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Amlodipina Ratiopharm cp: Scheda Tecnica del Farmaco

Amlodipina Ratiopharm cp

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Amlodipina Ratiopharm cp: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Amlodipina Ratiopharm cp: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Amlodipina ratiopharm 5 mg compresse Amlodipina ratiopharm 10 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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amlodipina (come besilato). Ogni compressa contiene 10 mg di amlodipina (come besilato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa. 5 mg:

compresse bianche, rotonde, , di 8 mm di diametro e 3,3-4,1 mm di spessore, Su un lato è leggermente concava recanti la scritta “A5”e linea di frattura, su l’altro lato leggermente convesse e lisce.

Le compresse possono essere in dosi uguali.

10 mg:

compresse bianche, rotonde, di 11 mm di diametro e 3,8-4,6 mm di spessore, Su un lato è leggermente concava, recanti la scritta “A10” e una linea di frattura, e su l’altro lato leggermente convesse e lisce. Le compresse possono essere in dosi uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ipertensione.

Angina pectoris cronica stabile.

Angina vasospastica (angina di Prinzmetal).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per uso orale.

Posologia Adulti

Per il trattamento dell’ipertensione e dell’angina, la dose iniziale abituale è di 5 mg una volta al giorno che

può essere aumentata fino alla dose massima di 10 mg in base alla risposta individuale del paziente.

Nei pazienti ipertesi, l’amlodipina è stata utilizzata in associazione a un diuretico tiazidico, un alfa bloccante, un beta bloccante o un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Per l’angina, l’amlodipina può essere utilizzata come monoterapia o in associazione ad altri prodotti medicinali antianginosi nei pazienti con angina refrattaria ai nitrati e/o a dosi adeguate di beta bloccanti.

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose di amlodipina in caso di somministrazione concomitante di diuretici tiazidici, beta bloccanti e inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina.

Popolazioni speciali

Anziani

A dosi simili, l’amlodipina è ben tollerata sia dai pazienti anziani, sia dai pazienti più giovani. Nell’anziano si consigliano i regimi posologici normali, tuttavia l’aumento del dosaggio va effettuato con cautela (vedere paragrafì 4.4 e 5.2).

Compromissione epatica

Per i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non è stata definita alcuna raccomandazione sul dosaggio, pertanto la scelta della dose deve essere effettuata con cautela e deve iniziare dal limite inferiore del range posologico (vedere paragrafì 4.4 e 5.2). La farmacocinetica dell’amlodipina non è stata studiata nei pazienti con grave compromissione epatica. Nei pazienti con grave compromissione epatica, la somministrazione di amlodipina deve essere iniziata con la dose minima e titolata lentamente.

Insufficienza renale

Il grado di compromissione renale non è correlato a variazioni delle concentrazioni plasmatiche dell’amlodipina, quindi si consiglia il dosaggio normale. L’amlodipina non è dializzabile.

Popolazione pediatrica

Bambini ed adolescenti con ipertensione di età compresa tra 6 e 17 anni

La dose orale antipertensiva consigliata nei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni è di 2,5 mg una volta al giorno come dose iniziale, la dose potrà essere aumentata sino a 5 mg una volta al giorno se non si raggiunge la pressione arteriosa desiderata dopo 4 settimane. Nei pazienti pediatrici non sono state studiate dosi superiori a 5 mg al giorno (vedere paragrafì 5.1 e 5.2).

Bambini al di sotto dei 6 anni Non ci sono dati disponibili.

04.3 Controindicazioni

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Amlodipina ratiopharm è controindicata nei pazienti con:

ipersensibilità ai derivati delle diidropiridine, all’amlodipina o a uno qualsiasi degli eccipienti; grave ipotensione;

shock (incluso shock cardiogeno);

ostruzione del tratto di efflusso ventricolare sinistro (ad es., stenosi aortica di grado elevato); insufficienza cardiaca con instabilità emodinamica dopo infarto acuto del miocardio.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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La sicurezza e l’efficacia dell’amlodipina nelle crisi ipertensive non sono state stabilite. Pazienti con insufficienza cardiaca

I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela. In uno studio clinico a lungo termine,

controllato verso placebo in pazienti con insufficienza cardiaca grave (di classe III e IV NYHA), amlodipina è stata associata a un maggior numero di casi di edema polmonare rispetto al placebo (vedere paragrafo 5.1). I calcioantagonisti, inclusa l’amlodipina, devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in quanto possono aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e la mortalità.

Uso in pazienti con funzionalità epatica compromessa

L’emivita dell’amlodipina risulta prolungata e i valori dell’AUC sono più elevati nei pazienti con funzione epatica compromessa, non sono state stabilite raccomandazioni relative al dosaggio. Pertanto la somministrazione di amlodipina deve iniziare alla dose più bassa dell’intervallo posologico e si deve usare cautela sia nel trattamento iniziale sia quando la dose viene aumentata. Nei pazienti con grave compromissione epatica possono essere richiesti un aggiustamento lento della dose ed un attento monitoraggio

Uso nei pazienti anziani

Nell’anziano, l’aumento del dosaggio va effettuato con cautela (vedere paragrafì 4.2 e 5.2).

Uso nell’insufficienza renale

L’amlodipina può essere somministrata alle dosi normali nei pazienti con insufficienza renale. Il grado di compromissione renale non è correlato a variazioni delle concentrazioni plasmatiche dell’amlodipina.

L’amlodipina non è dializzabile.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Effetti di altri medicinali sull’amlodipina

Inibitori del CYP3A4: l’uso concomitante di amlodipina e forti o moderati inibitori del CYP3A4 (inibitori della proteasi, antifungini azolici, macrolidi quali eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può dare luogo a un aumento significativo dell’esposizione all’amlodipina. Le conseguenze cliniche di queste variazioni farmacocinetiche possono essere più pronunciate negli anziani. Pertanto possono essere richiesti un monitoraggio clinico ed un aggiustamento della dose.

Induttori del CYP3A4: non sono disponibili dati sull’effetto degli induttori del CYP3A4 sull’amlodipina. L’uso concomitante di induttori del CYP3A4 (ad es., rifampicina, Hypericum perforatum) può determinare una minore concentrazione plasmatica dell’amlodipina. L’amlodipina deve essere impiegata con cautela insieme agli induttori del CYP3A4.

Si sconsiglia la somministrazione di amlodipina insieme a pompelmo o succo di pompelmo in quanto la biodisponibilità può aumentare in alcuni pazienti causando maggiori effetti antipertensivi.

Dantrolene (infusione): negli animali, si osservano fibrillazione ventricolare e collasso cardiovascolare letali in associazione a iperpotassiemia dopo la somministrazione di verapamil e di dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda che la co-somministrazione di calcio-antagonisti come l’amlodipina, venga evitata in pazienti soggetti ad ipertemia maligna e nel trattamento dell’ipertermia maligna

Effetti dell’amlodipina su altri medicinali

Gli effetti antipertensivi dell’amlodipina si sommano agli effetti antipertensivi di altri medicinali con proprietà antipertensive.

Negli studi clinici di interazione, l’amlodipina non ha influenzato la farmacocinetica di atorvastatina, digossina, warfarin e ciclosporina.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

La sicurezza dell’amlodipina durante la gravidanza umana non è stata accertata.

Negli studi sugli animali, è stata osservata tossicità riproduttiva a dosi elevate (vedere paragrafo 5.3).

L’uso in gravidanza è consigliato solo quando non vi è un’alternativa più sicura e quando la patologia stessa comporta un rischio maggiore per la madre e il feto.

Allattamento

Non è noto se l’amlodipina venga escreta nel latte materno. La decisione in merito al proseguimento o alla sospensione dell’allattamento al seno o al proseguimento o alla sospensione della terapia con amlodipina deve prendere in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il neonato e il beneficio della terapia con amlodipina per la madre.

Fertilità

In alcuni pazienti trattati con calcioantagonisti sono state segnalate alterazioni biochimiche reversibili della testa degli spermatozoi. I dati clinici sul potenziale effetto dell’amlodipina sulla fertilità sono insufficienti. In uno studio sui ratti, sono emersi effetti avversi sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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L’amlodipina esercita un’influenza lieve o moderata sulla guida e sull’uso di macchinari. Se i pazienti che assumono amlodipina soffrono di capogiri, cefalea, spossatezza o nausea, la loro capacità di reazione può essere compromessa. Si consiglia cautela specialmente all’inizio del trattamento.

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse segnalate più comunemente durante il trattamento sono sonnolenza, capogiri, cefalea, palpitazioni, vampate, dolore addominale, nausea, gonfiore delle caviglie, edema e spossatezza.

Elenco delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate e riportate durante il trattamento con amlodipina con le seguenti frequenze: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 e < 1/10); non comune (≥ 1/1000 e < 1/100); raro (≥ 1/10.000 e < 1/1000) e molto raro (< 1/10.000).

All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetti indesiderati
Patologie del sistema emolinfopoieticoMolto rareLeucocitopenia, trombocitopenia
Patologie del sistema immunitarioMolto rareReazioni allergiche
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneMolto rariIperglicemia
Disturbi psichiatriciNon comuniInsonnia, sbalzi d’umore (inclusa ansia), depressione
RariConfusione
Patologie del sistema nervosoComuniSonnolenza, capogiri, cefalea (specialmente all’inizio del trattamento)
Non comuniTremore, disgeusia, sincope, ipoestesia, parestesia
Molto rareIpertonia, neuropatia periferica
Patologie dell’occhioNon comuniDisturbi visivi (inclusa diplopia)
Patologie dell’orecchio e del labirintoNon comuniTinnito
Patologie cardiacheComuniPalpitazioni
Molto rareInfarto del miocardio, aritmia (inclusa bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale)
Patologie vascolariComuniVampate
Non comuniIpotensione
Molto rareVasculite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheNon comuniDispnea, rinite
Molto rareTosse
Patologie gastrointestinaliComuniDolore addominale, nausea
Non comuniVomito, dispepsia, alterazione delle abitudini intestinali (incluse diarrea e stipsi), secchezza delle fauci
Molto rarePancreatite, gastrite, iperplasia gengivale
Patologie epatobiliariMolto rareEpatite, itterizia, aumento degli enzimi epatici *
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoNon comuniAlopecia, porpora, scolorimento della pelle, iperidrosi, prurito, eruzione cutanea, esantema
Molto rareAngioedema, eritema multiforme, orticaria, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, edema di Quincke, fotosensibilità
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoComuniGonfiore delle caviglie
Non comuniArtralgia, mialgia, crampi muscolari, lombalgia
Patologie renali e urinarieNon comuniDisturbi della minzione, nicturia, aumento della frequenza di minzione
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaNon comuniImpotenza, ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneComuniEdema, spossatezza
Non comuniDolore al petto, astenia, dolore, malessere
Esami diagnosticiNon comuniAumento ponderale, calo ponderale

*prevalentemente in linea con la colestasi

Sono stati segnalati casi eccezionali di sindrome extrapiramidale.

04.9 Sovradosaggio

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Si dispone di esperienza limitata relativamente a sovradosaggi intenzionali nell’uomo. Sintomi

I dati disponibili suggeriscono che un forte sovradosaggio potrebbe dare luogo a un’eccessiva

vasodilatazione periferica e una possibile tachicardia riflessa. È stata segnalata ipotensione sistemica marcata e probabilmente prolungata fino a includere shock con esito fatale.

Trattamento

Un’ipotensione clinicamente significativa dovuta a un sovradosaggio di amlodipina richiede un supporto cardiovascolare attivo, che comprende il frequente monitoraggio della funzionalità cardiaca e respiratoria, il sollevamento delle estremità e il monitoraggio del volume dei fluidi circolanti e della diuresi.

Un vasocostrittore potrebbe rivelarsi utile per ripristinare il tono vascolare e la pressione arteriosa, sempre che il suo impiego non sia controindicato. La somministrazione endovenosa di calcio gluconato potrebbe essere utile per invertire gli effetti del blocco dei canali del calcio.

In alcuni casi, potrebbe essere utile la lavanda gastrica. Nei volontari sani, è stato dimostrato che la somministrazione di carbone vegetale entro 2 ore dall’assunzione di 10 mg di amlodipina ha ridotto il tasso di assorbimento dell’amlodipina.

Dato che l’amlodipina presenta un forte legame alle proteine plasmatiche, la dialisi non sembra essere di utilità.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti, calcioantagonisti selettivi con effetti prevalentemente vascolari.

Codice ATC: C08CA01.

L’amlodipina è un inibitore dell’afflusso degli ioni del calcio del gruppo delle diidropiridine (bloccante dei canali lenti o antagonista degli ioni di calcio) e inibisce l’afflusso transmembrana degli ioni del calcio sulla muscolatura liscia cardiaca e vascolare.

Il meccanismo dell’azione antipertensiva dell’amlodipina è dovuto a un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare. Il preciso meccanismo dell’azione antianginosa dell’amlodipina non è stato completamente stabilito, ma è emerso che l’amlodipina riduce il carico ischemico totale mediante le due azioni seguenti:

1) l’amlodipina dilata le arteriole periferiche e quindi riduce la resistenza periferica totale (post-carico) contro cui lavora il cuore. Poiché la frequenza cardiaca rimane stabile, questa diminuzione del carico cardiaco porta a una riduzione del consumo di energia e delle richieste di ossigeno da parte del miocardio;

2) il meccanismo d’azione dell’amlodipina coinvolge probabilmente anche la dilatazione delle principali arterie e arteriole coronariche, sia nelle regioni normali che in quelle ischemiche. Questa dilatazione aumenta l’apporto di ossigeno al miocardio nei pazienti che soffrono di spasmi delle arterie coronariche (angina di Prinzmetal o angina variante).

Nei pazienti ipertesi, la somministrazione di amlodipina una volta al giorno consente riduzioni clinicamente significative della pressione arteriosa, in posizione sia sdraiata che eretta, che persistono per 24 ore. Data la lenta insorgenza dell’azione, la somministrazione di amlodipina non è associata a ipotensione acuta.

Nei pazienti con angina, la somministrazione di amlodipina una volta al giorno aumenta il tempo di esercizio totale, il tempo all’insorgenza dell’angina e il tempo alla comparsa di una riduzione di 1 mm del segmento ST e riduce sia la frequenza degli attacchi di angina, sia l’uso di compresse di nitroglicerina.

L’amlodipina non è stata associata ad alcun effetto avverso metabolico o ad alterazioni dei lipidi plasmatici ed è indicata per l’uso in pazienti affetti da asma, diabete o gotta.

Uso in pazienti con coronaropatia (CAD)

Tabella 1. Incidenza degli esiti clinici significativi di CAMELOT
Percentuali di eventi cardiovascolari, numero (%)Amlodipina vs. placebo
EsitiAmlodipinaPlaceboEnalaprilHazard Ratio (IC al 95%)Valore P
Endpoint primario
Eventi avversi cardiovascolari110 (16,6)151 (23,1)136 (20,2)0,69 (0,54-0,88)0,003
Componenti individuali
Rivascolarizzazione coronarica78 (11,8)103 (15,7)95 (14,1)0,73 (0,54-0,98)0,03
Ricovero per angina51 (7,7)84 (12,8)86 (12,8)0,58 (0,41-0,82)0,002
IM non fatale14 (2,1)19 (2,9)11 (1,6)0,73 (0,37-1,46)0,37
Ictus o TIA6 (0,9)12 (1,8)8 (1,2)0,50 (0,19-1,32)0,15
Morte cardiovascolare5 (0,8)2 (0,3)5 (0,7)2,46 (0,48-12,7)0,27
Ricovero per CHF3 (0,5)5 (0,8)4 (0,6)0,59 (0,14-2,47)0,46
Arresto cardiaco rianimato04 (0,6)1 (0,1)ND0,04
Vasculopatia periferica di nuova insorgenza5 (0,8)2 (0,3)8 (1,2)2,6 (0,50-13,4)0,24

Abbreviazioni: CHF, insufficienza cardiaca congestizia; IC, intervallo di confidenza; IM, infarto miocardico; TIA,attacco ischemico transitorio.

L’efficacia dell’amlodipina nella prevenzione degli eventi clinici nei pazienti con coronaropatia è stata valutata in uno studio indipendente, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 1997 pazienti denominato CAMELOT (Comparison of Amlodipine vs. Enalapril to Limit Occurrences of Thrombosis, confronto tra amlodipina ed enalapril nella limitazione delle occorrenze di trombosi). Di questi pazienti, 663 sono stati trattati con 5-10 mg di amlodipina, 673 sono stati trattati con 10-20 mg di enalapril e 655 sono stati trattati con il placebo, in aggiunta alla terapia standard con statine, beta-bloccanti, diuretici e aspirina, per 2 anni. I risultati chiave sull’efficacia sono presentati nella Tabella 1. I risultati indicano che il trattamento con amlodipina è stato associato a un minor numero di ricoveri ospedalieri per angina e procedure di rivascolarizzazione nei pazienti affetti da coronaropatia.

Uso in pazienti con insufficienza cardiaca

Studi di emodinamica e studi clinici controllati basati sulla capacità di esercizio di pazienti affetti da insufficienza cardiaca di classe NYHA III-IV hanno dimostrato che l’amlodipina non provoca alcun peggioramento clinico, secondo quanto valutato mediante capacità di esercizio, frazione di eiezione ventricolare sinistra e sintomatologia clinica.

Uno studio controllato con placebo (PRAISE), ideato per valutare i pazienti affetti da insufficienza cardiaca di classe NYHA III-IV sottoposti a terapia con digossina, diuretici e ACE-inibitori, ha dimostrato che l’amlodipina non ha determinato un aumento del rischio di mortalità né un rischio combinato di mortalità e morbilità nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca.

Uno studio di follow-up a lungo termine controllato con placebo (PRAISE 2) ha dimostrato che l’amlodipina non ha avuto alcun effetto sulla mortalità totale per cause cardiovascolari nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca di classe NYHA III e IV senza sintomi clinici o reperti oggettivi indicativi di una patologia ischemica di base, trattati con dosi stabili di ACE-inibitori, digitale e diuretici. Nella stessa popolazione, il trattamento con l’amlodipina è stato associato a un aumento dei casi di edema polmonare.

Studio ALLHAT sul trattamento per la prevenzione dell’infarto

È stato condotto uno studio randomizzato in doppio cieco di morbidità-mortalità denominato ALLHAT (Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial, studio sul trattamento antipertensivo e ipolipemizzante per prevenire l’arresto cardiaco) per confrontare le terapie farmacologiche più recenti: amlodipina 2,5-10 mg/die (calcio antagonista) o lisinopril 10-40 mg/die (ACE-inibitore) come terapie di prima linea rispetto al diuretico tiazidico clortalidone 12,5-25 mg/die nell’ipertensione da lieve a moderata.

In totale, 33.357 pazienti ipertesi di età pari o superiore a 55 anni sono stati randomizzati e seguiti per una media di 4,9 anni. I pazienti presentavano almeno un altro fattore di rischio di coronaropatia, ad esempio un precedente infarto miocardico o ictus (> 6 mesi prima dell’arruolamento) o documentazione di altra patologia cardiovascolare aterosclerotica (complessivamente nel 51,5%), diabete di tipo 2 (36,1%), colesterolo HDL < 35 mg/dl (11,6%), ipertrofia ventricolare sinistra diagnosticata da elettrocardiogramma o ecocardiografia (20,9%), attuale tabagismo (21,9%).

L’endpoint primario era composto da coronaropatia fatale o infarto miocardico non fatale. Non sono state osservate differenze significative nell’endpoint primario tra la terapia a base di amlodipina e la terapia a base di clortalidone: RR 0,98 IC al 95% (0,90-1,07) p=0,65. Tra gli endpoint secondari, l’incidenza dell’insufficienza cardiaca (componente di un endpoint cardiovascolare composito) era significativamente maggiore nel gruppo di trattamento con amlodipina rispetto al gruppo di trattamento con clortalidone (10,2% contro 7,7%, RR 1,38, IC al 95% [1,25-1,52] p<0,001). Tuttavia, non sono state osservate differenze significative in termini di mortalità per tutte le cause tra la terapia a base di amlodipina e la terapia a base di clortalidone: RR 0,96 IC al 95% [0,89-1,02] p=0,20.

Uso nei bambini (età pari o superiore a 6 anni)

In uno studio condotto su 268 bambini di età compresa tra 6 e 17 anni con ipertensione prevalentemente secondaria, il confronto tra una dose di 2,5 mg e una dose di 5,0 mg di amlodipina rispetto al placebo ha mostrato che entrambe le dosi riducevano la pressione sistolica in modo significativamente superiore al placebo. La differenza tra le due dosi non era statisticamente significativa.

Gli effetti a lungo termine dell’amlodipina sulla crescita, la pubertà e lo sviluppo generale non sono stati studiati. Non è stata stabilita neanche l’efficacia a lungo termine dell’amlodipina sulla terapia nell’infanzia per ridurre la morbidità e la mortalità cardiovascolare nell’età adulta.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento, distribuzione e legame alle proteine plasmatiche: dopo la somministrazione orale di dosi terapeutiche, l’amlodipina è ben assorbita e raggiunge le concentrazioni ematiche di picco 6-12 ore dopo la somministrazione. La biodisponibilità assoluta è stimata tra il 64 e l’80%. Il volume di distribuzione è di circa 21 l/kg. Gli studi in vitro hanno mostrato un legame con le proteine plasmatiche di circa il 97,5% per l’amlodipina circolante.

La biodisponibilità dell’amlodipina non è influenzata dall’assunzione di cibo.

Biotrasformazione/eliminazione

L’emivita terminale di eliminazione nel plasma è di circa 35-50 ore ed è in linea con la monosomministrazione giornaliera. L’amlodipina viene ampiamente metabolizzata dal fegato in metaboliti inattivi: il 10% del composto originale e il 60% dei metaboliti vengono escreti nell’urina.

Uso nella compromissione epatica

I dati clinici sulla somministrazione di amlodipina in pazienti affetti da compromissione epatica sono molto limitati. I pazienti con insufficienza epatica presentano una riduzione della clearance dell’amlodipina che determina un’emivita più prolungata e un aumento dell’AUC del 40-60% circa.

Uso negli anziani

Il tempo necessario al raggiungimento delle concentrazioni plasmatiche di picco dell’amlodipina è simile a quello dei soggetti più giovani. Nei pazienti anziani, la clearance dell’amlodipina tende a ridursi con conseguenti aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione. Gli aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia corrispondevano ai valori attesi nella fascia di età studiata.

Uso nei bambini

È stato condotto uno studio sulla PK di questa popolazione su 74 bambini ipertesi di età compresa tra 1 e 17 anni (di cui 34 pazienti di età compresa tra 6 e 12 anni e 28 pazienti di età compresa tra 13 e 17 anni) trattati con amlodipina a dosi comprese tra 1,25 e 20 mg una o due volte al giorno. Nei bambini di età compresa tra 6 e 12 anni e negli adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni, la clearance orale tipica (CL/F) era rispettivamente di 22,5 e 27,4 l/h nei maschi e di 16,4 e 21,3 l/h nelle femmine. È stata osservata un’ampia variabilità tra gli individui in termini di esposizione. I dati riferiti sui bambini di età inferiore a 6 anni sono

limitati.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicità riproduttiva

Gli studi sulla riproduttività condotti su ratti e topi hanno mostrato ritardo della data del parto, durata prolungata del travaglio e minore sopravvivenza della prole a dosaggi superiori di circa 50 volte al dosaggio massimo consigliato per l’uomo in mg/kg.

Disturbi della fertilità

Non si sono verificati effetti sulla fertilità dei ratti trattati con l’amlodipina (maschi trattati per 64 giorni e femmine trattate per 14 giorni prima dell’accoppiamento) a dosi fino a 10 mg/kg/die (8 volte* la dose massima consigliata nell’uomo, pari a 10 mg/m2). In un altro studio sui ratti, in cui i maschi sono stati trattati con amlodipina besilato per 30 giorni a un dosaggio simile alla dose umana in mg/kg, sono emerse riduzioni dell’ormone follicolostimolante e del testosterone nel plasma, oltre a cali della densità spermatica e del numero di spermatidi e cellule di Sertoli maturi.

Carcinogenesi, mutagenesi

I ratti e i topi trattati con amlodipina introdotta nella dieta per due anni, a concentrazioni calcolate per fornire concentrazioni giornaliere di 0,5, 1,25 e 2,5 mg/kg/die, non hanno mostrato evidenza di carcinogenesi. La dose più elevata (per i topi simile e per i ratti doppia* rispetto alla dose clinica massima consigliata di mg/m2) era prossima alla dose massima tollerata per i topi, ma non per i ratti.

Gli studi di mutagenesi non hanno rivelato effetti correlati al farmaco a livello genetico o cromosomico.

*In base a un peso del paziente di 50 kg.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina Calcio fosfato dibasico, anidro Sodio amido glicolato (tipo A) Magnesio stearato

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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5 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 25°C

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità. Tenere il blister nell’imballaggio esterno.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister bianco opaco in PVC/PVdC/alluminio in astuccio di cartone

5 mg:

Confezioni: 15, 20, 28, 30, 30 (3 x 10), 50, 56, 84, 90, 98, 100, 112 e 300 (10 x 30) compresse

Confezioni calendario: 28

Confezione ospedaliera: 50

10 mg:

Confezioni: 14, 15, 20, 28, 30, 30 (3 x 10), 50, 56, 84, 90, 98, 100, 112 compresse

Confezioni calendario: 28

Confezione ospedaliera: 50

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Ratiopharm GmbH, Graf-Arco-Str. 3, 89079 Ulm – Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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040767016 – "5 MG COMPRESSE" 15 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767028 – "5 MG COMPRESSE" 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767030 – "5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767042 – "5 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767055 – "5 MG COMPRESSE" 30 (3×10) COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767067 – "5 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767079 – "5 MG COMPRESSE" 56 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767081 – "5 MG COMPRESSE" 84 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767093 – "5 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767105 – "5 MG COMPRESSE" 98 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767117 – "5 MG COMPRESSE" 100 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767129 – "5 MG COMPRESSE" 112 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767131 – "5 MG COMPRESSE" 300 (10×30) COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767143 – "5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL CON CALENDARIO

040767156 – "5 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL CONFEZIONE OSPEDALIERA

040767168 – "10 MG COMPRESSE" 14 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767170 – "10 MG COMPRESSE" 15 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767182 – "10 MG COMPRESSE" 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767194 – "10 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767206 – "10 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767218 – "10 MG COMPRESSE" 30 (3×10) COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767220 – "10 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767232 – "10 MG COMPRESSE" 56 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767244 – "10 MG COMPRESSE" 84 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767257 –"10 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767269 –"10 MG COMPRESSE" 98 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767271 –"10 MG COMPRESSE" 100 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767283 – "10 MG COMPRESSE" 112 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

040767295 – "10 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL CON CALENDARIO

040767307 – "10 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL CONFEZIONE OSPEDALIERA

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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27/03/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Amlodipina ratio – 28 Cpr 5 mg (Amlodipina Besilato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA01 AIC: 040767143 Prezzo: 3,74 Ditta: Ratiopharm Italia Srl


Amlodipina ratio – 14 Cpr 10 mg (Amlodipina Besilato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA01 AIC: 040767168 Prezzo: 3,26 Ditta: Ratiopharm Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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