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Asa Ratio: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Asa Ratio

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Asa Ratio: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Asa Ratio: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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ASA ratio

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 500 mg di Acido acetilsalicilico

Per gli eccipienti vedere 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse.

Compresse bianche, rotonde, biconvesse con linea di divisione a croce su un lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico dei dolori di intensità da leggera a moderata e/o degli stati febbrili.

L’uso di questo prodotto è riservato all’adulto e al bambino con peso superiore a 30 kg.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Modo di somministrazione

Via orale.

Le compresse possono essere ingerite senza essere masticate, oppure sciolte nell’acqua prima di essere ingerite, preferibilmente prima o durante un pasto, anche se leggero.

Posologia

¨ Per gli adulti e i bambini con peso superiore a 50 kg (a partire dai

15 anni circa):

la posologia giornaliera massima raccomandata è di 3 g di acido acetilsalicilico, cioè 6 compresse al giomo.

La posologia media consigliata è di 1 compressa da 500 mg; un’altra compressa puo’ essere assunta, se necessario, dopo almeno 4 ore. In caso di dolore o di febbre più intensi, la posologia è di 2 compresse da 500 mg; altre due compresse possono essere assunte, se necessario, dopo almeno 4 ore, senza oltrepassare la dose di 6 compresse al giomo.

Per i pazienti anziani:

La posologia giornaliera massima raccomandata è di 2 g di acido acetilsalicilico, cioè 4 compresse al giomo.

La posologia media è di 1 compressa da 500 mg; un’altra compressa puo’ essere assunta, se necessario, dopo almeno 4 ore. In caso di dolore o di febbre più intensi, la posologia è di 2 compresse da 500 mg; altre due compresse possono essere assunte dopo almeno 4 ore, senza oltrepassare la dose di 4 compresse al giomo.

¨ Per ibambini dai 30 ai 50 kg (dai 9 ai 15 anni circa) :

Nei bambini, è indispensabile rispettare le posologie stabilite in funzione del peso del bambino e quindi scegliere la forma farmaceutica ad essi più indicata. Le età approssimative in funzione dei relativi pesi sono date a titolo indicativo.

La dose giornaliera di acido acetilsalicilico raccomandata è di circa 60 mg/kg, da dividere in 4-6 somministrazioni, cioè circa 15mg/kg ogni 6 ore o 10 mg/kg ogni 4 ore.

Per i bambini di un peso compreso dai30 ai 40 kg (dai 9 ai 13 anni circa), la posologia è di 1 compressa, da rinnovare se necessario dopo 6 ore, senza oltrepassare la dose di 4 compresse al giomo.

Per i bambini di un peso compreso dai 41 ai 50 kg (dai 12 ai 15 anni circa), la posologia è di 1 compressa, da rinnovare se necessario dopo 4 ore, senza oltrepassare la dose di 6 compresse al giomo.

Frequenza di somministrazione

La regolare somministrazione permette di evitare le oscillazioni di dolore o di febbre:

Nell’adulto: le somministrazioni devono essere distanziate di almeno 4 ore.

Nei bambini (dai 30 ai 50 kg): le somministrazioni devono essere regolarmente distanziate, compresa la notte: attenersi alla posologia sopra indicata.

Durata della terapia

L’acido acetilsalicilico non deve essere assunto per più di 3-5 giorni senza il parere del medico o dell’odontoiatra.

04.3 Controindicazioni

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L’uso del farmaco è CONTROINDICATO nei seguenti casi:

– ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o agli eccipienti contenuti nel prodotto;

– precedenti episodi di asma indotti dalla somministrazione di salicilati o sostanze con attività similare, in particolare da farmaci anti-infiammatori non-steroidei;

– nei bambini al di sotto dei 6 anni, in quanto l’assunzione potrebbe causare involontaria inalazione; in tal caso è consigliabile somministrare una forma farmaceutica alternativa;

– durante l’ultimo trimetre di gravidanza (>500 mg al giomo e per ciascuna dose) (vedi Gravidanza e Allattamento);

– ulcera peptica in fase attiva;

– malattie emorragiche acquisite o congenite;

– rischio di emorragia;

– insufficienza epatica grave;

insufficienza renale grave;

– insufficienza cardiaca grave non controllata dal medico;

– in associazione a metotrexato a dosi di 15 mg/settimana o superiori (vedi Interazioni con altri medicamenti e altre forme di interazione);

– in associazione agli anticoagulanti orali quando i salicilati vengono utilizzati a dosi elevate (vedi Interazioni con altri medicamenti e altre forme di interazione), normalmente nel trattamento dei disturbi reumatici.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Per evitare un rischio di sovradosaggio, controllare l’assenza di acido acetilsalicilico nella composizione di altri farmaci.

– Nelle terapie a lungo termine, l’assunzione di analgesici a dosi elevate può causare cefalea che non deve, comunque, essere trattata aumentando la posologia degli stessi.

In generale, l’uso abituale di analgesici, particolarmente l’associazione di differenti sostanze analgesiche, potrà causare lesioni renali permanenti con il rischio di insufficienza renale.

– Nei bambini con manifestazioni infettive virali (particolarmente varicella e sindromi di tipo influenzale) sono stati osservati casi di sindrome di Reye che, anche se molto rara, può essere fatale.

Pertanto, la somministrazione dell’acido acetilsalicilico nei bambini deve essere attuata soltanto sotto il diretto controllo del medico laddove altre terapie sono risultate inefficaci.

Se durante la prosecuzione della terapia compaiono vomito persistente, diminuzione dello stato di coscienza o comportamenti anomali, la somministrazione dell’acido acetilsalicilico deve essere sospesa.

In alcuni casi di grave deficit di Glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), dosi elevate di acido acetilsalicilico hanno provocato un’emolisi. La somministrazione di acido acetilsalicilico in caso di deficit di Glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD) deve essere fatta sotto controllo medico.

Nel bambino di età inferiore ad 1 mese, la somministrazione di acido acetilsalicilico è giustificata solo in alcune situazioni e sotto controllo medico.

La sorveglianza del trattamento deve essere rinforzata nelle seguenti situazioni:

pregressa ulcera peptica, emorragia gastrica o gastrite,

insufficienza renale ed epatica,

asma: la comparsa di attacchi d’asma, in alcuni soggetti, puo’ essere legata ad un’allergia agli antinfiammatori non steroidei o all’ acido acetilsalicilico. In questo caso, questo farmaco è controindicato.

metrorragie o menorragie (rischio di aumento dell’importanza e della durata delle mestruazioni).

uso di un dispositivo contraccettivo intrauterino (vedi «Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione»)

Le emorragie gastrointestinali o le ulcere/perforazioni possono verificarsi in un qualsiasi momento durante il trattamento, senza che si presentino necessariamente dei segni premonitori o senza che vi siano dei precedenti. Il rischio relativo aumenta nel soggetto anziano defedato, nei pazienti in trattamento anticoagulante o antiaggregante piastrinico (vedi «Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione»)

In caso di emorragia gastrointestinale interrompere immediatamente il trattamento.

Tenuto conto dell’effetto antiaggregante piastrinico dell’ acido acetilsalicilico, che compare già a bassi dosaggi e che persiste per diversi giorni, è necessario avvertire il paziente del rischio di comparsa di un’emorragia che potrebbe verificarsi in caso di un intervento chirurgico anche minore (ad esempio un’estrazione dentaria).

L’acido acetilsalicilico modifica l’uricemia (a dosi antalgiche l’acido acetilsalicilico aumenta l’uricemia per inibizione dell’escrezione dell’acido urico; alle dosi usate in reumatologia, l’acido acetilsalicilico ha un effetto uricosurico).

Le compresse da 500 mg non sono adatte per bambini di peso inferiore a 30 kg, per i quali esistono dei dosaggi più adatti.

Durante la concomitante somministrazione dei seguenti farmaci è necessario effettuare un’attento monitoraggio clinico (vedi anche il punto 4.5);

Anticoagulanti orali con salicilati a basse dosi (< 3g/giomo).

Altri farmaci anti-infiammatori non-steroidei con salicilati a dosi elevate (> 3g/giomo).

Ticlopidina, eparina per via parenterale, uricosurici (come benzbromarone, probenecid), antidiabetici (p.es. insulina, clorpropramide), diuretici con salicilati a dosi elevate (>3g/giomo), glucocorticoidi sistemici (eccetto idrocortisone utilizzato come terapia sostitutiva nel morbo di Addison), ACE inibitori, metotrexato (a dosi inferiori a 15 mg/settimana) oppure pentossifillina.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Associazioni controindicate :

Anticoagulanti orali :

Salicilati ad alte dosi (³ 3g/die nell’adulto) : aumento del rischio emorragico per inibizione della funzione piastrinica, danneggiamento della mucosa gastroduodenale e spiazzamento degli anticoagulanti orali dal loro sito di legame alle proteine plasmatiche.

Metotrexate utilizzato a dosi superiori o uguali a 15 mg/settimana :

Aumento della tossicità ematologica del metotrexate (diminuzione della clearance renale del metotrexate da parte degli antinfiammatori in generale e spiazzamento del metotrexate dal suo legame alle proteine plasmatiche da parte dei salicilati).

Associazioni sconsigliate :

Anticoagulanti orali :

Salicilati a piccole dosi: aumento del rischio emorragico per inibizione della funzione piastrinica e danneggiamento della mucosa gastroduodenale.

Necessità di un controllo, in particolare del tempo di sanguinamento.

Altri antinfiammatori non steroidei:

Con salicilati ad alte dosi (³ 3g/die nell’adulto): aumento del rischio di ulcera ed emorragia gastrointestinale per sinergia additiva.

Eparina per via parenterale: aumento del rischio emorragico (inibizione della funzione piastrinica e danneggiamento della mucosa gastroduodenale da parte dei salicilati).

Ricorrere all’uso di altre sostanze, diverse dai salicilati, per ottenere un effetto antalgico e antipiretico (in particolare il paracetamolo).

Ticlopidina

Aumento del rischio emorragico (sinergia delle attività antiaggreganti piastriniche).

Se l’associazione non può essere evitata, è necessario uno stretto controllo clinico e di laboratorio (che comprende il tempo di sanguinamento).

Uricosurici come benzbromarone, probenecid:

Per benzbromarone: descritto con salicilati a dosi di 3 g/giomo o inferiori.

Diminuzione dell’effetto uricosurico (competizione dell’eliminazione dell’acido urico tubulare renale).

Utilizzare analgesici alternativi.

Associazioni che necessitano precauzioni:

Antidiabetici quali ad esempio insulina, clorpropamide: aumento dell’effetto ipoglicemizzante con forti dosi di acido acetilsalicilico per azione ipoglicemizzante dell’acido acetilsalicilico e spiazzamento del sulfamidico dal suo legame alle proteine plasmatiche.

Avvertire il paziente e rinforzare l’autocontrollo glicemico.

Diuretici :

Con salicilati ad alte dosi (³ 3g/die nell’adulto) : insufficienza renale acuta nel paziente disidratato (diminuzione della filtrazione glomerulare per diminuzione della sintesi delle prostaglandine renali).

Idratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all’inizio del trattamento.

Glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell’idrocortisone utilizzato come trattamento sostitutivo nella malattia di Addison: diminuzione della salicilemia durante il trattamento con i corticoidi e rischio di sovradosaggio di salicilati alla fine del trattamento per aumento dell’eliminazione dei salicilati da parte dei corticosteroidi.

Adattare le dosi dei salicilati durante l’associazione e alla fine del trattamento con i glucocorticoidi.

Inibitori dell’enzima di conversione dell’Angiotensina (ACE inibitori)

Con salicilati ad alte dosi (³ 3g/die nell’adulto) : insufficienza renale acuta nel paziente disidratato (diminuzione della filtrazione glomerulare per inibizione delle prostaglandine vasodilatatrici, dovuta ai FANS). Peraltro, diminuzione dell’effetto antipertensivo. Idratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all’inizio del trattamento.

Metotrexate utilizzato a piccole dosi, inferiori a 15 mg/settimana : aumento della tossicità ematologica del metotrexate (diminuzione della clearance renale del metotrexate da parte degli antinfiammatori in generale e spostamento del metotrexate dal suo legame alle proteine plasmatiche da parte dei salicilati).

Effettuare un controllo settimanale dell’emocromo durante le prime settimane di associazione. Intensificare i controlli in caso di alterazione, anche leggera, della funzione renale, cosi’ come nei soggetti anziani.

Pentoxifillina : aumento del rischio emorragico.

Intensificare i controlli clinici e controllare più frequentemente il tempo di sanguinamento.

Associazioni da prendere in considerazione :

Dispositivo intrauterino

Rischio controverso di diminuzione dell’efficacia del dispositivo intrauterino.

Trombolitici

Aumento del rischio emorragico.

Topici gastrointestinali: sali, ossidi e idrossidi di magnesio, di alluminio e di calcio

Aumento dell’escrezione renale dei salicilati per alcalinizzazione delle urine.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Gli studi condotti nell’animale hanno messo in evidenza un effetto teratogeno dell’ acido acetilsalicilico.

Primo e secondo trimestre

acido acetilsalicilico in trattamento occasionale: i risultati degli studi epidemiologici sembrano escludere qualsiasi effetto malformativo particolare per l’acido acetilsalicilico.

acido acetilsalicilico in trattamento cronico : non esistono attualmente dati sufficienti per valutare un eventuale effetto malformativo dell’ acido acetilsalicilico quando è somministrato in trattamento cronico al di sopra di 150 mg/die.

Pertanto,

L’acido acetilsalicilico potrà essere prescritto, se occorre, come terapia occasionale,

Per precauzione, nelle terapie croniche è preferibile evitare la somministrazione dell’acido acetilsalicilico a dosi superiori a 150 mg/giomo;

Terzo trimestre

L’acido acetilsalicilico a dosi di >500 mg al giomo, come gli altri inibitori della sintesi delle prostaglandine, potrà esporre:

– i feti a:

tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura dei dotti arteriosi e ipertensione polmonare);

disfunzioni renali, potenzialmente fino al punto di indurre insufficienza renale con oligoidramnios;

– la madre e il neonato:

al possibile prolungamento del tempo di sanguinamento al termine della gravidanza. Tale effetto anti-aggregante potrà verificarsi anche a dosi molto basse.

Pertanto,

ad eccezione delle limitazioni cardiologiche e ostetriche che, secondo giudizio medico e monitoraggio specialistico, giustificano la somministrazione del farmaco, l’uso di qualsiasi prodotto contenente acido acetilsalicilico è controindicato durante l’ultimo trimestre di gravidanza.

Allattamento

Dato che l’ acido acetilsalicilico passa nel latte materno, questo farmaco è sconsigliato durante l’allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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– Effetti gastrointestinali :

dolori addominali,

ulcere e perforazioni gastrointestinali,

emorragie gastriche evidenti (ematemesi, melena) o occulte, responsabili di un’anemia ferropriva. Queste emorragie sono tanto più frequenti quanto più elevata è la posologia.

– Effetti sul sistema nervoso centrale :

cefalee, vertigini,

sensazione di abbassamento dell’udito,

tinnito

che sono generalmente sintomi di un sovradosaggio

– Effetti ematologici:

sindromi emorragiche (epistassi, gengivorragie, porpora ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento. Questo effetto persiste da 4 a 8 giorni dopo l’interruzione dell’assunzione dell’acido acetilsalicilico. Puo’ determinare un rischio emorragico in caso di intervento chirurgico.

– Reazioni di ipersensibilità :

Orticaria, reazioni cutanee, reazioni anafilattiche, asma, Edema di Quincke.

– Sindrome di Reye (vedi «Speciali Avvertenze e Precauzioni per l’uso»)

04.9 Sovradosaggio

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L’intossicazione deve essere temuta nei soggetti anziani e soprattutto nei bambini piccoli (sovradosaggio terapeutico o intossicazione accidentale frequente) che puo’ essere fatale.

Sintomatologia:

Intossicazione moderata: tinnito, sensazione di abbassamento dell’udito, cefalea, vertigini sono sintomi di un sovradosaggio e possono essere corretti riducendo la posologia.

Intossicazione grave:

Nei bambini, il sovradosaggio puo’ essere mortale a partire da 100 mg/kg in una sola assunzione.

La sintomatologia è: febbre, iperventilazione, chetosi, alcalosi respiratoria, acidosi metabolica, coma, collasso cardiovascolare, insufficienza respiratoria, grave ipoglicemia.

Trattamento d’urgenza :

trasporto immediato in un servizio ospedaliero specializzato,

lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo,

controllo dell’equilibrio acido-base,

diuresi alcalina che permette di ottenere un pH urinario tra 7,5 e 8: possibilità di emodialisi nelle intossicazioni gravi,

trattamento sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gruppo Farmacoterapeutico: Sistema nervoso, altri analgesici e antipiretici.

ATC Cod. N02BA01

L’acido acetilsalicilico appartiene alla classe dei farmaci anti-infiammatori non steroidei con proprietà analgesiche, antipiretiche e antiinfiammatorie. Il meccanismo d’azione della sostanza si basa sull’inibizione irreversibile degli enzimi ciclo-ossigenasi coinvolti nella sintesi delle prostaglandine.

L’acido acetilsalicilico inibisce inoltre l’aggregazione piastrinica mediante il bloccaggio della sintesi di trombossano A2 nelle piastrine.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

L’acido acetilsalicilico è rapidamente e quasi completamente assorbito per via orale. I picchi plasmatici sono raggiunti in 25-60 minuti.

La biodisponibilità dell’acido acetilsalicilico varia secondo le dosi: è di circa il 60% per le dosi inferiori a 500 mg e del 90% per le dosi superiori a 1 g e questo a causa della saturazione dell’idrolisi epatica.

L’acido acetilsalicilico subisce un’idrolisi rapida, dando origine all’acido salicilico (metabolita anch’esso attivo).

Distribuzione

L’acido acetilsalicilico e l’acido salicilico diffondono rapidamente in tutti i tessuti. Attraversano la barriera placentare e si ritrovano nel latte materno.

L’acido salicilico è in gran parte legato alle proteine del plasma (al 90%).

L’emivita plasmatica è di 15-20 minuti per l’acido acetilsalicilico e di 2-4 ore per l’acido salicilico.

Metabolismo ed escrezione

L’acido salicilico è fortemente metabolizzato a livello epatico. Viene escreto principalmente per via urinaria sottoforma di acido salicilico e di coniugato glucuronico e sottoforma di acido salicilurico e di acido gentisico.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Mutagenesi e carcinogenesi

Gli studi effettuatiin vitro ein vivo sull’attività mutagena dell’acido acetilsalicilico sono numerosissimi. I risultati globali degli stessi non indicano alcun motivo per sospettare che tale sostanza possa indurre effetti mutageni.

Gli studi a lungo-termine con acido acetilsalicilico nel topo e nel ratto non indicano alcuna attività cancerogena.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Amido di mais, cellulosa microcristallina, cellulosa polverizzata.

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperature non superiori ai 25° C.

Conservare nel contenitore originale

06.5 Natura e contenuto della confezione

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10, 20, 30, 50, 60 e 100 compresse in blister (PVC/Alluminio).

Le confezioni potrebbero non essere tutte commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ratiopharm Italia S.r.l.

Viale Monza 270

20128 MILANO

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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10 compresse 500 mg – AIC n. 034761015/M

20 compresse 500 mg – AIC n. 034761027/M

30 compresse 500 mg – AIC n. 034761039/M

50 compresse 500 mg – AIC n. 034761041/M

60 compresse 500 mg – AIC n. 034761054/M

100 compresse 500 mg – AIC n. 034761066/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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marzo 2001

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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