Citalopram G.P.: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Citalopram G.P.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Citalopram G.P.: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Citalopram G.P.: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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CITALOPRAM PLIVA PHARMA compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa rivestita con film contiene citalopram bromidrato equivalente a 20 mg di citalopram.

Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

CITALOPRAM PLIVA PHARMA 20 mg compresse rivestite con film sono compresse rivestite bianche, ovali, biconvesse, con linea di frattura, marcate con CI 20 su un lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento di episodi depressivi maggiori.

Trattamento del disturbo da panico con o senza agorafobia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per i diversi regimi posologici, devono essere prescritti i dosaggi adatti.

CITALOPRAM PLIVA PHARMA compresse viene somministrato come unica dose giornaliera. CITALOPRAM PLIVA PHARMA compresse può essere assunto in qualunque momento della giornata, indipendentemente dall’assunzione di cibo.

Trattamento degli episodi depressivi maggiori:

CITALOPRAM PLIVA PHARMA deve essere somministrato come singola dose orale di 20 mg al giomo. In funzione della risposta del singolo paziente, questa dose può essere aumentata fino a un massimo di 60 mg al giomo.

Dopo l’inizio del trattamento, l’effetto antidepressivo non è da prevedersi per almeno due settimane. Di solito è necessario un periodo di trattamento di almeno 6 mesi perchè si ottenga un adeguato mantenimento di potenziali ricadute.

Trattamento del disturbo da panico:

Come per altre terapie farmacologiche utilizzate in questo gruppo di pazienti, si consiglia una bassa dose iniziale per ridurre la probabilità di un iniziale effetto ansiogeno paradosso. Si raccomanda una dose orale singola di 10 mg al giomo per la prima settimana, con un aumento successivo della dose a 20 mg al giomo. La dose può essere ulteriormente aumentata, fino a un massimo di 60 mg al giomo, in funzione della risposta del singolo paziente; tuttavia, la dose ottimale è di 20-30 mg al giomo.

L’efficacia massima del citalopram nel trattamento del disturbo da panico si raggiunge dopo circa 3 mesi. In funzione della risposta del singolo paziente, può essere necessario continuare il trattamento per diversi mesi.

Pazienti anziani (>65 anni):

Trattamento di episodi depressivi maggiori:

Per i pazienti anziani, la dose deve essere ridotta a 10-20 mg al giomo. In funzione della risposta del singolo paziente, questa dose può essere aumentata fino a un massimo di 40 mg al giomo.

Trattamento del disturbo da panico:

La dose iniziale è di 10 mg una volta al giomo. Dopo una settimana, la dose può essere aumentata fino a 20 mg al giomo. In funzione della risposta del singolo paziente, questa dose può essere aumentata fino a un massimo di 40 mg al giomo.

Bambini e adolescenti sotto i 18 anni di età:

CITALOPRAM PLIVA PHARMA non deve essere utilizzato nel trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni (vedere paragrafo 4.4).

Ridotta funzionalità epatica:

Il dosaggio deve essere limitato al livello inferiore del range. I pazienti con insufficienza epatica devono ricevere una dose iniziale di 10 mg al giomo. La dose non deve superare 30 mg al giomo (vedere paragrafo 4.4). Questi pazienti devono essere posti sotto osservazione clinica.

Ridotta funzionalità renale:

Non è necessario un aggiustamento del dosaggio in caso di lieve o moderata alterazione della funzione renale. Non sono disponibili informazioni su casi di insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 20 ml/min.) (vedere paragrafo 4.4).

Interruzione della terapia:

Per evitare reazioni da sospensione, la terapia con citalopram deve essere sospesa lentamente. Si consiglia di ridurre gradualmente la dose nell’arco di 1-2 settimane (vedere paragrafo 4.8).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al citalopram o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Inibitori delle monoamminossidasi: casi di reazioni gravi e talvolta fatali sono stati segnalati in pazienti che ricevevano un inibitore selettivo del reuptake della serotonina (SSRI) in combinazione con un inibitore delle monoamminossidasi (IMAO), incluso l’IMAO selettivo selegilina e l’IMAO reversibile (RIMA) moclobemide, e in pazienti che avevano sospeso di recente un SSRI e iniziato ad assumere un IMAO (vedere paragrafo 4.4).

Alcuni casi hanno presentato caratteristiche simili alla sindrome da serotonina. I sintomi di un’interazione farmacologica con un IMAO comprendono: ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità autonomica con possibili rapide oscillazioni delle funzioni vitali, alterazioni dello stato mentale comprendenti confusione, irritabilità e agitazione estrema con progressione fino a delirio e coma.

Il citalopram non deve essere utilizzato in combinazione con un IMAO. CITALOPRAM PLIVA PHARMA non deve essere somministrato per quattordici giorni dopo la sospensione del trattamento con un IMAO irreversibile o per il tempo specificato dopo la sospensione del trattamento con un IMAO reversibile (RIMA), come indicato nel testo per la prescrizione del RIMA. Devono trascorrere almeno 7 giorni dalla sospensione del trattamento con citalopram prima di iniziare ad assumere un IMAO o RIMA.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Citalopram non deve essere usato in concomitanza a medicinali con effetti serotoninergici, quali tramadolo, triptofano, oxitriptano, sumatriptan o altri triptani.

Diabete: Nei pazienti diabetici, il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell’insulina e dell’ipoglicemizzante orale.

Crisi epilettiche: Le crisi epilettiche rappresentano un rischio potenziale con i farmaci antidepressivi. Il farmaco deve essere sospeso nei pazienti che sviluppano crisi epilettiche. Il citalopram deve essere evitato in pazienti con epilessia instabile e i pazienti con epilessia controllata devono essere tenuti sotto stretta osservazione. La somministrazione di citalopram deve essere interrotta se vi è un aumento della frequenza delle crisi.

Terapia elettroconvulsivante (ECT) – Vi è scarsa esperienza clinica di somministrazione concomitante di citalopram ed ECT, pertanto si raccomanda cautela.

Mania: Il citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con anamnesi di mania/ipomania. Il citalopram deve essere sospeso nei pazienti che entrano in una fase maniacale.

Suicidio/ideazione suicidaria: La depressione è associata a un maggiore rischio di ideazione suicidaria, autolesionismo e suicidio. Questo rischio persiste fino a quando non si verifica una remissione significativa. Dato che può non verificarsi un miglioramento durante le prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere tenuti sotto attenta osservazione fino a quando non si manifesta tale miglioramento. In base all’esperienza clinica generale con tutte le terapie antidepressive, il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del recupero.

Anche altri disturbi psichiatrici per cui viene prescritto citalopram possono essere associati a un aumento del rischio di comportamento suicidario. Inoltre, può esservi una comorbilità di questi disturbi con disturbo depressivo maggiore. Le stesse precauzioni previste nel trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore devono essere quindi osservate nel trattamento dei pazienti con altri disturbi psichiatrici.

I pazienti con storia di comportamento o ideazione suicidari, o i pazienti che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono maggiormente a rischio di pensieri suicidi o tentativi di suicidio e devono essere tenuti sotto attenta osservazione durante il trattamento.

I pazienti (e le persone che se ne prendono cura) devono essere avvisati della necessità di tenere sotto osservazione il manifestarsi di ideazione suicidaria/ comportamento suicida o pensieri di autolesionismo e consultare immediatamente il medico nel caso in cui tali sintomi siano presenti.

Emorragia: Con gli SSRI sono state segnalate anomalie della coagulazione, quali ecchimosi, porpora, emorragie ginecologiche, sanguinamento gastrointestinale e altro sanguinamento della cute o delle mucose. Si consiglia cautela nei pazienti che assumono citalopram, in particolare in caso di uso concomitante di anticoagulanti orali, principi attivi noti per influenzare la funzione piastrinica o altri principi attivi che possono aumentare il rischio di emorragia (ad es. antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, l’acido acetilsalicilico e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), nonché nei pazienti con storia di disturbi della coagulazione.

Sindrome da serotonina: In rari casi, è stata segnalata sindrome da serotonina nei pazienti che assumono SSRI. Una combinazione di sintomi, quali agitazione, tremore, mioclono e ipertermia può indicare lo sviluppo di questo disturbo. Il trattamento con citalopram deve essere sospeso immediatamente e deve essere istituito un trattamento sintomatico.

Iponatremia: Iponatremia e sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone diuretico (SIADH) sono state segnalate raramente, principalmente negli anziani, e sono in genere reversibili con l’interruzione della terapia.

Iperico: Può verificarsi un aumento degli effetti serotoninergici, quali sindrome da serotonina, in caso di uso concomitante di citalopram e preparazioni erboristiche contenenti iperico (Hypericum perforatum). Pertanto, citalopram e preparazioni a base di iperico non devono essere assunte concomitantemente (vedere paragrafo 4.5).

Psicosi: Il trattamento di pazienti psicotici con episodi depressivi può aumentare i sintomi psicotici.

L’esperienza con il citalopram non ha rivelato interazioni clinicamente rilevanti con neurolettici. Tuttavia, come con altri SSRI, la possibilità di un’interazione farmacodinamica non può essere esclusa.

Occorre tenere in considerazione i fattori che possono influire sull’eliminazione di un metabolita minore del citalopram (didemetilcitalopram), dato che un aumento dei livelli di questo metabolita può teoricamente prolungare l’intervallo QTc nei soggetti sensibili. Tuttavia, nel monitoraggio con ECG dei pazienti negli studi clinici, inclusi i pazienti con disturbi cardiaci preesistenti, non sono state osservate modificazioni clinicamente significative.

Alcuni pazienti con disturbo da panico manifestano un effetto ansiogeno iniziale quando iniziano la farmacoterapia. Un basso dosaggio iniziale (vedere Posologia) riduce la probabilità di questo effetto.

I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi di Lapp o malassorbimento del glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco.

L’uso di citalopram non è raccomandato nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min.), in quanto non sono disponibili informazioni sull’uso in questi pazienti (vedere paragrafo 4.2).

In caso di alterata funzionalità epatica, si raccomanda una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2) e un attento monitoraggio della funzione epatica.

Uso nei bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni: CITALOPRAM PLIVA PHARMA non deve essere usato per il trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati più frequentemente osservati negli studi clinici tra bambini e adolescenti trattati con antidepressivi, rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti, per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Gli inibitori delle monoamminossidasi (IMAO) non devono essere usati in combinazione con gli SSRI (vedere paragrafo 4.3).

Il metabolismo del citalopram è solo in parte dipendente dall’isoenzima epatico CYP2D6 del citocromo P450 e, a differenza di altri SSRI, il citalopram è solo un debole inibitore di questo importante sistema enzimatico coinvolto nel metabolismo di molti farmaci (inclusi gli antiaritmici, i neurolettici, i beta-bloccanti, i TCA e alcuni SSRI). Il legame proteico è relativamente basso (<80%). Queste proprietà conferiscono al citalopram un basso potenziale di interazioni tra farmaci clinicamente significative.

Alcool – La combinazione di citalopram e alcool non è consigliabile. Tuttavia, non sono state osservate interazioni farmacodinamiche avverse tra citalopram e alcool.

Farmaci serotoninergici – La co-somministrazione di farmaci serotoninergici (ad es. tramadolo, triptofano, oxitriptano, sumatriptan e altri triptani) può portare a sindrome da serotonina. In associazione con i triptani, vi è inoltre un rischio potenziale di vasocostrizione coronarica e ipertensione. Pertanto, l’uso contemporaneo di citalopram e di questi principi attivi non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4).

Litio – Non vi è una interazione farmacocinetica tra litio e citalopram. Tuttavia, vi sono state segnalazioni di sindrome da serotonina quando gli SSRI sono stati somministrati con litio; pertanto, l’uso concomitante di citalopram e litio deve essere intrapreso con cautela e si richiede un’osservazione clinica più attenta e più frequente.

Si richiede cautela nei pazienti trattati contemporaneamente con anticoagulanti orali, principi attivi noti per influire sulla funzione piastrinica o altri medicinali che possono aumentare il rischio di emorragia (ad es. FANS, acido acetilsalicilico, dipiridamolo, ticlopidina, antipsicotici atipici, fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici) (vedere paragrafo 4.4).

La co-somministrazione di citalopram e metoprololo (substrato del CYP2D6) ha provocato un aumento di due volte dei livelli plasmatici di metoprololo. Non sono stati osservati effetti clinicamente significativi sulla pressione arteriosa o sulla frequenza del battito cardiaco.

In uno studio di farmacocinetica, non è stato dimostrato alcun effetto sui livelli di citalopram o di imipramina, sebbene il livello di desipramina, il metabolita principale dell’imipramina, risultasse aumentato. Quando la desipramina è associata al citalopram, si è osservato un aumento della concentrazione plasmatica di desipramina. Può essere necessaria una riduzione della dose di desipramina.

La cimetidina, un noto inibitore enzimatico, ha causato un leggero aumento dei livelli medi di citalopram allo steady state. Pertanto, si raccomanda cautela quando si somministrano dosi elevate di citalopram in associazione a dosi elevate di cimetidina.

Possono verificarsi interazioni farmacodinamiche tra citalopram e il rimedio fitoterapico iperico (Hypericum perforatum), con conseguente aumento degli effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4).

Negli studi clinici, non è stata osservata nessuna interazione farmacodinamica quando citalopram è stato somministrato in concomitanza con benzodiazepine, neurolettici, analgesici, litio, antistaminici, antipertensivi, beta-bloccanti e altri farmaci cardiovascolari.

Non è stato segnalato che l’assorbimento e le altre proprietà farmacocinetiche del citalopram siano influenzati dal cibo.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza:

Sulla base di un numero limitato di gravidanze esposte, i dati a disposizione non offrono indicazione di un aumento del rischio di malformazioni congenite nel neonato.

Gli studi su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva, ma non indicano effetti dannosi diretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3)

I seguenti effetti sono stati riportati nei neonati quando sono stati somministrati SSRI alle donne in stato di gravidanza, fino alla data imminente del parto o fino al momento del parto: irritabilità, tremori, ipertonia, aumentato tono muscolare, pianto costante e difficoltà nella suzione o a dormire. Possono indicare effetti serotoninergici o sindrome da sospensione. Il tempo fino alla comparsa e la durata di questi sintomi dipendono, in teoria, dall’emivita di eliminazione del medicinale.

L’uso di citalopram può essere preso in considerazione durante la gravidanza quando necessario, e il neonato deve essere tenuto sotto osservazione se il citalopram è assunto fino alla data imminente del parto o fino al momento del parto.

Il trattamento non deve mai essere interrotto bruscamente durante la gravidanza.

Allattamento:

Citalopram è escreto nel latte in piccole quantità. I benefici dell’allattamento devono essere valutati rispetto ai rischi potenziali per il bambino.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Il citalopram non altera la funzione intellettiva e le prestazioni psicomotorie. Tuttavia, nei pazienti che assumono terapie psicotrope può essere prevista una certa compromissione dell’attenzione e della concentrazione generale, a causa della malattia stessa, della terapia o di entrambe. Tali pazienti devono essere avvertiti riguardo alla loro capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti avversi osservati con il citalopram sono in genere lievi e transitori. Sono più frequenti durante le prime una o due settimane di trattamento e di solito si attenuano con il miglioramento dello stato depressivo.

Negli studi clinici comparativi con antidepressivi triciclici, l’incidenza di eventi avversi verificatisi con il citalopram è stata inferiore in tutti i casi.

Reazioni da sospensione sono state segnalate in associazione agli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI), incluso citalopram. I sintomi comuni comprendono capogiri, parestesia, cefalea, ansia e nausea. Deve essere evitata una sospensione brusca del trattamento con citalopram (vedere paragrafo 4.2). La maggior parte dei sintomi osservati con la sospensione degli SSR è di natura non grave e auto-limitante.

Eventi avversi segnalati negli studi clinici con la seguente frequenza:

Molto comune(>10%) Comune(>1%, <10%) Non comune(>0.1%,<1%) Molto raro (<0,01%), comprese segnalazioni isolate
Disturbi psichiatrici Sonnolenza, insonnia, agitazione, nervosismo Disturbi del sonno, alterazione della concentrazione, alterazione onirica, amnesia, ansia, diminuzione della libido, aumento dell’appetito, anoressia, apatia, tentativi di suicidio, confusione Euforia, aumento della libido Allucinazioni, mania, depersonalizzazione; attacchi di panico (questi sintomi potrebbero essere dovuti alla malattia di base)
Alterazioni del sistema nervoso Cefalea, tremori, capogiri Emicrania, parestesia Disturbo extrapiramidale, convulsioni Sindrome da serotonina, acatisia
Alterazioni cardiache Palpitazioni Tachicardia Bradicardia Aritmie sopraventricolari e ventricolari
Alterazioni del sistema vascolare Ipotensione posturale, ipotensione, ipertensione
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale Nausea, secchezza delle fauci, costipazione, diarrea Dispepsia, vomito, dolori addominali, flatulenza, aumento della salivazione
Alterazioni renali e delle vie urinarie Disturbi della minzione, poliuria Iponatremia
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione Diminuzione ponderale, aumento ponderale
Alterazioni del sistema epatobiliare Aumento dei valori degli enzimi epatici
Disturbi respiratori Rinite, sinusite Tosse
Disordini del sistema riproduttivo Disturbi dell’eiaculazio-ne anorgasmia femminile, dismenorrea, impotenza Galattorrea
Alterazioni della cute Aumento della sudorazione Eruzione cutanea prurito Fotosensibilità Angioedema
Disturbi oculari Anomalie dell’accomoda-zione Anomalie della visione
Alterazioni dei sensi speciali Anomalie del gusto
Alterazioni dell’apparato uditivo e vestibolare Tinnito
Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico Mialgia Artralgia
Disordini generali Astenia Affaticamento, sbadigli Reazioni allergiche, sincope malessere, ecchimosi, porpora, emorragie ginecologiche, sanguinamento gastrointestinale e altro sanguinamento della cute o delle membrane mucose Reazioni anafilattoidi, prolattinemia,

04.9 Sovradosaggio

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Il citalopram viene somministrato a pazienti con rischio potenziale di suicidio e sono state ricevute alcune segnalazioni di tentato suicidio. Mancano spesso i dettagli riguardo alla dose precisa o alla combinazione con altri farmaci e/o alcool.

Non è nota una dose fatale. I pazienti sono sopravvissuti all’ingestione di una dose fino a 2 g di citalopram. Gli effetti risultano potenziati in caso di contemporanea assunzione di alcool. Potenziale interazione con antidepressivi triciclici e IMAO.

Sintomi:

Sono stati segnalati nausea, vomito, sudorazione, tachicardia, sonnolenza, coma, distonia, convulsioni, iperventilazione e iperpiressia. Le manifestazioni cardiache osservate comprendono ritmo nodale, prolungamento degli intervalli QT e complessi a QRS largo. È stata segnalata anche bradicardia prolungata con ipotensione grave e sincope.

Raramente, le caratteristiche della sindrome da serotonina possono comparire nell’avvelenamento grave. Ciò comprende alterazione dello stato mentale, iperattività neuromuscolare e instabilità autonomica. Potrebbe esservi iperpiressia e un innalzamento della creatinchinasi sierica. Rabdomiolisi è rara.

Trattamento:

Non esiste alcun antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto.

Se la quantità di medicinale è elevata e l’ingestione molto recente, può essere presa in considerazione la lavanda gastrica (dopo intubazione se il paziente ha perso conoscenza). Altrimenti, è essenziale somministrare carbone attivo per ridurre l’ulteriore assorbimento. Può essere considerata anche la possibilità di accelerare il passaggio somministrando dei lassativi idonei, ad es. sodio solfato. È consigliabile la sorveglianza medica.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI).

Codice ATC: N 06 AB 04

Gli studi biochimici e comportamentali hanno dimostrato che il citalopram è un potente inibitore dell’uptake della serotonina (5-HT). La tolleranza all’inibizione dell’uptake della 5-HT non è indotta dal trattamento a lungo termine con citalopram.

Il citalopram è l’inibitore del reuptake della serotonina (SSRI) più selettivo finora descritto, senza effetto (o con effetto minimo) sulla captazione della noradrenalina (NA), della dopamina (DA) e dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA).

Al contrario di molti antidepressivi triciclici e di alcuni degli altri SSRI, il citalopram non ha nessuna (o ha scarsa) affinità per una serie di recettori, inclusi i recettori 5-HT1A, 5-HT2, DA D1 e D2, adrenorecettori alfa 1, alfa 2, beta, istamina H1, muscarinici colinergici, benzodiazepinici e oppioidi. Una serie di test funzionali in vitro in organi isolati, nonché test funzionali invivo, hanno confermato l’assenza di affinità per i recettori. Questa assenza di effetti sui recettori potrebbe spiegare perché il citalopram produce meno effetti collaterali tradizionali, quali secchezza delle fauci, disturbi della vescica e dell’intestino, offuscamento della visione, sedazione, cardiotossicità e ipotensione ortostatica.

La soppressione del sonno REM è considerata un predittore dell’attività antidepressiva. Come gli antidepressivi triciclici, gli altri SSRI e gli inibitori delle MAO, il citalopram sopprime il sonno REM e aumenta il sonno a onde lente.

Sebbene il citalopram non si leghi ai recettori oppioidi, potenzia l’effetto antinocicettivo degli analgesici oppioidi di uso comune. Vi è stato un potenziamento dell’iperattività indotta da d-anfetamina a seguito della somministrazione di citalopram.

I metaboliti principali del citalopram sono tutti SSRI, sebbene la loro potenza e selettività siano inferiori a quelli del citalopram. Tuttavia, i coefficienti di selettività dei metaboliti sono superiori a quelli di molti degli altri SSRI. I metaboliti non contribuiscono all’effetto antidepressivo generale.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento:

L’assorbimento è quasi completo e indipendente dall’assunzione di cibo (valore medio della media di Tmax 3,8 ore). La biodisponibilità orale è di circa l’80%.

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione (Vd)ß è circa 12,3 l/kg. Il legame alle proteine plasmatiche è inferiore all’80% per il citalopram e i suoi metaboliti principali.

Biotrasformazione

Il citalopram viene metabolizzato ai metaboliti attivi demetilcitalopram, didemetilcitalopram, citalopram-N-ossido e a un derivato deaminato inattivo dell’acido propionico. Anche tutti i metaboliti attivi sono SSRI, sebbene più deboli rispetto al composto progenitore. Citalopram immodificato è il composto predominante nel plasma.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione (T½beta) è di circa 1,5 giorni, la clearance plasmatica sistemica (Cls) del citalopram è circa 0,33 l/min. (330 ml/min), e la clearance plasmaticaorale (Cloral) è circa 0,41 l/min (410 ml/min).

Il citalopram viene escreto principalmente attraverso il fegato (85%) e la restante parte (15%) attraverso i reni. Circa il 12-23% della dose giornaliera viene escreto nelle urine come citalopram immodificato. La clearance epatica (residua) è circa 0,35 l/min. (350 ml/min) e la clearance renale circa 0,068 l/min (68 ml/min.).

La cinetica è lineare. I livelli plasmatici allo steady state si raggiungono in 1−2 settimane. Concentrazioni medie di 250 nmol/L (100−500 nmol/L) si raggiungono a una dose giornaliera di 40 mg. Non vi è una relazione chiara tra i livelli plasmatici di citalopram e la risposta terapeutica o gli effetti indesiderati.

Pazienti anziani (65 anni)

Nei pazienti anziani sono stati dimostrate un’emivita più lunga e una riduzione dei livelli di clearance, a causa di una ridotta velocità del metabolismo.

Ridotta funzionalità epatica

Il citalopram è eliminato più lentamente nei pazienti con ridotta funzionalità epatica. L’emivita del citalopram è circa due volte più lunga e le concentrazioni di citalopram allo steady state, a una dose somministrata, sono circa due volte più elevate rispetto ai pazienti con funzione epatica normale.

Ridotta funzionalità renale

Il citalopram è eliminato più lentamente nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzione renale, senza alcun impatto importante sulla farmacocinetica del citalopram. Attualmente, non sono disponibili informazioni per il trattamento di pazienti con funzione renale gravemente ridotta (clearance della creatinina <20 ml/min.).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non hanno rivelato rischi speciali per l’uomo, sulla base degli studi tradizionali di farmacologia di sicurezza, genotossicità e potenziale cancerogeno. Fosfolipidosi è stata osservata in diversi organi, a seguito di somministrazione multipla nel ratto. L’effetto è stato reversibile con la sospensione. Accumulo di fosfolipidi è stato osservato negli studi sugli animali a lungo termine con molti farmaci anfifilici-cationici. Non è chiara la rilevanza clinica di questi risultati. Gli studi di embriotossicità nel ratto hanno evidenziato anomalie scheletriche a dose materne elevate. Gli effetti possono essere collegati all’attività farmacologica oppure potrebbero essere una conseguenza della tossicità materna. Gli studi perinatali e postnatali hanno rivelato una ridotta sopravvivenza della prole durante il periodo dell’allattamento. Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa:

amido di mais: lattosio monoidrato; croscarmellosa sodica; glicerolo;

copovidone; magnesio stearato; cellulosa microcristallina

Rivestimento della compressa:

ipromellosa: macrogol; titanio biossido (E 171)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister in PVC/alluminio.

Dimensioni della confezione: 10 compresse ; 20 compresse; 28 compresse;

50 compresse, 100 compresse.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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PLIVA Pharma S.p.A.

Via Tranquillo Cremona, 10

20092 Cinisello Balsamo (MI)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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28 compresse – AIC n. 037123015/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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12/12/2006, GU 299 del 27/12/2006

10.0 Data di revisione del testo

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01/05/2007

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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