreso coma epatico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: alopecia, prurito, eruzione cutanea, orticaria.

Non comune: edema angioneurotico, malattie bollose, malattie esfoliative.

Raro: iperidrosi, eruzione cutanea maculare, eritema.

Molto raro: eritema multiforme, dermatite esfoliativa, eritema fisso da farmaco.

Non nota: pelle secca.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: artralgia.

Non comune: mialgia, spasmi muscolari. Molto raro: crampi muscolari.

Patologie renali e urinarie

Non comune: ematuria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Raro: ginecomastia.

Non nota: disfunzione erettile, priapismo, aumento del numero delle erezioni ed erezioni prolungate.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: piressia, ritardo nello sviluppo in caso di uso prolungato nei bambini*.

Non comune: dolore toracico, affaticamento.

Molto raro: morte cardiaca improvvisa*. Non nota: oppressione toracica, iperpiressia.

Esami diagnostici

Comune: alterazioni dei valori pressori e della frequenza cardiaca (solitamente un aumento)*, calo ponderale*.

Non comune: soffio cardiaco*, aumento dei valori degli enzimi epatici. Molto raro: aumento della fosfatasi alcalina ematica, aumento della bilirubina ematica, ridotta conta piastrinica, conta leucocitaria anormale.

*Vedere paragrafo 4.4.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di sorveglianza all’indirizzo:www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Segni e sintomi

Il sovradosaggio acuto, principalmente dovuto a iperstimolazione del

sistema nervoso centrale e di quello simpatico, può comportare vomito, agitazione, tremori, iperreflessia, spasmi muscolari, convulsioni (a volte seguite da coma), euforia, confusione, allucinazioni, delirio, sudorazione, vampate di calore, cefalea, iperpiressia, tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, ipertensione, midriasi e secchezza delle membrane mucose.

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio da MEDICEBRAN. Il trattamento consiste nel fornire terapie di supporto appropriate.

Il paziente deve essere protetto contro azioni autolesioniste e stimoli esterni che portano all’aggravamento dell’iperstimolazione già presente. Se i segni e i sintomi non sono troppo gravi e il paziente è cosciente, lo stomaco può essere svuotato inducendo il vomito o eseguendo una lavanda gastrica. Prima di eseguire la lavanda gastrica, è necessario tenere sotto controllo l’agitazione e le convulsioni, se presenti, e proteggere le vie aeree. Le altre terapie per disintossicare l’intestino comprendono la somministrazione di carbone attivo e di un catartico. In presenza di un’intossicazione grave, si può somministrare una dose attentamente titolata di una benzodiazepina prima di eseguire la lavanda gastrica.

È necessario adottare trattamenti intensivi per mantenere una circolazione e una respirazione adeguate. È possibile che si rendano necessarie procedure di raffreddamento esterno contro l’iperpiressia.

Non è stata dimostrata l’efficacia della dialisi peritoneale o dell’emodialisi extracorporea, in caso di sovradosaggio di metilfenidato cloridrato.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: psicoanalettici, psicostimolanti, sostanze impiegate per il trattamento dell’ADHD e farmaci nootropici; farmaci simpaticomimetici ad azione centrale. Codice ATC: N06BA04

Meccanismo di azione

MEDICEBRAN è un debole stimolante dell’SNC con effetti più marcati sulle attività mentali rispetto a quelle motorie. Il suo meccanismo d’azione nell’uomo non è ancora del tutto chiarito, ma si crede che i suoi effetti stimolanti siano dovuti alla stimolazione corticale e probabilmente alla stimolazione del sistema d’attivazione reticolare.

Il meccanismo attraverso cui MEDICEBRAN esercita i suoi effetti sulle attività mentali e comportamentali dei bambini, non è stato ancora chiaramente dimostrato, né esiste un’evidenza definitiva di come tali effetti siano correlati alle condizioni del sistema nervoso centrale. Si ritiene che blocchi la ricaptazione di noradrenalina e dopamina nel neurone presinaptico e che aumenti il rilascio di queste monoamine nello spazio extraneurale. MEDICEBRAN è un composto racemico di enantiomeri d- e l-treo di metilfenidato. L’enantiomero d- è più attivo a livello farmacologico rispetto all’enantiomero l.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento:

Metilfenidato viene assorbito rapidamente e quasi completamente. A

causa del notevole metabolismo di primo passaggio, la sua biodisponibilità assoluta è solo il 30% (11-51%) della dose. L’assunzione del farmaco con il cibo ne accelera l’assorbimento, ma non ha effetto sulla quantità assorbita. Le concentrazioni massime plasmatiche di 7 ng/ml sono raggiunte in media 1-2 ore dopo la somministrazione di 10 mg. Le concentrazioni massime plasmatiche variano notevolmente da paziente a paziente.

Ci sono notevoli variazioni interindividuali e intraindividuali nelle concentrazioni plasmatiche che, tuttavia, forniscono scarse evidenze definitive relativamente all’efficacia terapeutica. L’emivita sostanzialmente breve è ben correlata alla durata d’azione da 1 a 4 ore.

Distribuzione:

A livello ematico, metilfenidato e i suoi metaboliti sono distribuiti nel plasma (57%) e negli eritrociti (43%). Metilfenidato e i suoi metaboliti

hanno una bassa affinità per le proteine plasmatiche (10 – 33%). Il volume di distribuzione dopo una dose singola somministrata per via endovenosa,è 2,2 l/kg (2,65±1,1 l/kg per d-metilfenidato e 1,8 ± 0,9 L/kg per l-metilfenidato).

Biotrasformazione:

La biotrasformazione di metilfenidato è rapida e di ampia portata. Le concentrazioni plasmatiche di picco dell’acido 2-fenil-2-piperidil acetico (PPAA) sono raggiunte circa 2 ore dopo la somministrazione di metilfenidato e sono 30-50 volte maggiori di quelle della sostanza inalterata. L’emivita di PPAA è circa il doppio di quella di metilfenidato e la sua clearance sistemica media è di 0,17 l/h/kg. Sono rilevabili soltanto piccole quantità di metaboliti idrossilati (per esempio idrossimetilfenidato e acido idrossiritalinico). L’attività terapeutica sembra essere principalmente dovuta al composto affine.

Eliminazione

Metilfenidato viene eliminato attraverso il plasma con un’emivita media di circa 2 ore. La clearance media dopo una singola dose somministrata per via endovenosa è di 0,565 l/h/kg (0,40± 0,12 l/h/kg per d-metilfenidato e di 0,73±0,28 l/h/kg per l-metilfenidato). Dopo la somministrazione orale, circa il 78-97% della dose è escreto entro 48 – 96 ore con l’urina e l’1 – 3 % con le feci, sotto forma di metaboliti. Soltanto minime quantità (< 1%) di metilfenidato inalterato compaiono nell’urina. Gran parte della dose endovenosa (89%) è eliminata con l’urina entro 16 ore, presumibilmente a prescindere dal valore di pH, sotto forma di acido ritalinico.

In apparenza non c’è alcuna differenza nel profilo farmacocinetico di metilfenidato tra bambini affetti da disturbi di iperattività / ADHD e volontari sani adulti. Il profilo farmacocinetico di metilfenidato non è stato studiato nei bambini di età inferiore ai 6 anni o negli anziani al di sopra dei 65 anni.

L’eliminazione dell’acido ritalinico per via renale può ridursi in caso di funzionalità renale compromessa.

Il volume della dose è escreto con l’urina sotto forma di acido 2-fenil- 2-piperidil acetico (PPAA, 60-86%).

Caratteristiche nei pazienti

In apparenza non c’è alcuna differenza nel profilo farmacocinetico di metilfenidato tra bambini iperattivi e volontari sani adulti.

I dati relativi all’eliminazione in pazienti con normale funzionalità renale, suggeriscono che l’escrezione a livello renale di metilfenidato inalterato può difficilmente ridursi in presenza di una funzionalità renale compromessa. Tuttavia, l’escrezione renale di PPAA può essere ridotta.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Cancerogenicità

In studi di cancerogenicità condotti su ratti e topi per l’intera durata della loro vita, è stato osservato un aumento del numero di tumori epatici soltanto nei ratti maschi. La significatività clinica di questi risultati per l’uomo non è nota.

Metilfenidato non ha avuto alcun effetto sulla funzione riproduttiva o sulla fertilità, se somministrato in multipli bassi della dose clinica.

Gravidanza-sviluppo embriofetale

Metilfenidato non è ritenuto teratogeno nei ratti e nei conigli. Nei ratti è stata osservata tossicità fetale (vale a dire, perdita totale della prole) e materna, a dosaggi tossici per la madre.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina Amido pregelatinizzato di mais Calcio fosfato dibasico diidrato Lattosio monoidrato Magnesio stearato

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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MEDICEBRAN 5 mg compresse

Astucci contenenti 28 o 30 compresse confezionate in blister opachi bianchi di PVC/PE/PVdC, sigillati a caldo con foglio di alluminio.

MEDICEBRAN 10 mg compresse

Astucci contenenti 28 o 30 compresse confezionate in blister opachi bianchi di PVC/PVdC, sigillati a caldo con foglio di alluminio.

MEDICEBRAN 20 mg compresse

Astucci contenenti 28 o 30 compresse confezionate in blister opachi bianchi di PVC/PE/PVdC, sigillati a caldo con foglio di alluminio.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG Kuhloweg 37

58638 Iserlohn Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC N. 043189012 5 MG COMPRESSE 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

AIC N. 043189024 5 MG COMPRESSE 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

AIC N.
043189036
10 MG COMPRESSE 28 COMPRESSE IN BLISTER
PVC/PVDC/AL
AIC N.
043189048
10 MG COMPRESSE 30 COMPRESSE IN BLISTER
PVC/PVDC/AL
AIC N.
043189051
20 MG COMPRESSE 28 COMPRESSE IN BLISTER
PVC/PE/PVDC/AL
AIC N.
043189063
20 MG COMPRESSE 30 COMPRESSE IN BLISTER
PVC/PE/PVDC/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 13 Ottobre 2014

10.0 Data di revisione del testo

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11/06/2016

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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