Ceascan: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Ceascan

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Ceascan: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Ceascan: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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CEA-SCAN

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Kit per la preparazione di CEA-Scan marcato con 99mTc.

Ciascuna fiala da 3 millilitri contiene 1,25 milligrammi di arcitumomab (frammenti IMMU-4-murini Fab’ anti-CEA per anticorpo monoclonale) per la preparazione di CEA-Scan marcato con 99mTc. Il kit non include il radioisotopo.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere per soluzione iniettabile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Il CEA-Scan è indicato soltanto in pazienti con carcinoma del colon o del retto istologicamente dimostrato, per la produzione di immagine che indichi la ricomparsa del male e/o metastasi. Il CEAScan viene impiegato, nei summenzionati pazienti, per usi diagnostici soltanto come complemento alle tecniche di immagine diagnostica non invasive, quali l’ecografia o la scansione CT (Tomografia computerizzata) nelle seguenti situazioni:

_ Pazienti con evidenza di ricomparsa e/o metastasi di carcinoma del colon o del retto, che vengono sottoposti ad una valutazione dell’estemsio della malattia prima della resezione chirurgica e/o di altre terapie, oppure

_ Pazienti in cui si sospetti la ricomparsa e/o carcinoma metastatico del colon o del retto con aumento dei livelli di antigeni carcinoembrionari (CEA).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il CEA-Scan viene ricostituito prima dell’uso mediante una soluzione di sodio pertecnetato (99mTc) e diluito fino a raggiungere il volume totale di 5-10 millilitri con una iniezione isotonica di cloruro di sodio.

La dose raccomandata per adulti è 1 milligrammo di frammento Fab’ marcato con 750-1000 MBq di 99mTc in unica somministrazione. L’infusione endovenosa da 5-10 ml di soluzione radiomarcata deve essere praticata in un lasso di tempo di circa 30 secondi.

La sicurezza e l’accuratezza diagnostiche nelle persone di età inferiore ai 21 anni non sono ancora state stabilite.

Non sono stati eseguiti studi accurati su pazienti con danni renali o epatici. In ogni caso, a causa del basso dosaggio delle proteine somministrate ed alla breve emivita del 99mTc, è probabile che non sia necessaria una modifica delle dosi.

La risomministrazione viene discussa nella sezione Somministrazione ripetuta.

04.3 Controindicazioni

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Pazienti con allergie riconosciute o ipersensibilità alle proteine murine.

Gravidanza.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Uso degli Agenti Farmaceutici Radioattivi

Agenti farmaceutici radioattivi dovrebbero essere usati soltanto da personale qualificato ed in possesso dell’autorizzazione governativa appropriata per l’uso e trattamento dei nuclidi radioattivi.

Questo particolare agente farmaceutico radioattivo può essere preso in consegna, usato e somministrato soltanto da persone autorizzate in ambienti clinici designati.

Consegna, conservazione, uso, trasferimento ed eliminazione sono soggetti alle regole e/o i permessi appropriati delle locali organizzazioni ufficiali competenti per i prodotti farmaceutici.

I farmaci radioattivi dovrebbero essere preparati da coloro che li usano in maniera tale da soddisfare sia i requisiti di sicurezza per materiali radioattivi che la qualità del prodotto farmaceutico. Si devono prendere misure precauzionali asettiche adeguate, secondo le norme delle Buone Pratiche di Produzione (GMP) per i prodotti farmaceutici.

Ricostituzione

Immediatamente prima dell’uso il contenuto delle fiale viene ricostituito per preparare CEA-Scan (99mTc). Il contenuto non ricostituito delle fiale non deve essere somministrato direttamente ai pazienti.

Protocollo Raccomandato per la Produzione di Immagine

L’immunoscintigrafia, ricorrendo a tecniche planari e SPECT, dovrebbe essere praticata preferibilmente tra le due e le cinque ore dopo l’iniezione

Per localizzare siti di cancro del colon e del retto è possibile usare una scansione piana dell’intero corpo a 2-5 ore dopo l’iniezione. Si dovrebbe eseguire una produzione di immagine piana del bacino, dell’addome, del torace, e della testa a 2 -5 ore dopo l’iniezione con 500 k counts per immagine. Si raccomanda l’acquisizione di un’immagine in modo word analogo e/o digitale e una matrice 128 x 128.

Si dovrebbe ricorrere anche ad una tomografia computerizzata a fotone singolo (SPECT) del bacino e dell’addome da 2 a 5 ore dopo l’iniezione.

I parametri di acquisizione SPECT sono: 60 proiezioni, 360o usando la tecnica di ripresa rapida, 30-40 secondi per immagine in una matrice di 64 x 64. Si raccomanda l’elaborazione dei dati tramite retroproiezione filtrata e ricostruzione su tre piani ( transassiale, coronale e sagittale).

Nel caso di indicazioni cliniche, in questo protocollo vi possono essere delle variazioni (per esempio, SPECT addizionale della testa). Se le immagini tardive vengono eseguite (per esempio, da 18 a 24 ore), le attività intestinale e cistifellica potrebbero interferire con la reale immagine del tumore. Di conseguenza esse devono essere paragonate a quelle ottenute in tempi precedenti (da 2 a 5 ore).

A causa dell’eliminazione del frammento marcato attraverso le urine, il paziente dovrebbe urinare prima della produzione di immagine allo scopo di diminuire l’attività della vescica.

Specificità del Tumore

CEA-Scan non è specifico per il carcinoma del colon o del retto, poiché CEA (antigene carcinoembrionario) si manifesta in altri carcinomi. Questi includono vari tipi di carcinoma dell’apparato digerente (per esempio, esofageo, gastrico, pancreatico, e tumori del dotto biliare), cancro midollare della tiroide, carcinomi dei polmoni, del seno, dell’ovaia, dell’endometrio e della cervice.

Falsi-Positivi

In uno studio condotto su pazienti con almeno un sito conosciuto di recidiva o crescita espansiva del cancro al colon o al retto, 1 paziente su 122 (0,8%) venne classificato come falso-positivo. In uno studio condotto su pazienti che non presentavano alcuna evidenza radiologica di cancro al colon o al retto, ma con evidenze cliniche e biochimiche di recidiva o crescita espansiva, 11 pazienti su 88 (12,5%) vennero classificati come falsi-positivi.

Durante la produzione di immagini prese all’inizio (da 1 a 3 ore dopo l’iniezione), le aree di potenziali letture di falsi-positivi, in particolare con una immagine planare, sono quelle vicine ai più importanti organi contenitori di sangue (cuore, principali vasi sanguigni ecc.). Durante la produzione di immagini fatte in un secondo tempo (da 18 a 24 ore dopo l’iniezione) le aree potenziali di falso positivo sono quelle vicino alle aree di metabolizzazione del frammento dell’anticorpo (reni e vescica) e negli intestini. Di conseguenza, si raccomanda la produzione di immagine all’inizio, da 2 a 5 ore dopo l’iniezione. Vi è la possibilità di risultati falso-positivi con la produzione di immagine fatta in un secondo tempo (18-24 ore), dovuti all’immagine del colon e della vescica. La localizzazione non specifica può essere sospettata tenendo sotto controllo la normale attività dell’intestino che può essere riconosciuta seguendo gli spostamenti del sito di attività intestinale dalle immagini precoci rispetto a quelle tardive.

Per quanto si riferisce all’immagine di un tumore vicino ai reni o alla vescica, lo svuotamento della vescica prima dell’esame dovrebbe diminuire l’attività della vescica e si raccomanda un’accurata immagine SPECT vicino ai reni ed alla vescica. Per ottenere un’immagine migliore del bacino potrà essere necessario il cateterismo della vescica.

Lesioni calde, fredde e bordate

Soltanto le lesioni calde o bordate dovrebbero essere considerate positive per tumori, a meno che altre prove significative sostengano l’interpretazione di una lesione fredda come area cancerogena. Lesioni bordate o fredde di solito col passare del tempo possono apparire rispettivamente come calde o bordate.

Spesso, lesioni estese, a causa di una scarsa vascolarizzazione, sembrano fredde. In tutte le lesioni fredde classificate positive per tumori durante studi per sottoposti ad analisi, è stata confermata la presenza di cancro (18 lesioni), denotando il fatto che le lesioni fredde in un gruppo di pazienti con sospetto fondato di recidiva o crescita espansiva del cancro, hanno un’elevata probabilità di essere maligne.

Immagine Prodotte con CEA-Scan

CEA-Scan produce immagini del cancro del colon e del retto, compresi i tumori più piccoli di 1 cm e ha un valore di previsione per la ricorrenza/metastasi del cancro del colon o del retto del 98% quando entrambi CT e CEA-Scan risultano positivi per una lesione, ed un valore negativo del 75% quando entrambi i test risultano negativi per una regione.

_ Fegato: CEA-Scan offre informazioni supplementari al CT, quando il cancro del colon o del retto ha dato origine a metastasi nel fegato.

_ Localizzazioni extraepatiche, addome e pelvi: CEA-Scan è in modo significativo più sensibile del CT nel localizzare la diffusione del cancro del colon e del retto nell’addome, escluso il fegato, e nella pelvi.

_ Ossa e cervello: si dovrebbero usare tecniche diagnostiche convenzionali oltre al CEA-Scan per individuare un’eventuale disseminazione del cancro del colon o del retto alle ossa e al cervello.

Ipersensibilità

Si possono verificare reazioni anafilattiche ed altre reazioni dovute ad ipersensibilità nei pazienti a cui vengono somministrate proteine murine. Attrezzature per la rianimazione cardiorespiratoria appropriate e personale addestrato devono essere disponibili in caso di emergenza in presenza di reazioni avverse.

Anticorpo Umano Antimurino (HAMA)

L’anticorpo umano antimurino (HAMA) è stato notato prima e dopo una somministrazione singola di CEA-Scan (vedere Effetti Collaterali). Si è osservato HAMA a frammento nel < 1% dei pazienti ai quali era stato somministrato il CEA-Scan. Inoltre, i pazienti ai quali erano stati somministrati in precedenza prodotti a base di anticorpi murini monoclonali, è più probabile la comparsa di HAMA. I pazienti con HAMA sono più facilmente soggetti a reazioni allergiche o di ipersensibilità e ad una diminuzione dell’efficacia della produzione di immagine del tumore.

Somministrazione Ripetuta

Dati clinici sulla sicurezza ed efficacia di iniezioni ripetute sono disponibili per 44 pazienti. Ai pazienti i cui sieri non contengano anticorpi umani antimurini (HAMA), mediante un appropriato saggio di prova, il prodotto può essere somministrato ad intervalli non inferiori ai 3 mesi. Dovrà essere tenuta in considerazione anche la dose totale di radiazioni assorbita dal paziente in un determinato periodo.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono stati eseguiti studi accurati sulla interazione tra farmaci, tuttavia fino ad ora non sono stati riportati casi di interazione.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne in Età Fertile

Quando si rende necessaria la somministrazione di farmaci radioattivi a donne in età fertile, ci si dovrebbe sempre informare sulla possibilità di una gravidanza in corso. Ogni donna che abbia saltato un ciclo mestruale dovrebbe essere considerata in stato di gravidanza fino a quando non si sia dimostrato il contrario. Nel caso di incertezza, è importante che il periodo di esposizione alle radiazioni sia minimo, conformemente all’ottenimento delle informazioni cliniche opportune. Si devono prendere in considerazione tecniche alternative che non comportino l’uso di radiazioni ionizzanti.

Gravidanza

Il trattamento con radionuclidi effettuato su donne in stato di gravidanza implica anche dosi di radiazioni al feto. CEA-Scan è controindicato durante la gravidanza. La somministrazione di 740 MBq CEA-Scan fa sì che l’embrione o il feto in fase iniziale assorbano circa 4,1 mGy.

Allattamento

Prima della somministrazione di farmaci radioattivi ad una madre durante l’allattamento è bene prendere in considerazione la possibilità di posporre l’indagine per un periodo ragionevole fino alla cessazione dell’allattamento e di valutare se la scelta dei farmaci radioattivi sia la più appropriata, considerata la secrezione attiva nel latte materno. Se la somministrazione è assolutamente necessaria, si dovrebbe interrompere l’allattamento e il latte in eccesso dovrebbe essere scartato. Di solito si consiglia di ricominciare l’allattamento quando il livello di radionuclide nel latte non determini una dose radioattiva al bambino superiore a 1 mSv. A causa della breve emivita – sei ore – del 99mTc, si può trovare una dose inferiore ad 1 mSv nel latte materno 24 ore dopo la somministrazione del CEA-Scan (99mTc).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Nessuna ricerca è stata svolta sulla capacità di guidare e usare le macchine in genere. Nessun effetto conosciuto.

04.8 Effetti indesiderati

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1. Sono state riportate raramente le seguenti reazioni avverse: 1) Temporanea eosinofilia; 2) nausea; 3) borsite; 4) orticaria; 5) prurito diffuso; 6) mal di testa; 7) disturbi allo stomaco; 8) febbre; e 9) ipersensibilità e reazioni anafilactoidi.

2. È stato riportato un solo caso di una crisi convulsiva a tipo grande male da riferire possibilmente all’infusione di CEA-Scan.

3. HAMA:

La presenza di HAMA e di frammento umano antimurino è stata riscontrata nei pazienti prima e dopo la somministrazione di CEA-Scan. (&lt1% dei pazienti ha sviluppato HAMA al frammento dell’anticorpo).

4. Per ciascun paziente l’esposizione alle radiazioni ionizzanti deve essere giustificata sulla base dei probabili effetti benefici. L’attività somministrata deve essere tale che la dose di radiazioni risultante sia la più bassa possibile, compatibilmente con i risultati diagnostici prefissi.

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti è collegata all’induzione del cancro ed alla possibilità di sviluppo di difetti ereditari. I dati disponibili da applicazione da radionuclidi in campo diagnostico depongono per una bassa frequenza di questi effetti a causa delle basse dosi impiegate.

5. Nella maggior parte di queste ricerche diagnostiche, la dose di radiazioni distribuita (dose effettiva/EDE) è inferiore a 20 mSV. Dosi più alte possono essere giustificate in alcuni casi clinici.

04.9 Sovradosaggio

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La somministrazione per via endovena di IgG e F(ab’)2 integri dell’IMMU-4 in dosi terapeutiche fino ad un massimo di 25 milligrammi non ha provocato alcuna reazione contraria seria. Si è dimostrato che i frammenti Fab’ sono meno immunizzanti dei frammenti integri IgG o F(ab’)2.

Nel caso improbabile che venga somministrata una dose eccessiva di radiazioni con CEA-Scan, la dose assorbita dal paziente può essere ridotta, aumentando il volume dei fluidi per via orale o per via endovena così da provocare l’eliminazione del radioattivo marcato.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gruppo farmacoterapeutico: Radiofarmaco per la diagnosi di tumori ATC V09I A01.

Al livello di concentrazione e coefficiente di attività usati nei procedimenti diagnostici, CEA-Scan (99mTc) non sembra produrre alcun effetto farmacodinamico. CEA-Scan (99mTc) non è uno specifico per il carcinoma del colon o del retto, poiché CEA si manifesta in altri carcinomi (vedi sezione Specificità del tumore).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Studi farmacocinetici sono stati eseguiti dopo la somministrazione del prodotto per via endovena. Un’ora dopo l’infusione il livello nel sangue era il 63% di base, il 23% dopo cinque ore, e il 7% dopo 24 ore. La distribuzione emivita è stata di circa un’ora, l’emivita di distribuzione ed eliminazione è stata di 13± 4 ore con il 28% del prodotto radiomarcato eliminato attraverso le urine durante le prime 24 ore successive alla somministrazione.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Sono stati effettuati soltanto studi preliminari molto limitati sia con il farmaco marcato che con quello non marcato. Tali studi non hanno rivelato effetti tossici sconosciuti. Da notare, comunque, che tali studi non hanno valutato genotossicità, potenziale cancerogeno o tossicità per la riproduzione.

Dosimetria delle Radiazioni

Per questo prodotto, la dose effettiva equivalente risultante da una attività somministrata di 750 MBq è tipicamente di 9,8 mSv, in un individuo dal peso corporeo di 70 kg.

Il tecnezio [99mTc] si disintegra con le emissioni di radiazioni gamma con un’energia di 140 keV e con un’emivita di 6 ore che può essere considerato quasi stabile.

La dosimetria delle radiazioni in organi singoli ha rivelato in generale un basso livello del coefficiente di attività. Come ci si può aspettare da un piccolo frammento di anticorpo della misura di una molecola, il coefficiente di attività era più alto nei reni. I valori sono stati calcolati in conformità con La Dosimetria Medica di Radiazioni Interne (MIRD). I dati riportati rappresentano la media su un totale di dieci pazienti, con l’eccezione dei reni (nove pazienti), ovaia (otto pazienti) e i testicoli (due pazienti).

Sommario di dosimetria di organi normali (µGy/MBq)CEA-Scan [99mTc]
OrganoMedio± SD
Vescica16.63.6
Rene100.331.7
Milza15.94.5
Fegato10.42.9
Midollo rosso9.92.0
Polmone7.71.9
Ovaio7.71.5
Tutto il corpo4.60.8
Testicoli4.50.6

Equivalente alla dose effettiva 13.1 µSv/MBq

Dose effettiva 9.1 µSv/MBq

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cloruro Stannoso, Diidrato

Cloruro di Sodio

Acido Acetico, Glaciale

Acido Cloridico

Tartrato di Potassio e Sodio, Tetraidrato

Acetato di Sodio, Triidrato

Saccarosio

Azoto

06.2 Incompatibilità

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In assenza di studi sulla compatibilità, questo prodotto medicinale non si deve mischiare con altri prodotti medicinali.

06.3 Periodo di validità

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Kit – 48 mesi.

Materiale ricostituito e radiomarcato – 4 ore

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Kit – Conservare (in frigo) a 2-8oC. Non congelare.

Materiale ricostituito e radiomarcato – Conservare a temperatura non superiore i 25oC. Non refrigerare o congelare.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Una fiala è preparata in modo da contenere 1,25 milligrammi di CEA-Scan liofilizzato frammento di anticorpo monoclonale.

La fiala in vetro Tipo I viene chiusa con un turacciolo di gomma di bromobutile con sigillo azzurro a scatto.

Grandezza della confezione: una fiala per contenitore di cartone.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Leggere attentamente le istruzioni complete prima di iniziare il procedimento di preparazione.

Con prodotti radiofarmaceutici ricostituiti devono essere impiegati guanti impermeabili, adeguata protezione dalla radioattività e tecniche asettiche.

Dopo la ricostituzione, sia il radiofarmaco sia la fiala non utilizzati, devono essere trattati come scorie radioattive ed eliminati secondo le norme locali.

Metodo di Preparazione e Controllo della Qualità

Metodo di Preparazione

1. Procurarsi da qualsiasi fonte commerciale 925-1110 MBq/ml di sodio-pertechnetate (99mTc) in soluzione contenente un sale di sodio.

2. Riportare di nuovo in sospensione il materiale liofilizzato iniettando i 925-1110 MBq (99mTc) di sodio pertecnetato in una fiala protetta di CEA-Scan.

3. Far ruotare con cura il contenuto della fiala per circa 30 secondi per assicurare il contatto del sodiopertecnetato (99mTc) con gli anticorpi. Permettere alla reazione di marcatura di svilupparsi per almeno cinque minuti. Aggiungere una soluzione isotonica di 1 millilitro di cloruro di sodio al fine di facilitarne la rimozione. Provare il prodotto in un calibratore di dose adatto allo scopo.

4. Basandosi sul coefficiente di attività misurato, togliere un quantitativo del prodotto sufficiente a fornire l’attività desiderata (750-1000 MBq di 99mTc; vedere Dosatura e Somministrazione). CEAScan (99mTc) può essere usato dopo cinque minuti e dovrebbe essere usato entro quattro ore dalla preparazione. CEA-Scan (99mTc) si può conservare a temperatura ambiente dopo la preparazione.

5. Prima della somministrazione, la soluzione deve essere ispezionata visivamente per eventuale materiale particellare o scoloramento. In tal caso, il prodotto deve essere scartato.

Controllo della Qualità

Dopo la marcatura radioattiva dell’anticorpo, diluire un campione di 10 µl con 1,5 ml di soluzione salina.

Determinare la purezza radiochimica per mezzo di una cromatografia immediata a strati sottili su strisce di fibra di vetro 1 x 9 cm, impregnate di gel di silice, usando l’acetone come solvente. Quando la parte anteriore del solvente è a 1 cm dalla parte superiore delle strisce, toglierlo, tagliarlo a metà e porre ogni parte in una provetta di vetro. Contare ogni provetta in uno scintillometro gamma, in un contatore di dosaggi o in un analizzatore del cromotogramma radioattivo. Calcolare la percentuale di tecnezio libero come segue:

% Tecnezio Libero = Attività nella metà superiore della striscia x 100

Attività Totale

Il prodotto radiomarcato non dovrebbe contenere più del 10% di tecnezio libero.

Eliminazione

Dopo l’uso, disfarsi del contenitore come per ogni altro rifiuto radioattivo.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Immunomedics GmbH

Otto-Röhm-Straße 69

D-64293 Darmstadt

Germany

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/96/023/001

A.I.C. N. 033125016

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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4 ottobre 1996

10.0 Data di revisione del testo

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FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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