Alendronato Pliva 10 Mg Compresse – : Scheda Tecnica

Alendronato Pliva 10 Mg Compresse

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Alendronato Pliva 10 Mg Compresse: ultimo aggiornamento pagina: 25/06/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Alendronato Pliva 10 Mg Compresse: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Alendronato PLIVA 10 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 10 mg di acido alendronico (come alendronato sodico triidrato).
Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa Compressa di colore bianco-biancastro, a forma di capsula, con �€œAN 10�€� stampato in rilievo su un lato e con il logo Arrow sull´altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Indicazioni terapeutiche Trattamento dell´osteoporosi postmenopausale.
L´alendronato riduce il rischio di fratture vertebrali e dell´anca.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Solo per uso orale.

Il dosaggio raccomandato è di 10 mg una volta al giomo.

Per ottenere un assorbimento soddisfacente dell´alendronato Alendronato Pliva 10 mg compresse deve essere assunto a digiuno, appena alzati al mattino, solo con acqua semplice, almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o altro medicinale della giornata.
�ˆ probabile che altre bevande (inclusa l´acqua minerale), il cibo e alcuni medicinali riducano l´assorbimento dell´alendronato (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d´interazione).

Per facilitare il trasporto nello stomaco e ridurre così il rischio di irritazione/effetti indesiderati a livello locale ed esofageo (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d´impiego)  Alendronato Pliva 10 mg compresse deve essere assunto al mattino appena svegli, con un abbondante bicchiere d´acqua (non meno di 200 ml).
 Alendronato Pliva 10 mg compresse deve essere ingerito intero.
Le compresse non devono essere masticate, succhiate o lasciate sciogliere in bocca, per via del rischio di ulcerazioni orofaringee.
 I pazienti non devono distendersi fino a quando non abbiano assunto i primi alimenti della giornata, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l´assunzione della compressa.
 I pazienti non devono distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto Kendarin 10 mg compresse.
 Alendronato Pliva 10 mg compresse non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all´inizio della giornata.
Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
Ai pazienti deve essere somministrato un integratore di calcio e vitamina D, nel caso in cui la loro dieta sia inadeguata (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d´impiego).
Uso nei pazienti anziani:
Negli studi clinici non è emersa alcuna differenza legata all´età, riguardo ai profili di efficacia o di sicurezza dell´alendronato.
Pertanto, non è necessario un aggiustamento del dosaggio per i pazienti anziani.

Uso in caso di alterata funzionalità renale Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (GFR) superiore a 35 ml/min.
L´alendronato non è raccomandato nei pazienti con alterata funzionalità renale se il GFR è inferiore a 35 ml/min., non essendovi dati al riguardo.

Uso nei pazienti con alterata funzionalità epatica Non è necessario un aggiustamento della dose.

Uso nei bambini L´alendronato non è stato studiato nei bambini e non deve essere somministrato.

04.3 Controindicazioni

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 Anomalie esofagee e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, quali stenosi o acalasia.

 Incapacità di stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti.

 Ipersensibilità all´alendronato, ad altri bifosfonati o a uno qualsiasi degli eccipienti.

 Ipocalcemia.

Vedere anche paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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L´alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore.
Poiché vi è un rischio di peggioramento della malattia di base, occorre prestare cautela nel caso in cui l´alendronato sia somministrato a pazienti con disturbi attivi del tratto gastrointestinale superiore, quali disfagia, malattia esofagea, gastrite, duodenite o ulcere, oppure in caso di recente (nel corso dell´ultimo anno) grave patologia gastrointestinale, ad es.
ulcera gastrica, emorragia gastrointestinale attiva o intervento chirurgico del tratto gastrointestinale superiore, eccetto piloroplastica (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).

Effetti indesiderati a livello esofageo (in alcuni casi gravi e con necessità di ricovero ospedaliero), quali esofagite, ulcere esofagee o erosioni esofagee, in rari casi seguite da stenosi esofagea, sono stati segnalati nei pazienti trattati con alendronato.
Il medico deve quindi prestare attenzione alla comparsa di segni o sintomi di possibile reazione esofagea.
I pazienti devono essere avvistati della necessità di interrompere l´assunzione di alendronato e di rivolgersi al medico, nel caso in cui si sviluppino sintomi di irritazione esofagea, quali disfagia, dolore alla deglutizione, dolore retrosternale o insorgenza/peggioramento di pirosi.

Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
Il rischio di effetti gravi a livello esofageo è ritenuto essere superiore nei pazienti che non assumono l´alendronato correttamente e/o che continuano ad assumere l´alendronato dopo la comparsa di sintomi indicativi di irritazione esofagea.
�ˆ molto importante che il paziente riceva, e comprenda bene, le istruzioni per una corretta somministrazione del farmaco (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).
I pazienti devono essere informati del possibile aumento del rischio di problemi esofagei nel caso in cui non seguano queste istruzioni.

Sebbene non sia stato osservato un aumento del rischio in ampi studi clinici effettuati, dopo l´immissione in commercio della preparazione iniziale sono stati segnalati rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi e con complicazioni.
Non è possibile escludere una reazione causale (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

L´alendronato non è raccomandato per i pazienti con alterata funzionalità renale se il GFR è inferiore a 35 ml/min.
(vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Devono essere prese in considerazione cause di osteoporosi diverse da carenza di estrogeni e invecchiamento.

L´ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare il trattamento con alendronato (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).
Anche gli altri disturbi del metabolismo minerale (quali deficit di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati efficacemente prima di iniziare ad assumere l´alendronato.
Nei pazienti con questi disturbi, il livello sierico di calcio e i sintomi di ipocalcemia devono essere tenuti sotto controllo durante il trattamento con alendronato.

A causa degli effetti positivi dell´alendronato sull´aumento della mineralizzazione ossea, può verificarsi una riduzione dei livelli sierici di calcio e di fosfato.
Di solito si tratta di un fenomeno lieve e asintomatico.
Tuttavia, in rari casi è stata segnalata ipocalcemia sintomatica, occasionalmente grave e spesso comparsa in pazienti con condizioni redisponesti (ad es.
ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e in casi di malassorbimento del calcio).
�ˆ quindi particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e di vitamina D nei pazienti che assumono glucocorticoidi.

Alendronato Pliva 10 mg compresse contiene lattosio.
I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi di Lapp o malassorbimento del glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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�ˆ probabile che cibo e bevande (inclusa l´acqua minerale), gli integratori di calcio, gli antiacidi e alcuni medicinali per via orale, se assunti contemporaneamente, influiscano sull´assorbimento dell´alendronato.
I pazienti devono pertanto attendere almeno 30 minuti dopo l´assunzione di alendronato prima di assumere qualsiasi altro medicinale per via orale (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Non sono previste altre interazioni farmacologiche clinicamente significative.
Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni (per via intravaginale, transdermica o orale) in concomitanza con alendronato.
Nessun effetto indesiderato è stato riconducibile al trattamento in combinazione.
Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
Non sono stati condotti studi di interazione specifici, tuttavia l´alendronato è stato usato negli studi clinici in concomitanza a diversi altri medicinali comunemente prescritti, senza alcuna evidenza di interazioni clinicamente sfavorevoli.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Uso durante la gravidanza Non esistono dati adeguati sull´uso dell´alendronato nelle donne in stato di gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno evidenziato effetti sulla formazione ossea fetale a dosi elevate.
L´alendronato somministrato a femmine di ratto gravide ha causato distocia dovuta a ipocalcemia (vedere paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza).
Data l´indicazione, l´alendronato non deve essere usato durante la gravidanza.

Uso durante l´allattamento Non è noto se l´alendronato sia escreto nel latte materno umano.
Data l´indicazione, l´alendronato non deve essere usato durante l´allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Alendronato Pliva 10 mg compresse non influisce sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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In due studi della durata di tre anni, con disegno pressoché identico, nelle donne in post-
menopausa (alendronato
10 mg: n=196; placebo: n= 397), i
profili generali
di sicurezza
per alendronato 10
mg al giomo
e placebo sono risultati
simili. Gli effetti
indesiderati
segnalati dagli sperimentatori
come possibilmente,
probabilmente o sicuramente
collegati al medicinale sono presentati
di seguito se si sono verificati in ≥
1% di uno dei gruppi di
trattamento nello studio a un anno, o in ≥ 1% delle pazienti
trattate
con alendronato 10 mg/die e con un´incidenza
superiore rispetto alle pazienti trattate con placebo negli studi a tre anni.

Studi a tre anni
Alendronato 10 mg/die(n=196)% Placebo(n=”3″97)%
Gastrointestinali
Dolori addominali6,64,8
Dispepsia3,63,5
Rigurgito acido2,04,3
Nausea3,64,0
Distensione addominale1,00,8
Costipazione3,11,8
Diarrea3,11,8
Disfagia1,00,0
Flatulenza2,60,5
Gastrite0,51,3
Ulcera gastrica0,00,0
Ulcera esofagea1,50,0

Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto
2006PLIVA Pharma S.p.A: Studi a tre anni Alendronato 10 mg/die(n=196)%
Placebo(n=”3″97)%

Muscoloscheletrici
Dolore
muscolo-scheletrico(osseo,
muscolare o articolare)
4,1 2,5
Crampi muscolari 0,0 1,0
Neurologici
Cefalea 2,6 1,5

I seguenti effetti
indesiderati
sono stati inoltre segnalati
negli studi clinici e/o nell´esperienzapost-marketing: Alterazioni del sistema
nervoso:Comuni
(≥1/100,
<1/10): Cefalea Disturbi oculari:Rari
(≥1/10-000,
<1/1000): Uveite,
sclerite Alterazioni
dell’apparato
gastrointestinale:Comuni
(≥1/100,
<1/10): Dolori addominali,
dispepsia, costipazione,
diarrea,
flatulenza, ulcere esofagee*,
disfagia*, distensione addominale,
rigurgito acido.Non comuni
(≥1/1-000,
<1/100):
Nausea, vomito,
gastrite, esofagite*, erosioni
esofagee*, melena.Rari
(≥1/10-000,
<1/1000): Stenosi esofagea*,
ulcerazione orofaringea*, SUP (perforazioni, ulcere, sanguinamento)
del tratto gastrointestinale
superiore, non è possibile escludere
una relazione causale. Alterazioni
della cute e del tessuto
sottocutaneo:Molto rari
(≤1/10,000):
Sono stati segnalati casi isolati di reazioni cutanee gravi, quali sindrome
di Stevens-Johnson e necrolisi
epidermica
tossica. Alterazioni dell´apparato muscoloscheletrico,
del tessuto connettivo e delle ossa:Comuni
(≥1/100,
<1/10): Dolore
muscoloschetrico
(osseo, muscolare o articolare) Disordini
generali e
alterazioni
del
sito
di somministrazione:Non comuni
(≥1/1-000,
<1/100):
Eruzione cutanea, prurito, eritema.Rari
(≥1/10-000,
<1/1000): Reazioni da ipersensibilità,
inclusa
orticaria e angioedema.
Sintomi
transitori, come in una reazione di
fase acuta (mialgia,
malessere e in rari casifebbre),
di solito in relazione
all´inizio
del trattamento. Eruzione
cutanea con
fotosensibilità.
Ipocalcemia sintomatica,
generalmente in relazione a
condizioni predisponenti (vedere 4-4 paragrafo Avvertenze
speciali e opportune
precauzioni d’impiego). *Vedere paragrafo 4-4 Avvertenze
speciali e opportune
precauzioni
di impiego
e 4-2paragrafo Posologia e modo di somministrazione. Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto
2006PLIVA Pharma S.p.A: Indagini diagnostiche:
Negli studi clinici, sono state osservate
riduzioni lievi e transitorie, asintomatiche,
dei livelli sierici
di calcio
e fosfato rispettivamente in circa il 18 e il 10% dei pazienti
trattati con alendronato 10 mg/die, rispetto
al 12 e 3% dei pazienti trattati conplacebo.
Tuttavia, l´incidenza
delle riduzioni del calcio sierico
fino a <2,0 mmol/l e del fosfato
sierico fino a ≤0,65
mmol/l era simile
nei due gruppi.

04.9 Sovradosaggio

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Ipocalcemia, ipofosfatemia ed effetti indesiderati a carico del tratto gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi, esofagite, gastrite o ulcera, possono verificarsi in caso di sovradosaggio orale.
Non sono disponibili informazioni specifiche riguardo al sovradosaggio con alendronato.
Devono essere somministrati latte o antiacidi, che si legano all´alendronato.
A causa del rischio di irritazione esofagea, non deve essere indotto il vomito e il paziente deve essere mantenuto in posizione eretta.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica:
Farmaci per il trattamento delle malattie delle ossa, bifosfonati.
Codice ATC; M05BA04 Il principio attivo di Alendronato PLIVA 10 mg compresse, alendronato sodico triidrato, è un bifosfonato che inibisce il riassorbimento osseo dovuto agli osteoclasti, senza effetti diretti sulla formazione ossea.
Gli studi preclinici hanno dimostrato che l´alendronato si localizza preferibilmente nei siti in cui ha luogo un riassorbimento attivo.
L´attività osteoclastica viene inibita, senza influire tuttavia sulla formazione e sul legame degli osteoclasti.
L´osso formatosi durante il trattamento con alendronato è di qualità normale.

Trattamento dell´osteoporosi postmenopausale L´osteoporosi è definita come densità minerale ossea (DMO) della colonna vertebrale o dell´anca di 2,5 deviazioni standard al di sotto del valore medio per una popolazione giovane normale, o come precedente frattura da fragilità, indipendentemente dalla densità minerale ossea.

Gli effetti dell´alendronato sulla DMO e sull´incidenza delle fratture nelle donne in post- menopausa sono stati studiati in due studi di efficacia iniziale, di disegno identico, (n=994) e nello studio Fracture Intervention Trial (FIT:
n=”6″459).

Negli studi di efficacia iniziale, gli aumenti della DMO con alendronato 10 mg/die rispetto al placebo, dopo tre anni, sono stati dell´8,8%, 5,9% e del 7,8% rispettivamente nel rachide, collo del femore e trocantere.
Anche la DMO totale è aumentata in misura significativa.
Nelle pazienti trattate con alendronato, la percentuale di pazienti che hanno subito una o più fratture vertebrali si è ridotta del 48% (alendronato 3,2% vs.
placebo 6,2%).
Nei due anni di estensione di questi studi, la DMO nel rachide e trocantere ha continuato ad aumentare.
Inoltre, è stata mantenuta la DMO del collo del femore e corporea totale.
Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
Lo studio FIT comprendeva due sperimentazioni controllate con placebo, nelle quali l´alendronato veniva somministrato una volta al giomo (5 mg al giomo per due anni e 10 mg al giomo per uno o due ulteriori anni).

 FIT 1:
Studio a tre anni su 2027 pazienti, che avevano avuto almeno una frattura vertebrale al basale (compressione).
In questo studio, l´alendronato in somministrazione una volta al giomo ha ridotto l´incidenza di ≥1 nuova frattura vertebrale del 47 (alendronato 7,9% vs.
placebo 15,0%).
Inoltre, è stata confermata una riduzione statisticamente significativa delle fratture dell´anca (1,1% vs.
2,2%, una riduzione del 51%).

 FIT 2:
Studio a quattro anni su 4432 pazienti, che presentavano una massa ossea ridotta ma non avevano avuto alcuna frattura vertebrale all´inizio dello studio.
In questo studio, nell´analisi di un sottogruppo di donne osteoporotiche (37% della popolazione totale che rispondeva alla definizione di osteoporosi sopra riportata), è stata osservata una differenza significativa nell´incidenza di fratture dell´anca (alendronato 1,0% vs.
placebo 2,2%, una riduzione del 56%) e nell´incidenza di ≥1 frattura vertebrale (2,9% vs.
5,8%, una riduzione del 50%).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento Rispetto a una dose di riferimento per via endovenosa, la biodisponibilità orale media dell´alendronato nelle donne è stata dello 0,64% per dosi comprese tra 5 e 70 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e due ore prima di una colazione standard.
La biodisponibilità si riduceva a un valore stimato di 0,46% e 0,39%, quando l´alendronato veniva somministrato un´ora o mezzora prima di una colazione standard.
Negli studi sull´osteoporosi, l´alendronato risultava efficace se somministrato almeno 30 minuti prima del primo pasto o bevanda della giornata.
La biodisponibilità è risultata trascurabile sia quando l´alendronato veniva somministrato insieme o fino a due ore dopo una colazione standard.
La somministrazione concomitante di alendronato con caffè o succo d´arancia ne ha ridotto la biodisponibilità di circa il 60 %.
Nei soggetti sani, il prednisolone (20 mg tre volte al giomo per cinque giorni) non ha provocato modificazioni clinicamente significative della biodisponibilità orale dell´alendronato (un aumento medio dal 20% al 44%).

Distribuzione Gli studi sul ratto dimostrano che l´alendronato è inizialmente distribuito nei tessuti molli, dopo somministrazione endovenosa di 1 mg/kg, ma viene poi rapidamente ridistribuito nello scheletro o escreto nelle urine.
Nell´uomo, il volume medio di distribuzione allo steady state, escluse le ossa, è di almeno 28 litri.
Le concentrazioni del farmaco nel plasma, in seguito a dosi orali terapeutiche, sono troppo basse per la rilevazione analitica (<5 ng/ml).
Il legame con le proteine plasmatiche nell´uomo è di circa il 78%.

Biotrasformazione Sia negli animali che nell´uomo, non vi è evidenza che l´alendronato venga metabolizzato.

Eliminazione In seguito a una dose endovenosa singola di (14C) di alendronato, circa il 50% della radioattività è stato escreto nelle urine entro 72 ore, mentre non è stata riscontrata, o è stata riscontrata radioattività minima nelle feci.
Dopo una somministrazione endovenosa singola di 10 mg, la clearance renale dell´alendronato era di 71 ml/min.
e la clearance sistemica non Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
superava i 200 ml/min.
Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre il 95% entro 6 ore dalla somministrazione endovenosa.
�ˆ stato stimato che l´emivita terminale nell´uomo superi i dieci anni, riflettendo il rilascio dell´alendronato dallo scheletro.
Nel ratto, l´alendronato non viene escreto per via renale mediante i sistemi di trasporto degli acidi o delle basi, e pertanto, nell´uomo, non si ritiene che interferisca con l´escrezione di altri farmaci attraverso questi sistemi.

Caratteristiche nei pazienti Gli studi preclinici dimostrano che il farmaco che non si deposita nell´osso viene escreto rapidamente nelle urine.
Non è stata rilevata evidenza di saturazione della captazione da parte dell´osso, dopo somministrazione cronica di dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali.
Sebbene non siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come avviene negli animali, l´eliminazione dell´alendronato per via renale sia ridotta nei pazienti con alterata funzionalità renale.
Pertanto, nei pazienti con alterata funzionalità renale, si potrebbe prevedere un accumulo leggermente superiore di alendronato nell´osso (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Gli studi convenzionali di tossicità generale, genotossicità e carcinogenicità non hanno rivelato alcun rischio speciale per l´uomo.
Gli studi su femmine di ratto hanno evidenziato che il trattamento con alendronato durante la gravidanza era associato a distocia durante il parto, legata all´ipocalcemia.
Studi nei quali sono state somministrate ai ratti dosi elevate hanno evidenziato un aumento dell´incidenza di formazione ossea fetale incompleta.
La rilevanza per l´uomo non è nota.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato Croscarmellosa sodica Magnesio stearato

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Conservare nella confezione originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Le compresse sono fornite in confezioni blister triplex (PVC/PE/PVDC/Al).
14, 28, 56, 98, 112 e 50 x 1 (monodose).
�ˆ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Alendronato Pliva – SPC – 25 agosto 2006 PLIVA Pharma S.p.A:
Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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/h2>

PLIVA Pharma S.p.A.
– Via Tranquillo Cremona 10.
20092 Cinisello Balsamo (MI)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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/h2>

Alendronato PLIVA 10 mg compresse, 14 compresse:
A.I.C.
n.
037084011/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Ottobre 2006, GU 244 del 19.10.2006

10.0 Data di revisione del testo

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