Alendronato Cole Te: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Alendronato Cole Te

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Alendronato Cole Te: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Alendronato Cole Te: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Alendronato-Colecalciferolo MSD 70 mg/2800 UI compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 70 mg di acido alendronico come alendronato
sodico triidrato e colecalciferolo (vitamina D3) 70 microgrammi (2800
UI).

Eccipienti: Ogni compressa contiene lattosio anidro 62 mg e saccarosio 8 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse.

Compresse di colore bianco-biancastro, a forma di capsula, con impresso il
contomo dell’immagine di un osso da un lato e "710" dall’altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento dell’osteoporosi postmenopausale in pazienti a rischio di
insufficienza di vitamina D. Alendronato-Colecalciferolo MSD
riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il dosaggio raccomandato è di una compressa di
Alendronato-Colecalciferolo MSD in monosomministrazione settimanale.

A causa della natura del processo patologico dell’osteoporosi,
Alendronato-Colecalciferolo MSD deve essere utilizzato come terapia a lungo
termine.

Per ottenere un adeguato assorbimento dell’alendronato:

Alendronato-Colecalciferolo MSD deve essere assunto solo con acqua
di rubinetto (non acqua minerale) almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento,
bevanda o farmaco (inclusi antiacidi, integratori di calcio e vitamine) della
giornata. E’ probabile che altre bevande (inclusa l’acqua minerale), alimenti ed
alcuni farmaci riducano l’assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5).

Le seguenti istruzioni devono essere seguite con rigore per minimizzare il
rischio di irritazione esofagea e delle reazioni avverse correlate (vedere
paragrafo 4.4):

  • Alendronato-Colecalciferolo MSD deve essere deglutito dopo
    essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere colmo
    d’acqua (non meno di 200 ml).
  • Il paziente deve deglutire Alendronato-Colecalciferolo MSD
    intero. Il paziente non deve frantumare o masticare o sciogliere in bocca la
    compressa, a causa del rischio potenziale che si verifichino ulcerazioni
    orofaringee.
  • Il paziente non deve distendersi fintanto che non abbia mangiato
    qualcosa, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l’assunzione della
    compressa.
  • Il paziente non deve distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto
    Alendronato-Colecalciferolo MSD.
  • Alendronato-Colecalciferolo MSD non deve essere assunto al
    momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all’inizio della giornata.

I pazienti devono assumere integratori di calcio se l’introito dietetico non
è adeguato (vedere paragrafo 4.4). Su base individuale, deve essere presa in
considerazione una ulteriore integrazione con vitamina D che tenga conto di
tutti gli apporti giornalieri di vitamina D assunti con gli integratori
vitaminici e dietetici. L’equivalenza dell’assunzione di 2800 UI di vitamina D3
di Alendronato-Colecalciferolo MSD in monosomministrazione
settimanale e di 400 UI di vitamina D in monosomministrazione giornaliera non è
stata studiata.

Uso negli anziani:

Negli studi clinici non è stata dimostrata nessuna differenza legata all’età
nei profili di efficacia o di sicurezza dell’alendronato. Non è pertanto
necessario alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani.

Uso in caso di alterazione della funzione renale:

Non è necessario aggiustare il dosaggio nei pazienti con velocità di
filtrazione glomerulare (VFG) maggiore di 35 ml/min. Alendronato-Colecalciferolo
MSD non è raccomandato in pazienti con funzione renale
compromessa quando la VFG è minore di 35 ml/min, in quanto non vi sono
esperienze in proposito.

Uso nei bambini e negli adolescenti:

Alendronato-Colecalciferolo MSD non è stato studiato nei bambini e
negli adolescenti e non deve essere loro somministrato.

04.3 Controindicazioni

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  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Patologie dell’esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento
    esofageo, come stenosi o acalasia.
  • Impossibilità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno
    30 minuti.
  • Ipocalcemia.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Alendronato

L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto
gastrointestinale superiore. A causa del potenziale peggioramento della
patologia di base, si deve agire con cautela nel somministrare l’alendronato a
pazienti con patologie attive a livello del tratto gastrointestinale superiore,
quali disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia
recente (entro l’anno precedente) di patologie gastrointestinali importanti
quali ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo o chirurgia del
tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo
4.3).

In pazienti in trattamento con alendronato sono state riportate reazioni a
carico dell’esofago (alcune gravi e con necessità di ospedalizzazione) quali
esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi
esofagee. Il medico deve, pertanto, fare attenzione alla comparsa di qualsiasi
segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare il
paziente di interrompere l’alendronato e rivolgersi ad un medico nel caso si
verifichino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, odinofagia, dolore
retrosternale o insorgenza o peggioramento di pirosi (vedere paragrafo 4.8).

Il rischio di reazioni avverse gravi a livello esofageo sembra essere
maggiore nei pazienti che non assumono l’alendronato in maniera appropriata e/o
che continuano ad assumere l’alendronato dopo lo sviluppo di sintomi riferibili
ad irritazione esofagea. E’ molto importante che il paziente conosca e comprenda
bene le modalità di assunzione del farmaco (vedere paragrafo 4.2). Il paziente
deve essere informato che se non vengono seguite queste precauzioni, può
aumentare il rischio di problemi esofagei.

Mentre in ampi studi clinici con alendronato non è stato osservato un aumento
del rischio, sono stati segnalati (dopo l’entrata in commercio del farmaco) rari
casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi ed associati a
complicanze (vedere paragrafo 4.8).

L’osteonecrosi della mandibola, generalmente associata ad estrazione dentale
e/o ad infezione locale (inclusa l’osteomielite) è stata riportata in pazienti
oncologici in trattamento con regimi comprendenti i bisfosfonati somministrati
principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche
con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola è stata
anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bisfosfonati
orali.

Prima di iniziare il trattamento con i bisfosfonati in pazienti con fattori
di rischio concomitanti (come cancro, chemioterapia, radioterapia,
corticosteroidi, scarsa igiene orale, malattia periodontale) deve essere presa
in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate
procedure odontoiatriche preventive.

Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare
procedure odontoiatriche invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato
un’osteonecrosi della mandibola durante la terapia con bisfosfonati, la
chirurgia odontoiatrica può esacerbare la condizione. Per i pazienti che
necessitano di procedure odontoiatriche, non ci sono dati disponibili per
suggerire che l’interruzione del trattamento con i bisfosfonati riduca il
rischio di osteonecrosi della mandibola.

Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di
ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto
rischio/beneficio.

Nei pazienti trattati con bisfosfonati sono stati riportati dolori ossei,
articolari e/o muscolari. Nella esperienza post-marketing questi sintomi sono
stati raramente gravi e/o hanno causato disabilità (vedere paragrafo 4.8). I
tempi di esordio dei sintomi sono risultati variabili da un giomo a diversi
mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti
l’interruzione del trattamento ha dato luogo ad un sollievo dai sintomi. A
seguito di una nuova somministrazione dello stesso farmaco o di un altro
bisfosfonato, un sottogruppo di pazienti è andato incontro ad una ricaduta dei
sintomi.

Fratture da stress (conosciute anche come fratture da insufficienza) della
diafisi prossimale del femore sono state riportate in pazienti trattati a lungo
termine con acido alendronico (tempo di insorgenza compreso nella maggior parte
dei casi tra 18 mesi e 10 anni). Le fratture si sono verificate dopo un trauma
minimo o in assenza di trauma e alcuni pazienti hanno accusato dolore a livello
della coscia, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini di
fratture da stress, insorto da settimane a mesi prima del manifestarsi di una
frattura completa del femore. Spesso le fratture sono bilaterali; per questa
ragione nei pazienti trattati con bifosfonati che hanno avuto una frattura della
diafisi femorale deve essere controllato il femore controlaterale. È stata
inoltre riportata una limitata guarigione di queste fratture. In pazienti con
frattura da stress è consigliabile l’interruzione della terapia con bifosfonati
in base alla valutazione del paziente, effettuata sul profilo individuale
rischio/beneficio.

I pazienti devono essere informati che in caso di mancata assunzione della
dose settimanale di Alendronato-Colecalciferolo MSD, devono assumere
una compressa al mattino successivo al giomo in cui se ne sono accorti. Non si
devono prendere due compresse lo stesso giomo ma si deve ricominciare ad
assumere una compressa una volta a settimana, nel giomo prescelto come
stabilito in precedenza.

Non si raccomanda l’uso di Alendronato-Colecalciferolo MSD in
pazienti con compromissione della funzione renale quando la VFG è minore di 35
ml/min (vedere paragrafo 4.2).

Si devono considerare con attenzione cause di osteoporosi diverse dalla
carenza di estrogeni e dall’età.

L’ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con
Alendronato-Colecalciferolo MSD (vedere paragrafo 4.3). Anche altri
disordini del metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati adeguatamente prima di iniziare la
terapia con Alendronato-Colecalciferolo MSD. Il contenuto di vitamina
D in Alendronato-Colecalciferolo MSD non è adatto a correggere la
carenza di vitamina D. In pazienti affetti da queste condizioni cliniche deve
essere effettuato il monitoraggio dei livelli del calcio sierico e dei sintomi
di ipocalcemia nel corso del trattamento con Alendronato-Colecalciferolo MSD.

A causa dell’effetto positivo dell’alendronato sull’incremento della
mineralizzazione dell’osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici
del calcio e dei fosfati specialmente nei pazienti che assumono glucocorticoidi
nei quali l’assorbimento del calcio può essere ridotto. Tali diminuzioni sono
usualmente limitate ed asintomatiche. Vi sono state tuttavia rare segnalazioni
di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente gravi e spesso a carico di pazienti
con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e
malassorbimento del calcio) (vedere paragrafo 4.8).

Colecalciferolo

La vitamina D3 può aumentare l’entità della ipercalcemia e/o ipercalciuria in
caso di somministrazione a pazienti affetti da patologie associate con
sovrapproduzione irregolare di calcitriolo (per es. leucemia, linfoma,
sarcoidosi). In questi pazienti devono essere monitorati il calcio sierico ed
urinario.

I pazienti affetti da malassorbimento possono non assorbire adeguatamente la
vitamina D3.

Eccipienti

Questo farmaco contiene lattosio e saccarosio. I pazienti con rari problemi
ereditari di intolleranza al fruttosio, intolleranza al galattosio, deficit di
lattasi di Lapp, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di
saccarasi-isomaltasi non devono assumere questo farmaco.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Alendronato

E’ probabile che cibo e bevande (inclusa l’acqua minerale), integratori di
calcio, antiacidi e altri farmaci per somministrazione orale, se assunti
contemporaneamente all’alendronato, interferiscano con l’assorbimento di
quest’ultimo. Di conseguenza, i pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30
minuti dall’assunzione dell’alendronato prima dell’assunzione orale di qualsiasi
altro farmaco (vedere i paragrafi 4.2 e 5.2).

Non si prevedono altre interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti.
Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni
(intravaginali, transdermici o orali) durante il trattamento con l’alendronato.
Non sono state identificate reazioni avverse attribuibili all’uso degli
estrogeni durante il trattamento con l’alendronato.

Poiché l’uso dei FANS è associato con irritazione gastrointestinale, si deve
usare cautela durante il trattamento concomitante con alendronato.

Sebbene non siano stati condotti studi specifici di interazione, negli studi
clinici l’alendronato è stato usato con una vasta gamma di farmaci comunemente
prescritti senza dare luogo ad interazioni di rilevanza clinica.

Colecalciferolo

Olestra, gli olii minerali, orlistat, e gli agenti sequestranti della bile
(es. colestiramina, colestipolo) possono ostacolare l’assorbimento di vitamina
D. Gli anticonvulsivanti, la cimetidina e i tiazidi possono incrementare il
catabolismo della vitamina D. Ulteriori integratori di vitamina D possono essere
presi in considerazione su base individuale.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Alendronato-Colecalciferolo MSD deve essere utilizzato
unicamente nelle donne in post-menopausa e pertanto non deve essere utilizzato
durante la gravidanza o l’allattamento.

Non vi sono dati adeguati sull’uso di Alendronato-Colecalciferolo MSD in donne in gravidanza. Gli studi su animali con alendronato non indicano
diretti effetti dannosi sulla gravidanza, lo sviluppo embrio/fetale o lo
sviluppo postnatale. L’alendronato ha causato distocia dovuta all’ipocalcemia
nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). In studi su animali sono state
osservate ipercalcemia e tossicità riproduttiva con alti dosaggi di vitamina D
(vedere paragrafo 5.3).

Non è noto se l’alendronato viene escreto nel latte umano. Il colecalciferolo
ed alcuni dei suoi metaboliti attivi passano nel latte materno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati eseguiti studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso
delle macchine,

Tuttavia, alcune reazioni avverse che sono state riportate con
Alendronato-Colecalciferolo MSD possono aver effetti in alcuni pazienti sulla
capacità di guidare veicoli o sull’uso di macchinari. Le risposte individuali a
Alendronato-Colecalciferolo MSD possono variare (vedere paragrafo
4.8).

04.8 Effetti indesiderati

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Le reazioni avverse riportate più comunemente sono le reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore comprendenti dolore addominale, dispepsia, ulcera esofagea, disfagia, distensione addominale e rigurgito acido (> 1 %).

Le seguenti reazioni avverse provengono dagli studi clinici e/o dall’uso di alendronato dopo la sua immissione in commercio.

Con l’associazione di alendronato e colecalciferolo non è stata identificata alcuna ulteriore reazione avversa.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000)

Disturbi del sistema immunitario : Raro: reazioni di ipersensibilità inclusi orticaria e angioedema
Disturbi del metabolismo e della nutrizione : Raro: ipocalcemia sintomatica, spesso in associazione con condizioni predisponenti¹
Patologie del sistema nervoso : Comune: cefalea, capogiro²
Non comune: disgeusia²
Patologie dell’occhio : Non comune: infiammazione dell’occhio (uveite, sclerite, o episclerite)
Patologie dell’orecchio e del labirinto : Comune: vertigine²
Patologie gastrointestinali : Comune: dolore addominale, dispepsia, costipazione, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea³, disfagia³, distensione addominale, rigurgito acido
Non comune: nausea, vomito, gastrite, esofagite³, erosioni esofagee³, melena²
Raro: stenosi esofagea³, ulcerazione orofaringea³, SUP (Sanguinamento, Ulcere, Perforazione) del tratto gastrointestinale superiore¹
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: alopecia², prurito²
Non comune: eruzione cutanea, eritema
Raro: eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee gravi inclusa la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi tossica epidermica4
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo : Molto comune: dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) che talvolta è grave1,2
Comune: gonfiore delle articolazioni¹
Raro: osteonecrosi della mandibola/mascella1,4; fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati)5
Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bisfosfonati)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione : Comune: astenia², edema periferico²
Non comune: sintomi transitori come da risposta della fase acuta (mialgia, malessere e raramente febbre), tipicamente associati all’inizio del trattamento²
¹ Vedere paragrafo 4.4
² La frequenza negli studi clinici è stata simile sia nel gruppo trattato con farmaco che in quello trattato con placebo.
³ Vedere paragrafi 4.2 e 4.4
4 Questa reazione avversa è stata identificata tramite il monitoraggio post-marketing. La frequenza di "raro" è stata stimata in base a studi clinici rilevanti.
5 Riportate durante l’esperienza post-marketing.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Alendronato

L’ipocalcemia, l’ipofosfatemia e le reazioni avverse del tratto
gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi gastrica,
esofagite, gastrite o ulcera, possono essere la conseguenza di un sovradosaggio
orale.

Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di un
sovradosaggio con alendronato. In caso di sovradosaggio con
Alendronato-Colecalciferolo MSD, somministrare latte o antiacidi che si legano
all’alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non indurre il
vomito e tenere il paziente rigorosamente con il busto eretto.

Colecalciferolo

Non è stata documentata tossicità da vitamina D nel corso della terapia
cronica in adulti generalmente sani ad un dosaggio inferiore a 10.000 UI/die. In
uno studio clinico su persone adulte sane un dosaggio giornaliero di 4000 UI di
vitamina D3 per un periodo fino a cinque mesi non è stato associato a
ipercalciuria o ipercalcemia.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: bisfosfonati, associazioni. Codice ATC:
M05BB03 Alendronato-Colecalciferolo MSD è un farmaco di
associazione in compressa contenente i due principi attivi sodio alendronato
triidrato e colecalciferolo (vitamina D3).

Alendronato

Aledronato sodico è un bisfosfonato che agisce come un inibitore specifico
del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti senza effetto diretto sulla
formazione dell’osso. Studi preclinici hanno mostrato che l’alendronato si
localizza in maniera preferenziale nei siti di riassorbimento attivo. Viene
inibita l’attività, ma il reclutamento e l’adesione degli osteoclasti non sono
alterati. Il tessuto osseo formatosi durante il trattamento con l’alendronato è
qualitativamente normale.

Colecalciferolo (vitamina D3) La vitamina D3 viene prodotta nella cute
attraverso la conversione del 7-deidrocolesterolo a vitamina D3 dalla luce
ultravioletta. In assenza di una adeguata esposizione alla luce solare, la
vitamina D3 è un elemento nutritivo essenziale. La vitamina D3 viene convertita
a 25-idrossivitamina D3 nel fegato ed immagazzinata per i bisogni
dell’organismo. La conversione nel rene ad 1,25-diidrossivitamina D3
(calcitriolo), la forma attiva dell’ormone che mobilizza il calcio, è sottoposta
a stretta regolazione. L’attività principale della 1,25-diidrossivitamina D3 è
quella di aumentare l’assorbimento sia del calcio che del fosfato a livello
intestinale e di regolare il calcio sierico, l’escrezione del calcio e del
fosfato renale, la formazione dell’osso ed il riassorbimento osseo.

La vitamina D3 è necessaria per la normale formazione dell’osso.
L’insufficienza di vitamina D ha luogo quando sia l’esposizione alla luce solare
che l’assunzione con la dieta sono inadeguate. L’insufficienza è associata con
un bilancio negativo del calcio, perdita ossea, ed aumentato rischio di frattura
scheletrica. In casi gravi, la carenza dà luogo ad iperparatiroidismo
secondario, ipofosfatemia, debolezza muscolare prossimale ed osteomalacia,
aumentando così il rischio di cadute e di fratture nelle persone affette da
osteoporosi. Gli integratori di vitamina D riducono questi rischi e le loro
conseguenze.

L’osteoporosi viene definita come valore della densità minerale ossea (DMO)
del rachide o dell’anca inferiore di 2,5 deviazioni standard (DS) rispetto al
valore medio di una popolazione giovane normale

o come anamnesi di frattura patologica, indipendentemente dalla DMO.

Studi su Alendronato-Colecalciferolo MSD

L’effetto di Alendronato-Colecalciferolo MSD (alendronato 70
mg/vitamina D3 2800 UI) sui parametri relativi alla vitamina D è stato
dimostrato in uno studio multinazionale di 15 settimane che ha arruolato 682
donne in post-menopausa affette da osteoporosi (25-idrossivitamina D sierica al
basale: media 56 nmol/l [22,3 ng/ml]; range 22,5-225 nmol/l [990 ng/ml]). Le
pazienti sono state trattate con la formulazione a minore dosaggio (70 mg/2800
UI) di Alendronato-Colecalciferolo MSD (n=350) o con FOSAMAX 70 mg
(n=332) una volta a settimana; sono stati proibiti ulteriori integratori di
vitamina D. Dopo 15 settimane di trattamento i livelli medi di
25-idrossivitamina D sierica sono risultati significativamente superiori (26%)
nel gruppo Alendronato-Colecalciferolo MSD (70 mg/2800 UI) (56 nmol/l
[23 ng/ml]) rispetto al gruppo trattato con alendronato da solo (46 nmol/l [18,2
ng/ml]). La percentuale di pazienti con insufficienza di vitamina D
(25-idrossivitamina D sierica < 37,5 nmol/l[<15 ng/ml]) è stata ridotta in
misura significativa del 62,5% con Alendronato-Colecalciferolo MSD
(70 mg/2800 UI) vs alendronato da solo (12 % vs 32 %, rispettivamente), fino a
tutta la settimana 15. La percentuale di pazienti con deficit di vitamina D
(25-idrossivitamina D sierica <22,5 nmol/l [<9 ng/ml]) è stata
significativamente ridotta del 92% con Alendronato-Colecalciferolo MSD (70 mg/2800 UI) vs. alendronato da solo (1% vs 13%, rispettivamente). In
questo studio, i livelli medi di 25-idrossivitamina D nei pazienti con
insufficienza di vitamina D al basale (25-idrossivitamina D, da 22,5 a 37,5
nmol/l [da 9 a <15 ng/ml]) sono aumentati da 30 nmol/l (12,1 ng/ml) a 40 nmol/l
(15,9 ng/ml) alla settimana 15 nel gruppo Alendronato-Colecalciferolo MSD (70 mg/2800 UI) (n=75) e sono diminuiti da 30 nmol/l (12,0 ng/ml) al basale
a 26 nmol/l (10,4 ng/ml) alla settimana 15 nel gruppo trattato con alendronato
da solo (n=70). Non vi sono state differenze nel contenuto sierico medio di
calcio, fosfato, o calcio urinario nelle 24 ore fra gruppi di trattamento.

Studi su alendronato

L’equivalenza terapeutica di alendronato 70 mg in monosomministrazione
settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370) è stata dimostrata in uno
studio multicentrico di un anno su donne in post-menopausa con osteoporosi. Gli
aumenti medi di DMO dal basale a livello del tratto lombare del rachide ad un
anno sono stati del 5,1 % (95 % IC 4,8, 5,4 %) nel gruppo trattato con 70 mg in
monosomministrazione settimanale e del 5,4 % (95 % IC 5,0, 5,8 %) nel gruppo
trattato con 10 mg/die. Gli aumenti medi della DMO sono stati del 2,3 % e del
2,9 % a livello del collo del femore e del 2,9 % e 3,1 % in tutta l’anca,
rispettivamente per i gruppi trattati con 70 mg in monosomministrazione
settimanale e 10 mg una volta al giomo. I due gruppi sono risultati simili
anche riguardo agli incrementi di DMO in altri distretti ossei.

Gli effetti dell’alendronato sulla massa ossea e sull’incidenza di fratture
nelle donne in postmenopausa sono stati esaminati in due studi iniziali
sull’efficacia, di disegno identico (n=994) e nel Fracture Intervention Trial
(FIT: n=6.459).

Negli studi iniziali sull’efficacia, gli aumenti medi della DMO con
alendronato 10 mg/die confrontati con il placebo a tre anni sono stati dell’8,8
%, 5,9 % e 7,8 % a livello rispettivamente del rachide, del collo del femore e
del trocantere. Anche la DMO dell’organismo in toto è aumentata in maniera
significativa. C’è stata una riduzione del 48 % (alendronato 3,2 % vs placebo
6,2 %) nella proporzione di pazienti trattati con alendronato con una o più
fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con il placebo. Nell’estensione a
due anni di questi studi, la DMO ha continuato ad aumentare a livello del
rachide e del trocantere e si è mantenuta stabile a livello del collo del femore
e dell’organismo in toto.

Il FIT è costituito da due studi controllati con placebo su alendronato una
volta al giomo (5 mg al giomo per due anni e 10 mg al giomo per uno o due
ulteriori anni):

  • FIT 1: uno studio a tre anni su 2.027 pazienti con almeno una frattura
    vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio, l’assunzione
    giornaliera di alendronato ha ridotto l’incidenza di ≥1 nuova frattura
    vertebrale del 47 % (alendronato 7,9 % vs placebo 15,0 %). È stata inoltre
    rilevata una riduzione statisticamente significativa nell’incidenza di
    fratture dell’anca (1,1 % vs 2,2 %, una riduzione del 51 %).
  • FIT 2: uno studio a quattro anni su 4.432 pazienti con ridotta massa
    ossea ma senza fratture vertebrali al basale. In questo studio è stata
    osservata una differenza significativa nell’analisi del sottogruppo di donne
    osteoporotiche (37 % della popolazione globale dello studio, con osteoporosi
    secondo la definizione di cui sopra) nell’incidenza di fratture dell’anca
    (alendronato 1,0 % vs placebo 2,2 %, una riduzione del 56 %) e
    nell’incidenza di ≥1 frattura vertebrale (2,9 % vs 5,8 %, una riduzione del
    50 %).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Alendronato

Assorbimento

Rispetto ad una dose di riferimento somministrata per via endovenosa, la
biodisponibilità orale media dell’alendronato nelle donne è stata dello 0,64 %
per dosi da 5 mg a 70 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e 2 ore prima
di una colazione standardizzata. Allo stesso modo, la biodisponibilità si è
ridotta a circa lo 0,46 % e lo 0,39 % quando l’alendronato è stato somministrato
un’ora o mezz’ora prima di una colazione standardizzata. Negli studi
sull’osteoporosi l’alendronato è risutato efficace quando è stato somministrato
almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata.

L’alendronato contenuto nella compressa di associazione di
Alendronato-Colecalciferolo MSD (70 mg/2800 UI) è bioequivalente a una compressa di
alendronato 70 mg.

La biodisponibilità è stata trascurabile quando l’alendronato è stato
somministrato con o entro le due ore da una colazione standardizzata. La
somministrazione concomitante di caffè o succo di arancia con alendronato ne ha
ridotto la biodisponibilità di circa il 60 %.

In soggetti sani, il prednisone somministrato per via orale (20 mg tre volte
al giomo per cinque giorni) non ha prodotto cambiamenti clinicamente rilevanti
nella biodisponibilità orale dell’alendronato (un incremento medio dal 20 % al
44 %).

Distribuzione

Studi sul ratto mostrano che in seguito alla somministrazione endovenosa di 1
mg/kg l’alendronato, inizialmente distribuito nei tessuti molli, viene
rapidamente ridistribuito a livello osseo o escreto nelle urine. Nell’uomo il
volume medio di distribuzione allo stato di equilibrio, esclusivo dell’osso, è
almeno di 28 litri. Le concentrazioni plasmatiche dell’alendronato in seguito a
dosi orali terapeutiche sono troppo basse per essere rilevate analiticamente (<5
ng/ml). Nell’uomo il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 78 %.

Biotrasformazione

Sia nell’uomo che nell’animale non vi è evidenza che l’alendronato venga
metabolizzato.

Eliminazione

In seguito a una dose endovenosa singola di alendronato marcato con 14C,
circa il 50 % della radioattività è stato escreto nelle urine entro 72 ore e non
è stata riscontrata radioattività, se non minima, nelle feci. Dopo
somministrazione endovenosa singola di 10 mg, la clearance renale
dell’alendronato è stata 71 ml/min e la clearance sistemica non ha superato i
200 ml/min. Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre il 95 % entro
6 ore dalla somministrazione endovenosa. E’ stato stimato che l’emivita
terminale nell’uomo superi i dieci anni, riflettendo il rilascio
dell’alendronato dallo scheletro. Nel ratto l’escrezione renale di alendronato
non avviene mediante sistemi di trasporto acido – base e di conseguenza non si
prevede che nell’uomo interferisca a questo livello con l’escrezione di altri
farmaci.

Colecalciferolo

Assorbimento

In persone sane (di entrambi i sessi) a seguito della somministrazione di
Alendronato-Colecalciferolo MSD al mattino a digiuno e due ore prima
di un pasto, l’area media sotto la curva concentrazione sierica-tempo
(AUC0-120h) per la vitamina D3 (non aggiustata per i livelli di vitamina D3
endogena) è risultata di 296,4 ng-h/ml. La massima concentrazione sierica media
(Cmax) di vitamina D3 è stata di 5,9 ng/ml, e il tempo mediano richiesto per
raggiungere la massima concentrazione sierica (Tmax) è stata di 12 ore. La
biodisponibilità delle 2800 UI di vitamina D3 in Alendronato-Colecalciferolo MSD è simile alle 2800 UI di vitamina D3 somministrata da sola.

Distribuzione

Dopo l’assorbimento, la vitamina D3 entra nel circolo ematico veicolata dai
chilomicroni. La vitamina D3 viene rapidamente distribuita per lo più nel fegato
dove viene metabolizzata a 25-idrossivitamina D3, la principale forma di
riserva. Quantità più trascurabili vengono distribuite ai tessuti adiposo e
muscolare ed immagazzinate in questi siti come vitamina D3 per un successivo
rilascio nella circolazione. La vitamina D3 circolante è legata alla proteina
legante la vitamina D.

Biotransformazione

La vitamina D3 viene rapidamente metabolizzata per idrossilazione nel fegato
a 25-idrossivitamina D3, e successivamente metabolizzata nel rene a
1,25-diidrossivitamina D3, che è la forma biologicamente attiva. Un’ulteriore
idrossilazione ha luogo prima dell’eliminazione. Una piccola percentuale di
vitamina D3 va incontro a glucuronidazione prima di essere eliminata.

Eliminazione

Quando la vitamina D3 radioattiva è stata somministrata a persone sane,
l’escrezione urinaria media di radioattività dopo 48 ore è risultata del 2,4 %,
e l’escrezione fecale media di radioattività dopo 4 giorni è risultata del 4,9
%. In entrambi i casi, la radioattività escreta è risultata derivare quasi
esclusivamente dai metaboltiti della molecola originaria. L’emivita media della
vitamina D3 sierica dopo una dose orale di Alendronato-Colecalciferolo MSD (70 mg/2800 UI) è di circa 24 ore.

Caratteristiche nei pazienti

Gli studi preclinici mostrano che l’alendronato che non si deposita nell’osso
è rapidamente escreto nelle urine. Non è stata rilevata evidenza di saturazione
della captazione da parte del tessuto osseo a seguito di somministrazione
cronica di dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali. Sebbene non
siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come nell’animale,
l’eliminazione dell’alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con
funzione renale compromessa. Di conseguenza si potrebbe prevedere un accumulo
leggermente superiore di alendronato a livello osseo in pazienti con funzione
renale compromessa (vedere paragrafo 4.2).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Non sono stati condotti studi non clinici con l’associazione di alendronato
e colecalciferolo.

Alendronato

I dati non clinici non indicano alcun rischio specifico nell’uomo sulla base
di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dose ripetuta, genotossicità e
potenziale cancerogeno. Studi condotti sui ratti hanno mostrato che il
trattamento con alendronato durante la gravidanza è associato a distocia legata
a ipocalcemia nelle madri durante il parto. Negli studi, i ratti ai quali sono
state somministrate le dosi più alte hanno mostrato una maggiore incidenza di
ossificazione fetale incompleta. Non è nota la rilevanza di tali reperti per
l’uomo.

Colecalciferolo

A dosaggi molto superiori al range terapeutico, in studi animali è stata
osservata tossicità riproduttiva.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Cellulosa microcristallina (E460)
Lattosio anidro
Trigliceridi a catena media
Gelatina
Croscarmellosa sodica
Saccarosio
Silice colloidale
Magnesio stearato (E572)
Butilidrossitoluene (E321)
Amido modificato (mais)
Silicato di sodio e alluminio (E554)

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Indice

18 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Conservare nel blister originale per proteggere il medicinale dalla luce e
dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Contenitore a portafoglio con blister sigillati in alluminio/alluminio, in
astucci da 2 (1 contenitore a portafoglio x 2 compresse), 4 (1 contenitore a
portafoglio x 4 compresse), 6 (3 contenitori a portafoglio x 2 compresse), 12
(3 contenitori a portafoglio x 4 compresse) o 40 (10 contenitori a portafoglio
x 4 compresse) compresse.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice
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Merck Sharp & Dohme Ltd.
Hertford Road, Hoddesdon
Hertfordshire EN119BU
Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice
/h2>

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 12 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600041

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 12 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL CONFEZIONE CALANDARIO 042600080

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 16 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600054

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 24 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600066

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 28 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600078

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 4 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600015

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 4 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL CONFEZIONE CALENDARIO 042600039

“70 MG/5600 UI COMPRESSE” 4X1 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 042600027

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

10.0 Data di revisione del testo

Indice
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PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Alendronato cole te – 4 Cpr 5600 U (Acido Alendronico Sale Sodico Monoidrato+colecalciferolo)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 79 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: M05BB03 AIC: 042600039 Prezzo: 13,6 Ditta: Teva Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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