Antaxone: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Antaxone

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Antaxone: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Antaxone: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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ANTAXONE 10 mg capsule rigide ANTAXONE 25 mg capsule rigide ANTAXONE 50 mg capsule rigide ANTAXONE 50 mg/10 ml soluzione orale ANTAXONE 100 mg/20 ml soluzione orale

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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ANTAXONE 10 mg capsule rigide Una capsula contiene:

Principio attivo: Naltrexone cloridrato mg 10 Eccipiente con effetti noti: lattosio

ANTAXONE 25 mg capsule rigide Una capsula contiene:

Principio attivo: Naltrexone cloridrato mg 25 Eccipiente con effetti noti: lattosio

ANTAXONE 50 mg capsule rigide Una capsula contiene:

Principio attivo: Naltrexone cloridrato mg 50 Eccipiente con effetti noti: lattosio

ANTAXONE 50 mg/10 ml soluzione orale Un contenitore contiene:

Principio attivo: Naltrexone cloridrato mg 50 Eccipienti con effetti noti: para-idrossi benzoati, sorbitolo

ANTAXONE 100 mg/20 ml soluzione orale Un contenitore contiene:

Principio attivo: Naltrexone cloridrato mg 100 Eccipienti con effetti noti: para-idrossi benzoati, sorbitolo

Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide; Soluzione orale.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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ANTAXONE consente di bloccare gli effetti farmacologici dagli oppiacei somministrati per via esogena, favorendo così il mantenimento della non dipendenza da oppiacei in individui disintossicati ex-tossicodipendenti.

Non esistono dati che dimostrino un indiscutibile effetto benefico di ANTAXONE sui tassi di recidiva fra individui disintossicati e precedentemente dipendenti da oppiacei.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il trattamento con ANTAXONE andrà iniziato nei centri clinici specializzati nel trattamento della tossicodipendenza e andrà poi proseguito sotto lo stretto controllo dei medici addetti a tali centri.

Inizio della terapia :

1. Non iniziare il trattamento fino a che il paziente non si sia astenuto da assumere stupefacenti per 7-10 giorni. Le dichiarazioni del paziente che sostiene di essersi astenuto dall’uso di oppiacei dovranno essere verificate mediante analisi delle urine. Il paziente non dovrà presentare sintomatologia da astinenza, né riferire sintomi da crisi di astinenza.

2. Sottoporre il paziente al test del naloxone.

Test del Naloxone

– Test di provocazione per via endovenosa: somministrare 0,2 mg di naloxone per via endovenosa. Se dopo 30 secondi non si manifestano reazioni avverse, somministrare un’altra dose di 0,6 mg di naloxone. Continuare ad osservare i pazienti per almeno 20 minuti per verificare l’insorgenza di segni di crisi d’astinenza

– Test di provocazione per via sottocutanea : somministrare 0,8 mg di naloxone per via sottocutanea. Osservare il paziente per almeno 20 minuti per verificare eventuali segni e sintomi di crisi di astinenza

Se dopo tale prova si osservassero segni di astinenza, rinunciare al trattamento con ANTAXONE. Il test del naloxone può essere ripetuto dopo 24 ore. NON INZIARE NESSUNA TERAPIA FINO A CHE IL TEST DEL NALOXONE NON RISULTERA’ NEGATIVO. Il test del naloxone non deve essere eseguito su pazienti che presentino segni o sintomi di astinenza da oppiacei, né su pazienti le cui urine contengano oppiacei.

3. Il trattamento dovrà iniziare con cautela, aumentando lentamente la dose di ANTAXONE somministrata. Lo si potrà fare somministrando inizialmente 20-25 mg di ANTAXONE e tenendo quindi il paziente sotto osservazione per un’ora. Se non si verificheranno segni di astinenza, si potrà somministrare al paziente il resto della dose giornaliera.

Terapia di mantenimento: Dopo che il paziente ha superato la fase di induzione con ANTAXONE, saranno sufficienti 50 mg ogni 24 ore per mantenere un adeguato blocco dell’azione degli oppiacei somministrati per via parenterale (cioè questa dose bloccherà l’effetto di un bolo di 25 mg di eroina iniettata per via endovenosa). In alternativa si potrà ricorrere ad una posologia più flessibile. In questo modo si potrà somministrare ai pazienti 50 mg di ANTAXONE durante i primi 5 giorni della settimana e una dose di 100 mg il

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sabato. Oppure i pazienti potranno ricevere 100 mg a giorni alterni, o anche 150 mg un giorno su tre. Benché il grado di blocco degli oppiacei possa risultare relativamente ridotto dall’uso di dosi più elevate a intervalli più distanziati, la somministrazione ogni 48-72 ore potrebbe migliorare l’accettazione da parte del paziente.

Alcuni studi clinici pubblicati in letteratura hanno utilizzato la seguente posologia: 100 mg il lunedì, 100 mg il mercoledì e 150 mg il venerdì. Questa posologia si è dimostrata accettabile per molti pazienti che sono riusciti a mantenersi in stato di disassuefazione per tempi adeguati.

L’impiego della soluzione orale è particolarmente indicato nel trattamento di pazienti che tendano a simulare l’ingestione del farmaco nella forma capsule.

Anziani: La sicurezza di impiego del prodotto durante il trattamento della dipendenza da oppiacei negli anziani non è stata stabilita.

Popolazione pediatrica: ANTAXONE non è raccomandato nei soggetti minori di 18 anni. La sicurezza d’impiego nei soggetti minori non è stata stabilita.

04.3 Controindicazioni

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ANTAXONE è controindicato in pazienti:

• che assumono analgesici oppiacei.

• dipendenti da oppiacei.

• in crisi di astinenza da oppiacei.

• che non abbiano superato il test del naloxone (cioè pazienti positivi al test del naloxone).

• che presentino un reperto urinario positivo per gli oppiacei.

• con anamnesi di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. Non è stata accertata l’eventuale sensibilità crociata con il naloxone o altri oppiacei fenantrenici.

• con epatite acuta o insufficienza epatica.

• con grave insufficienza renale.

Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (v. par. 4.6) ed in età pediatrica (v. par. 4.4).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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La terapia con Naltrexone deve essere iniziata e supervisionata da un medico specializzato nel trattamento di pazienti dipendenti da oppiacei.

Poiché ANTAXONE è prevalentemente metabolizzato dal fegato ed escreto nelle urine è richiesta cautela nella somministrazione del medicinale in pazienti con compromessa funzionalità renale ed epatica.

Epatotossicità: a dosi elevate ANTAXONE può causare danni al fegato.

Prima di prescrivere una terapia con ANTAXONE, il medico dovrà accertare la presenza di lesioni o malattie epatiche subcliniche. Nei pazienti con malattia

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epatica meno grave o la cui anamnesi presenti episodi recenti di malattia epatica, l’opportunità dell’ utilizzazione deve essere considerata con estrema cautela in considerazione della potenziale epatotossicità.

Tests di laboratorio: prima di iniziare una terapia con ANTAXONE, e in seguito periodicamente, si dovranno eseguire analisi di laboratorio per individuare eventuali lesioni epatiche.

E’ fondamentale sottoporre periodicamente i pazienti ad idonee analisi cliniche dopo l’inizio della terapia per individuare il più precocemente possibile un eventuale danno epatico indotto da ANTAXONE. Durante i primi sei mesi si raccomandano esami mensili, con impiego degli idonei tests per l’identificazione di eventuali danni epatici. In seguito ci si affiderà al giudizio clinico per stabilire la frequenza dei controlli di laboratorio.

Uso pediatrico: La sicurezza di ANTAXONE nei soggetti minori di 18 anni non è stata studiata.

Il test del naloxone non dovrebbe essere effettuato nei pazienti con sintomi di astinenza clinicamente significativi e nei pazienti positivi al test degli oppiacei nelle urine.

In pazienti dipendenti da oppiacei ANTAXONE può far precipitare una sindrome di astinenza; i segni ed i sintomi possono manifestarsi entro i primi cinque minuti e durare fino a 48 ore. Il trattamento deve essere sintomatico e può includere la somministrazione di oppiacei.

Il test del naloxone è raccomandato per identificare l’utilizzo di oppiacei; una sindrome di astinenza precipitata dal naloxone cloridrato sarà di più breve durata rispetto ad una precipitata da ANTAXONE.

Induzione indesiderata della crisi di astinenza: Per evitare il manifestarsi di una crisi di astinenza o l’aggravamento di una sindrome subclinica di astinenza preesistente, i pazienti non dovrebbero assumere oppiacei per un minimo di 7-10 giorni prima di iniziare la terapia con ANTAXONE. Poiché la non evidenza di oppiacei nelle urine non è generalmente una prova sufficiente che il paziente sia disintossicato, si dovrà effettuare il test del naloxone per escludere la possibilità di provocare una crisi di astinenza a seguito della somministrazione di ANTAXONE.

Autosomministrazione di oppioidi

I pazienti dovrebbero essere informati delle gravi conseguenze di un tentativo di superare il blocco degli oppiacei.

Anche se ANTAXONE è un potente antagonista, con un effetto farmacologico prolungato (da 24 a 72 ore), il blocco dei recettori oppiacei è comunque sormontabile. Questo può essere utile nei pazienti che avessero bisogno di analgesia. Tuttavia costituisce un rischio potenziale per gli individui che cercassero, da soli, di superare il blocco recettoriale assumendo dosi elevate di oppiacei esogeni. In effetti qualsiasi tentativo da parte del paziente di superare l’antagonismo assumendo oppiacei è molto pericoloso e può condurre a una intossicazione fatale.

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Tale evento può insorgere in quanto la concentrazione piasmatica degli oppiacei, raggiunta immediatamente dopo una somministrazione acuta, può essere sufficiente per superare il blocco competitivo del recettore. Di conseguenza il paziente può trovarsi in breve tempo in pericolo di vita a causa della intossicazione da oppiacei (arresto respiratorio, collasso circolatorio). Inoltre, anche quantità minime di oppiacei esogeni possono risultare pericolose se assunte secondo modalità e in quantità sufficienti da persistere nell’organismo più a lungo delle concentrazioni efficaci di naltrexone e dei suoi metaboliti (cioè dopo un periodo di tempo relativamente lungo dall’ultima assunzione di naltrexone). Come intervenire quando è necessario superare il blocco da ANTAXONE: In una situazione di emergenza che richieda analgesia inducibile soltanto con oppiacei, la quantità necessaria potrà essere superiore alla norma e pertanto la depressione respiratoria che ne conseguirà potrà essere più profonda e più prolungata. I lavori clinici controllati non hanno consentito la messa a punto di alcun metodo per rendere reversibile l’eventuale sovradosaggio indotto. Di conseguenza, in tali circostanze si dovrà preferire un analgesico ad azione rapida che minimizzi la depressione respiratoria. La quantità di analgesico somministrato dovrà essere calcolata in funzione delle necessità del singolo paziente. Possono inoltre verificarsi effetti collaterali non mediati dal recettore per gli oppiacei (per esempio, edema facciale, prurito, eritema generalizzato) probabilmente attribuibili a liberazione di istamina.

Indipendentemente dal farmaco prescelto per far regredire il blocco indotto da ANTAXONE il paziente dovrebbe essere seguito attentamente da personale addestrato e in ambiente ospedaliero.

Come intervenire quando ANTAXONE provoca accidentalmente una crisi di astinenza: Sono stati riferiti casi di gravi sindromi di astinenza provocate da ingestione accidentale di ANTAXONE in individui tossicodipendenti da oppiacei. I sintomi sono generalmente comparsi entro cinque minuti dall’assunzione di ANTAXONE e sono durati in alcuni casi fino a 48 ore. Si sono manifestate alterazioni dello stato mentale, come confusione, sonnolenza e allucinazioni visive. Per compensare le perdite idriche dovute a vomito e diarrea, si è resa necessaria la somministrazione di fluidi per via endovenosa. In tutti i casi i pazienti sono stati seguiti attentamente ed è stata instaurata una idonea terapia per far fronte alle esigenze individuali.

In caso di concomitante uso di naltrexone ed oppiacei (es. oppiacei contenuti nelle preparazioni per la tosse, per il trattamento dei sintomi del raffreddore o per il trattamento della diarrea ecc.) usare cautela (vedere paragrafo 4.5).

Dosi elevate o prolungate di Antaxone possono provocare lesioni epatocellulari .

La prova della epatotossicità di ANTAXONE non è stata evidenziata nel corso di specifici studi che prevedevano l’impiego del prodotto alle dosi raccomandate per il blocco degli oppiacei, e nei quali i cambiamenti dei livelli serici degli enzimi epatici osservati erano simili a quelli presenti a livello di base nella popolazione studiata.

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Tuttavia il margine di separazione tra le dosi epatotossiche e quelle apparentemente sicure sembra essere di cinque volte o meno.

ANTAXONE viene prescritto nell’ambito della terapia globale per il trattamento della farmacodipendenza. Il paziente dovrebbe portare con sé un documento che segnali al personale medico il fatto che sta seguendo una terapia con ANTAXONE. Il medico potrà fornire a questo scopo un tesserino, che il paziente dovrà portare con sé per avere la sicurezza di venire curato adeguatamente in caso d’urgenza. Prima di sottoporsi a cure mediche è indispensabile informare il medico curante che si sta seguendo una terapia con ANTAXONE.

Attenersi alle istruzioni del medico per l’assunzione di ANTAXONE. L’auto-somministrazione di eroina o qualsiasi altra droga oppiacea in piccole dosi non produrrà alcun effetto euforizzante, mentre a dosi elevate può condurre a morte o produrre un grave danno, per esempio il coma.

Suicidio: è noto che il rischio di suicidio è maggiore nel caso dei pazienti che abusano di sostanze, con o senza concomitante depressione. Il trattamento con Antaxone non elimina il rischio di suicidio.

Le capsule contengono lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o da malassorbimento glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

La soluzione orale contiene para-idrossi-benzoati che possono causare reazioni allergiche (generalmente di tipo ritardato). Il prodotto contiene sorbitolo (7 g per ogni contenitore di Antaxone 100 mg/20 ml e 3,5 g per ogni contenitore di Antaxone 50 mg/10 ml): il prodotto non è quindi adatto per soggetti con rari problemi di intolleranza ereditaria al fruttosio; il sorbitolo può avere un leggero effetto lassativo ed ha un valore calorico di 2,6 kcal/g.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Attualmente le esperienze cliniche ed i dati sperimentali sull’effetto del naltrexone sulla farmacocinetica di altre sostanze sono limitati. Il concomitante uso di naltrexone ed altri medicinali deve essere condotto con cautela e deve essere seguito attentamente. Non sono stati condotti studi di interazione.

Gli studi in vitro hanno mostrato che né il naltrexone e né il suo principale metabolita 6-P-naltrexolo sono metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450. Tuttavia è improbabile che la farmacocinetica del naltrexone venga influenzata dai farmaci inibitori degli enzimi del citocromo P450.

Associazioni non raccomandate: analgesici agonisti degli oppiacei; agonisti-antagonisti degli oppiacei, oppiacei nei trattamenti sostitutivi.

I pazienti trattati con ANTAXONE potrebbero non trarre vantaggio da farmaci contenenti oppiacei, come preparati contro la tosse e il raffreddore, antidiarroici e analgesici. Pertanto, quando possibile, si dovrà ricorrere a farmaci alternativi privi di oppiacei.

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Associazioni da prendere in considerazione : barbiturici, benzodiazepine, altri ansiolitici oltre le benzodiazepine (es. meprobamato), ipnotici, sedativi antidepressivi (amitriptilina, dossepina, mianserina, trimipramina), sedativi antistaminici H1, antipertensivi centrali, baclofene, talidomide.

L’interazione con altri agenti psicofarmacologici (es. disulfiram, amitriptilina, dossepina, litio, clozapina, benzodiazepine) non è stata studiata.

In seguito a somministrazione di naltrexone e tioridazide sono stati riportati sonnolenza ed astenia.

Ad oggi non sono stati descritti casi di interazione tra cocaina e naltrexone cloridrato.

Non sono note interazioni tra naltrexone ed alcool.

Uso pediatrico: gli studi di interazione sono stati condotti solo su pazienti adulti.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza: non sono riportati studi adeguati e ben controllati sulle donne in stato di gravidanza, né è stato accertato se ANTAXONE influisca o meno sulla durata del parto. Pertanto ANTAXONE dovrebbe essere usato in gravidanza soltanto quando il beneficio atteso giustifica il potenziale rischio per il feto.

Allattamento: Non è noto se ANTAXONE sia escreto o meno attraverso il latte materno. Tuttavia, poiché molti farmaci sono escreti attraverso il latte, si dovrebbe somministrare con prudenza il farmaco alle madri che allattano.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Antaxone può influenzare la capacità psichica o mentale necessaria per lo svolgimento delle attività che richiedono particolare attenzione come la guida di veicoli o l’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Negli studi per valutare la capacità di ANTAXONE di bloccare i recettori degli oppiacei si sono rilevate alterazioni della funzionalità epatica e linfocitosi: queste anomalie sono frequenti nelle popolazioni di alcolisti e di drogati che assumono la sostanza oppiacea per via parenterale ed erano comunque presenti agli esami di laboratorio in buona parte dei pazienti già all’inizio del trattamento.

Alcuni studi clinici che prevedevano la somministrazione di naltrexone a dosi cinque volte superiori (fino a 300 mg al giorno) a quelle raccomandate per bloccare i recettori degli oppiacei, hanno evidenziato lesioni epatocellulari in buona parte dei pazienti sottoposti a tali dosi elevate.

Non esistono tuttavia prove che consentano di identificare ANTAXONE (somministrato a qualsiasidose) come causa di specifici rilevanti effetti indesiderati in pazienti disintossicati.

È invece essenziale sottolineare che ANTAXONE può precipitare, o aggravare, i segni e i sintomi di astinenza in ogni individuo non completamente disintossicato.

Si riporta di seguito una tabella relativa alla frequenza degli effetti indesiderati:

Frequenza: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1000, < 1/100); raro (≥ 1/10000, < 1/1000); molto raro (< 1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ciascun gruppo di frequenza gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità.

Le reazioni avverse gravi sono rare.

Classificazione organosistemica Effetti indesiderati
Moltocomune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1000, < 1/100) Rari (≥1/1000 0, < 1/1000) Moltorari (<1/1000 0)
Patologie del sistema emolinfopoieticolinfoadenopatiaporpora trombocitopenica idiopatica
Disturbi del sistema immunitarioipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneperdita dell’appetitoappetito aumentato
Disturbi Psichiatricidisturbo del sonno, ansia, nervosismoirritabilità, disordini dell’affettivitàdisordini della libido, cioè libido aumentata, libido diminuita, depressione, paranoia, agitazione, stato confusionale, disorientamento, allucinazioni, incubi, sogni anormaliidea suicida, tentato suicidio
Patologie del sistema nervosoirrequietezzavertiginitremori, sonnolenza, cefalea
Patologie dell’occhiolacrimazione, aumentatavisione annebbiata, irritazione oculare, fotofobia, tumefazione degli occhi, dolore oculare, tensione oculare
Patologie dell’orecchio e del labirintofastidio auricolare, dolore auricolare, tinnitus, vertigini
Patologie Cardiachepalpitazioni, tachicardia, modifiche dell’ECG
Patologie Vascolariflebite, vampate di calore, flushing, fluttuazione della pressione sanguigna
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinichecongestione nasale, fastidio al naso, rinorrea, starnuti, dolore orofaringeo, disordini sinusali, dispnea, disfonia , tosse, epistassi, sbadiglio, muco aumentato
Patologie gastrointestinal idolori addominali, nausea e/o vomitodiarrea, stipsiflatulenza, emorroidi, bocca secca, ulcera
Patologie Epatobiliarianomalia nei test di funzionalità epatica*, aumento della bilirubina nel sangue*, epatiti*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoeritemaprurito, seborrea, acne, alopecia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivomialgia, artralgiadolore muscoloscheletrico, dolore alle estremità, contrazioni muscolari, dolore inguinalerabdomiolisi
Patologie renali e delle vie urinariepollachiuria, disturbi alla minzione
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaalterazione della potenza erettile, eiaculazione, ritardatapriapismo
Infezioni ed Infestazioniherpes orale dermatofitosi del piede
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazio neasteniasete, affaticamento, brividi, aumento dell’energia, iperidrosigonfiore ghiandolare, dolore, edema, piressia, sensazione di freddo alle estremità, sensazione di caldo, peso diminuito, peso aumentatosindrome da astinenza
Esami Diagnosticipressione arteriosa aumentata, elettrocardiogramma anormale

* Durante il trattamento può verificarsi un aumento delle transaminasi epatiche. In seguito all’interruzione di ANTAXONE le transaminasi ritornano ai livelli basali nell’arco di alcune settimane.

Tossicodipendenza e abuso di droga: ANTAXONE è un antagonista puro degli oppiacei. Non induce dipendenza fisica o psicologica.

Non si conoscono casi di tolleranza all’effetto antagonista sugli oppiacei.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili .

04.9 Sovradosaggio

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Non esistono esperienze cliniche di sovradosaggio di ANTAXONE nell’uomo. Uno specifico studio con soggetti che avevano ricevuto 800 mg al giorno di ANTAXONE per un massimo di una settimana non ha mostrato alcun segno di tossicità. In caso di sovradosaggio è consigliabile contattare un centro antiveleni per ottenere le informazioni più aggiornate disponibili.

Considerato che per il momento non si ha alcuna esperienza nel trattamento di casi di sovradosaggio da ANTAXONE, i pazienti dovrebbero essere trattati sintomaticamente e seguiti con la massima attenzione.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria Farmacoterapeutica : Altri farmaci del sistema nervoso, farmaci usati nei disturbi da disassuefazione Codice ATC: N07BB04

ANTAXONE (naltrexone cloridrato) è un antagonista puro degli oppiacei. E’ un composto di sintesi congenere dell’ossimorfone, ed è quindi, tecnicamente, un derivato della tebaina. Non ha tuttavia proprietà di agonista oppiaceo. La struttura del naltrexone si distingue da quella dell’ossimorfone in quanto il gruppo metilico sull’atomo di azoto è sostituito da un gruppo ciclopropilmetilico. Attenua considerevolmente, o blocca completamente in maniera reversibile, gli effetti soggettivi degli oppiacei somministrati per via endovenosa. In questo contesto il termine oppiaceo viene usato per descrivere 1) i classici agonisti morfinosimili 2) gli analgesici che possiedono un’attività agonista e antagonista (per esempio, butorfanolo, nalbufina e pentazocina). Se somministrato cronicamente in associazione con la morfina, il naltrexone blocca la dipendenza fisica da morfina e presumibilmente da altri oppiacei.

Il naltrexone non possiede praticamente altre azioni intrinseche oltre alle proprietà bloccanti nei confronti degli oppiacei. Provoca tuttavia una certa costrizione pupillare, attraverso un meccanismo che resta da chiarire.

La somministrazione di naltrexone non provoca fenomeni né di tolleranza né di dipendenza. Nei soggetti fisicamente dipendenti dagli oppiacei, il naltrexone induce la sindrome di astinenza.

Gli studi clinici indicano che 50 mg di naltrexone cloridrato possono bloccare gli effetti farmacologici di 25 mg di eroina, somministrata per via endovenosa, per periodi anche di ventiquattr’ore. Altri dati sembrano indicare che raddoppiando la dose di naltrexone cloridrato si ottiene un blocco per 48 ore, e triplicando la dose di naltrexone cloridrato si ha un blocco per circa 72 ore.

Anche se il meccanismo d’azione non è ancora completamente chiarito, tutti i dati sembrano indicare che il naltrexone blocchi gli effetti degli oppiacei attraverso un legame

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competitivo (con meccanismo analogo alle inibizioni enzimatico-competitive) a livello dei recettori degli oppiacei.

Di conseguenza il blocco prodotto è potenzialmente superabile.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Dopo somministrazione per via orale, il naltrexone cloridrato è sottoposto ad un esteso metabolismo epatico (sua principale via metabolica) di "primo passaggio", il 95% circa del farmaco viene convertito in svariati metaboliti.

Si ritiene che il metabolita principale, il 6-p-naltrexolo, sia un antagonista puro come il naltrexone cloridrato e possa contribuire al blocco farmacologico dei recettori oppiacei.

Il 2-idrossi-3-metossi-6-b-naltrexolo è un metabolita secondario. Il naltrexone cloridrato e i suoi metaboliti sono anche coniugati e danno così luogo alla formazione di altri prodotti metabolici. Il naltrexone cloridrato e i suoi metaboliti sono escreti essenzialmente dal rene, mentre l’escrezione fecale resta una via di eliminazione minore.

L’escrezione urinaria di naltrexone cloridrato non modificato rappresenta meno dell’1% di una dose orale; l’escrezione attraverso la via urinaria del 6-p-naltrexolo non modificato e coniugato rappresenta circa il 38% di una dose orale. Il profilo farmacocinetico di naltrexone cloridrato suggerisce che il naltrexone cloridrato e i suoi metaboliti subiscano un passaggio enteroepatico.

Il tempo necessario per raggiungere la concentrazione massima (Tmax) è di un’ora sia per il naltrexone cloridrato che per il 6-p-naltrexolo. I valori medi di emivita (T-1/2) per il naltrexone cloridrato e per il 6-p-naltrexolo sono di 3,9 ore e di 12,9 ore rispettivamente. L’emivita media (T-1/2) e il tempo di concentrazione massima (Tmax) per il naltrexone cloridrato e per il 6-p-naltrexolo sono indipendenti dalla dose. Il naltrexone cloridrato non si accumula in caso di dosaggio cronico. Come prevedibile, tenuto conto della maggior durata della sua emivita, i livelli plasmatici del 6-p-naltrexolo aumentano del 40% durante la somministrazione cronica di naltrexone cloridrato.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Nel ratto la DL 50 è di 180 + 24 mg/kg per via endovenosa, di 570 + 19 mg/kg per via sottocutanea, di 1100 + 96 mg/kg per via orale; nel ratto la DL 50 è di 1930 + 338 mg/kg per via sottocutanea e di 1450 + 265 mg/kg per via orale; nel cane la DL 50 è di 200 mg/kg per via sottocutanea.

La somministrazione per via orale per 90 giorni a tre gruppi di 50 ratti di 35, 70 e 560 mg/kg non ha evidenziato effetti tossici.

Non sono state inoltre rilevate alterazioni della fertilità e effetti teratogenetici nei ratti dopo somministrazione per via orale di 10, 30 e 100 mg/kg/giorno e nei conigli dopo somministrazione per via orale di 20, 60 e 200 mg/kg/giorno.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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ANTAXONE 10 mg capsule rigide

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Lattosio, Magnesio stearato. Capsula contenitrice: Gelatina, Titanio biossido (E 171), Ferro ossido giallo (E 172), Eritrosina (E 127).

ANTAXONE 25 mg capsule rigide

Lattosio, Magnesio stearato. Capsula contenitrice: Gelatina, Titanio biossido (E 171), Eritrosina (E 127), Patent blue (E 131).

ANTAXONE 50 mg capsule rigide

Lattosio, Magnesio stearato. Capsula contenitrice: Gelatina, Titanio biossido (E 171), Indigotina (E 132).

ANTAXONE 50 mg/10 ml soluzione orale e 100 mg/20 ml soluzione orale

Sorbitolo 70%, Aroma amaro 1631, Saccarina, Metil-p-idrossibenzoato,

Propil-p-idrossibenzoato, Acqua depurata.

06.2 Incompatibilità

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Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità

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Capsule: Anni 3 (tre).

Soluzione orale: Anni 2 (due)

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Capsule: conservare a temperatura non superiore a 30°C.

Soluzione orale: nessuna particolare.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Capsule: blister in accoppiato alluminio/PVDC-PVDC- PVC.

Astuccio da 10 capsule 10 mg Astuccio da 10 capsule 25 mg Astuccio da 14 capsule 50 mg

Contenitore monodose: flacone in vetro da 10 ml o da 20 ml con chiusura di sicurezza in politene/polipropilene con guarnizione.

Astuccio da 10 contenitori monodose da 50 mg/10 ml Astuccio da 5 contenitori monodose da 100 mg/20 ml

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna in particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ZAMBON ITALIA s.r.l. – Via Lillo del Duca 10 – 20091 Bresso (MI)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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ANTAXONE 10 mg capsule rigide – 10 capsule AIC n. 025855026

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ANTAXONE 25 mg capsule rigide – 10 capsule AlC n. 025855053

ANTAXONE 50 mg capsule rigide – 14 capsule AIC n. 025855077

ANTAXONE 50 mg/10 ml soluzione orale – 10 contenitori monodose da 10 ml AIC n.

025855065

ANTAXONE 100 mg/20 ml soluzione orale – 5 contenitori monodose da 20 ml AIC n. 025855040

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Capsule da 10 e 50 mg Prima autorizzazione: 26 maggio 1987 Rinnovo: 1 giugno 2010 Capsule da 25 mg

Prima autorizzazione: 12 gennaio 1998 Rinnovo: 1 giugno 2010 Soluzione orale da 50 e da 100 mg Prima autorizzazione: 27 aprile 1991 Rinnovo: 1 giugno 2010

10.0 Data di revisione del testo

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12/06/2015

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Antaxone – Os 10 fl 50 mg/10 ml (Naltrexone Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC: N07BB04 AIC: 025855065 Prezzo: 26,75 Ditta: Zambon Italia Srl


Antaxone – 14 Cps 50 mg (Naltrexone Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2) ATC: N07BB04 AIC: 025855077 Prezzo: 33,77 Ditta: Zambon Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983