Bicalutamide Ranbaxy: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Bicalutamide Ranbaxy

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Bicalutamide Ranbaxy: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Bicalutamide Ranbaxy: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Bicalutamide Ranbaxy 150 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa rivestita con film contiene 150 mg di bicalutamide.

Eccipienti con effetti noti: una compressa contiene 188,0 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere il paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Compresse bianche, rotonde, biconvesse, rivestite con film, con diametro di 10,5 mm e con una linea di frattura su un lato. La linea di frattura serve solo per facilitare la rottura per una più facile deglutizione e non per dividere la compressa in parti uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Bicalutamide Ranbaxy è indicato da solo o come coadiuvante nella prostatectomia radicale o nella radioterapia in pazienti con carcinoma della prostata in fase localmente avanzata, ad alto rischio a causa della progressione della malattia (vedere paragrafo 5.1).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Uomini adulti inclusi gli anziani: una compressa rivestita con film (150 mg) al giorno con o senza cibo.

Via di somministrazione: orale.

Le compresse devono essere deglutite intere con del liquido.

Il trattamento con Bicalutamide Ranbaxy deve essere continuato per almeno 2 anni o fino alla progressione della malattia.

Bambini e adolescenti: Bicalutamide Ranbaxy non è indicato nei bambini e negli adolescenti.

Compromissione renale: non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale. Non vi è esperienza nell’uso di bicalutamide nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione epatica: non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve. Il medicinale può accumularsi nei pazienti con compromissione da moderata a grave (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

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Bicalutamide Ranbaxy è controindicato nelle donne e nei bambini (vedere paragrafo 4.6).

Bicalutamide Ranbaxy è controindicato in pazienti con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

La co-somministrazione di terfenadina, astemizolo o cisapride con Bicalutamide Ranbaxy è controindicata (vedere paragrafo 4.5).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Bicalutamide Ranbaxy viene ampiamente metabolizzata dal fegato. I dati clinici suggeriscono che l’eliminazione può essere più lenta nei soggetti con grave compromissione epatica e questo può portare a un accumulo della bicalutamide. Pertanto, Bicalutamide Ranbaxy deve essere somministrata con cautela ai pazienti con compromissione della funzione epatica da moderata a grave.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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te con Bicalutamide Ranbaxy e sono stati segnalati esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). Se le alterazioni sono gravi, la terapia con Bicalutamide Ranbaxy deve essere sospesa.

A causa della possibilità di alterazioni epatiche devono essere eseguiti esami regolari della funzionalità epatica. La maggior parte delle alterazioni sono previste entro i primi 6 mesi della terapia con Bicalutamide Ranbaxy.

Per i pazienti che presentano un’obiettiva progressione della malattia assieme ad elevati valori di PSA, deve essere considerata la cessazione della terapia con Bicalutamide Ranbaxy.

È stato dimostrato che Bicalutamide Ranbaxy inibisce il citocromo P450 (CYP3A4), pertanto si deve usare cautela quando si somministrano in concomitanza medicinali metabolizzati prevalentemente dal CYP3A4 (vedere paragrafì 4.3 e 4.5).

La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT.

Nei pazienti con storia di o con fattori di rischio di prolungamento dell’intervallo QT e nei pazienti in trattamento concomitante con medicinali che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5), i medici devono valutare il rapporto rischio-beneficio compresa la possibilità di Torsione di punta prima di iniziare il trattamento con Bicalutamide Ranbaxy.

Bicalutamide Ranbaxy contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento del glucosio-galattosio non devono prendere questo medicinale.

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei

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Studi in vitro hanno mostrato che la R-bicalutamide è un inibitore dell’attività del CYP3A4 e in minor misura dell’attività dei CYP2C9, 2C19 e 2D6.

Benché gli studi clinici che hanno usato l’antipirina come marker dell’attività del citocromo P450 (CYP) non abbiano mostrato evidenza di una potenziale interazione tra farmaci con la Bicalutamide Ranbaxy, l’esposizione media (AUC) del midazolam è aumentata fino all’80% dopo somministrazione di bicalutamide per 28 giorni. Per i medicinali con un indice terapeutico ristretto, tale aumento potrebbe essere rilevante. Come tale, l’uso concomitante di terfenadina, astemizolo e cisapride è controindicato (vedere paragrafo 4.3) e si deve usare cautela nella somministrazione concomitante di Bicalutamide Ranbaxy con composti come la ciclosporina e bloccanti del canale del calcio. Per questi medicinali possono essere richieste riduzioni del dosaggio, particolarmente quando vi è evidenza di un potenziamento dell’effetto o di effetti avversi. Per la ciclosporina, si raccomanda che le concentrazioni plasmatiche e le condizioni cliniche siano attentamente monitorate dopo l’inizio o la sospensione della terapia con Bicalutamide Ranbaxy.

Si deve usare particolare cautela quando Bicalutamide Ranbaxy viene prescritta con altri medicinali che possono inibire l’ossidazione del farmaco, per esempio cimetidina e ketoconazolo. In teoria, questo può aumentare la concentrazione plasmatica della bicalutamide che teoricamente può portare a un’aumentata incidenza di effetti indesiderati.

Studi in vitro hanno dimostrato che Bicalutamide Ranbaxy può spiazzare il warfarin, un anticoagulante di tipo cumarinico, dai suoi siti di legame alle proteine. Pertanto, si raccomanda che il tempo di protrombina venga attentamente monitorato se si inizia il trattamento con Bicalutamide Ranbaxy nei pazienti già in trattamento con anticoagulanti di tipo cumarinico.

Poiché il trattamento di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT, deve essere attentamente valutato l’uso concomitante di bicalutamide con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o con medicinali in grado di indurre la torsione di punta come gli antiaritmici di classe IA (ad esempio: chinidina, disopiramide) o di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici, ecc. (vedere paragrafo 4.4).

04.6 Gravidanza e allattamento

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Bicalutamide Ranbaxy è controindicata nelle donne e non deve essere somministrata a donne in gravidanza o che allattano al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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È improbabile che Bicalutamide Ranbaxy comprometta la capacità dei pazienti di guidare veicoli o di usare macchinari. Tuttavia, si deve notare che occasionalmente può comparire sonnolenza . Ogni paziente che ne sia soggetto deve usare cautela.

04.8 Effetti indesiderati

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In questo paragrafo gli effetti indesiderati sono definiti come segue:

Molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 – Frequenza delle reazioni avverse
Classificazione per organi e sistemi Frequenza Bicalutamise 150 mg (monoterapia)
Patologie del sistema emolinfopoieticoComuneAnemia
Patologie del sistema nervosoComuneCapogiri, sonnolenza
Patologie vascolariComuneVampate di calore
Patologie gastrointestinaliComuneDolore addominale, costipazione, dispepsia, flatulenza, nausea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoMolto comuneEruzione cutanea
ComuneAlopecia, irsutismo/ricrescita dei capelli, pelle seccaa, prurito
Patologie renali e urinarieComuneEmaturia
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaMolto comuneGinecomastia e tensione mammariab
ComuneDisfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneMolto comuneAstenia
ComuneDolore al petto, edema
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneComuneDiminuzione dell’appetito
Disturbi psichiatriciComuneDiminuzione della libido, depressione
Patologie epatobiliariComuneEpatotossicità, ittero, ipertransaminasemiac
RaroInsufficienza epaticad (sono stati segnalati esiti fatali)
Esami diagnosticiComuneAumento del peso
Disturbi del sistema immunitarioNon comuneIpersensibilità, angioedema e orticaria
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheNon comuneMalattia polmonare interstizialee (sono stati segnalati esiti fatali)

aDai codici convenzionali usati negli studi EPC (Early Prostate Cancer), gli eventi avversi di “pelle secca” sono stati codificati secondo i termini COSTART di “eruzione cutanea”. Pertanto non può essere determinata una descrizione di frequenza separata per la dose di 150 mg di bicalutamide anche quando viene assunta con la stessa frequenza la dose di 50 mg.

bLa maggior parte dei pazienti trattati con Bicalutamide 150 mg come monoterapia hanno manifestato ginecomastia e/o dolore al seno. Negli studi questi sintomi sono stati considerati gravi fino al 5% dei pazienti. La ginecomastia non si risolve spontaneamente con l’interruzione della terapia, in particolare dopo un trattamento prolungato.

cLe alterazioni epatiche sono raramente gravi e di solito sono transitorie e scompaiono o migliorano anche con la continuazione o l’interruzione della terapia.

dElencato come reazione avversa in seguito alla revisione dei dati riportati di post-marketing. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi segnalati di insufficienza epatica nei pazienti trattati con bicalutamide nel braccio in aperto degli Studi EPC di 150 mg.

eElencato come reazione avversa al farmaco in seguito alla revisione dei dati riportati di post-marketing. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi segnalati di polmonite interstiziale nel periodo di trattamento randomizzato degli studi EPC di 150 mg.

04.9 Sovradosaggio

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Non vi è esperienza di sovradosaggio nell’uomo. Non esiste un antidoto
specifico; il trattamento deve essere sintomatico. La dialisi non può essere utile
poiché Bicalutamide Ranbaxy è fortemente legata alle proteine plasmatiche e
non viene recuperata immutata nelle urine. Si consiglia terapia generale di
supporto, compreso un frequente monitoraggio dei segni vitali.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gruppo farmacoterapeutico: antiandrogeni non steroidei.

Classificazione ATC: L02BB03.

La bicalutamide è un antiandrogeno non steroideo, privo di altre attività endocrine. Essa si lega ai recettori degli androgeni senza attivare l’espressione dei geni e di conseguenza inibisce lo stimolo androgeno. La regressione dei tumori prostatici è la conseguenza di questa inibizione. Dal punto di vista clinico, la sospensione della bicalutamide può portare a una sindrome antiandrogena da sospensione in un certo numero di pazienti.

La bicalutamide è un racemo con un’attività antiandrogena dovuta quasi elusivamente all’enantiomero R.

La bicalutamide 150 mg è stata studiata come trattamento nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato (T1-T2, N0 o NX, M0) o localmente avanzato non metastatico (T3-T4, tutti gli N, M0, T1-T2, N+, M0) in una analisi combinata di 3 studi in doppio cieco, controllati verso placebo su 8113 pazienti in cui la bicalutamide era stata somministrata come terapia ormonale immediata o come adiuvante nella prostatectomia radicale o nella radioterapia (principalmente con irradiazione esterna). Ad un follow-up con una mediana di 7,4 anni, rispettivamente il 27,4% ed il 30,7% di tutti i pazienti trattati con bicalutamide e con placebo, aveva presentato un’obiettiva progressione della malattia.

Una riduzione del rischio di una progressione obiettiva è stata osservata nella maggior parte dei gruppi di pazienti ma è stata più evidente in quelli a più alto rischio di progressione della malattia. Pertanto, i clinici possono decidere che la strategia medica ottimale per un paziente a basso rischio di progressione della malattia, particolarmente nell’uso come adiuvante dopo prostatectomia radicale, può consistere nel differire la terapia ormonale fino a che compaiono segni che la malattia sta progredendo.

Al follow-up con una mediana di 7,4 anni non è stata osservata una differenza sulla sopravvivenza globale, con una mortalità del 22,9% (HR= 0,99, IC 95%: 0,91-1,09). Tuttavia, alcuni trend erano evidenti nell’analisi esplorativa di alcuni sottogruppi.

I dati di sopravvivenza senza progressione e di sopravvivenza globale per i pazienti con malattia localizzata in fase avanzata, sono riassunti nelle tabelle seguenti:

Tabella 1 Sopravvivenza senza progressione nella malattia localizzata in fase avanzata per sottogruppi terapeutici
Analisi della popolazione Eventi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide Eventi (%) nei pazienti trattati con placebo HR (95% IC)
Attesa vigile193/335 (57,6)222/322 (68,9)0,60 (0,49 – 0,73)
Radioterapia66/161 (41,0)86/144 (59,7)0,56 (0,40 – 0,78)
Prostatectomia radicale179/870 (20,6)213/849 (25,1)0,75 (0,61 – 0,91)

Tabella 2 Sopravvivenza globale nella malattia localizzata in fase avanzata per sotto-gruppi terapeutici

Analisi della popolazione Decessi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide Decessi (%) nei pazienti trattati con placebo HR (95% IC)
Attesa vigile164/335 (49,0)183/322 (56,8)0,81 (0,66 – 1,01)
Radioterapia49/161 (30,4)61/144 (42,4)0,65 (0,44 – 0,95)
Prostatectomia radicale137/870 (15,7)122/849 (14,4)1,09 (0,85 – 1,39)

Nei pazienti con malattia localizzata trattati con bicalutamide da sola, non vi è stata una significativa differenza della sopravvivenza libera da progressione. In questi pazienti vi è stata inoltre una tendenza verso una diminuzione della sopravvivenza rispetto ai pazienti trattati con placebo (rapporto di rischio = 1,16; IC 95% 0,99-1,37). In considerazione di ciò il rapporto beneficio-rischio dell’uso della bicalutamide non è considerato favorevole in questo gruppo di pazienti.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Gruppo farmacoterapeutico: antiandrogeni non steroidei. Classificazione ATC: L02BB03.

La bicalutamide è un antiandrogeno non steroideo, privo di altre attività endocrine. Essa si lega ai recettori degli androgeni senza attivare l’espressione dei geni e di conseguenza inibisce lo stimolo androgeno. La regressione dei tumori prostatici è la conseguenza di questa inibizione. Dal punto di vista clinico, la sospensione della bicalutamide può portare a una sindrome antiandrogena da sospensione in un certo numero di pazienti.

La bicalutamide è un racemo con un’attività antiandrogena dovuta quasi elusivamente all’enantiomero R.

La bicalutamide 150 mg è stata studiata come trattamento nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato (T1-T2, N0 o NX, M0) o localmente avanzato non metastatico (T3-T4, tutti gli N, M0, T1-T2, N+, M0) in una analisi combinata di 3 studi in doppio cieco, controllati verso placebo su 8113 pazienti in cui la bicalutamide era stata somministrata come terapia ormonale immediata o come adiuvante nella prostatectomia radicale o nella radioterapia (principalmente con irradiazione esterna). Ad un follow-up con una mediana di 7,4 anni, rispettivamente il 27,4% ed il 30,7% di tutti i pazienti trattati con bicalutamide e con placebo, aveva presentato un’obiettiva progressione della malattia.

Una riduzione del rischio di una progressione obiettiva è stata osservata nella maggior parte dei gruppi di pazienti ma è stata più evidente in quelli a più alto rischio di progressione della malattia. Pertanto, i clinici possono decidere che la strategia medica ottimale per un paziente a basso rischio di progressione della malattia, particolarmente nell’uso come adiuvante dopo prostatectomia radicale, può consistere nel differire la terapia ormonale fino a che compaiono segni che la malattia sta progredendo.

Al follow-up con una mediana di 7,4 anni non è stata osservata una differenza sulla sopravvivenza globale, con una mortalità del 22,9% (HR= 0,99, IC 95%: 0,91–1,09). Tuttavia, alcuni trend erano evidenti nell’analisi esplorativa di alcuni sottogruppi.

I dati di sopravvivenza senza progressione e di sopravvivenza globale per i pazienti con malattia localizzata in fase avanzata, sono riassunti nelle tabelle seguenti:

Tabella 1 Sopravvivenza senza progressione nella malattia localizzata in fase avanzata per sottogruppi terapeutici

Analisi della popolazione

Eventi (%) nei pazienti trattati

Eventi (%) nei pazienti trattati

HR (95% IC)

con bicalutamidecon placebo

Attesa vigile 193/335 (57,6) 222/322 (68,9) 0,60 (0,49 – 0,73)

Radioterapia 66/161 (41,0) 86/144 (59,7) 0,56 (0,40 – 0,78)

Prostatectomia radicale

179/870 (20,6) 213/849 (25,1) 0,75 (0,61 – 0,91)

Tabella 2 Sopravvivenza globale nella malattia localizzata in fase avanzata per sotto-gruppi terapeutici

Analisi della popolazione

Decessi (%) nei pazienti trattati

Decessi (%) nei pazienti trattati

HR (95% IC)

con bicalutamidecon placebo

Attesa vigile 164/335 (49,0) 183/322 (56,8) 0,81 (0,66 – 1,01)

Radioterapia 49/161 (30,4) 61/144 (42,4) 0,65 (0,44 – 0,95)

Prostatectomia radicale

137/870 (15,7) 122/849 (14,4) 1,09 (0,85 – 1,39)

Nei pazienti con malattia localizzata trattati con bicalutamide da sola, non vi è stata una significativa differenza della sopravvivenza libera da progressione. In questi pazienti vi è stata inoltre una tendenza verso una diminuzione della sopravvivenza rispetto ai pazienti trattati con placebo (rapporto di rischio = 1,16; IC 95% 0,99–1,37). In considerazione di ciò il rapporto beneficio-rischio dell’uso della bicalutamide non è considerato favorevole in questo gruppo di pazienti.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La bicalutamide viene ben assorbita dopo somministrazione orale. Non vi è evidenza di effetti clinici rilevanti del cibo sulla sua biodisponibilità.

L’enantiomero S viene eliminato più rapidamente rispetto all’enantiomero R, avendo quest’ultimo una emivita di eliminazione plasmatica di circa 1 settimana.

Dopo somministrazione a lungo termine di bicalutamide, la concentrazione massima dell’enantiomero R si accumula fino a circa 10 volte nel plasma, rispetto ai livelli misurati dopo una dose singola di 50 mg di bicalutamide.

Uno schema posologico di 150 mg di bicalutamide al giorno darà luogo a una concentrazione allo stadio stazionario dell’enantiomero R di 22 microgrammi/ml e come conseguenza della sua emivita, lo stadio stazionario viene raggiunto dopo circa un mese di terapia.

La farmacocinetica dell’enantiomero R non viene influenzata dell’età del paziente, dalla funzionalità renale o da una lieve o moderata compromissione epatica. È dimostrato che in soggetti con grave compromissione epatica, l’enantiomero R viene eliminato più lentamente dal plasma.

La bicalutamide è fortemente legata alle proteine (racemo 96%, bicalutamide R

>99%) e viene ampiamente metabolizzata (attraverso ossidazione e glucuronidazione): i suoi metaboliti vengono eliminati attraverso i reni e la bile in proporzioni all’incirca uguali.

In uno studio clinico la concentrazione media della bicalutamide R nel seme di uomini trattati con 150 mg è stata di 4,9 microgrammi/ml. La quantità di bicalutamide potenzialmente trasmessa alla partner femminile durante un rapporto è bassa ed equivale a circa 0,3 microgrammi/kg, che è inferiore a quella richiesta per indurre alterazioni nei neonati di animali da laboratorio.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Negli animali da esperimento e nell’uomo, la bicalutamide è un antagonista puro e potente dei recettori degli androgeni. La principale azione farmacologica secondaria è l’induzione dipendente dal CYP450 delle ossidasi a funzione mista del fegato. L’induzione enzimatica osservata negli animali non è stata segnalata nell’uomo. I cambiamenti negli organi bersaglio negli animali sono chiaramente correlati all’azione primaria e secondaria della bicalutamide. Questi comprendono l’involuzione dei tessuti androgeno-dipendenti; adenomi follicolari della tiroide, iperplasia delle cellule epatiche e di Leydig e neoplasie o cancro, disturbi della differenziazione sessuale dei neonati maschi; compromissione reversibile della fertilità maschile. Nessuno degli effetti avversi osservati in studi sugli animali è ritenuto avere rilevanza per il trattamento di pazienti con cancro della prostata in fase avanzata.

Atrofia dei tubuli seminiferi è prevista come effetto di classe con gli antiandrogeni ed è stata osservata per tutte le specie esaminate. Reversibilità totale dell’atrofia testicolare è stata osservata 24 settimane dopo 12 mesi di dosi ripetute in uno studio di tossicità nei ratti, benché una reversibilità funzionale era evidente in studi riproduttivi 7 settimane dopo la fine di un periodo di trattamento di 11 settimane. Nell’uomo si deve presumere un periodo di sub-fertilità o di infertilità.

Studi di genotossicità non hanno rivelato un potenziale mutageno per la bicalutamide.

06.2 Incompatibilità

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Nucleo della compressa: lattosio monoidrato povidone (K 25)

sodio amido glicolato magnesio stearato.

Rivestimento della compressa:

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei

Omepdicainadli re,yperOtanYto-,Sl’A-g9en6zia2n2on pcuoò esssteirte uritietnuota dresapo:nsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell’autorizzazione

ipromellosa

titanio diossido (E171) propilenglicole.

06.3 Periodo di validità

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Non applicabile.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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36 mesi.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Questo medicinale non richiede speciali condizioni per la conservazione.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Blister di PVC/PVdC/Alluminio

Confezioni da 28, 30 e 100 compresse contenute in astuccio di cartone. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Nessuna particolare precauzione.

Ogni parte non utilizzata del medicinale deve essere smaltita secondo le norme locali.

TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Ranbaxy Italia S.p.A. – Piazza Filippo Meda, 3 – 20121 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Bicalutamide Ranbaxy 150 mg compresse rivestite con film – 28 cpr. AIC n° 038803019/M

Bicalutamide Ranbaxy 150 mg compresse rivestite con film – 30 cpr. AIC n° 038803021/M Bicalutamide Ranbaxy 150 mg compresse rivestite con film – 100 cpr. AIC n° 038803033/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Marzo 2009

10.0 Data di revisione del testo

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17/10/2015

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Bicalutamide ran – 28 Cpr Riv 150 (Bicalutamide)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2), Prontuario terapeutico regionale, DA ATC: L02BB03 AIC: 038803019 Prezzo: 124 Ditta: Ranbaxy Italia Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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